Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Zofenopril eg 28CPR RIV 30MG

Compresse rivestite divisibili in blister

€ 8.89

Farmaco generico

Classe A

Principio attivoZofenopril
GruppoAce inibitori non associati
ATCC09AA15 - Zofenopril
RicettaRr - ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSNConcedibile esente
ProduttoreEg spa
ConservazioneNessuna particolare condizione di conservazione
GlutineNon contiene glutine    
LattosioContiene lattosio    
Codice AICA044158020

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Ipertensione Zofenopril è indicato nel trattamento dell’ipertensione essenziale da lieve a moderata. Infarto miocardico acuto Zofenopril è indicato nel trattamento, iniziato entro le prime 24 ore, di pazienti con infarto miocardico acuto, con o senza segni e sintomi di insufficienza cardiaca, emodinamicamente stabili, che non siano stati sottoposti a terapia con trombolitici.

Posologia

Posologia Ipertensione La necessità di un aggiustamento del dosaggio deve essere determinata con la misurazione della pressione arteriosa immediatamente prima di una nuova somministrazione. La dose deve essere aumentata ad intervalli di quattro settimane. Pazienti non ipovolemici o senza deplezione salina Il trattamento deve iniziare con 15 mg una volta al giorno, aumentando il dosaggio fino a raggiungere un controllo ottimale della pressione arteriosa. La dose solitamente efficace è 30 mg una volta al giorno. La dose massima è 60 mg al giorno da somministrare in una dose singola o in due dosi separate. In caso di inadeguata risposta terapeutica possono essere aggiunti altri farmaci anti–ipertensivi, come i diuretici (vedere paragrafi 4.3, 4.4, 4.5 e 5.1). Pazienti con sospetta ipovolemia o deplezione salina Con la prima dose possono verificarsi episodi di ipotensione nei pazienti ad alto rischio (vedere paragrafo 4.4). L’inizio della terapia con ACE–inibitori richiede correzione dell’ipovolemia e/o deplezione salina, l’interruzione di una preesistente terapia diuretica per due o tre giorni prima dell’ACE–inibizione ed un dosaggio iniziale di 15 mg al giorno. Nel caso non sia possibile quanto sopra, la dose iniziale deve essere di 7,5 mg al giorno. I pazienti ad alto rischio di ipotensione acuta grave devono essere attentamente controllati, preferibilmente in ospedale, dopo la somministrazione della prima dose, per tutto il periodo necessario al raggiungimento del massimo effetto terapeutico e ogni volta che si aumenti la dose terapeutica degli ACE–inibitori e/o dei diuretici. Ciò si applica anche a pazienti con angina pectoris o disturbi cerebrovascolari, nei quali un’eccessiva caduta della pressione arteriosa può portare ad un infarto miocardico o ad un evento cerebrovascolare. Posologia in pazienti con compromissione renale e in pazienti in dialisi In pazienti ipertesi con lieve compromissione renale (clearance della creatinina > 45 ml/min) può essere attuata una terapia con zofenopril con la stessa dose e con lo stesso regime posologico di una volta al giorno, come per i pazienti con funzione renale normale. I pazienti con compromissione renale da moderata a grave (clearance della creatinina < 45 ml/min) devono essere trattati con la metà della dose terapeutica di zofenopril; il regime posologico di una volta al giorno non richiede modifica. La dose iniziale e il regime posologico di zofenopril per i pazienti ipertesi sottoposti a dialisi deve essere di un quarto di dose rispetto a quanto indicato nei pazienti con funzione renale normale. Recenti osservazioni cliniche hanno mostrato un’alta incidenza di reazioni simil–anafilattoidi nei pazienti in trattamento con ACE–inibitori durante emodialisi eseguite con membrane ad alto flusso o durante LDL aferesi (vedere paragrafo 4.4). Posologia in pazienti anziani Non sono necessari aggiustamenti posologici nei pazienti anziani con clearance della creatinina normale. Nei pazienti anziani con clearance della creatinina ridotta (inferiore a 45 ml/min), si raccomanda la somministrazione di metà della dose giornaliera. La clearance della creatinina può essere calcolata a partire dalla creatinina sierica in base alla seguente formula:

