Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Genvoya FL30CPR 150+150+200+10

Compresse rivestite in flacone

€ 1578.11

Farmaco osped. esitabile

Classe H

Principio attivoElvitegravir/cobicistat/emtricitabina/tenofovir alafenamide
GruppoAntivirali ad azione diretta
ATCJ05AR18 - Emtricitabina,tenofovir alafenamide,elvitegravir,cobicistat
RicettaRnrl - non rip. limitativa (conservare 2 anni)
SSNMedicinale ospedaliero dispensabile in farmacia a totale carico del cittadino
ProduttoreGilead sciences ireland uc
ConservazioneVedere paragrafo 6.4
GlutineNon contiene glutine    
LattosioContiene lattosio    
Codice AICA044559019

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Genvoya è indicato per il trattamento di adulti e adolescenti (di età pari o superiore a 12 anni, con peso corporeo di almeno 35 kg) infetti da virus dell’immunodeficienza umana 1 (HIV–1) senza alcuna mutazione nota associata a resistenza alla classe degli inibitori dell’integrasi, a emtricitabina o a tenofovir (vedere paragrafi 4.2 e 5.1).
Scheda tecnica (RCP) Eccipienti:
Scheda tecnica (RCP) Composizione:

Posologia

La terapia deve essere avviata da un medico con esperienza nel campo dell’infezione da HIV. Posologia Adulti e adolescenti di età pari o superiore a 12 anni, con peso corporeo di almeno 35 kg Una compressa da assumere una volta al giorno, con del cibo. Se il paziente dimentica una dose di Genvoya entro 18 ore dall’ora abituale di assunzione, deve assumere Genvoya al più presto, con il cibo, e proseguire con lo schema di dosaggio abituale. Se il paziente dimentica una dose di Genvoya per oltre 18 ore, non deve assumere la dose dimenticata e proseguire semplicemente con lo schema di dosaggio abituale. Se il paziente vomita entro 1 ora dall’assunzione di Genvoya, deve assumere un’altra compressa. Anziani Non è necessario alcun aggiustamento della dose di Genvoya nei pazienti anziani (vedere paragrafi 5.1 e 5.2). Compromissione renale Non è necessario alcun aggiustamento della dose di Genvoya negli adulti o negli adolescenti (di età pari almeno a 12 anni e con peso corporeo di almeno 35 kg) con clearance stimata della creatinina (CrCl) ≥ 30 ml/min. Genvoya non deve essere assunto da pazienti con CrCl stimata < 30 ml/min, perché sono disponibili dati limitati sull’uso di Genvoya in questa popolazione (vedere paragrafi 5.1 e 5.2). Genvoya deve essere interrotto nei pazienti nei quali la CrCl stimata scende sotto 30 mL/min durante il trattamento (vedere paragrafi 5.1 e 5.2). Compromissione epatica Non è necessario alcun aggiustamento della dose di Genvoya nei pazienti con compromissione epatica lieve (Child–Pugh classe A) o moderata (Child–Pugh classe B). Genvoya non è stato studiato nei pazienti con compromissione epatica grave (Child–Pugh classe C); pertanto, l’uso di Genvoya non è raccomandato nei pazienti con compromissione epatica grave (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Genvoya nei bambini di età inferiore ai 12 anni o con peso corporeo < 35 kg non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione Le compresse di Genvoya devono essere assunte una volta al giorno, per via orale, con il cibo (vedere paragrafo 5.2). La compressa rivestita con film non deve essere masticata, frantumata o divisa.

Controindicazioni

Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Co–somministrazione con i seguenti medicinali, a causa del rischio di reazioni avverse gravi o potenzialmente fatali o di perdita della risposta virologica con possibile resistenza a Genvoya (vedere paragrafo 4.5): • antagonisti dei recettori alfa 1–adrenergici: alfuzosina • antiaritmici: amiodarone, chinidina • anticonvulsivi: carbamazepina, fenobarbital, fenitoina • antimicobatterici: rifampicina • derivati dell’ergot: diidroergotamina, ergometrina, ergotamina • regolatori della motilità gastrointestinale: cisapride • prodotti fitoterapici: erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) • inibitori della HMG Co–A reduttasi: lovastatina, simvastatina • neurolettici: pimozide • inibitori della PDE–5: sildenafil per il trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare • sedativi/ipnotici: midazolam somministrato per via orale, triazolam

