Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Zinbryta SC 1SIR 1ML 150MG/ML

Soluzione iniettabile in siringa

€ 2681.07

Farmaco etico

Classe A

Principio attivoDaclizumab
GruppoImmunosoppressori
ATCL04AC01 - Daclizumab
RicettaRrl - ripetibile limitativa
SSN
ProduttoreBiogen italia srl
ConservazioneVedere paragrafo 6.4
Tabella stupefacentiTAB.5 F.U. XII
GlutineNon contiene glutine    
LattosioNon contiene lattosio   
Codice AICA044917019

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Zinbryta è indicato per il trattamento della sclerosi multipla nelle forme recidivanti (relapsing multiple sclerosis, RMS) nei pazienti adulti: • con elevata attività di malattia nonostante un ciclo di trattamento completo e adeguato con almeno una terapia "disease–modifying" (DMT), oppure • con sclerosi multipla recidivante severa ad evoluzione rapida, che non siano idonei al trattamento con altre terapie "disease–modifying" (DMT).

Posologia

Il trattamento deve essere iniziato da un medico esperto nella gestione della sclerosi multipla. Posologia La dose raccomandata di Zinbryta è di 150 mg iniettati per via sottocutanea una volta al mese. Nel caso in cui il paziente dimentichi di assumere una dose e non sono trascorse più di 2 settimane dalla dose dimenticata, il paziente deve iniettarsi la dose dimenticata prontamente e, in seguito, mantenere il programma originario mensile delle somministrazioni. Nel caso in cui il paziente dimentichi di assumere una dose e sono trascorse più di 2 settimane dalla dose dimenticata, il paziente non deve iniettarsi la dose dimenticata, ma deve attendere la successiva dose in programma e poi mantenere il programma originario mensile delle somministrazioni. Non devono essere mai somministrate due dosi insieme per compensare la dose dimenticata. Popolazioni speciali Popolazione anziana Negli studi clinici con daclizumab l’esposizione in pazienti di età superiore ai 55 anni è stata limitata. Non è stato stabilito se tali pazienti rispondano in modo diverso rispetto ai pazienti più giovani. Compromissione renale Daclizumab non è stato studiato nei pazienti con compromissione renale. Dal momento che l’escrezione per via renale non è una via di eliminazione principale, non è considerato necessario alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2). Compromissione epatica Daclizumab non è stato studiato nei pazienti con compromissione epatica. Dal momento che Zinbryta non è soggetto a metabolismo epatico, non è considerato necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica (vedere paragrafo 5.2). Si raccomanda di non iniziare la terapia in pazienti con livelli preesistenti di alanina aminotransferasi (ALT) o aspartato aminotransferasi (AST) > 2 volte il limite superiore del valore normale (ULN) (vedere paragrafo 4.4). Non sono necessari aggiustamenti della dose nei pazienti con compromissione lieve o moderata (vedere paragrafo 4.4). L’uso di Zinbryta non è appropriato in pazienti con compromissione epatica severa preesistente (Child–Pugh classe C) (vedere paragrafo 4.4). Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Zinbryta nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione Zinbryta è per uso sottocutaneo. I pazienti devono essere istruiti riguardo alla tecnica corretta di autosomministrazione delle iniezioni sottocutanee utilizzando la siringa preriempita. I siti abituali per somministrare le iniezioni sottocutanee includono la coscia, l’addome e la parte posteriore del braccio. Zinbryta è fornito con ago pre–saldato. Le siringhe preriempite sono esclusivamente monouso e devono essere gettate dopo l’uso. Precauzioni da adottare prima di manipolare o somministrare il medicinale Una volta tolto dal frigorifero, lasciare che Zinbryta raggiunga la temperatura ambiente (20° C – 30° C) (circa 30 minuti) prima di eseguire l’iniezione. Non devono essere usate fonti esterne di calore, come acqua calda, per scaldare Zinbryta. Questo medicinale non deve essere utilizzato se: • la siringa è incrinata o rotta • la soluzione è torbida o sono visibili particelle in sospensione • la soluzione è di qualsiasi altro colore e non incolore o giallo chiaro

Controindicazioni

Zinbryta è controindicato in pazienti con nota ipersensibilità severa (ovvero anafilassi o reazioni anafilattoidi) a daclizumab o ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedere paragrafo 6.1). Epatopatia o compromissione epatica preesistenti (vedere paragrafo 4.4).

