Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Zerbaxa EV 10FL POLV 1G+0,5G

Soluzione per infusione polv in flacone

€ 1365.41

Farmaco solo uso ospedaliero

Classe H

Principio attivoCeftolozano/tazobactam
GruppoAltri antibatterici beta-lattamici
ATCJ01DI54 - Ceftolozano ed inibitore delle beta-lattamasi
RicettaOsp - uso ospedaliero
SSNNon concedibile
ProduttoreMerck sharp & dohme bv
ConservazioneVedere paragrafo 6.4
GlutineNon contiene glutine    
LattosioNon contiene lattosio   
Codice AICA044506018

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Zerbaxa è indicato per il trattamento delle seguenti infezioni negli adulti (vedere paragrafo 5.1): – Infezioni intra–addominali complicate (vedere paragrafo 4.4); – Pielonefrite acuta; – Infezioni complicate del tratto urinario (vedere paragrafo 4.4). Devono essere considerate le linee guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

Posologia

Posologia Il regime di dose per via endovenosa raccomandato per pazienti con clearance della creatinina > 50 mL/min è riportato per tipo di infezione nella Tabella 1. Tabella 1: Dose per via endovenosa di Zerbaxa per tipo di infezione in pazienti con clearance della creatinina >50 mL/min

Tipo di infezione Dose Frequenza Tempo di infusione Durata del trattamento
Infezione intra–addominale complicata* 1 g ceftolozano /0,5 g tazobactam Ogni 8 ore 1 ora 4–14 giorni
Infezione complicata del tratto urinario Pielonefrite acuta 1 g ceftolozano /0,5 g tazobactam Ogni 8 ore 1 ora 7 giorni
*Da usare in associazione con metronidazolo se si sospetta la presenza di patogeni anaerobi. Popolazioni speciali Anziani (≥65 anni di età) Non è necessario un aggiustamento della dose per gli anziani sulla base unicamente dell’età (vedere paragrafo 5.2). Compromissione renale Nei pazienti con compromissione renale lieve (clearance della creatinina [CrCL] stimata >50 mL/min) non è necessario un aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2). Nei pazienti con compromissione renale moderata o severa e nei pazienti con malattia renale allo stadio terminale in emodialisi, la dose deve essere aggiustata come riportato nella Tabella 2 (vedere paragrafi 5.1 e 6.6). Tabella 2: Dose per via endovenosa di ceftolozano/tazobactam in pazienti con clearance della creatinina ≤ 50 mL/min
CrCL stimata (mL/min)* Regime di dose raccomandato per Zerbaxa (ceftolozano/tazobactam)**
Da 30 a 50 500 mg ceftolozano /250 mg tazobactam per via endovenosa ogni 8 ore
Da 15 a 29 250 mg ceftolozano /125 mg tazobactam per via endovenosa ogni 8 ore
Malattia renale allo stadio terminale in emodialisi Una dose di carico singola da 500 mg ceftolozano /250 mg tazobactam, seguita dopo 8 ore da una dose di mantenimento di 100 mg ceftolozano /50 mg tazobactam, somministrata ogni 8 ore, per il restante periodo di trattamento (nei giorni dell’emodialisi la dose deve essere somministrata il prima possibile dopo il completamento dell’emodialisi)
*CrCL stimata con la formula di Cockcroft–Gault **Tutte le dosi di Zerbaxa vengono somministrate per via endovenosa nell’arco di 1 ora e sono raccomandate per tutte le indicazioni. La durata del trattamento deve seguire le raccomandazioni contenute nella Tabella 1. Compromissione epatica Non è necessario un aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica (vedere paragrafo 5.2). Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di ceftolozano/tazobactam nei bambini e negli adolescenti al di sotto di 18 anni non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione Zerbaxa è per infusione endovenosa. Il tempo di infusione è 1 ora per 1 g/ 0,5 g di Zerbaxa. Precauzioni che devono essere prese prima della manipolazione o della somministrazione del medicinale Vedere paragrafo 6.2 per le incompatibilità. Vedere paragrafo 6.6 per le istruzioni sulla ricostituzione e sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione.