Avvertenze e precauzioni

Sebbene una efficace soppressione virale con la terapia antiretrovirale ha dimostrato di ridurre notevolmente il rischio di trasmissione sessuale, un rischio residuo non può essere escluso. Si devono prendere precauzioni per prevenire la trasmissione in accordo con le linee guida nazionali. Pazienti co–infetti con HIV e virus dell’epatite B o C I pazienti con epatite cronica B o C sottoposti a trattamento con terapia antiretrovirale presentano un rischio maggiore di reazioni avverse epatiche gravi e potenzialmente fatali. La sicurezza e l’efficacia di Genvoya in pazienti co–infetti con HIV–1 e virus dell’epatite C (HCV) non sono state stabilite. Tenofovir alafenamide è attivo nei confronti del virus dell’epatite B (HBV), ma la sua efficacia clinica nei confronti del virus è oggetto di studio e non è ancora stata interamente stabilita. Nei pazienti co–infetti con HIV e HBV, l’interruzione della terapia con Genvoya può essere associata a gravi esacerbazioni acute dell’epatite. I pazienti co–infetti con HIV e HBV, che hanno interrotto la somministrazione di Genvoya devono essere tenuti sotto stretta osservazione, con un follow up sia clinico che di laboratorio, per almeno diversi mesi dopo l’interruzione del trattamento. Genvoya non deve essere somministrato in concomitanza con medicinali contenenti tenofovir disoproxil (come fumarato), lamivudina o adefovir dipivoxil, utilizzati nel trattamento dell’infezione da HBV. Malattia epatica La sicurezza e l’efficacia di Genvoya in pazienti con significative alterazioni epatiche al basale non sono state stabilite. Pazienti con disfunzioni epatiche preesistenti, compresa l’epatite cronica attiva, durante la terapia antiretrovirale di associazione (combination antiretroviral therapy, CART) mostrano un aumento nella frequenza delle alterazioni della funzionalità epatica e dovrebbero essere controllati secondo la comune pratica clinica. Se si manifesta un peggioramento della patologia epatica in tali pazienti, si deve prendere in considerazione l’eventualità di interrompere o sospendere il trattamento. Peso e parametri metabolici Durante la terapia antiretrovirale si può verificare un aumento del peso e dei livelli ematici dei lipidi e del glucosio. Tali cambiamenti potrebbero in parte essere correlati al controllo della malattia e allo stile di vita. Per i lipidi, in alcuni casi vi è evidenza di un effetto del trattamento, mentre per l’aumento di peso non esiste un’evidenza forte che lo correli a un trattamento particolare. Per il monitoraggio dei livelli dei lipidi ematici e del glucosio si fa riferimento alle linee guida stabilite per il trattamento dell’HIV. I disturbi del metabolismo lipidico devono essere gestiti in maniera clinicamente appropriata. Disfunzione mitocondriale dopo esposizione in utero Gli analoghi nucleos(t)idici possono influire sulla funzione mitocondriale a livelli variabili, più pronunciati con stavudina, didanosina e zidovudina. Ci sono state segnalazioni di disfunzione mitocondriale in neonati HIV negativi esposti, in utero e/o dopo la nascita, ad analoghi nucleosidici; queste riguardavano prevalentemente regimi terapeutici contenenti zidovudina. Le principali reazioni avverse riportate sono disturbi ematologici (anemia, neutropenia) e disturbi del metabolismo (iperlattatemia, iperlipasemia). Questi eventi sono stati spesso transitori. Raramente sono stati riportati disordini neurologici ad insorgenza tardiva (ipertonia, convulsioni, comportamento anormale). Non è noto attualmente se tali disordini neurologici sono transitori o permanenti. Questi risultati devono essere tenuti in considerazione per qualsiasi bambino esposto in utero ad analoghi nucleos(t)idici che presenta manifestazioni cliniche severe di eziologia non nota, in particolare manifestazioni neurologiche. Questi risultati non modificano le attuali raccomandazioni nazionali di usare una terapia antiretrovirale nelle donne in gravidanza al fine di prevenire la trasmissione verticale dell’HIV. Sindrome da riattivazione immunitaria In pazienti infetti da HIV con deficienza immunitaria grave al momento della istituzione della CART, può insorgere una reazione infiammatoria a patogeni opportunisti asintomatici o residuali, causando condizioni cliniche serie, o il peggioramento dei sintomi. Tipicamente, tali reazioni sono state osservate entro le primissime settimane o mesi dall’inizio della CART. Esempi rilevanti di ciò includono le retiniti da citomegalovirus, le infezioni micobatteriche generalizzate e/o focali e la polmonite da Pneumocystis jirovecii. Qualsiasi sintomo infiammatorio deve essere valutato e deve essere instaurato un trattamento, quando necessario. Nell’ambito della riattivazione immunitaria sono state segnalate anche malattie autoimmuni (come la malattia di Graves); tuttavia, il tempo alla comparsa di tali patologie è risultato più variabile e questi eventi possono manifestarsi molti mesi dopo l’inizio del trattamento. Infezioni opportunistiche I pazienti che ricevono Genvoya o qualsiasi altra terapia antiretrovirale possono continuare a sviluppare infezioni opportunistiche e altre complicazioni dell’infezione da HIV, pertanto devono essere tenuti sotto stretta osservazione clinica da parte di medici esperti nel trattamento di pazienti con malattie associate all’HIV. Osteonecrosi Sebbene l’eziologia sia considerata multifattoriale (compreso l’impiego di corticosteroidi, il consumo di alcol, l’immunosoppressione grave, un più elevato indice di massa corporea), sono stati riportati casi di osteonecrosi soprattutto nei pazienti con malattia da HIV in stadio avanzato e/o esposti per lungo tempo alla CART. Ai pazienti deve essere raccomandato di rivolgersi al medico in caso di comparsa di fastidi, dolore e rigidità alle articolazioni, o difficoltà nel movimento. Nefrotossicità Un potenziale rischio di nefrotossicità dovuto all’esposizione cronica a bassi livelli di tenofovir in seguito alla somministrazione di tenofovir alafenamide non può essere escluso (vedere paragrafo 5.3). Co–somministrazione con altri medicinali Alcuni medicinali non devono essere co–somministrati con Genvoya (vedere paragrafi 4.3 e 4.5). Altri medicinali antiretrovirali Genvoya non deve essere co–somministrato con altri medicinali antiretrovirali (vedere paragrafo 4.5). Contraccezione Le pazienti in età fertile devono utilizzare un contraccettivo ormonale contenente almeno 30 mcg di etinilestradiolo e contenente norgestimato come progestinico, oppure un metodo contraccettivo alternativo affidabile (vedere paragrafi 4.5 e 4.6). L’effetto della co–somministrazione di Genvoya con contraccettivi orali contenenti progestinici diversi dal norgestimato non è noto e la co–somministrazione deve, quindi, essere evitata. Eccipienti Genvoya contiene lattosio monoidrato. Di conseguenza, i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp–lattasi, o con malassorbimento di glucosio–galattosio non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