Avvertenze e precauzioni

Danno epatico Si è verificato danno epatico grave, inclusi livelli elevati di transaminasi sieriche e casi fatali di epatite autoimmune e insufficienza epatica fulminante, in pazienti trattati con Zinbryta (vedere paragrafo 4.8). I casi si sono verificati subito dopo l’inizio del trattamento, in pazienti sottoposti a cicli di trattamento ripetuti e diversi mesi dopo l’interruzione del trattamento. Prima di iniziare la terapia con Zinbryta, devono essere controllati i livelli delle transaminasi sieriche (ALT e AST) e della bilirubina. Si raccomanda di monitorare i livelli sierici di transaminasi e bilirubina del paziente almeno mensilmente e con maggiore frequenza, come clinicamente indicato, durante il trattamento e fino a 4 mesi dopo l’ultima dose di Zinbryta. I pazienti con livelli di ALT o AST ≥ 2 volte il limite superiore del valore normale (ULN) prima del trattamento non sono stati inclusi negli studi clinici; il trattamento non deve essere iniziato nei pazienti con livelli di ALT o AST ≥ 2 volte il limite superiore del valore normale (ULN) ed è controindicato nei pazienti con preesistente compromissione epatica. Si raccomanda di non iniziare il trattamento in pazienti con anamnesi di patologie autoimmuni concomitanti. Monitorare tutti i pazienti per rilevare segni e sintomi di danno epatico. In caso di segni o sintomi indicativi di danno epatico, il paziente deve essere prontamente indirizzato a un epatologo. Si raccomanda cautela in caso di somministrazione di medicinali con noto potenziale epatotossico, inclusi medicinali senza obbligo di prescrizione e integratori erboristici, in concomitanza con Zinbryta (vedere paragrafo 4.5). Qualora non si ottenga una risposta terapeutica adeguata, deve essere considerata la possibilità di interrompere la terapia. Nella seguente Tabella 1 è riportata una sintesi delle azioni necessarie da intraprendere in funzione dei risultati delle analisi durante il trattamento con Zinbryta. Tabella 1: Sintesi delle azioni necessarie da intraprendere in funzione dei risultati delle analisi di funzionalità epatica

