Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Atropina solfato 10SIR 1MG

Soluzione iniettabile in siringa monodose

€ 308.0

Farmaco generico

Classe C

Principio attivoAtropina solfato
GruppoBelladonna e derivati, non associati
ATCA03BA01 - Atropina
RicettaUspl - uso specialistico
SSNNon concedibile
ProduttoreAguettant italia srl
ConservazioneNessuna particolare condizione di conservazione
GlutineNon contiene glutine    
LattosioNon contiene lattosio   
Codice AICA044994034

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Atropina Solfato Laboratoire Aguettant 0,2 mg/ml soluzione iniettabile in siringa pre–riempita è indicata solo negli adulti. – Come medicazione preanestetica per prevenire le reazioni vagali associate con l’intubazione tracheale e la manipolazione chirurgica, – Per limitare gli effetti muscarinici della neostigmina, quando somministrata post chirurgicamente per contrastare i miorilassanti non depolarizzanti, – Trattamento della bradicardia con compromissione emodinamica e/o blocco atrioventricolare dovuto a eccessivo tono vagale in situazione di emergenza, – Rianimazione cardiopolmonare: per trattare la bradicardia sintomatica e il blocco atrioventricolare, – Come antidoto in seguito a sovradosaggio o avvelenamento con inibitori dell’acetilcolinesterasi, per esempio anticolinesterasici, organofosforici, carbammati e funghi muscarinici.

Posologia

Atropina Solfato Laboratoire Aguettant 0,2 mg/ml, soluzione iniettabile in siringa preriempita deve essere somministrato sotto supervisione medica. Posologia Medicazione preanestetica Somministrazione endovenosa immediatamente prima dell’intervento chirurgico; se necessario, è possibile una somministrazione intramuscolare 30–60 minuti prima dell’intervento chirurgico. Adulti: 0,3 – 0,6 mg e.v. o i.m. (1,5–3 ml) In combinazione con neostigmina per limitare i suoi effetti muscarinici : Adulti: 0,6 – 1,2 mg e.v. (3–6 ml) Trattamento della bradicardia con compromissione emodinamica, blocco atrioventricolare, rianimazione cardiopolmonare: Adulti: – Bradicardia sinusale: 0,5 mg e.v. (2,5 ml), ogni 2–5 minuti fino a quando viene ottenuta la frequenza cardiaca desiderata. – Blocco AV: 0,5 mg e.v. (2,5 ml), ogni 3–5 minuti (massimo 3 mg) Come antidoto agli organofosforici (pesticidi, gas nervini), a inibitori della colinesterasi e in caso di avvelenamento da funghi muscarinici : Uso endovenoso. Adulti: 0,5 – 2 mg di atropina solfato (2,5 – 10 ml) a seconda delle caratteristiche e della risposta del paziente, possono essere ripetuti dopo 5 minuti e successivamente in base alle necessità, fino a che i segni e i sintomi non scompaiono (questa dose può essere superata diverse volte) Aggiustamenti della dose In generale, la dose deve essere aggiustata in base alla risposta e alla tolleranza del paziente. La dose totale massima di 3 mg negli adulti viene di solito aumentata fino a quando gli effetti indesiderati diventano intollerabili; una lieve riduzione della dose corrisponde quindi al dosaggio massimo tollerato dal paziente. Popolazioni speciali Si consiglia cautela nei pazienti con compromissione renale o epatica e negli anziani (vedere paragrafo 4.4). Modo di somministrazione L’atropina viene somministrata mediante iniezione endovenosa o iniezione intramuscolare. Popolazione pediatrica La siringa pre–riempita non può essere adattata alla somministrazione nella popolazione pediatrica; la tacca non permette una misurazione adeguata.

Controindicazioni

– Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti – Glaucoma ad angolo chiuso – Rischio di ritenzione urinaria a causa di malattia della prostata o dell’uretra – Acalasia dell’esofago, ileo paralitico e megacolon tossico Tutte queste controindicazioni sono tuttavia non pertinenti in situazioni di emergenza potenzialmente fatali (come bradiaritmia, avvelenamento).

Avvertenze e precauzioni

Usare cautela in caso di: – Ipertrofia prostatica – Insufficienza renale o epatica – Insufficienza cardiaca, aritmie, ipertiroidismo – Broncopneumopatia cronica ostruttiva, perché la riduzione delle secrezioni bronchiali può portare alla formazione di tappi bronchiali – Atonia intestinale negli anziani – Stenosi pilorica – Febbre o quando la temperatura ambiente è elevata– Nei negli anziani, che possono essere più suscettibili ai suoi effetti avversi – Nell’esofagite da reflusso, perché l’atropina può ritardare lo svuotamento gastrico, diminuire la motilità gastrica e rilassare lo sfintere esofageo L’atropina non deve essere somministrata a pazienti con miastenia gravis, salvo se somministrata congiuntamente ad anticolinesterasi. La somministrazione di atropina non deve ritardare l’avvio di stimolazione esterna nei pazienti instabili, in particolare quelli con blocco di grado elevato (tipo Mobitz II di secondo grado o terzo grado). Gli antimuscarinici bloccano l’inibizione vagale del pacemaker del nodo senoatriale (SA) e devono pertanto essere usati con cautela nei pazienti con tachiaritmie, scompenso cardiaco congestizio o coronaropatie. Questo medicinale contiene sodio. Il livello di sodio è inferiore a 1 mmol per siringa, cioè è praticamente "senza sodio".