Controindicazioni

– Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; – Ipersensibilità a qualsiasi agente antibatterico cefalosporinico; – Ipersensibilità severa (ad es., reazione anafilattica, reazione cutanea severa) a qualsiasi altro tipo di agente antibatterico beta–lattamico (ad es., penicilline o carbapenemi).

Avvertenze e precauzioni

Reazioni di ipersensibilità Possono verificarsi reazioni di ipersensibilità (anafilattiche) gravi e occasionalmente fatali (vedere paragrafi 4.3 e 4.8). Se si verifica una reazione allergica severa durante il trattamento con ceftolozano/tazobactam, il medicinale deve essere interrotto e devono essere adottate misure appropriate. I pazienti con anamnesi positiva per ipersensibilità alle cefalosporine, alle penicilline o ad altri agenti antibatterici beta–lattamici possono essere ipersensibili anche a ceftolozano/tazobactam. Ceftolozano/tazobactam è controindicato nei pazienti con anamnesi positiva per ipersensibilità a ceftolozano, tazobactam o alle cefalosporine (vedere paragrafo 4.3). Ceftolozano/tazobactam è controindicato anche in pazienti con ipersensibilità severa (ad es. reazione anafilattica, reazione cutanea severa) a qualsiasi altro tipo di agente antibatterico beta–lattamico (ad es. penicilline o carbapenemi) (vedere paragrafo 4.3). Ceftolozano/tazobactam deve essere usato con cautela nei pazienti con anamnesi positiva per qualsiasi altro tipo di reazione di ipersensibilità alle penicilline o ad altri antibatterici beta–lattamici. Effetto sulla funzionalità renale Una riduzione della funzionalità renale è stata osservata in pazienti in trattamento con ceftolozano/tazobactam. Funzionalità renale compromessa La dose di ceftolozano/tazobactam deve essere aggiustata in base alla funzionalità renale (vedere paragrafo 4.2, Tabella 2). Negli studi clinici l’efficacia di ceftolozano/tazobactam è stata minore nei pazienti con moderata compromissione renale rispetto ai pazienti con funzionalità renale normale o lievemente compromessa al basale. I pazienti con compromissione renale al basale devono essere monitorati frequentemente per l’insorgenza di qualsiasi tipo di variazione della funzionalità renale durante il trattamento e la dose di ceftolozano/tazobactam deve essere aggiustata come necessario. Limitazioni dei dati clinici I pazienti che erano immunocompromessi e i pazienti con neutropenia severa sono stati esclusi dagli studi clinici. In uno studio effettuato in pazienti con infezioni intra–addominali complicate, la diagnosi più comune è stata la perforazione appendicolare o l’ascesso peri–appendicolare (420/970 [43,3%] pazienti), di questi pazienti 137/420 (32,6%) avevano una peritonite diffusa al basale. Approssimativamente l’82% di tutti i pazienti arruolati nello studio aveva punteggi APACHE II (Acute Physiology and Chronic Health Evaluation II) < 10 e il 2,3% aveva batteriemia al basale. Nei pazienti clinicamente valutabili (CE), i tassi di guarigione clinica per ceftolozano/tazobactam sono stati 95,9% in 293 pazienti di età inferiore a 65 anni e 87,8% in 82 pazienti di età uguale o superiore a 65 anni. I dati di efficacia clinica in pazienti con infezione complicata del tratto urinario inferiore sono limitati. In uno studio randomizzato con controllo attivo il 18,2% (126/693) dei pazienti microbiologicamente valutabili (ME) aveva un’infezione complicata del tratto urinario inferiore (cLUTI), compresi 60/126 pazienti che erano stati trattati con ceftolozano/tazobactam. Uno di questi 60 pazienti aveva batteriemia al basale. Diarrea associata a Clostridium difficile Colite associata all’uso di antibatterici e colite pseudomembranosa sono state segnalate con ceftolozano/tazobactam (vedere paragrafo 4.8). La severità di questi tipi di infezione può variare da lieve a potenzialmente letale. È perciò importante considerare questa diagnosi nei pazienti che presentano diarrea durante o dopo la somministrazione di ceftolozano/tazobactam. In tali circostanze, si deve considerare l’interruzione della terapia con ceftolozano/tazobactam e l’uso di misure di supporto, unitamente alla somministrazione di un trattamento specifico per Clostridium difficile.Microrganismi non sensibili L’uso di ceftolozano/tazobactam può favorire la proliferazione di microrganismi non sensibili. Se durante o dopo il trattamento si verifica una superinfezione, devono essere adottate misure appropriate. Ceftolozano/tazobactam non è attivo nei confronti di batteri che producono degli enzimi chiamati beta–lattamasi che non sono inibiti da tazobactam. Vedere paragrafo 5.1. Sieroconversione al test diretto dell’antiglobulina (test di Coombs) e rischio potenziale di anemia emolitica Durante il trattamento con ceftolozano/tazobactam si può sviluppare positività al test diretto dell’antiglobulina (DAGT). Negli studi clinici l’incidenza di sieroconversione al DAGT in pazienti in trattamento con ceftolozano/tazobactam è stata dello 0,2%. Negli studi clinici non c’è stata alcuna evidenza di emolisi nei pazienti che avevano sviluppato un DAGT positivo durante il trattamento. Contenuto di sodio Ceftolozano/tazobactam contiene 10,0 mmol (230 mg) di sodio per flaconcino. Il flaconcino ricostituito con 10 mL di soluzione iniettabile di sodio cloruro allo 0,9% (soluzione fisiologica) contiene 11,5 mmol (265 mg) di sodio. Questa cosa deve essere tenuta in considerazione durante il trattamento di pazienti a dieta iposodica.

