Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Abacavir lamivudina dr 30CPR

Compresse rivestite in blister

€ 170.27

Farmaco generico

Classe H

Principio attivoAbacavir/lamivudina
GruppoAntivirali ad azione diretta
ATCJ05AR02 - Lamivudina e abacavir
RicettaRnrl - non rip. limitativa (conservare 2 anni)
SSNNon concedibile
ProduttoreDr. reddy's laboratories
ConservazioneNessuna particolare condizione di conservazione
GlutineNon contiene glutine    
LattosioNon contiene lattosio   
Codice AICA044980011

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s è indicato nella terapia di combinazione antiretrovirale per il trattamento della infezione da Virus dell’Immunodeficienza Umana (HIV) in adulti, adolescenti e bambini che pesano almeno 25 kg (vedere paragrafi 4.4 e 5.1). Prima di iniziare il trattamento con abacavir, deve essere eseguito uno screening per la presenza dell’allele HLA–B*5701 in ogni paziente affetto da HIV, a prescindere dalla razza (vedere paragrafo 4.4). Abacavir non deve essere somministrato a quei pazienti in cui sia nota la presenza dell’allele HLA–b*5701.

Posologia

La terapia deve essere prescritta da un medico con esperienza nella gestione dell’infezione da HIV. Posologia Adulti, adolescenti e bambini che pesano almeno 25 kg: La dose raccomandata di Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s è una compressa una volta al giorno. Bambini che pesano meno di 25 kg: Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’snon deve essere somministrato a bambini che pesano meno di 25 kg dal momento che, essendo una compressa a dose fissa, tale dose non può essere ridotta. Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s è una compressa a dose fissa e non deve essere prescritta ai pazienti che richiedo modifiche della dose. Sono disponibili preparazioni separate di abacavir o lamivudina nei casi in cui sia richiesta la sospensione o la modifica del dosaggio di uno dei due principi attivi. In questi casi il medico deve fare riferimento alle specifiche informazioni prescrittive di questi medicinali. Popolazioni speciali Anziani: Attualmente non sono disponibili dati di farmacocinetica nei pazienti di età superiore ai 65 anni. Si consiglia un’attenzione particolare per questa classe di età a causa dei cambiamenti correlati all’età come la diminuita funzionalità renale e le alterazioni dei parametri ematologici. Compromissione renale: Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s non è raccomandato per l’uso nei pazienti con una clearance della creatinina <50 ml/min dal momento che non può essere fatto il necessario aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2). Compromissione epatica: Abacavir è principalmente metabolizzato dal fegato. Non sono disponibili dati nei pazienti con compromissione epatica da moderata a grave, pertanto l’uso di Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s non è raccomandato a meno che non sia ritenuto necessario. Nei pazienti con compromissione epatica lieve (punteggio Child–Pugh 5–6) è richiesto stretto monitoraggio e, se fattibile, incluso il monitoraggio dei livelli plasmatici di abacavir (vedere i paragrafi 4.4 e 5.2). Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s nei bambini che pesano meno di 25 kg non sono state stabilite. I dati attualmente disponibili sono riportati nei paragrafi 4.8, 5.1 e 5.2, ma non può essere fatta alcuna raccomandazione sulla posologia. Metodo di somministrazione Uso orale Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s può essere assunto con o senza cibo.

Controindicazioni

Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Vedere paragrafi 4.4 e 4.8.