Clearance della creatinina (ml) = (140 – età) x peso (kg)
(min) Creatinina sierica (mg) x 72
(dl)
Tale formula fornisce la clearance della creatinina nei soggetti di sesso maschile. Nella donna il valore ottenuto deve essere moltiplicato per 0,85. Posologia in pazienti con compromissione epatica Nei pazienti ipertesi affetti da compromissione epatica da lieve a moderata, la dose iniziale di zofenopril è la metà rispetto a quella prevista nei pazienti con funzione epatica normale. Zofenopril è controindicato nei pazienti ipertesi affetti da compromissione epatica grave. Popolazione pediatrica Non sono state stabilite l’efficacia e la sicurezza di zofenopril nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni. Pertanto, non deve essere usato nei bambini. Infarto miocardico acuto Il trattamento con zofenopril deve essere iniziato entro 24 ore dopo l’insorgenza dei sintomi di infarto miocardico acuto e continuato per sei settimane. La posologia è la seguente: Primo e secondo giorno: 7,5 mg ogni 12 ore Terzo e quarto giorno: 15 mg ogni 12 ore Dal quinto giorno in avanti: 30 mg ogni 12 ore In caso di bassa pressione sistolica (≤ 120 mmHg) all’inizio del trattamento o durante i primi tre giorni successivi all’infarto miocardico, la dose giornaliera non deve essere aumentata. In caso di ipotensione (≤ 100 mmHg) il trattamento può essere continuato con l’ultima dose tollerata. In caso di ipotensione grave (valori inferiori a 90 mmHg rilevati in due misurazioni consecutive a distanza di almeno un’ora l’una dall’altra), il trattamento con zofenopril deve essere interrotto. Dopo 6 settimane di trattamento i pazienti devono essere rivalutati ed il trattamento deve essere sospeso nei casi in cui non vi siano più segni di disfunzione ventricolare sinistra o insufficienza cardiaca. In presenza di tali sintomi, il trattamento può essere protratto a lungo termine. Ai pazienti vanno anche somministrate, qualora appropriato, terapie standard, quali nitrati, aspirina o betabloccanti. Persone anziane Nei pazienti con infarto miocardico di età superiore ai 75 anni zofenopril deve essere usato con cautela. Posologia in pazienti con compromissione renale e dializzati L’efficacia e la sicurezza di zofenopril non sono state stabilite in pazienti con infarto miocardico con compromissione renale o che si sottopongono a dialisi. Pertanto, zofenopril non deve essere usato in tali pazienti. Posologia in pazienti con compromissione epatica L’efficacia e la sicurezza di zofenopril non sono state stabilite in pazienti con infarto miocardico con compromissione epatica. Pertanto, zofenopril non deve essere usato in tali pazienti. Modo di somministrazione Zofenopril può essere assunto prima, durante o dopo i pasti. La posologia deve essere titolata in base alla risposta terapeutica del paziente. Attenzione: Si prega di fare attenzione al fatto che non tutti i dosaggi raccomandati possono essere somministrati con questo medicinale, dato che la dose più bassa ottenibile con questo medicinale è di 15 mg (mezza compressa).

Controindicazioni

– Ipersensibilità a zofenopril calcio, a qualsiasi altro ACE–inibitore o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. – Pregresso edema angioneurotico correlato a precedente terapia con ACE inibitori. – Edema angioneurotico ereditario/idiopatico. – Grave compromissione epatica. – Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). – Stenosi dell’arteria renale bilaterale o unilaterale nei casi di pazienti con rene singolo. – L’uso concomitante di zofenopril e di medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti con diabete mellito o compromissione renale (GFR < 60 ml/min/1,73 m²) (vedere i paragrafi 4.5 e 5.1).