Interazioni

Sulla base degli studi in vitro e in vivo, non si prevedono interazioni farmacologiche significative tra ceftolozano/tazobactam e substrati, inibitori e induttori degli enzimi del citocromo P450 (CYP). Gli studi in vitro hanno dimostrato che ceftolozano, tazobactam e il metabolita M1 di tazobactam non inibiscono CYP1A2, CYP2B6, CYP2C8, CYP2C9, CYP2C19, CYP2D6 o CYP3A4 e non inducono CYP1A2, CYP2B6 o CYP3A4, a concentrazioni plasmatiche terapeutiche. In vitro a concentrazioni plasmatiche terapeutiche, ceftolozano e tazobactam non sono risultati substrati per la P–gp o la BCRP e tazobactam non è risultato un substrato per OCT2. I dati in vitro indicano che ceftolozano non inibisce P–gp, BCRP, OATP1B1, OATP1B3, OCT1, OCT2, MRP, BSEP, OAT1, OAT3, MATE1 o MATE2–K, a concentrazioni plasmatiche terapeutiche. In base ai datiin vitro, né tazobactam né il metabolita M1 di tazobactam inibiscono P–gp, BCRP, OATP1B1, OATP1B3, OCT1, OCT2 o trasportatori di BSEP, a concentrazioni plasmatiche terapeutiche. Tazobactam è un substrato per OAT1 e OAT3. In vitro, tazobactam ha inibito i trasportatori umani OAT1 e OAT3, con valori di IC50 rispettivamente di 118 e 147 mcg/mL. La somministrazione concomitante di ceftolozano/tazobactam con furosemide, un substrato di OAT1 e OAT3, in uno studio clinico non ha aumentato in misura significativa l’esposizione plasmatica a furosemide (rapporti delle medie geometriche di 0,83 e 0,87 rispettivamente per la Cmax e l’AUC). Tuttavia, i principi attivi che inibiscono OAT1 o OAT3 (ad es. probenecid) possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di tazobactam.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Zerbaxa è stato valutato in studi clinici di Fase 3, controllati con farmaco di confronto nel trattamento di infezioni intra–addominali complicate e di infezioni complicate del tratto urinario (inclusa pielonefrite), che comprendevano in totale 1.015 pazienti trattati con Zerbaxa (1 g/0,5 g per via endovenosa ogni 8 ore, con dose aggiustata in base alla funzionalità renale, ove opportuno) per un periodo massimo di 14 giorni.Le reazioni avverse verificatesi con frequenza più comune (≥3% negli studi di Fase 3 raggruppati) nei pazienti trattati con Zerbaxa sono state nausea, cefalea, stipsi, diarrea e piressia e sono state in genere di lieve o moderata severità.Tabella delle reazioni avverse Le seguenti reazioni avverse sono state identificate durante gli studi clinici condotti con Zerbaxa. Le reazioni avverse sono classificate per sistemi e organi secondo MedDRA e per frequenza. Le categorie di frequenza si basano sulle seguenti convenzioni: comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100) (vedere Tabella 3). Tabella 3: Reazioni avverse identificate durante gli studi clinici condotti con ceftolozano/tazobactam (N = 1.015)