Avvertenze e precauzioni

In questo paragrafo sono incluse le avvertenze speciali le precauzioni d’impiego relative ad abacavir e lamivudina. Non vi sono ulteriori precauzioni e avvertenze relative a Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s. Sebbene un’efficace soppressione virale con la terapia antiretrovirale abbia dimostrato di ridurre notevolmente il rischio di trasmissione sessuale, un rischio residuo non può essere escluso. Si devono prendere precauzioni per prevenire la trasmissione in accordo con le linee guida nazionali. Reazioni di ipersensibilità (vedere anche paragrafo 4.8). Abacavir è associato ad un rischio di reazioni di ipersensibilità (HSR) (vedere paragrafo 4.8). caratterizzate da febbre e/o eruzione cutanea con altri sintomi che indicano un coinvolgimento multi–organico. Le HSR sono state osservate con abacavir, alcune delle quali erano pericolose per la vita e in rari casi ad esito fatale, quando non gestite in maniera appropriata. Il rischio che si verifichi una HSR ad abacavir è elevato nei pazienti con test positivo per la presenza dell’allele HLA–B*5701. Tuttavia, le reazioni di ipersensibilità ad abacavir sono state riportate con frequenza minore nei pazienti che non possiedono questo allele. Pertanto deve essere rispettato quanto segue: – La presenza o meno dell’allele HLA–B*5701 deve essere sempre confermata prima di iniziare la terapia. – Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s non deve essere mai iniziato nei pazienti con positività per la presenza dell’allele HLA–B*5701, neppure nei pazienti con negatività per la presenza dell’allele HLA–B*5701 che hanno avuto una sospetta HSR ad abacavir in un precedente regime terapeutico contenente abacavir. – Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s deve essere interrotto immediatamente, anche in assenza dell’allele HLA–B*5701 se si sospetta una HSR. Un ritardo nella sospensione del trattamento con Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s dopo l’insorgenza di ipersensibilità può provocare una reazione pericolosa per la vita. – Dopo l’interruzione del trattamento con Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s per motivi di sospetta HSR, Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s o qualsiasi altro medicinale contenente abacavir non devono essere mai più ripresi. – La riassunzione di medicinali contenenti abacavir dopo una sospetta HSR ad abacavir può provocare una immediata ricomparsa dei sintomi entro poche ore. Questa ricomparsa è generalmente più grave della presentazione iniziale e può includere ipotensione pericolosa per la vita e morte. – Per evitare la riassunzione di abacavir, i pazienti che hanno manifestato una sospetta HSR devono essere istruiti di eliminare le compresse rimanenti di Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s. · Descrizione clinica di HSR ad abacavir L’HSR ad abacavir è stata ben caratterizzata nel corso di studi clinici e durante l’esposizione post–marketing. I sintomi generalmente insorgevano entro le prime sei settimane (tempo mediano di insorgenza 11 giorni) dall’inizio del trattamento con abacavir, anche se queste reazioni possono insorgere in qualsiasi momento durante il corso della terapia. Quasi tutte le HSR ad abacavir includono febbre e/o eruzione cutanea. Altri segni o sintomi che sono stati osservati come parte dell’HSR sono descritti in dettaglio nel paragrafo 4.8. (Descrizione delle reazioni avverse selezionate), inclusi sintomi respiratori e gastrointestinali. È importante sottolineare che questi sintomi possono condurre ad una diagnosi errata di HSR come patologia respiratoria (polmonite, bronchite, faringite) o gastroenterite. I sintomi correlati alla HSR peggiorano con il proseguimento della terapia e possono essere pericolosi per la vita. Questi sintomi generalmente si risolvono dopo la sospensione della terapia di abacavir. Raramente i pazienti che hanno interrotto abacavir per ragioni diverse dai sintomi dell’HSR hanno anche manifestato reazioni pericolose per la vita entro qualche ora dalla ripresa della terapia con abacavir (vedere paragrafo 4.8 Descrizione delle reazioni avverse selezionate). La riassunzione di abacavir in questi pazienti deve essere fatta in un ambiente dove l’assistenza medica è prontamente disponibile. Peso e parametri metabolici Durante la terapia antiretrovirale si può verificare un aumento del peso e dei livelli ematici dei lipidi e del glucosio. Questi cambiamenti possono essere in parte correlati al controllo della malattia e allo stile di vita. Per i lipidi, vi è in alcuni casi evidenza di un effetto del trattamento, mentre per l’aumento di peso non vi è un’evidenza forte che lo correli ad un trattamento particolare. Per il monitoraggio dei livelli di lipidi ematici e del glucosio si fa riferimento alle linee guida stabilite per il trattamento dell’HIV. I disturbi del metabolismo lipidico devono essere gestiti in maniera clinicamente appropriata. Pancreatite È stata riportata pancreatite, ma non è certa una relazione causale con abacavir e lamivudina. Rischio di fallimento virologico – Terapia con tre nucleosidi: sono stati osservati casi di un’elevata frequenza di fallimento virologico e di comparsa di resistenza in una fase precoce quando abacavir e lamivudina venivano associati a tenofovir disoproxil fumarato, come regime di una volta al giorno. – Il rischio di fallimento virologico con Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s potrebbe essere maggiore di quello con altre opzioni terapeutiche (vedere paragrafo 5.1). Malattia epatica La sicurezza e l’efficacia di Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s non sono state stabilite nei pazienti con significativi disturbi epatici pre–esistenti. Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s non è raccomandato nei pazienti con compromissione epatica da moderata a grave (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). I pazienti con disfunzione epatica pre–esistente, comprendente l’epatite cronica attiva, presentano una aumentata frequenza di anomalie della funzionalità epatica durante la terapia antiretrovirale di combinazione e devono essere monitorati secondo la prassi consueta. Quando si evidenzia un peggioramento della malattia epatica in questi pazienti, si deve prendere in considerazione l’interruzione o la definitiva sospensione del trattamento. Pazienti con infezione concomitante cronica da virus dell’epatite B o C. I pazienti con epatica cronica B o C e trattati con terapia di combinazione antiretrovirale sono considerati ad aumentato rischio di reazioni avverse epatiche potenzialmente fatali. In caso di terapia antivirale concomitante per l’epatite B o C si faccia riferimento alle relative informazioni di tali prodotti medicinali. Se lamivudina viene impiegata in concomitanza per il trattamento dell’HIV e del virus dell’epatite B (HBV), ulteriori informazioni relative all’impiego di lamivudina nel trattamento dell’infezione da virus dell’epatite B possono essere reperite nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto dei medicinali contenenti lamivudina che sono indicati per il trattamento dell’HBV. Se Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s viene sospeso nei pazienti con infezione concomitante da HBV, si raccomanda un controllo periodico sia dei test di funzionalità epatica sia dei marker di replicazione dell’HBV, dal momento che la sospensione di lamivudina può condurre ad una riacutizzazione dell’epatite (vedere il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto dei medicinali contenenti lamivudina che sono indicati per il trattamento dell’HBV). Disfunzione mitocondriale dopo esposizione in utero Gli analoghi nucleosidici e nucleotidici possono influire sulla funzione mitocondriale in misura variabile, più pronunciata con stavudina, didanosina e zidovudina. Ci sono state segnalazioni di disfunzione mitocondriale in neonati HIV negativi esposti, in utero e/o dopo la nascita, ad analoghi nucleosidici; queste riguardavano prevalentemente regimi terapeutici contenenti zidovudina. Le principali reazioni avverse riportate sono disturbi ematologici (anemia, neutropenia) e disturbi del metabolismo (iperlattatemia, iperlipasemia). Questi reazioni sono state spesso transitorie. Raramente sono stati riportati disordini neurologici ad insorgenza tardiva (ipertonia, convulsioni, comportamento anormale). Non è noto attualmente se tali disordini neurologici sono transitori o permanenti. Questi risultati devono essere tenuti in considerazione per qualsiasi bambino esposto in utero a nucleotidi e ad analoghi nucleotidici che presenta manifestazioni cliniche severe di eziologia non nota, in particolare manifestazioni neurologiche. Questi risultati non modificano le attuali raccomandazioni nazionali di usare una terapia antiretrovirale nelle donne in gravidanza al fine di prevenire la trasmissione verticale dell’HIV. Sindrome da riattivazione immunitaria In pazienti affetti da HIV con deficienza immunitaria grave all’inizio della terapia antiretrovirale di combinazione (CART), può insorgere una reazione infiammatoria a patogeni opportunisti asintomatici o residuali e causare condizioni cliniche serie, o il peggioramento dei sintomi. Tipicamente, tali reazioni sono state osservate entro le primissime settimane o mesi dall’inizio della CART. Esempi rilevanti di ciò sono le retiniti da citomegalovirus, le infezioni micobatteriche generalizzate e/o focali e la polmonite da Pneumocystis carinii. Qualsiasi sintomo infiammatorio deve essere valutato e, se necessario, deve essere instaurato un trattamento. Sono stati anche segnalati disturbi autoimmuni (come il morbo di Graves) in un contesto di riattivazione immunitaria; tuttavia il tempo di insorgenza segnalato è più variabile e tali eventi possono verificarsi molti mesi dopo l’inizio del trattamento. Osteonecrosi Sebbene l’eziologia sia considerata multifattoriale (compreso l’impiego di corticosteroidi, il consumo di alcol, l’immunosoppressione grave, un più elevato indice di massa corporea), sono stati riportati casi di osteonecrosi soprattutto nei pazienti con malattia da HIV in stadio avanzato e/o esposti per lungo tempo alla CART. Ai pazienti deve essere raccomandato di rivolgersi al medico in caso di comparsa di fastidi, dolore e rigidità alle articolazioni o difficoltà nel movimento. Infezioni opportunistiche I pazienti devono essere avvisati che Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s o qualsiasi altra terapia antiretrovirale, non guarisce l’infezione da HIV e che essi possono continuare a sviluppare infezioni opportunistiche e altre complicanze dell’infezione da HIV. Pertanto i pazienti devono rimanere sotto stretta osservazione clinica da parte di medici esperti nel trattamento di tali patologie associate all’HIV. Infarto del miocardio Studi osservazionali hanno mostrato un’associazione tra l’infarto del miocardio e l’impiego di abacavir.Tali studi sono stati per la maggior parte condotti in pazienti già trattati con antiretrovirali. I dati provenienti dagli studi clinici hanno mostrato un numero limitato di infarto del miocardio e non si può escludere un piccolo aumento del rischio. Complessivamente i dati disponibili da studi osservazionali di coorte e da studi clinici randomizzati mostrano alcune contraddizioni cosicché non si può né confermare né smentire una relazione causale tra il trattamento con abacavir e il rischio di infarto miocardico. Fino ad oggi, non è noto alcun meccanismo biologico per spiegare un potenziale aumento del rischio. Quando si prescrive Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s, si devono intraprendere azioni per cercare di minimizzare tutti i fattori dirischio modificabili (ad esempio il fumo, l’ipertensione e l’iperlipidemia). Interazioni farmacologiche Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s non deve essere preso con qualsiasi altro medicinale contenente lamivudina o medicinali contenenti emtricitabina. La combinazione di lamivudina con cladribina non è raccomandata (vedere paragrafo 4.5). Eccipienti Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s contiene l’agente colorante azoico giallo tramonto (E110) che può causare reazioni allergiche.