Avvertenze e precauzioni

Ipotensione Come gli altri ACE–inibitori, zofenopril può provocare un eccessivo abbassamento della pressione arteriosa, specialmente dopo la somministrazione della prima dose, sebbene siano rari i casi di ipotensione sintomatica nei pazienti ipertesi non complicati. È più probabile che si verifichi in pazienti con deplezione di liquidi ed elettroliti dovuta a trattamento con diuretici, regime dietetico iposodico, dialisi, diarrea o vomito o affetti da grave ipertensione renina–dipendente (vedere paragrafi 4.5 e 4.8). È stata osservata ipotensione sintomatica in pazienti con scompenso cardiaco, associato o meno a insufficienza renale. Ciò è più probabile che avvenga in pazienti affetti da scompenso cardiaco di entità più grave, come rispecchiato dalla somministrazione di dosi elevate di diuretici dell’ansa, dall’iponatriemia o dalla compromissione della funzione renale. Nei pazienti maggiormente a rischio di ipotensione sintomatica, il trattamento deve iniziare sotto stretta sorveglianza medica, preferibilmente in ospedale, con basse dosi e con un accurato aggiustamento della posologia. Se possibile, l’assunzione di diuretici deve essere temporaneamente interrotta quando si inizia una terapia con zofenopril. Queste considerazioni si applicano anche ai pazienti affetti da angina pectoris o malattie cerebrovascolari nei quali un’eccessiva ipotensione potrebbe causare un infarto miocardico o un accidente cerebrovascolare. Se si manifesta ipotensione il paziente deve essere posizionato in posizione supina. Può essere necessaria una replezione di volume con soluzione fisiologica per via endovenosa. L’insorgenza di ipotensione dopo somministrazione della dose iniziale non esclude la successiva attenta titolazione del dosaggio con il medicinale dopo una gestione efficace. In alcuni pazienti affetti da insufficienza cardiaca con pressione arteriosa normale o bassa, può intervenire con zofenopril un ulteriore abbassamento della pressione sanguigna sistemica. Tale effetto è previsto e generalmente non costituisce motivo di sospensione del trattamento. Se l’ipotensione diviene sintomatica, può rendersi necessaria una riduzione della dose o l’interruzione del trattamento con zofenopril. Gravidanza Non si deve iniziare alcun trattamento con ACE–inibitori durante la gravidanza. A meno che la continuazione della terapia con l’ACE–inibitore sia considerata essenziale, le pazienti che pianificano una gravidanza devono passare a trattamenti antiipertensivi alternativi, i cui profili di sicurezza per l’uso in gravidanza siano stabiliti. Quando la gravidanza viene confermata il trattamento con gli ACE–inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se necessario, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6). Ipotensione nel caso di infarto miocardico acuto Il trattamento con zofenopril non deve essere iniziato in pazienti con infarto miocardico acuto se sussiste il rischio di un’ulteriore grave depressione emodinamica in seguito a trattamento con un vasodilatatore. Questi sono pazienti con pressione sistolica < 100 mmHg oppure quelli in shock cardiogenico. In pazienti con infarto miocardico acuto il trattamento con zofenopril può causare ipotensione grave. Nel caso in cui l’ipotensione persista (pressione sistolica < 90 mmHg per più di un’ora) zofenopril deve essere interrotto. In pazienti con insufficienza cardiaca grave in seguito ad infarto miocardico acuto, zofenopril deve essere somministrato solo in pazienti emodinamicamente stabili. Pazienti con infarto del miocardio e ridotta funzione epatica L’efficacia e la sicurezza di zofenopril non sono state stabilite in pazienti con infarto miocardico con compromissione della funzione