Risultato delle analisi Sintesi delle azioni necessarie
Conferma dei livelli di ALT o AST > 5 volte l’ULN Interruzione della terapia.*
oppure
Conferma dei livelli di ALT o AST > 3 volte l’ULN e dei livelli di bilirubina > 2 volte l’ULN
Livelli di ALT o AST > 3 volte l’ULN Sospensione del trattamento e stretto monitoraggio.
Ricominciare la terapia quando siano stati raggiunti livelli di ALT o AST < 2 volte l’ULN.
* Si può considerare di ricominciare la terapia qualora si scoprano altre eziologie, i valori siano tornati normali e qualora i benefici per i pazienti del riprendere la terapia siano superiori ai rischi. Qualora un paziente sviluppi segni o sintomi indicativi di compromissione epatica (ad esempio, nausea inspiegabile, vomito, dolore addominale, affaticamento, anoressia, o itterizia e/o urine scure), si raccomanda di misurare prontamente i livelli delle transaminasi sieriche e di sospendere o interrompere la terapia con Zinbryta, ove necessario. Nei pazienti con innalzamento prolungato delle transaminasi sieriche, è appropriato valutare altre possibili cause, come ad esempio un’infezione, e potrebbe essere necessario l’invio a uno specialista. Sono stati osservati casi di epatite autoimmune (senza la presenza di auto–anticorpi) negli studi clinici. Può rendersi appropriato il trattamento con corticosteroidi per via sistemica. Vedere il paragrafo sotto, ’Guida educazionale’, per avere dettagli sulla Linea Guida destinata ai Medici e la Scheda per il Paziente che si raccomanda di utilizzare con questo medicinale. Guida educazionale Tutti i medici che intendono prescrivere Zinbryta devono assicurarsi di conoscere la Linea Guida destinata ai Medici relativa a questo medicinale. Il medico deve discutere del rischio di danno epatico con i pazienti e fornirgli una Scheda per il Paziente. La Scheda informa i pazienti del rischio di danno epatico severo, nonché dei suoi possibili sintomi, in modo che siano consapevoli delle situazioni nelle quali devono contattare tempestivamente un operatore sanitario. Inoltre, la Scheda illustra la necessità di monitoraggio della funzionalità epatica ed educa il paziente in merito all’importanza dell’aderenza agli esami del sangue mensili. Reazioni cutanee Sono stati riportati casi di reazioni cutanee con Zinbryta, alcune delle quali gravi (ad esempio, eruzione esfoliativa, dermatite o eruzione cutanea tossica). Le reazioni cutanee si sono generalmente risolte con il trattamento medico standard, compreso il trattamento con steroidi per uso topico o sistemico. Qualora un paziente sviluppi un’eruzione diffusa o altamente infiammatoria, potrebbe rendersi necessario l’invio ad un dermatologo e l’interruzione del trattamento con Zinbryta (vedere paragrafo 4.8). Depressione Zinbryta deve essere somministrato con cautela nei pazienti con disturbi depressivi pregressi o attuali. I pazienti trattati con Zinbryta devono essere avvertiti di riferire immediatamente al proprio medico curante qualsiasi sintomo di depressione insorgente o peggiorato e/o di ideazione suicidaria. Qualora un paziente sviluppi depressione severa e/o ideazione suicidaria, deve essere considerata l’interruzione del trattamento con Zinbryta (vedere paragrafo 4.8). Infezioni Sono stati riportati casi di infezioni con Zinbryta, alcuni dei quali gravi (ad esempio, polmonite e bronchite). Qualora si sviluppi un’infezione grave, potrebbe rendersi necessario sospendere la terapia con Zinbryta fino a che l’infezione si sia risolta. Infezioni da tubercolosi sono state riportate in pazienti trattati con Zinbryta. Nei pazienti che hanno avuto la tubercolosi o che vivono in zone endemiche della malattia, lo screening per la tubercolosi attiva deve essere eseguito prima di iniziare il trattamento, e i pazienti devono essere monitorati durante il trattamento. Nei pazienti con infezione attiva severa, si deve considerare di ritardare l’inizio della terapia con Zinbryta (vedere paragrafo 4.8). Zinbryta non è stato studiato in pazienti con sindromi da immunodeficienza. Anemia emolitica autoimmune Anemia emolitica autoimmune è stata riportata in pazienti trattati con Zinbryta; si è risolta con il trattamento standard e l’interruzione di Zinbryta. Se un paziente sviluppa segni o sintomi di anemia emolitica autoimmune (ad es. pallore, affaticamento, urine scure, itterizia, dispnea), deve essere considerata la possibilità di consultare uno specialista e di interrompere Zinbryta (vedere paragrafo 4.8). Patologie gastrointestinali Sono stati riportati casi di colite con Zinbryta. La colite è migliorata con l’interruzione di Zinbryta e il trattamento medico standard. È consigliabile indirizzare i pazienti che sviluppano i sintomi della colite (ad esempio, dolore addominale, febbre, diarrea prolungata) da uno specialista (vedere paragrafo 4.8). Linfopenia Nei casi osservati durante gli studi clinici su Zinbryta, la linfopenia è stata per lo più da lieve a moderata (≥500/mm³). La linfopenia severa e prolungata (<500/mm³), non è stata osservata negli studi clinici con Zinbryta. Tuttavia, come precauzione, si raccomanda il monitoraggio dell’emocromo completo ogni 3 mesi. Il rischio di leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML) associato al trattamento con Zinbryta non è stato stabilito. Considerazioni correlate agli eccipienti Questo medicinale contiene 0,14 mmol di sodio per dose, cioè è praticamente "senza sodio" e può essere usato da pazienti sottoposti ad una dieta iposodica.