Genvoya non deve essere co–somministrato con altri medicinali antiretrovirali. Non si forniscono quindi informazioni sulle interazioni farmacologiche con altri antiretrovirali (inclusi i PI e gli inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa [non–nucleoside reverse transcriptase inhibitors, NNRTI]) (vedere paragrafo 4.4). Sono stati effettuati studi d’interazione solo negli adulti. Genvoya non deve essere somministrato in concomitanza con medicinali contenenti tenofovir disoproxil (come fumarato), lamivudina o adefovir dipivoxil utilizzati per il trattamento dell’infezione da HBV. Elvitegravir Elvitegravir è metabolizzato principalmente da CYP3A e i medicinali che inducono o inibiscono CYP3A possono alterare l’esposizione a elvitegravir. La co–somministrazione di Genvoya con medicinali che inducono CYP3A può determinare una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di elvitegravir e una riduzione dell’effetto terapeutico di Genvoya (vedere "Terapie concomitanti controindicate" e paragrafo 4.3). Elvitegravir può eventualmente indurre CYP2C9 e/o gli enzimi uridina difosfato glucuronosiltransferasi (UGT) inducibili; in quanto tale, può ridurre la concentrazione plasmatica dei substrati di questi enzimi. Cobicistat Cobicistat è un potente inibitore basato sul meccanismo di CYP3A ed è altresì un substrato di CYP3A. Cobicistat è anche un debole inibitore di CYP2D6 ed è metabolizzato, in misura minore, da CYP2D6. I medicinali che inibiscono CYP3A possono ridurre la clearance di cobicistat, con conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche di cobicistat. I medicinali che sono altamente dipendenti dal metabolismo via CYP3A e che hanno un elevato metabolismo di primo passaggio sono i più sensibili a notevoli aumenti dell’esposizione quando co–somministrati con cobicistat (vedere "Terapie concomitanti controindicate" e paragrafo 4.3). Cobicistat è un inibitore delle seguenti proteine di trasporto: P–glicoproteina (P–gp), proteina di resistenza del carcinoma mammario (breast cancer resistance protein, BCRP), polipeptide di trasporto degli anioni organici (organic anion transporting polypeptide, OATP) 1B1 e OATP1B3. La co–somministrazione con medicinali che sono substrati di P–gp, BCRP, OATP1B1 e OATP1B3 può portare all’aumento delle concentrazioni plasmatiche di tali medicinali. Emtricitabina Studi in vitro e studi farmacocinetici clinici di interazione farmacologica hanno evidenziato che il rischio potenziale di interazioni mediate da CYP tra emtricitabina e altri medicinali è basso. La co–somministrazione di emtricitabina con medicinali eliminati tramite secrezione tubulare attiva può aumentare le concentrazioni di emtricitabina e/o del medicinale co–somministrato. I medicinali che riducono la funzione renale possono aumentare le concentrazioni di emtricitabina. Tenofovir alafenamide Tenofovir alafenamide è trasportato dalla P–gp e dalla BCRP. I medicinali che alterano notevolmente l’attività della P–gp e della BCRP possono modificare l’assorbimento di tenofovir alafenamide. Tuttavia, in caso di co–somministrazione con cobicistat in Genvoya, si ottiene la pressoché massima inibizione della P–gp da parte di cobicistat, con conseguente aumento della disponibilità di tenofovir alafenamide ed esposizioni paragonabili a quelle di 25 mg di tenofovir alafenamide somministrato da solo. Pertanto, non ci si attende un ulteriore aumento dell’esposizione a tenofovir alafenamide dopo somministrazione di Genvoya quando usato in combinazione con un altro inibitore della P–gp (ad es. ketoconazolo). Non è noto se la co–somministrazione di Genvoya con inibitori della xantina ossidasi (ad es. febuxostat) aumenti l’esposizione sistemica a tenofovir. Studi in vitro e studi farmacocinetici clinici di interazione farmacologica hanno evidenziato che il rischio potenziale di interazioni mediate da CYP tra tenofovir alafenamide e altri medicinali è basso. Tenofovir alafenamide non è un inibitore di CYP1A2, CYP2B6, CYP2C8, CYP2C9, CYP2C19 o CYP2D6. Tenofovir alafenamide non è un inibitore di CYP3A4 in vivo. Tenofovir alafenamide è un substrato di OATP in vitro. Gli inibitori di OATP e BCRP includono la ciclosporina. Terapie concomitanti controindicate La co–somministrazione di Genvoya con alcuni medicinali metabolizzati principalmente da CYP3A può aumentare le concentrazioni plasmatiche di tali medicinali, con possibile comparsa di reazioni avverse gravi o potenzialmente fatali come vasospasmo o ischemia periferici (ad es. diidroergotamina, ergotamina, ergometrina), miopatia comprendente rabdomiolisi (ad es. simvastatina, lovastatina), prolungamento o potenziamento della sedazione o depressione respiratoria (ad es. midazolam somministrato per via orale o triazolam). La co–somministrazione di Genvoya con altri medicinali metabolizzati principalmente da CYP3A come amiodarone, chinidina, cisapride, pimozide, alfuzosina e sildenafil per l’ipertensione arteriosa polmonare è controindicata (vedere paragrafo 4.3). La co–somministrazione di Genvoya con alcuni medicinali che inducono CYP3A, come erba di San Giovanni (Hypericum perforatum), rifampicina, carbamazepina, fenobarbital e fenitoina può ridurre in misura significativa le concentrazioni plasmatiche di cobicistat ed elvitegravir, con possibile perdita dell’effetto terapeutico e sviluppo di resistenza (vedere paragrafo 4.3). Altre interazioni Cobicistat e tenofovir alafenamide non sono inibitori dell’UGT1A1 umano in vitro. Non è noto se cobicistat, emtricitabina o tenofovir alafenamide siano inibitori di altri enzimi UGT. Le interazioni tra i componenti di Genvoya e i medicinali eventualmente somministrati congiuntamente sono riportate nella seguente Tabella 1 (l’aumento è indicato come "↑", la diminuzione come "↓", nessuna variazione come "↔"). Le interazioni descritte sono basate su studi condotti con Genvoya o con i componenti di Genvoya (elvitegravir, cobicistat, emtricitabina e tenofovir alafenamide), come agenti singoli e/o in associazione, oppure costituiscono potenziali interazioni farmacologiche che possono verificarsi con Genvoya. Tabella 1: Interazioni tra i singoli componenti di Genvoya e altri medicinali