epatica. Pertanto, zofenopril non deve essere usato in tali pazienti. Persone anziane Nei pazienti con infarto miocardico di età ≥ 75 anni zofenopril deve essere usato con cautela. Pazienti con ipertensione renovascolare In pazienti affetti da ipertensione renovascolare e pregressa stenosi bilaterale dell’arteria renale o stenosi dell’arteria dell’unico rene funzionante trattati con un ACE–inibitore c’è un rischio aumentato di grave ipotensione e insufficienza renale. Il trattamento con diuretici potrebbe in qualche modo contribuire a ciò. La perdita di funzione renale può avere luogo anche solo con lievi alterazioni della creatinina sierica, persino in pazienti con stenosi unilaterale dell’arteria renale. Se ritenuto assolutamente necessario, il trattamento con zofenopril deve iniziare in ospedale, sotto stretta sorveglianza medica, a basse dosi e con un accurato aggiustamento della posologia. Interrompere temporaneamente il trattamento con diuretici al momento di iniziare la terapia con zofenopril e monitorare con estrema attenzione la funzione renale durante le prime settimane di terapia. Pazienti con insufficienza renale Zofenopril deve essere usato con cautela nei pazienti con insufficienza renale poiché necessitano una riduzione della dose. Occorre effettuare uno stretto monitoraggio della funzione renale nel corso della terapia, come appropriato. L’insufficienza renale è stata riportata in associazione con ACE–inibitori e si è verificata principalmente in pazienti con insufficienza cardiaca grave o patologia renale di base, inclusa la stenosi dell’arteria renale. In alcuni pazienti senza apparenti disturbi renali preesistenti, sono stati osservati aumenti dell’urea nel sangue e delle concentrazioni di creatinina, in particolare quando sottoposti a concomitante trattamento diuretico. In questi casi possono rendersi necessarie una riduzione della dose dell’ACE–inibitore e/o l’interruzione della somministrazione del diuretico. Si raccomanda un attento monitoraggio della funzione renale durante le prime settimane di terapia. L’efficacia e la sicurezza di zofenopril nei pazienti con infarto miocardico con compromissione renale non è stata stabilita. Quindi, in presenza di compromissione renale (creatinina sierica ≥ 2,1 mg/dl e proteinuria 500 mg/giorno) e infarto miocardico, zofenopril non deve essere usato. Pazienti dializzati Pazienti dializzati con membrane poliacrilonitriliche ad alto flusso (ad esempio AN 69), trattati contemporaneamente con un ACE–inibitore potrebbero sperimentare reazioni anafilattoidi quali rigonfiamento del viso, vampate, ipotensione e dispnea entro pochi minuti dall’inizio dell’emodialisi. Si raccomanda di utilizzare membrane alternative o di utilizzare un altro tipo di medicinale antipertensivo. L’efficacia e la sicurezza di zofenopril nei pazienti con infarto miocardico che si sottopongono a emodialisi non è stata stabilita. Pertanto, zofenopril non deve essere usato in tali pazienti. Pazienti sottoposti a LDL aferesi In pazienti trattati con un ACE–inibitore sottoposti a LDL aferesi con destrano solfato possono verificarsi reazioni anafilattoidi simili a quelle viste nei pazienti sottoposti a emodialisi con membrane ad alto flusso (vedere sopra). Si raccomanda di usare in questi pazienti un medicinale appartenente ad un’altra classe di antipertensivi. Reazioni anafilattiche durante desensibilizzazione o in caso di puntura di insetti Raramente i pazienti in trattamento con ACE–inibitori hanno riportato, durante terapia di desensibilizzazione (ad esempio veleno di imenotteri) o dopo punture di insetti, delle reazioni anafilattoidi pericolose per la vita. Negli stessi pazienti tali reazioni sono state prevenute sospendendo temporaneamente il trattamento