Interazioni

Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s contiene abacavir e lamivudina, pertanto ogni interazione che sia stata identificata con i singoli medicinali può verificarsi con Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s. Gli studi clinici hanno dimostrato che non ci sono interazioni clinicamente significative tra abacavir e lamivudina. Abacavir è metabolizzato dagli enzimi UDP–glucuroniltransferasi (UGT) e dall’alcool deidrogenasi; la co–somministrazione di induttori o inibitori degli enzimi UGT o di composti eliminati attraverso l’alcol deidrogenasi può alterare l’esposizione ad abacavir. Lamivudina viene eliminata per via renale. La secrezione renale attiva di lamivudina nell’urina avviene attraverso i trasportatori dei cationi organici (organic cation transporter– OCT); la co–somministrazione di lamivudina con inibitori degli OCT può aumentare l’esposizione a lamivudina. Abacavir e lamivudina non sono metabolizzati in maniera significativa dagli enzimi del citocromo P450 (come CYP3A4, CYP 2C9 o CYP 2D6) e non inibiscono o inducono questo sistema enzimatico. Pertanto, vi è uno scarso potenziale di interazioni con gli inibitori antiretrovirali della proteasi, con i non nucleosidi e altri medicinali metabolizzati dagli enzimi principali del P450. Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s non deve essere preso con qualsiasi altro medicinale contenente lamivudina (vedere paragrafo 4.4). L’elenco di seguito riportato non deve essere considerato esaustivo, ma è rappresentativo delle classi studiate.