Interazioni

Non si prevede che Zinbryta venga metabolizzato da enzimi epatici o sia soggetto ad eliminazione renale. Esistono dati limitati sull’uso concomitante di Zinbryta con terapie sintomatiche per la sclerosi multipla. Si sono verificati casi di danno epatico in pazienti che assumevano Zinbryta con altri medicinali epatotossici, sebbene il ruolo di questi medicinali sia incerto. Si raccomanda cautela in caso di somministrazione di medicinali con noto potenziale epatotossico in concomitanza con Zinbryta (vedere paragrafo 4.4). Immunizzazione La sicurezza dell’immunizzazione con vaccini virali vivi durante la terapia con Zinbryta non è stata studiata. Non si raccomanda la vaccinazione con vaccini vivi durante il trattamento e fino a 4 mesi dopo l’interruzione della terapia. In uno studio clinico, i pazienti (n=90) in trattamento a lungo termine con Zinbryta hanno dimostrato un’adeguata risposta immunitaria a un vaccino trivalente per l’influenza stagionale. La portata della risposta immunitaria al vaccino per l’influenza stagionale, nonché la percentuale di pazienti con sieroconversione e sieroprotezione è risultata coerente con quelle osservate in popolazioni di volontari sani. I pazienti con Zinbryta possono ricevere vaccini non vivi.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Nello studio controllato con placebo (lo studio SELECT), 417 pazienti hanno ricevuto Zinbryta (150 mg, n=208; 300 mg, n=209; ogni 4 settimane) per un periodo massimo di 1 anno. Nello studio controllato con farmaco attivo (lo studio DECIDE), 919 pazienti hanno ricevuto Zinbryta (150 mg, ogni 4 settimane) e 922 pazienti hanno ricevuto interferone beta–1a intramuscolo (30 mcg alla settimana), per un minimo di 2 anni e un massimo di 3 anni. Le reazioni avverse più comuni che hanno portato all’interruzione della terapia in pazienti trattati con Zinbryta sono state le reazioni epatiche, compreso l’aumento delle transaminasi sieriche (5%), e le reazioni cutanee (4%) (vedere paragrafo 4.4). Le reazioni avverse più comuni riporate per Zinbryta sono state eruzione cutanea, aumento di alanina aminotransferasi (ALT), depressione, rinofaringite, infezione del tratto respiratorio superiore, influenza, dolore orofaringeo e linfadenopatia. Tabella delle reazioni avverse Le reazioni avverse al medicinale (ADR) sono presentate secondo la terminologia MedDRA raccomandata nella classificazione per sistemi ed organi (MedDRA) in ordine di frequenza e incidenza. All’interno di ciascun gruppo di frequenza, le reazioni avverse vengono presentate in ordine di gravità decrescente. L’incidenza delle reazioni avverse è espressa secondo le seguenti categorie: • Molto comune (≥ 1/10) • Comune (≥1/100, <1/10) • Non comune (≥1/1.000, <1/100) Tabella 2: Reazioni avverse riportate per Zinbryta 150mg

Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa Frequenza
Infezioni ed infestazioni Infezione delle vie respiratorie superiori† Molto comune
Rinofaringite† Molto comune
Polmonite Comune
Infezione delle vie respiratorie Comune
Bronchite Comune
Infezione virale Comune
Influenza† Comune
Laringite Comune
Tonsillite† Comune
Faringite Comune
Follicolite Comune
Rinite* Comune
Patologie del sistema emolinfopoietico Linfadenopatia† Comune
Linfadenite Comune
Anemia* Comune
Anemia emolitica autoimmune Non comune
Disturbi psichiatrici Depressione* Comune
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dolore orofaringeo† Comune
Patologie gastrointestinali Diarrea Comune
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Dermatite Comune
Dermatite allergica Comune
Eczema† Comune
Psoriasi Comune
Dermatite seborroica† Comune
Esfoliazione cutanea Comune
Eruzione cutanea*† Comune
Eruzione maculopapulosa Comune
Acne† Comune
Eritema Comune
Prurito Comune
Secchezza della cute Comune
Eruzione esfoliativa Non comune
Eruzione cutanea tossica Non comune
Eczema nummulare Non comune
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Piressia* Comune
Patologie epatobiliari Epatite Comune
Esami diagnostici Aumento della ALT* Comune
Aumento della AST* Comune
Prova di funzione epatica anormale Comune
Aumento degli enzimi epatici Comune
Diminuzione della conta linfocitaria Comune
*Osservato con incidenza superiore di ≥2% rispetto al placebo†Osservato con incidenza superiore di ≥2% rispetto a interferone beta–1a (intramuscolo) Descrizioni di reazioni avverse selezionate Danno epatico In pazienti trattati con Zinbryta si è verificato danno epatico grave, inclusi casi fatali di epatite autoimmune e insufficienza epatica fulminante. Sono state osservate reazioni gravi, compresa l’epatite autoimmune, l’epatite e l’itterizia nell’1,7% dei pazienti. In uno studio clinico, si è verificato un caso di epatite autoimmune fatale in un paziente ri–avviato al trattamento con 300 mg di daclizumab dopo un periodo programmato di sospensione del trattamento pari a 6 mesi. Negli studi clinici, si sono verificati aumenti delle transaminasi sieriche durante il trattamento e fino a 4 mesi dopo l’ultima dose di Zinbryta. Nella maggior parte dei pazienti tali aumenti sono stati asintomatici e si sono risolti spontaneamente. È stato riportato un aumento dell’incidenza degli innalzamenti di ALT o AST > 5 volte ULN in pazienti trattati con Zinbryta rispetto al placebo (4% rispetto a <1%) o a interferone beta–1a (intramuscolo) (6% rispetto a 3%). L’incidenza di interruzione della terapia a causa di disturbi epatici correlati al medicinale è stata del 5% nei pazienti trattati con Zinbryta e del 4% con interferone beta–1a (intramuscolo). Reazioni cutanee Negli studi clinici, Zinbryta ha aumentato l’incidenza delle reazioni cutanee [18% rispetto a 13% (placebo); 37% rispetto a 19% (interferone beta–1a, intramuscolo)] e delle reazioni cutanee gravi [<1% rispetto a 0% (placebo); 2% rispetto a <1% (interferone beta–1a, intramuscolo)] rispetto al placebo e a interferone beta–1a (intramuscolo). Le reazioni cutanee più comuni sono state eruzione cutanea, dermatite ed eczema. La maggioranza dei pazienti ha manifestato reazioni cutanee di gravità da lieve a moderata. L’interruzione della terapia a causa di reazioni cutanee è stato del 4% nei pazienti trattati con Zinbryta. Depressione Negli studi clinici, Zinbryta ha aumentato l’incidenza della depressione [5% rispetto a 1% (placebo); 8% rispetto a 6% (interferone beta–1a, intramuscolo)]; l’incidenza di reazioni gravi di depressione è stata di <1% con Zinbryta. Infezioni Negli studi clinici, Zinbryta ha aumentato l’incidenza delle infezioni [50% rispetto a 44% (placebo) e 65% rispetto a 57% (interferone beta–1a, intramuscolo)] e delle infezioni gravi [3% rispetto a 0% (placebo); 4% rispetto a 2% (interferone beta–1a, intramuscolo)] rispetto al placebo e a interferone beta–1a (intramuscolo). I tipi più comuni di infezioni sono stati le infezioni del tratto respiratorio