Medicinale per area terapeutica Effetti sui livelli del medicinale. Variazione percentuale media di AUC, Cmax, Cmin¹ Raccomandazione relativa alla co–somministrazione con Genvoya
ANTI–INFETTIVI
Antimicotici
Ketoconazolo (200 mg due volte al giorno)/elvitegravir (150 mg una volta al giorno)² Elvitegravir: Se somministrato con Genvoya, la dose giornaliera massima di ketoconazolo non deve superare 200 mg al giorno. Durante la co–somministrazione è necessaria cautela e si consiglia il monitoraggio clinico.
AUC: ↑ 48%
Cmin: ↑ 67%
Cmax: ↔
Le concentrazioni di ketoconazolo e/o cobicistat possono aumentare con la co–somministrazione di Genvoya.
Itraconazolo³ Voriconazolo³ Posaconazolo³ Fluconazolo Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Le concentrazioni di itraconazolo, fluconazolo e posaconazolo possono essere aumentate in caso di co–somministrazione con cobicistat. Le concentrazioni di voriconazolo possono aumentare o diminuire in caso di co–somministrazione con Genvoya. Deve essere effettuato il monitoraggio clinico in caso di co–somministrazione con Genvoya. Se somministrato con Genvoya, la dose giornaliera massima di itraconazolo non deve superare 200 mg al giorno. Si consiglia la valutazione del rapporto rischio/beneficio per giustificare l’uso di voriconazolo con Genvoya.
Antimicobatterici
Rifabutina (150 mg ogni due giorni)/elvitegravir (150 mg una volta al giorno)/cobicistat (150 mg una volta al giorno) La co–somministrazione di rifabutina, un potente induttore di CYP3A, può ridurre in misura significativa le concentrazioni plasmatiche di cobicistat ed elvitegravir, con possibile perdita dell’effetto terapeutico e sviluppo di resistenza. La co–somministrazione di Genvoya e rifabutina non è consigliata. Se l’associazione è necessaria, la dose raccomandata di rifabutina è 150 mg 3 volte alla settimana a giorni fissi (ad esempio lunedì, mercoledì, venerdì). È necessario un monitoraggio più stretto in merito alle reazioni avverse associate a rifabutina, neutropenia e uveite incluse, a causa dell’atteso aumento dell’esposizione a desacetil–rifabutina. Non è stata studiata un’ulteriore riduzione della dose di rifabutina. Si ricordi che una dose di 150 mg due volte alla settimana potrebbe non indurre un’esposizione ottimale a rifabutina, con conseguente rischio di resistenza a rifamicina e fallimento della terapia.
Rifabutina:
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
25–O–desacetil–rifabutina
AUC: ↑ 525%
Cmin: ↑ 394%
Cmax: ↑ 384%
Elvitegravir:
AUC: ↓ 21%
Cmin: ↓ 67%
Cmax: ↔
Cobicistat:
AUC: ↔
Cmin: ↓ 66%
Cmax: ↔
Medicinali antivirus dell’epatite C
Telaprevir (750 mg tre volte al giorno)/elvitegravir (150 mg una volta al giorno)/cobicistat (150 mg una volta al giorno)4 Telaprevir: La co–somministrazione con telaprevir può compromettere l’attivazione intracellulare e l’efficacia antivirale clinica di tenofovir alafenamide; pertanto, la co–somministrazione di Genvoya e telaprevir non è consigliata.
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
Elvitegravir:
AUC: ↔
Cmin: ↑ 29%
Cmax: ↔
Cobicistat:
AUC: ↔
Cmin: ↑ 232%
Cmax: ↔
Ledipasvir (90 mg una volta al giorno)/sofosbuvir (400 mg una volta al giorno)/elvitegravir (150 mg una volta al giorno)/ cobicistat (150 mg una volta al giorno)/emtricitabina (200 mg una volta al giorno)/tenofovir alafenamide (10 mg una volta al giorno)5 Ledipasvir: In caso di co–somministrazione non è giustificato alcun aggiustamento della dose di ledipasvir/sofosbuvir e Genvoya.
AUC: ↑ 79%
Cmin: ↑ 93%
Cmax: ↑ 65%
Sofosbuvir:
AUC: ↑ 47%
Cmin: N/A
Cmax: ↑ 28%
Metabolita di sofosbuvir 
GS–566500:
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
Metabolita di sofosbuvir 
GS–331007:
AUC: ↑ 48%
Cmin: ↑ 66%
Cmax: ↔
Elvitegravir:
AUC: ↔
Cmin: ↑ 46%
Cmax: ↔
Cobicistat:
AUC: ↑ 53%
Cmin: ↑ 225%
Cmax: ↔
Emtricitabina:
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
Tenofovir alafenamide:
AUC: ↔
Cmin: N/A
Cmax: ↔
Boceprevir Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. La co–somministrazione con boceprevir può compromettere l’attivazione intracellulare e l’efficacia antivirale clinica di tenofovir alafenamide; pertanto, la co–somministrazione di Genvoya e boceprevir non è consigliata.
Antibiotici macrolidi
Claritromicina Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Le concentrazioni di claritromicina e/o cobicistat possono essere alterate in caso di co–somministrazione di Genvoya. La somministrazione di claritromicina deve essere basata sulla CrCl del paziente, tenendo in considerazione l’effetto di cobicistat sulla CrCl e sulla creatinina sierica (vedere paragrafo 4.8). Pazienti con CrCl superiore o pari a 60 ml/min: non è necessario alcun aggiustamento della dose di claritromicina. Pazienti con CrCl compresa tra 30 ml/min e 60 ml/min: la dose di claritromicina deve essere ridotta del 50%.
Telitromicina Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Le concentrazioni di telitromicina e/o cobicistat possono essere alterate in caso di co–somministrazione di Genvoya. Si consiglia il monitoraggio clinico durante la co–somministrazione di Genvoya.