con ACE inibitori, ma sono ricomparse dopo che il farmaco era stato inavvertitamente risomministrato. Pertanto, si raccomanda cautela nei pazienti trattati con ACE–inibitori sottoposti a procedure di desensibilizzazione di questo tipo. Trapianto di rene Non ci sono esperienze relative alla somministrazione di zofenopril in pazienti sottoposti a recente trapianto renale. Iperaldosteronismo primario I pazienti affetti da aldosteronismo primario non rispondono in genere a farmaci ipotensivi che agiscono tramite inibizione del sistema renina–angiotensina. Non è pertanto raccomandato l’utilizzo di questo medicinale. Angioedema In pazienti trattati con ACE–inibitori si è manifestato angioedema al viso, alle estremità, alle labbra, alle mucose, alla lingua, alla glottide e/o alla laringe, soprattutto durante le prime settimane di trattamento. In rari casi comunque l’insorgenza di angioedema grave può verificarsi dopo trattamento a lungo termine con un inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina. In questi casi si deve interrompere immediatamente il trattamento con ACE–inibitori e sostituire il trattamento con medicinali appartenenti ad un’altra classe. L’angioedema che interessa la lingua, la glottide o la laringe può essere fatale. Attuare immediatamente una terapia di emergenza che includa, ma non necessariamente sia limitata, alla somministrazione immediata per via sottocutanea di una soluzione di adrenalina 1:1000 (0,3–0,5 ml) o alla somministrazione lenta per via endovenosa di adrenalina 1 mg/ml (da diluire secondo indicazione), con stretto monitoraggio elettrocardiografico e della pressione arteriosa. Il paziente deve essere ospedalizzato e posto sotto osservazione per almeno 12–24 ore e dimesso solo dopo completa remissione dei sintomi. Anche nei casi in cui l’edema sia limitato alla lingua, senza sofferenza respiratoria, il paziente potrebbe richiedere un’osservazione prolungata poiché il trattamento con antistaminici e corticosteroidi potrebbe non essere sufficiente. Gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina causano angioedema con maggior frequenza nei pazienti neri rispetto ai pazienti non neri. Pazienti con antecedente di angioedema non correlato al trattamento con ACE inibitori possono presentare un rischio maggiore di comparsa di angioedema quando trattati con un ACE inibitore (vedere paragrafo 4.3). Tosse Durante il trattamento con zofenopril si può verificare l’insorgenza di una tosse secca e non produttiva che scompare con la sospensione di zofenopril. La tosse indotta dagli ACE inibitori deve essere tenuta in considerazione nel porre la diagnosi differenziale di tosse. Insufficienza epatica Raramente gli ACE–inibitori sono stati associati a una sindrome che inizia con ittero colestatico e progredisce fino alla necrosi epatica fulminante e (talvolta) al decesso. Il meccanismo di tale sindrome non è noto. I pazienti che assumono ACE–inibitori e sviluppano ittero o marcati aumenti degli enzimi epatici devono interrompere l’ACE–inibitore ed essere sottoposti ad adeguato controllo medico. Iperpotassiemia L’iperpotassiemia può presentarsi durante il trattamento con un ACE–inibitore. I pazienti a rischio di comparsa di iperpotassiemia sono quelli affetti da insufficienza renale, diabete mellito o trattati contemporaneamente con diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio o sostituti del sale contenenti potassio; ovvero pazienti in trattamento con altri principi attivi che provocano un aumento del potassio sierico (ad es eparina). Nel caso sia ritenuto appropriato l’uso concomitante dei medicinali suddetti, si deve effettuare un frequente controllo del potassio sierico (vedere paragrafo 4.5). Intervento chirurgico/anestesia