Classificazione per sistemi e organi Comune (≥ 1/100, <1/10) Non comune (≥ 1/1.000, <1/100)
Infezioni ed infestazioni   Candidiasi comprese la orofaringea e la vulvovaginale, colite da Clostridium difficile, infezione fungina del tratto urinario
Patologie del sistema emolinfopoietico Trombocitosi Anemia
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Ipopotassiemia Iperglicemia, ipomagnesiemia, ipofosfatemia
Disturbi psichiatrici Insonnia, ansia  
Patologie del sistema nervoso Cefalea, capogiro Ictus ischemico
Patologie cardiache   Fibrillazione atriale, tachicardia, angina pectoris
Patologie vascolari Ipotensione Flebite, trombosi venosa
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche   Dispnea
Patologie gastrointestinali Nausea, diarrea, stipsi, vomito, dolore addominale Gastrite, distensione addominale, dispepsia, flatulenza, ileo paralitico
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea Orticaria
Patologie renali e urinarie   Insufficienza renale, danno renale
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Piressia, reazioni nella sede di infusione  
Esami diagnostici Aumento dell’alanina aminotransferasi, aumento dell’aspartato aminotransferasi Positività al test di Coombs, aumento della gamma–glutamil transpeptidasi (GGT) sierica, aumento della fosfatasi alcalina sierica
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite l’Agenzia Italiana del Farmaco, sito web: www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Non esistono dati relativi all’uso di ceftolozano/tazobactam in donne in gravidanza. Tazobactam attraversa la barriera placentare, mentre non è noto se tale passaggio interessi anche ceftolozano. Gli studi sugli animali con tazobactam hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3), senza evidenziare effetti teratogeni. Gli studi con ceftolozano condotti nel topo e nel ratto non hanno evidenziato tossicità riproduttiva o teratogenicità. La somministrazione di ceftolozano a femmine di ratto durante la gravidanza e l’allattamento è stata associata a una riduzione della risposta di allerta allo stimolo acustico nella prole maschile al 60° giorno post–natale (vedere paragrafo 5.3). Zerbaxa deve essere usato durante la gravidanza solo se il beneficio atteso supera i possibili rischi per la donna e per il feto. Allattamento Non è noto se ceftolozano e tazobactam siano escreti nel latte materno. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso. Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento con latte materno o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con Zerbaxa tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna. Fertilità Gli effetti di ceftolozano e di tazobactam sulla fertilità umana non sono stati studiati. Gli studi di fertilità sul ratto non hanno evidenziato effetti sulla fertilità e sull’accoppiamento dopo la somministrazione intraperitoneale di tazobactam o la somministrazione endovenosa di ceftolozano (vedere paragrafo 5.3).

Conservazione

Conservare in frigorifero (2° C – 8° C). Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione e la diluizione vedere paragrafo 6.3.

About

Creato da Giuseppe Pipero.