ANTICONVULSIVI    
Carbamazepina (200 mg due volte al giorno)/elvitegravir (150 mg una volta al giorno)/cobicistat (150 mg una volta al giorno) La co–somministrazione di carbamazepina, un potente induttore di CYP3A, può ridurre in misura significativa le concentrazioni plasmatiche di cobicistat. Carbamazepina riduce le concentrazioni plasmatiche di elvitegravir e cobicistat, il che potrebbe portare ad una perdita dell’effetto terapeutico e sviluppo di resistenza. La co–somministrazione di Genvoya con carbamazepina è controindicata (vedere paragrafo 4.3).
Elvitegravir:
AUC: ↓ 69%
Cmin: ↓ 97%
Cmax: ↓ 45%
Cobicistat:
AUC: ↓ 84%
Cmin: ↓ 90%
Cmax: ↓ 72%
Carbamazepina:
AUC: ↑ 43%
Cmin: ↑ 51%
Cmax: ↑ 40%
Carbamazepina–10,11–epossido:
AUC: ↓ 35%
Cmin: ↓ 41%
Cmax: ↓ 27%
GLUCOCORTICOIDI
Tutti i corticosteroidi esclusi i prodotti cutanei
Corticosteroidi metabolizzati principalmente da CYP3A (compreso betametasone, budesonide, fluticasone, mometasone, prednisone, triamcinolone). Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Le concentrazioni plasmatiche di questi medicinali potrebbero aumentare quando somministrati in concomitanza a Genvoya, provocando una riduzione delle concentrazioni sieriche di cortisolo. L’utilizzo concomitante di Genvoya e corticosteroidi metabolizzati da CYP3A (per esempio fluticasone propionato o altri corticosteroidi assunti per via nasale o inalatoria) può aumentare il rischio di sviluppare effetti sistemici dovuti ai corticosteroidi, comprese la sindrome di Cushing e la soppressione surrenalica. La somministrazione in concomitanza a corticosteroidi metabolizzati da CYP3A è sconsigliata, a meno che i potenziali benefici per il paziente non superino i rischi; in questo caso è necessario monitorare i pazienti per verificare l’assenza di effetti sistemici dovuti ai corticosteroidi. Deve essere valutato l’impiego di corticosteroidi alternativi che sono metabolizzati in misura minore dal CYP3A, ad esempio beclometasone per via nasale o inalatoria, in particolare per l’utilizzo a lungo termine.
ANTIACIDI
Sospensione di antiacidi contenenti magnesio/alluminio (20 ml singola dose)/elvitegravir (50 mg singola dose)/ritonavir (100 mg singola dose) Elvitegravir (sospensione di antiacidi dopo ± 2 ore): Le concentrazioni plasmatiche di elvitegravir si riducono con gli antiacidi a causa della formazione locale di complessi nel tratto gastrointestinale e non a causa di alterazioni del pH gastrico. Si raccomanda un intervallo di almeno 4 ore tra la somministrazione di Genvoya e degli antiacidi. Per informazioni su altri riduttori di acido (ad es. antagonisti dei recettori H2 e inibitori della pompa protonica), si rimanda a "Studi condotti con altri medicinali".
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
Elvitegravir (somministrazione contemporanea):
AUC: ↓ 45%
Cmin: ↓ 41%
Cmax: ↓ 47%
INTEGRATORI ALIMENTARI
Integratori multivitaminici Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Poiché non è possibile escludere l’effetto della formazione di complessi cationici di elvitegravir quando Genvoya viene somministrato insieme a integratori multivitaminici, è consigliabile somministrare Genvoya e gli integratori multivitaminici a distanza di almeno 4 ore l’uno dall’altro.
ANTIDIABETICI ORALI
Metformina Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Cobicistat inibisce in modo reversibile MATE1 e le concentrazioni di metformina possono essere aumentate in caso di co–somministrazione con Genvoya. Si consigliano un attento monitoraggio del paziente e un adattamento della dose di metformina nei pazienti che assumono Genvoya.
ANALGESICI NARCOTICI
Metadone (80–120 mg)/elvitegravir (150 mg una volta al giorno)/ cobicistat (150 mg una volta al giorno) Metadone: Non è necessario alcun adattamento posologico per il metadone.
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
Cobicistat:
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
Elvitegravir:
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
Buprenorfina/naloxone (da16/4 a 24/6 mg)/elvitegravir (150 mg una volta al giorno)/cobicistat (150 mg una volta al giorno) Buprenorfina: Non è necessario alcun adattamento posologico per buprenorfina/naloxone.
AUC: ↑ 35%
Cmin: ↑ 66%
Cmax: ↑ 12%
Naloxone:
AUC: ↓ 28%
Cmax: ↓ 28%
Cobicistat:
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
Elvitegravir:
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
CONTRACCETTIVI ORALI
Norgestimato (0,180/0,215/0,250 mg una volta al giorno)/etinilestradiolo (0,025 mg una volta al giorno)/emtricitabina/tenofovir alafenamide (200/25 mg una volta al giorno)6 Norelgestromina: Si usi cautela in caso di co–somministrazione di Genvoya con un contraccettivo ormonale. Il contraccettivo ormonale deve contenere almeno 30 mcg di etinilestradiolo e norgestimato come progestinico, oppure i pazienti devono utilizzare un metodo contraccettivo alternativo affidabile (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). Non sono noti gli effetti a lungo termine di un aumento consistente dell’esposizione al progesterone. L’effetto della co–somministrazione di Genvoya con contraccettivi orali contenenti progestinici diversi dal norgestimato non è noto e la co–somministrazione deve, quindi, essere evitata.