In pazienti sottoposti ad importanti interventi di chirurgia o durante l’anestesia, l’uso degli ACE–inibitori può provocare ipotensione se non addirittura shock ipotensivo poiché questi medicinali possono bloccare la formazione di angiotensina II secondariamente al rilascio compensatorio di renina. Se non è possibile interrompere il trattamento con gli ACE–inibitori, monitorare attentamente i volumi plasmatico e intravascolare. Stenosi delle valvole aortica e mitrale/cardiomiopatia ipertrofica Gli ACE–inibitori devono essere usati con cautela nei pazienti con stenosi della valvola mitralica e ostruzione del tratto di deflusso del ventricolo sinistro. Neutropenia/agranulocitosi In pazienti trattati con ACE inibitori sono stati riscontrati casi di neutropenia/agranulocitosi/trombocitopenia e anemia. Il rischio di neutropenia sembra essere tipo– e dose–correlato e dipendente, inoltre, dallo stato clinico del paziente. Viene osservato raramente in pazienti che non presentano complicazioni ma può insorgere in pazienti con compromissione renale di ogni grado specialmente in associazione con collagenopatie vascolari ad es. lupus eritematoso sistemico, sclerodermia e terapia con farmaci immunosoppressivi, trattamento con allopurinolo o procainamide o un’associazione di queste complicazioni. Alcuni di questi pazienti hanno sviluppato infezioni gravi, che in pochi casi non hanno risposto a una terapia antibiotica intensiva. In caso di impiego di zofenopril in questi pazienti si consiglia il monitoraggio della conta dei globuli bianchi e della conta ematica differenziale prima dell’inizio della terapia, ogni 2 settimane durante i primi tre mesi di trattamento con zofenopril e successivamente in modo periodico. Durante il trattamento tutti i pazienti devono essere istruiti a riportare qualsiasi segno di infezione (ad esempio mal di gola, febbre), in tal caso effettuare un controllo della conta differenziale dei leucociti. Zofenopril e altri trattamenti concomitanti (vedere paragrafo 4.5) devono essere sospesi in caso di neutropenia (neutrofili inferiori a 1000/mm³) accertata o sospetta. È reversibile dopo la sospensione dell’ACE–inibitore. Psoriasi Gli ACE–inibitori devono essere usati con cautela nei pazienti con psoriasi. Proteinuria Proteinuria può manifestarsi soprattutto in pazienti con preesistente compromissione della funzione renale o dopo somministrazione di dosi relativamente alte di ACE–inibitori. I pazienti con precedente malattia renale devono eseguire un controllo delle proteine urinarie (dip–stick sulle prime urine del mattino) prima del trattamento e in seguito periodicamente. Pazienti diabetici In pazienti diabetici trattati con antidiabetici orali o insulina, si deve tenere sotto stretto controllo la glicemia durante il primo mese di trattamento con un ACE–inibitore (vedere paragrafo 4.5). Litio L’associazione di litio e zofenopril è generalmente sconsigliata (vedere paragrafo 4.5). Etnia Come con altri ACE inibitori, zofenopril può essere meno efficace nel ridurre la pressione arteriosa nei pazienti neri rispetto a quelli non neri. Gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina causano angioedema con maggior frequenza nei pazienti neri rispetto ai pazienti non neri. Duplice blocco del sistema renina–angiotensina–aldosterone (RAAS) Esiste l’evidenza che l’uso concomitante di ACE–inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l’uso combinato di ACE–inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzione renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE–inibitori e gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di lattasi o malassorbimento di glucosio–galattosio non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