Medicinali per area terapeutica Interazioni Cambiamenti nella media geometrica (%) (Possibile meccanismo) Raccomandazioni relative alla co–somministrazione
MEDICINALI ANTIRETROVIRALI
Didanosina/Abacavir Interazione non studiata. Non è necessario alcun aggiustamento della dose.
Didanosina/Lamivudina Interazione non studiata.
Zidovudina/Abacavir Interazione non studiata.
Zidovudina/Lamivudina Zidovudina 300 mg singola dose Lamivudina 150 mg singola dose Lamivudina: AUC ↔
Zidovudina: AUC ↔
Emtricitabina/Lamivudina   A causa delle similitudini, Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s non deve essere somministrato in concomitanza con altri analoghi della citidina, come emtricitabina.
MEDICINALI ANTINFETTIVI
Trimetoprim/sulfametossazolo (Co–trimossazolo)/Abacavir Interazione non studiata. Non è necessario alcun aggiustamento della dose di Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s. Qualora venga richiesta la somministrazione con co–trimossazolo,si raccomanda che i pazienti siano monitorati clinicamente. Alte dosi di trimetoprim/sulfametossazolo per il trattamento della polmonite da Pneumocystis jirovecii (PCP) e della toxoplasmosi non sono state studiate e devono essere evitate.
Trimetoprim/sulfametossazolo (Co–trimossazolo)/Lamivudina (160 mg/800 mg una volta al giorno per 5 giorni/300 mg singola dose) Lamivudina: AUC ↑ 40%
Trimetoprim: AUC ↔
Sulfametossazolo: AUC ↔ (inibizione dei trasportatori dei cationi organici).
ANTIMICOBATTERICI
Rifampicina/Abacavir Interazione non studiata. Da potenziale a leggera diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di abacavir mediante l’induzione dell’UGT. Dati insufficienti per raccomandare un aggiustamento della dose.
Rifampicina/Lamivudina Interazione non studiata.
ANTICONVULSIVANTI
Fenobarbital/Abacavir Interazione non studiata. Da potenziale a leggera diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di abacavir mediante l’induzione dell’UGT. Dati insufficienti per raccomandare un aggiustamento della dose.
Fenobarbital/Lamivudina Interazione non studiata.
Fenitoina/Abacavir Interazione non studiata. Da potenziale a leggera diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di abacavir mediante l’induzione dell’UGT. Dati insufficienti per raccomandare una aggiustamento della dose. Monitoraggio delle concentrazioni di fenitoina.
Fenitoina/Lamivudina Interazione non studiata.
ANTISTAMINICI (ANTAGONISTI DEI RECETTORI H2 DELL’ISTAMINA)
Ranitidina/Abacavir Interazione non studiata. Non è necessario alcun aggiustamento della dose.
Ranitidina/Lamivudina Interazione non studiata. Interazioni clinicamente significative sono improbabili. Ranitidina viene eliminata solo in parte dal sistema di trasporto renale dei cationi organici.
Cimetidina/Abacavir Interazione non studiata. Non è necessario alcun aggiustamento della dose.
Cimetidina/Lamivudina Interazione non studiata. Interazioni clinicamente significative sono improbabili. Cimetidina viene eliminata solo in parte dal sistema di trasporto renale dei cationi organici.
CITOTOSSICI
Cladribina/Lamivudina Interazione non studiata. In vitro lamivudina inibisce la fosforilazione intracellulare di cladribina, portando ad un potenziale rischio di perdita di efficacia di cladribina in caso di associazione in ambito clinico. Alcune evidenze cliniche supportano anche una possibile interazione tra lamivudina e cladribina. Pertanto l’uso concomitante di lamivudina non è raccomandato (vedere paragrafo 4.4).
OPPIOIDI
Metadone/Abacavir (da 40 a 90 mg al giorno per 14 giorni/600 mg singola dose, poi 600 mg due volte al giorno per 14 giorni) Abacavir: AUC ↔ Non è necessario alcun aggiustamento della dose di Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s. Aggiustamenti della dose di metadone sono improbabili nella maggior parte dei pazienti; talvolta può essere richiesta una ri–titolazione del metadone.