Interazioni

Combinazioni da tenere in considerazione Altri farmaci con attività anticolinergica, come gli antidepressivi triciclici, alcuni antistaminici anti–H1, i farmaci antiparkinsoniani, disopiramide, mequitazina, fenotiazine, farmaci neurolettici, antispastici atropinici, clozapina e chinidina, a causa del rischio di intensificazione degli effetti avversi atropinici (ritenzione urinaria, stipsi, secchezza delle fauci).

Effetti indesiderati

L’andamento degli effetti avversi osservati con l’atropina può essere correlato per la maggior parte alle sue azioni farmacologiche sui recettori muscarinici e, ad alte dosi, nicotinici. Gli effetti avversi sono correlati alla dose e sono di solito reversibili se la terapia viene interrotta. Gli effetti più comuni osservati a dosi relativamente basse sono disturbi visivi, ridotta secrezione bronchiale, secchezza delle fauci, stipsi, reflusso, vampate, difficoltà di minzione e secchezza della cute. Si può sviluppare bradicardia transitoria seguita da tachicardia, con palpitazioni e aritmie. La valutazione delle reazioni avverse si basa sulla seguente definizione di frequenza: Molto comune: ≥1/10; Comune: ≥1/100, <1/10; Non comune: ≥1/1.000, <1/100; Raro: ≥1/10.000, <1/1.000; Molto raro: <1/10.000; Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Frequenza Classificazione per sistemi e organi Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100, <1/10) Non comune (≥1/1.000, <1/100) Raro (≥1/10.000, <1/1.000) Molto raro (<1/10.000) Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Disturbi del sistema immunitario       Reazioni allergiche Anafilassi  
Patologie del sistema nervoso   Eccitazione, mancanza di coordinazione, confusione mentale e/o allucinazioni (specialmente alle dosi più alte), ipertermia Reazioni psicotiche Convulsioni, sonnolenza   Cefalea, irrequietezza, atassia, insonnia
Patologie dell’occhio Disturbi visivi (midriasi, inibizione dell’accomodazione, visione offuscata, fotofobia)          
Patologie cardiache   Tachicardia (aritmie, esacerbazione transitoria della bradicardia)     Aritmie atriali, fibrillazione atriale, angina, crisi ipertensiva  
Patologie vascolari   Vampate        
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Ridotta secrezione bronchiale          
Patologie gastrointestinali Secchezza delle fauci (difficoltà a deglutire e a parlare, sete), inibizione parasimpatica del tratto gastrointestinale (stipsi e reflusso), inibizione della secrezione gastrica, perdita del gusto, nausea, vomito, sensazione di gonfiore          
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Anidrosi, orticaria, eruzione cutanea          
Patologie renali e urinarie   Inibizione del controllo parasimpatico della vescica urinaria, ritenzione urinaria        
Popolazioni speciali L’atropina può provocare eccitazione, mancanza di coordinazione, confusione e/o allucinazioni, specialmente negli anziani. Uno studio epidemiologico ha riportato in modo analogo prestazioni cognitive inferiori nei pazienti anziani trattati con antimuscarinici. I pazienti con sindrome di Down possono essere più suscettibili agli effetti antimuscarinici. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza I dati ottenuti su un numero limitato di gravidanze esposte indicano che l’atropina non ha effetti avversi sulla gravidanza o sulla salute del feto/del neonato. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Studi della farmacocinetica dell’atropina nelle madri e nei feti in gravidanze in fase avanzata indicano che l’atropina attraversa rapidamente la barriera placentare. La somministrazione endovenosa di atropina durante o a termine di gravidanza può provocare tachicardia nel feto e nella madre. L’atropina non deve essere usata durante la gravidanza, salvo in casi chiaramente necessari. Allattamento Piccole quantità di atropina possono passare nel latte materno umano. I neonati possiedono una sensibilità maggiore agli effetti anticolinergici dell’atropina. L’atropina può inibire la produzione di latte, in particolare in caso di uso ripetuto. Si deve decidere se interrompere l’allattamento o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Se si decide di continuare l’allattamento durante il trattamento, monitorare il bambino per la presenza di effetti anticolinergici. Fertilità Non sono disponibili dati sugli effetti di questa atropina solfato sulla fertilità negli esseri umani. L’atropina solfato ha ridotto la fertilità di ratti maschi, presumibilmente in conseguenza dell’effetto inibitorio sul trasporto di sperma e di seme durante il processo di emissione.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

About

Creato da Giuseppe Pipero.