Uso concomitante sconsigliato Diuretici risparmiatori di potassio o integratori di potassio Gli ACE–inibitori riducono la perdita di potassio indotta dai diuretici. I diuretici risparmiatori di potassio, come ad esempio spironolattone, triamterene o amiloride, gli integratori di potassio o i sostituti del sale contenenti potassio possono provocare aumenti significativi delle concentrazioni sieriche di potassio. Se l’uso concomitante è ritenuto appropriato a causa di una ipopotassiemia accertata, essi devono essere impiegati con cautela e con frequenti controlli della potassiemia e dell’ECG (vedere paragrafo 4.4). La somministrazione concomitante deve avvenire con prudenza Diuretici (tiazidici o diuretici dell’ansa) Un precedente trattamento con elevate dosi di diuretici può portare a deplezione di liquidi e al rischio di ipotensione all’inizio della terapia con zofenopril (vedere paragrafo 4.4). Gli effetti ipotensivi possono essere ridotti sospendendo il diuretico, aumentando il volume o l’apporto di sale o iniziando la terapia con una dose bassa di zofenopril. Litio Durante la somministrazione concomitante di litio e ACE–inibitori sono stati riportati aumenti reversibili delle concentrazioni sieriche di litio e tossicità. L’uso concomitante di diuretici tiazidici può aumentare ulteriormente il rischio di tossicità del litio, di per sé già elevato in corso di trattamento con ACE–inibitori. La somministrazione di zofenopril in corso di trattamento con litio è pertanto sconsigliata, tuttavia se ritenuta necessaria, deve essere eseguito un accurato monitoraggio dei livelli sierici di litio. Oro Sono state riportate con maggiore frequenza reazioni nitritoidi (sintomi di vasodilatazione incluso vampate, nausea, capogiri e ipotensione, che possono essere molto gravi) in pazienti in terapia con oro per via iniettabile (ad es. aurotiomalato di sodio) e trattati contemporaneamente con un ACE–inibitore. Anestetici Gli ACE–inibitori possono potenziare gli effetti ipotensivi di alcuni anestetici. Narcotici/Antidepressivi triciclici/Antipsicotici/Barbiturici Può verificarsi ipotensione posturale. Altri antipertensivi (ad esempio beta–bloccanti, alfa–bloccanti, calcio–antagonisti) Possono verificarsi effetti ipotensivi additivi o di potenziamento. Il trattamento con nitroglicerina e altri nitrati, o altri vasodilatatori, deve essere condotto con cautela. I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina–angiotensina–aldosterone (RAAS) attraverso l’uso combinato di ACE–inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren, è associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzione renale (inclusa l’insufficienza renale acuta) rispetto all’uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1). Cimetidina Può potenziare il rischio ipotensivo. Ciclosporina Aumento del rischio di disfunzione renale nei casi di uso concomitante di ACE– inibitori. Allopurinolo, procainamide, agenti citostatici o immunosoppressori Aumento del rischio di reazioni di ipersensibilità nei casi di uso concomitante di ACE–inibitori. I dati relativi ad altri ACE–inibitori indicano un aumento del rischio di leucopenia quando usati in associazione. Agenti antidiabetici Raramente gli ACE–inibitori possono potenziare gli effetti di riduzione della glicemia dell’insulina e degli antidiabetici orali come le sulfoniluree, nei pazienti diabetici. In questi casi può essere necessario ridurre la dose di antidiabetico durante il trattamento concomitante con ACE– inibitori. Emodialisi con membrane da dialisi ad alto flusso Aumento del rischio di reazioni anafilattoidi nei casi di uso concomitante di ACE–inibitori. Citostatici o agenti immunosoppressivi, corticosteroidi sistemici o procainamide L’assunzione concomitante con ACE–Inibitori può comportare un aumento del rischio di leucopenia. Da tenere in considerazione in caso di uso concomitante Farmaci antinfiammatori non steroidei (incluso ASA 3g/die) La somministrazione di medicinali antinfiammatori non steroidei può ridurre l’effetto antipertensivo di un ACE–inibitore. Inoltre, è stato riportato che i FANS e gli ACE–inibitori esercitano un effetto additivo sull’aumento della potassiemia mentre la funzione renale può diminuire. Questi effetti sono in linea di principio reversibili e si verificano in particolare nei pazienti con funzione renale compromessa. Raramente, potrebbe manifestarsi un’insufficienza renale acuta, specialmente nei pazienti con funzione renale compromessa, quali gli anziani o i pazienti disidratati. Antiacidi Riducono la biodisponibilità degli ACE–inibitori. Simpaticomimetici Possono ridurre gli effetti antipertensivi degli ACE–inibitori; i pazienti devono essere attentamente monitorati per confermare l’ottenimento dell’effetto desiderato. Cibo Può ridurre la velocità ma non la quantità dell’assorbimento di zofenopril calcio. Informazioni supplementari Non sono disponibili dati clinici sull’interazione di zofenopril con altri medicinali che sono metabolizzati dagli enzimi CYP. Tuttavia, studi metabolici in vitro con zofenopril non hanno evidenziato potenziali interazioni con medicinali che sono metabolizzati dagli enzimi CYP.