Cmax ↓35%
Metadone: CL/F ↑22%
Metadone/Lamivudina Interazione non studiata.
RETINOIDI
Composti retinoidi (ad es. isotretinoina)/Abacavir Interazione non studiata. Possibile interazione considerata la stessa via di eliminazione attraverso l’alcol deidrogenasi. Dati insufficienti per raccomandare un aggiustamento della dose.
Composti retinoidi (ad es. isotretinoina)/Lamivudina Nessuno studio di interazione farmacologica Interazione non studiata.
VARIE
Etanolo/Abacavir (0,7 g/kg singola dose/600 mg singola dose) Abacavir: AUC ↑41% Non è necessario alcun aggiustamento della dose.
Etanolo: AUC ↔ (Inibizione dell’alcol deidrogenasi)
Etanolo/Lamivudina Interazione non studiata.
Abbreviazioni: ↑ = aumento; ↓ = diminuzione; ↔ = nessun cambiamento significativo; AUC = area sotto la curva della concentrazione in funzione del tempo; Cmax = concentrazione massima osservata; CL/F = clearance orale apparente. Popolazione pediatrica Sono stati eseguiti studi di interazione solo negli adulti.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Le reazioni avverse riportate con abacavir/lamivudina sono state compatibili con i noti profili di tollerabilità di abacavir e lamivudina, quando somministrati come medicinali separati. Per molte di tali reazioni avverse non è chiaro se esse siano correlate al principio attivo, all’ampia gamma di altri medicinali usati per il trattamento dell’infezione da HIV, oppure se siano dovuti al decorso della malattia di base. Molte delle reazioni avverse riportate nella tabella di seguito si verificano comunemente (nausea, vomito, diarrea, febbre, stato di torpore, eruzione cutanea) nei pazienti con ipersensibilità ad abacavir. Pertanto, i pazienti con uno qualsiasi di questi sintomi devono essere attentamente controllati per la presenza di tale ipersensibilità (vedere paragrafo 4.4). Molto raramente sono stati riportati casi di eritema multiforme,sindrome di Stevens – Johnson o necrolisi epidermica tossica senza poter escludere un’ipersensibilità ad abacavir. In tali casi i medicinali contenenti abacavir devono essere definitivamente sospesi. Tabella delle reazioni avverse Le reazioni avverse considerate almeno possibilmente correlate ad abacavir o lamivudina sono elencate per sistema, organo e frequenza assoluta. Le frequenze sono definite come molto comune (>1/10), comune (>1/100, <1/10), non comune (>1/1.000, <1/100), raro (>1/10.000, <1/1000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Sistemi e organi Abacavir Lamivudina
Patologie del sistema emolinfopoietico   Non comune: neutropenia e anemia (entrambe talvolta gravi), trombocitopenia.
Molto raro: aplasia eritrocitaria pura
Disturbi del sistema immunitario Comune: ipersensibilità  
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Comune: anoressia Molto raro: acidosi lattica
Molto raro: acidosi lattica
Patologie del sistema nervoso Comune: cefalea Comune: cefalea, insonnia
Molto raro: sono stati riportati casi di neutropenia periferica (o parestesie).
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche   Comune: tosse, sintomatologia nasale
Patologie gastrointestinali Comune: nausea, vomito, diarrea Comune: nausea, vomito, dolore o crampi addominali, diarrea
Raro: è stata riportata pancreatine, ma una relazione causale con il trattamento con abacavir non è certa. Raro: aumenti dell’amilasi sierica. Sono stati riportati casi di pancreatite.
Patologie epatobiliari   Non comune: aumenti transitori degli enzimi epatici (AST, ALT)
Raro: epatite
Patologie della cure e del tessuto sottocutaneo Comune: eruzione cutanea (senza sintomi sistemici) Comune: eruzione cutanea, alopecia
Molto raro: eritema multiforme, sindrome di Stevens–Johnson e necrolisi epidermica tossica Raro: angioedema
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo   Comune: artralgia, disturbi muscolari