superiore e le infezioni virali. La durata mediana è stata simile tra i gruppi in trattamento. Il tasso delle infezioni e delle infezioni gravi non è aumentato nel tempo. La maggior parte dei pazienti con infezioni ha continuato la terapia con Zinbryta. L’interruzione della terapia con Zinbryta a causa delle infezioni è stato del <1%. Anemia emolitica autoimmune Anemia emolitica autoimmune è stata segnalata in < 1% dei pazienti trattati con Zinbryta negli studi clinici. Patologie gastrointestinali È stato riportato un aumento dell’incidenza di colite grave (<1%) in pazienti trattati con Zinbryta negli studi clinici. Linfadenopatia Negli studi clinici, Zinbryta ha aumentato l’incidenza di linfadenopatia, con insorgenza verificatasi nell’arco del periodo di trattamento. L’interruzione della terapia a causa di linfadenopatia è stato del <1% nei pazienti trattati con Zinbryta. La maggior parte dei pazienti con linfadenopatia ha continuato la terapia con Zinbryta, e la maggioranza dei casi si è risolta entro 3 mesi. Immunogenicità Nello studio DECIDE (vedere paragrafo 5.1), i pazienti sono stati sottoposti a test per gli anticorpi anti–farmaco (daclizumab) alla settimana 4 e successivamente ogni 3 mesi circa. Sono stati osservati anticorpi anti–farmaco e anticorpi neutralizzanti derivanti dal trattamento nel 19% (175/913) e nell’8% (71/913) dei pazienti in studio, rispettivamente. Nella maggioranza dei casi, le risposte anticorpali anti–farmaco derivanti dal trattamento sono state transitorie (12% [110/913]) e, per la restante minoranza, (7% [65/913]) sono state persistenti. Tra i pazienti valutabili, le risposte con anticorpi neutralizzanti derivanti dal trattamento sono state in maggioranza transitorie (6% [56 di 913]), mentre il 2% dei pazienti (15 di 913) ha manifestato risposte persistenti. Le risposte con anticorpi anti– farmaco e anticorpi neutralizzanti derivanti dal trattamento si sono verificate prevalentemente durante il primo anno di trattamento e la loro frequenza è diminuita con la prosecuzione del trattamento con Zinbryta. Nei pazienti con anticorpi neutralizzanti, la clearance di daclizumab è aumentata in media del 19% (vedere paragrafo 5.2). Non vi è stata alcuna correlazione apparente tra lo sviluppo di anticorpi neutralizzanti e anticorpi anti–farmaco e la risposta clinica, le reazioni avverse o il profilo farmacodinamico di daclizumab. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l’Agenzia Italiana del Farmaco. Sito web: www.aifa.gov.it/content/segnalazioni–reazioni– avverse.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza I dati relativi all’uso di Zinbryta in donne in gravidanza sono in numero limitato. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Zinbryta non deve essere usato durante la gravidanza a meno che il beneficio potenziale giustifichi il rischio potenziale per il feto. Allattamento Dati tossicologici disponibili relativi a macachi cinomolghi in allattamento hanno mostrato l’escrezione di daclizumab nel latte (per dettagli vedere paragrafo 5.3). Non è noto se Zinbryta sia escreto nel latte materno. Nonostante le IgG umane vengano secrete nel latte materno, i dati pubblicati indicano che gli anticorpi nel latte materno non raggiungono quantità sostanziali nella circolazione nel neonato e nel lattante. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso. Qualora una donna desideri allattare con latte materno durante il trattamento con Zinbryta, deve essere considerato il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilità Negli studi sugli animali non è stato rilevato alcun impatto sulla fertilità maschile o femminile secondo valutazione tramite gli indici di fertilità (vedere paragrafo 5.3). Non esistono dati sugli effetti di Zinbryta sulla fertilità nei soggetti umani.

Conservazione

Conservare in frigorifero (2° C – 8° C). Non congelare. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Vedere paragrafo 6.3 per ulteriori informazioni sulla conservazione a temperatura ambiente.

About

Creato da Giuseppe Pipero.