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
Norgestrel:
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
Etinilestradiolo:
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax:
Norgestimato (0,180/0,215 mg una volta al giorno)/etinilestradiolo (0,025 mg una volta al giorno)/ elvitegravir (150 mg una volta al giorno)/cobicistat (150 mg una volta al giorno)4 Norgestimato:
AUC: ↑ 126%
Cmin: ↑ 167%
Cmax: ↑ 108%
Etinilestradiolo:
AUC: ↓ 25%
Cmin: ↓ 44%
Cmax: ↔
Elvitegravir:
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
ANTIARITMICI
Digossina (0,5 mg singola dose)/ cobicistat (150 mg dosi multiple) Digossina: Si consiglia il monitoraggio dei livelli di digossina in caso di associazione di digossina e Genvoya.
AUC: ↔
Cmax: ↑ 41%
Disopiramide Flecainide Lidocaina sistemica Mexiletina Propafenone Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Le concentrazioni di questi antiaritmici possono essere aumentate in caso di co–somministrazione con cobicistat. Durante la co–somministrazione con Genvoya è necessaria cautela e si consiglia il monitoraggio clinico.
ANTIPERTENSIVI
Metoprololo Timololo Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Le concentrazioni dei betabloccanti possono essere aumentate in caso di co–somministrazione con cobicistat. In caso di co–somministrazione di questi agenti con Genvoya si consiglia il monitoraggio clinico e può essere necessario ridurre la dose.
Amlodipina Diltiazem Felodipina Nicardipina Nifedipina Verapamil Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Le concentrazioni dei calcio–antagonisti possono essere aumentate in caso di co–somministrazione con cobicistat. In caso di co–somministrazione di questi medicinali con Genvoya si consiglia il monitoraggio clinico degli effetti terapeutici e delle reazioni avverse.
ANTAGONISTI DEI RECETTORI DELL’ENDOTELINA
Bosentan Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. La co–somministrazione con Genvoya può ridurre l’esposizione a elvitegravir e/o cobicistat, con perdita dell’effetto terapeutico e sviluppo di resistenza. Può essere considerato l’uso di antagonisti dei recettori dell’endotelina alternativi.
ANTICOAGULANTI
Warfarin Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Le concentrazioni di warfarin possono essere modificate in caso di co–somministrazione con Genvoya. Si consiglia il monitoraggio del rapporto internazionale normalizzato (INR) durante la co–somministrazione con Genvoya. Il monitoraggio dell’INR deve proseguire nelle prime settimane successive al termine del trattamento con Genvoya.
Dabigatran Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Le concentrazioni di dabigatran possono essere aumentate in caso di co–somministrazione con Genvoya. In caso di co–somministrazione di dabigatran con inibitori della P–gp si consiglia il monitoraggio clinico. Un test di coagulazione consente di identificare i pazienti con aumentato rischio emorragico dovuto all’aumentata esposizione a dabigatran.
BETA AGONISTI INALATI
Salmeterolo Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. La co–somministrazione con Genvoya può aumentare le concentrazioni plasmatiche di salmeterolo, con possibili reazioni avverse gravi o potenzialmente fatali. La co–somministrazione di salmeterolo e Genvoya non è consigliata.
INIBITORI DELLA HMG CO A REDUTTASI
Rosuvastatina (10 mg singola dose)/ elvitegravir (150 mg una volta al giorno)/cobicistat (150 mg una volta al giorno) Elvitegravir: Le concentrazioni di rosuvastatina aumentano temporaneamente in caso di co–somministrazione con elvitegravir e cobicistat. Non sono necessari adattamenti posologici in caso di co–somministrazione di rosuvastatina e Genvoya.
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
Rosuvastatina:
AUC: ↑ 38%
Cmin: N/A
Cmax: ↑ 89%
Atorvastatina Pitavastatina Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Le concentrazioni di atorvastatina e pitavastatina possono aumentare in caso di co–somministrazione con elvitegravir e cobicistat. La co–somministrazione di atorvastatina con Genvoya è sconsigliata. Se l’uso dell’atorvastatina è considerato assolutamente necessario, deve essere somministrata la minore dose possibile di atorvastatina con un attento monitoraggio della sicurezza. Si usi cautela in caso di co–somministrazione di Genvoya con pitavastatina.
Pravastatina Fluvastatina Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Si ritiene che le concentrazioni di questi inibitori della HMG Co–A reduttasi aumentino temporaneamente in caso di co–somministrazione con elvitegravir e cobicistat. Non sono necessari adattamenti posologici in caso di co–somministrazione con Genvoya.