Raro: rabdomiolisi
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: febbre, letargia, affaticamento Comune: affaticamento, malessere, febbre
Descrizione delle reazioni avverse selezionate Ipersensibilità ad abacavir I segni e i sintomi di questa HSR sono elencati di seguito. Questi sono stati identificati sia dagli studi clinici sia dalla sorveglianza post–marketing. Quelli riportati in almeno il 10% dei pazienti con una reazione di ipersensibilità sono evidenziati in grassetto. Quasi tutti i pazienti che sviluppano reazioni di ipersensibilità avranno febbre e/o eruzione cutanea (generalmente maculopapulare o urticarioide) come parte della sindrome, tuttavia reazioni si sono manifestate senza eruzione cutanea o febbre. Altri sintomi principali includono sintomi gastrointestinali, respiratori o sintomi costituzionali come letargia e malessere. Cute Eruzione cutanea (generalmente maculopapulare o urticarioide) Tratto gastrointestinale Nausea, vomito, diarrea, dolore addominale, ulcerazioni della bocca Tratto respiratorio Dispnea, tosse, mal di gola, sindrome da distress respiratorio nell’adulto, insufficienza respiratoria Varie Febbre, letargia, malessere, edema, linfoadenopatia, ipotensione, congiuntivite, anafilassi Neurologia/psichiatria Cefalea, parestesia Ematologia Linfopenia Fegato/pancreas Test di funzionalità epatica elevati, epatite, insufficienza epatica Apparato muscoloscheletrico Mialgia, raramente miolisi, artralgia, creatina fosfochinasi elevata Urologia Creatinina elevata, insufficienza renale I sintomi correlati a questa HSR peggiorano con il proseguimento della terapia e possono essere pericolosi per la vita e in rari casi sono stati ad esito fatale. La riassunzione di abacavir dopo una HSR ad abacavir provoca una immediata ricomparsa dei sintomi entro poche ore. Tale ripresentazione della HSR è generalmente più grave della forma verificatesi all’inizio e può comprendere sia ipotensione pericolosa per la vita e morte. Reazioni simili si sono verificate raramente dopo la riassunzione di abacavir nei pazienti che avevano manifestato uno solo dei principali sintomi di ipersensibilità (vedere sopra) prima di interrompere abacavir, e in rari casi sono state riferite anche in pazienti che avevano ripreso la terapia e che non avevano manifestato in precedenza sintomi di una HSR (ossia, pazienti precedentemente considerati essere tolleranti ad abacavir). Parametri metabolici Durante la terapia antiretrovirale il peso e i livelli ematici dei lipidi e del glucosio possono aumentare (vedere paragrafo 4.4). Sindrome da riattivazione immunitaria In pazienti affetti da HIV con deficienza immunitaria severa all’inizio della terapia antiretrovirale di combinazione, può insorgere una reazione infiammatoria a infezioni opportunistiche asintomatiche o residuali. Sono stati segnalati anche disturbi autoimmuni (come il morbo di Graves) in un contesto di riattivazione immunitaria; tuttavia il tempo di insorgenza segnalato è più variabile e questi eventi possono verificarsi molti mesi dopo l’inizio del trattamento (vedere paragrafo 4.4). Osteonecrosi Casi di osteonecrosi sono stati riportati soprattutto in pazienti con fattori di rischio generalmente noti, con malattia da HIV in stadio avanzato o esposti per lungo tempo alla CART. La frequenza di tali casi è sconosciuta (vedere paragrafo 4.4). Popolazione pediatrica Il database di sicurezza per supportare il dosaggio una volta al giorno in pazienti pediatrici deriva dallo studio clinico ARROW (COL105677) nel quale 669 soggetti pediatrici con infezione da HIV–1 (da 12 mesi a ≤ 17 anni di età) hanno ricevuto abacavir e lamivudina una o due volte al giorno (vedere paragrafo 5.1.). All’interno di questa popolazione, 104 soggetti pediatrici con infezione da HIV–1, di peso corporeo di almeno 25 kg sono stati trattati con abacavir e lamivudina come combinazione fissa una volta al giorno. Rispetto agli adulti, nei soggetti pediatrici, sia che ricevessero il dosaggio di una volta al giorno sia di due volte al giorno, non è stato identificato alcun problema di sicurezza aggiuntivo. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette il monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Come regola generale, quando si decide di usare un agente antiretrovirale per il trattamento dell’infezione da HIV nelle donne in gravidanza e di conseguenza per ridurre il rischio di trasmissione verticale dell’HIV al neonato, devono essere presi in considerazione i dati sull’impiego negli animali così come l’esperienza clinica nelle donne in gravidanza. Gli studi nell’animale con abacavir hanno mostrato nei ratti, ma non nei conigli, tossicità per l’embrione e per il feto in sviluppo. Gli studi nell’animale con lamivudina hanno mostrato un aumento delle morti embrionali precoci nei conigli ma non nei ratti (vedere paragrafo 5.3). I principi attivi di Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s possono inibire la replicazione del DNA cellulare e abacavir ha mostrato di essere cancerogeno in modelli animali (vedere paragrafo 5.3). La rilevanza clinica di queste osservazioni è sconosciuta. Nell’uomo è stato dimostrato che si verifica il passaggio di abacavir e lamivudina attraverso la placenta. Nelle donne in gravidanza trattate con abacavir, più di 800 esiti dopo esposizione nel primo trimestre e più di 1000 esiti dopo esposizione nel secondo e terzo trimestre, non indicano alcun effetto a livello di malformazioni e a livello fetale/neonatale. Nelle donne in gravidanza trattate con lamivudina, più di 1000 esiti dopo esposizione nel primo trimestre e più di 1000 esiti dopo esposizione nel secondo e terzo trimestre, non indicano alcun effetto a livello di malformazioni e a livello feto/neonatale. Non ci sono dati sull’uso di Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s in gravidanza, tuttavia il rischio di malformazioni è improbabile nell’uomo sulla base di questi dati. Per le pazienti con infezione concomitante da epatite che vengono trattate con medicinali contenenti lamivudina come Abacavir e Lamivudina Dr. Reddy’s e che successivamente iniziano una gravidanza, deve essere presa in considerazione la possibilità di una recidiva dell’epatite legata alla sospensione di lamivudina. Disfunzione mitocondriale Gli analoghi nucleosidici e nucleotidici sia in vivo che in vitro hanno dimostrato di causare un grado variabile di danno mitocondriale. Sono stati riportati casi di disfunzione mitocondriale in neonati HIV–negativi esposti agli analoghi nucleosidici in utero e/o dopo la nascita (vedere paragrafo 4.4). Allattamento Abacavir e i suoi metaboliti sono escreti nel latte delle femmine di ratto che allattano. Abacavir è anche escreto nel latte materno umano. Sulla base di più di 200 coppie madre/figlio in trattamento per l’HIV, le concentrazioni sieriche di lamivudina nei lattanti allattati al seno da madri in trattamento per l’HIV sono molto basse (meno del 4% delle concentrazioni sieriche materne) e progressivamente diminuiscono a livelli non rilevabili quando i lattanti allattati al seno raggiungono le 24 settimane di età. Non esistono dati disponibili sulla sicurezza di abacavir e lamivudina somministrati a bambini di età inferiore a tre mesi. Si raccomanda che le donne con infezione da HIV non allattino con latte materno i loro bambini in nessun caso al fine di evitare la trasmissione dell’HIV. Fertilità Studi negli animali hanno dimostrato che né abacavir, né lamivudina avevano effetti sulla fertilità (vedere paragrafo 5.3).

Conservazione

Questo medicinale non richiede particolari condizioni di conservazione.

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Creato da Giuseppe Pipero.