Lovastatina Simvastatina Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. La co–somministrazione di Genvoya con lovastatina e simvastatina è controindicata (vedere paragrafo 4.3).
INIBITORI DELLA FOSFODIESTERASI DI TIPO 5 (PDE 5)
Sildenafil Tadalafil Vardenafil Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Gli inibitori della PDE–5 sono metabolizzati principalmente da CYP3A. La co–somministrazione con Genvoya può aumentare le concentrazioni plasmatiche di sildenafil e tadalafil, con possibili reazioni avverse associate agli inibitori della PDE–5. La co–somministrazione di Genvoya e sildenafil per il trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare è controindicata. Si usi cautela e si consideri una riduzione della dose in caso di co–somministrazione di Genvoya con tadalafil per il trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare. Per il trattamento della disfunzione erettile, si consiglia la co–somministrazione con Genvoya di una singola dose di sildenafil non superiore a 25 mg in 48 ore, di vardenafil non superiore a 2,5 mg in 72 ore o di tadalafil non superiore a 10 mg in 72 ore.
ANTIDEPRESSIVI
Sertralina (50 mg singola dose)/ elvitegravir (150 mg una volta al giorno)/cobicistat (150 mg una volta al giorno)/emtricitabina (200 mg una volta al giorno)/ tenofovir alafenamide (10 mg una volta al giorno)5 Elvitegravir: Le concentrazioni di sertralina non sono alterate dalla co–somministrazione con Genvoya. In caso di co–somministrazione non è necessario alcun aggiustamento della dose.
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
Tenofovir alafenamide:
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
Sertralina:
AUC: ↔
Cmin: ↔
Cmax: ↔
Antidepressivi triciclici (TCA, tricyclic antidepressants) Trazodone Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI, selective serotonin reuptake inhibitors) Escitalopram Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Le concentrazioni degli agenti antidepressivi possono aumentare in caso di co–somministrazione con cobicistat. Si consigliano un’attenta titolazione della dose dell’antidepressivo e il monitoraggio della risposta all’antidepressivo.
IMMUNOSOPPRESSIVI
Ciclosporina Sirolimus Tacrolimus Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Le concentrazioni di questi immunosoppressivi possono aumentare in caso di co–somministrazione con cobicistat. Si consiglia il monitoraggio terapeutico durante la co–somministrazione con Genvoya.
SEDATIVI/IPNOTICI
Buspirone Clorazepato Diazepam Estazolam Flurazepam Lorazepam Triazolam Zolpidem Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. Triazolam è metabolizzato principalmente da CYP3A. La co–somministrazione con Genvoya può aumentare le concentrazioni plasmatiche di questo medicinale, con possibili reazioni avverse gravi o potenzialmente fatali. Le concentrazioni di altre benzodiazepine, incluso diazepam, possono aumentare quando sono somministrate insieme a Genvoya. Considerando le vie di eliminazione di lorazepam non mediate da CYP, non ci si attendono effetti sulle concentrazioni plasmatiche in caso di co–somministrazione con Genvoya. La co–somministrazione di Genvoya con triazolam è controindicata (vedere paragrafo 4.3). Con altri sedativi/ipnotici può essere necessario ridurre la dose e si consiglia il monitoraggio delle concentrazioni.
Midazolam somministrato per via orale (2,5 mg singola dose)/ tenofovir alafenamide (25 mg una volta al giorno) Midazolam somministrato per via endovenosa (1 mg singola dose)/ tenofovir alafenamide (25 mg una volta al giorno) Midazolam: La co–somministrazione di Genvoya con midazolam somministrato per via orale è controindicata (vedere paragrafo 4.3).
AUC: ↔
Cmax: ↔
Midazolam è metabolizzato principalmente da CYP3A. A causa della presenza di cobicistat, la co–somministrazione con Genvoya può aumentare le concentrazioni plasmatiche di questo medicinale, con possibili reazioni avverse gravi o potenzialmente fatali.
ANTI–GOTTA
Colchicina Interazione non studiata con i componenti di Genvoya. La co–somministrazione con Genvoya può aumentare le concentrazioni plasmatiche di questo medicinale. Può essere necessario ridurre la dose di colchicina. Genvoya non deve essere co–somministrato con colchicina nei pazienti con compromissione renale o epatica.
N/A = non pertinente ¹ In caso di dati disponibili da studi di interazione farmacologica. ² Studi condotti con elvitegravir potenziato con ritonavir.³ Medicinali di classi per le quali si prevedono interazioni simili. 4Studio condotto con elvitegravir/cobicistat/emtricitabina/tenofovir disoproxil fumarato. 5Studio condotto usando Genvoya. 6Studio condotto usando emtricitabina/tenofovir alafenamide. Studi condotti con altri medicinali Sulla base degli studi di interazione farmacologica condotti con Genvoya o con i componenti di Genvoya non sono state osservate o non si prevedono interazioni farmacologiche clinicamente significative tra i componenti di Genvoya e i seguenti medicinali: entecavir, famciclovir, ribavirina, famotidina e omeprazolo.

Effetti indesiderati

Sintesi del profilo di sicurezza La valutazione delle reazioni avverse si basa sui dati di sicurezza ottenuti da tutti gli studi di fase 2 e 3 nei quali 2.396 pazienti hanno ricevuto Genvoya. Le reazioni avverse più frequentemente riportate negli studi clinici della durata di 144 settimane sono state nausea (11%), diarrea (7%) e cefalea (6%) (dati combinati degli studi clinici di fase 3 GS–US–292–0104 e GS–US–292–0111 in 866 pazienti adulti naÃ-ve al trattamento che ricevevano Genvoya). Tabella riassuntiva delle reazioni avverse Le reazioni avverse riportate nella Tabella 2 sono elencate in base alla classificazione per sistemi e organi e alla frequenza. Le frequenze sono definite come segue: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10) e non comune (≥ 1/1.000, < 1/100). Tabella 2: Tabella delle reazioni avverse

Frequenza Reazione avversa
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non comune: anemia¹
Disturbi psichiatrici
Comune: sogni anormali
Non comune: depressione²
Patologie del sistema nervoso
Comune: cefalea, capogiro
Patologie gastrointestinali
Molto comune: nausea
Comune: diarrea, vomito, dolore addominale, flatulenza
Non comune: dispepsia
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: eruzione cutanea
Non comune: angioedema1,3, prurito
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: affaticamento
¹ Questa reazione avversa non è stata osservata negli studi clinici di fase 3 condotti con Genvoya, bensì identificata negli studi clinici o nell’esperienza post–marketing per emtricitabina se utilizzato con altri antiretrovirali. ² Questa reazione avversa non è stata osservata negli studi clinici di fase 3 condotti con Genvoya, bensì identificata negli studi clinici per elvitegravir se utilizzato con altri antiretrovirali. ³ Questa reazione avversa è stata identificata tramite sorveglianza post–marketing per emtricitabina, ma non è stata osservata durante gli studi clinici randomizzati controllati su emtricitabina negli adulti o nella popolazione pediatrica HIV. La frequenza non comune è stata valutata mediante un calcolo statistico basato sul numero totale di pazienti esposti ad emtricitabina durante questi studi clinici (n = 1.563). Descrizione di alcune reazioni avverse Parametri metabolici Durante la terapia antiretrovirale il peso e i livelli ematici dei lipidi e del glucosio possono aumentare (vedere paragrafo 4.4). Sindrome da riattivazione immunitaria In pazienti affetti da HIV con deficienza immunitaria grave al momento dell’inizio della CART, può insorgere una reazione infiammatoria a infezioni opportunistiche asintomatiche o residuali. Sono state segnalate anche malattie autoimmuni (come la malattia di Graves); tuttavia, il tempo alla comparsa di tali patologie è risultato più variabile e questi eventi possono manifestarsi molti mesi dopo l’inizio del trattamento (vedere paragrafo 4.4). Osteonecrosi Casi di osteonecrosi sono stati riportati soprattutto in pazienti con fattori di rischio generalmente noti, con malattia da HIV in stadio avanzato e/o esposti per lungo tempo alla CART. La frequenza di tali casi è sconosciuta (vedere paragrafo 4.4).Variazioni della creatinina sierica Cobicistat aumenta la creatinina sierica a causa dell’inibizione della secrezione tubulare della creatinina, senza compromettere la funzione glomerulare renale. Negli studi clinici su Genvoya, gli aumenti della creatinina sierica si sono manifestati entro la settimana 2 di trattamento e sono rimasti stabili per 144 settimane. Nei pazienti naÃ-ve al trattamento è stata osservata una variazione media dal basale di 0,04 ± 0,12 mg/dl (3,5 ± 10,6 mcmol/l) dopo 144 settimane di trattamento. Gli aumenti medi dal basale nel gruppo Genvoya sono stati inferiori a quelli del gruppo elvitegravir 150 mg/cobicistat 150 mg/emtricitabina 200 mg/tenofovir disoproxil (come fumarato) 245 mg (E/C/F/TDF) alla settimana 144 (differenza –0,04, p < 0,001). Variazioni nelle analisi di laboratorio per i lipidi Negli studi in pazienti naÃ-ve al trattamento, aumenti dal basale sono stati osservati in entrambi i gruppi di trattamento per i seguenti parametri lipidici a digiuno: colesterolo totale, colesterolo LDL diretto, colesterolo HDL diretto e trigliceridi alla settimana 144. L’aumento mediano dal basale di questi parametri è stato maggiore nel gruppo Genvoya rispetto al gruppo E/C/F/TDF alla settimana 144 (p < 0,001 per la differenza tra i gruppi di trattamento per colesterolo totale, colesterolo LDL diretto, colesterolo HDL diretto e trigliceridi a digiuno). La variazione mediana (Q1, Q3) dal basale del rapporto tra colesterolo totale e colesterolo HDL alla settimana 144 è stata di 0,2 (–0,3; 0,7) nel gruppo Genvoya e 0,1 (–0,4; 0,6) nel gruppo E/C/F/TDF (p = 0,006 per la differenza tra i gruppi di trattamento). Popolazione pediatrica La sicurezza di Genvoya in pazienti pediatrici infetti da HIV–1, naÃ-ve al trattamento e di età compresa tra 12 e < 18 anni, è stata valutata per 48 settimane in uno studio clinico in aperto (GS–US–292–0106). Il profilo di sicurezza in 50 pazienti adolescenti trattati con Genvoya è stato simile a quello degli adulti (vedere paragrafo 5.1). Altre popolazioni speciali Pazienti con compromissione renale La sicurezza di Genvoya in 248 pazienti infetti da HIV–1, naÃ-ve al trattamento (n = 6) o con soppressione virologica (n = 242), con compromissione renale da lieve a moderata (velocità stimata di filtrazione glomerulare in base al metodo di Cockcroft–Gault [eGFRCG]: 30–69 ml/min) è stata valutata per 96 settimane in uno studio clinico in aperto (GS–US–292–0112). Il profilo di sicurezza di Genvoya in pazienti con compromissione renale da lieve a moderata è stato simile a quello dei pazienti con funzione renale normale (vedere paragrafo 5.1). Pazienti con coinfezione da HIV e HBV In uno studio clinico in aperto (GS–US–292–1249) è stata valutata la sicurezza di Genvoya in approssimativamente 70 pazienti con co–infezione da HIV/HBV, in trattamento contro l’HIV. In base a questa esperienza limitata, il profilo di sicurezza di Genvoya nei pazienti con co–infezione da HIV/HBV sembra essere simile a quello dei pazienti con monoinfezione da HIV–1. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione: Agenzia Italiana del Farmaco Sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili

Gravidanza e allattamento

Donne potenzialmente fertili/contraccezione negli uomini e nelle donne L’uso di Genvoya deve essere accompagnato dall’uso di contraccettivi efficaci (vedere paragrafi 4.4 e 4.5). Gravidanza Non esistono studi adeguati e ben controllati su Genvoya o sui suoi componenti in donne in gravidanza. I dati relativi all’uso di Genvoya in donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato (meno di 300 gravidanze esposte). Tuttavia, un ampio numero di dati in donne in gravidanza (più di 1.000 gravidanze esposte) indica che emtricitabina non causa malformazioni o tossicità fetale/neonatale. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti di elvitegravir, cobicistat o emtricitabina, somministrati separatamente, sui parametri di fertilità, sulla gravidanza, sullo sviluppo fetale, sul parto o sullo sviluppo postnatale. Gli studi con tenofovir alafenamide sugli animali non hanno mostrato effetti dannosi di tenofovir alafenamide sui parametri di fertilità, sulla gravidanza o sullo sviluppo fetale (vedere paragrafo 5.3). Genvoya deve essere usato durante la gravidanza solo se il potenziale beneficio giustifica il potenziale rischio per il feto. Allattamento Non è noto se elvitegravir, cobicistat o tenofovir alafenamide siano escreti nel latte materno. Emtricitabina è escreta nel latte materno. In studi sugli animali è stato dimostrato che elvitegravir, cobicistat e tenofovir sono escreti nel latte. Esistono informazioni insufficienti relative agli effetti di elvitegravir, cobicistat, emtricitabina e tenofovir su neonati/lattanti. Pertanto Genvoya non deve essere usato durante l’allattamento. Per evitare la trasmissione del virus HIV al neonato, si raccomanda che le donne infette da HIV non allattino i propri neonati, in nessuna circostanza. Fertilità Non vi sono dati sulla fertilità relativi all’uso di Genvoya negli esseri umani. Negli studi sugli animali non sono stati osservati effetti da parte di elvitegravir, cobicistat, emtricitabina e tenofovir alafenamide sui parametri di accoppiamento o fertilità (vedere paragrafo 5.3).

Conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità. Tenere il flacone ben chiuso.

About

Creato da Giuseppe Pipero.