Effetti indesiderati

La seguente tabella indica tutte le reazioni avverse che sono state segnalate durante la pratica clinica in pazienti trattati con zofenopril. Le reazioni avverse sono elencate per sistemi e organi e classificate per frequenza ricorrendo alla seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100; <1/10); non comune (≥1/1.000; <1/100); raro (≥1/10.000; <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Patologie del sistema nervoso Comune: capogiri, cefalea Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Comune: tosse Patologie gastrointestinali Comune: nausea/vomito Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: eruzione cutanea Raro: angioedema Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune: crampi muscolari Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: stanchezza Non comune: debolezza I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati in associazione con la terapia a base di ACE–inibitori: Patologie del sistema emolinfopoietico In alcuni pazienti possono verificarsi agranulocitosi e pancitopenia. Sono stati segnalati casi di anemia emolitica in pazienti con carenza di glucosio–6–fosfato deidrogenasi. Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto raro: ipoglicemia. Disturbi psichiatrici Raramente, depressione, alterazione dell’umore, disturbi del sonno, stato confusionale. Patologie del sistema nervoso Occasionalmente, parestesia, disgeusia, disturbi dell’equilibrio. Patologie dell’occhio Raramente, visione offuscata. Disturbi dell’orecchio e del labirinto Raramente, tinnito. Patologie cardiache Casi individuali di tachicardia, palpitazioni, aritmie, angina pectoris, infarto miocardico sono stati segnalati per gli ACE–inibitori in associazione ad ipotensione. Patologie vascolari All’inizio o dopo incremento del dosaggio si è manifestata grave ipotensione. Ciò si verifica soprattutto in certi gruppi a rischio (vedere Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego). In associazione con ipotensione, sintomi quali capogiri, sensazione di debolezza, disturbi visivi, raramente con perdita di coscienza (sincope). Raramente si verifica rossore. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Raramente sono stati segnalati dispnea, sinusite, rinite, glossite, bronchite e broncospasmo. Gli ACEInibitori sono stati associati a edema angioneurotico di viso e tessuti orofaringei in un piccolo gruppo di pazienti. In casi isolati l’edema angioneurotico ha causato un’ostruzione respiratoria fatale, interessando le vie respiratorie superiori. Patologie gastrointestinali Occasionalmente può verificarsi dolore addominale, diarrea, costipazione e secchezza della bocca. Singoli casi di pancreatite e ileo sono stati descritti in associazione con ACE–inibitori. Molto raro: angioedema del piccolo intestino. Patologie epatobiliari Casi individuali di ittero colestatico ed epatite sono stati descritti in associazione con ACE– inibitori. Cute e annessi Occasionalmente si possono verificare reazioni allergiche e di ipersensibilità come prurito, orticaria, eritema multiforme, sindrome di Stevens–Johnson, necrolisi epidermica tossica, efflorescenze simil–psoriasi, alopecia. Questo può essere accompagnato da febbre, mialgia, artralgia, eosinofilia e/o un aumento dei titoli–ANA. Raramente si verifica iperidrosi. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Occasionalmente può manifestarsi mialgia. Patologie renali e urinarie Può verificarsi o intensificarsi un’insufficienza renale. È stata segnalata insufficienza renale acuta (vedere Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego). Raramente si verificano disturbi della minzione. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Raramente, disfunzione erettile. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto raramente, edema periferico e dolore al torace. Esami diagnostici Possono verificarsi aumenti dell’urea ematica e della creatinina, reversibili con l’interruzione, specialmente in presenza di insufficienza renale, insufficienza cardiaca grave e ipertensione renovascolare. In alcuni pazienti sono stati segnalati, diminuzione dell’emoglobina, dell’ematocrito, delle piastrine e della conta dei globuli bianchi. Sono stati segnalati anche aumenti dei livelli sierici degli enzimi epatici e della bilirubina. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Gravidanza e allattamento

La somministrazione degli ACE–inibitori non è raccomandata durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). La somministrazione degli ACE–inibitori è controindicata (vedere paragrafi 4.3 e 4.4) nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. Le evidenze epidemiologiche relative al rischio teratogeno in seguito all’esposizione ad ACE–inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non sono risolutive; non è tuttavia possibile escludere un piccolo aumento del rischio. A meno che la continuazione della terapia con l’ACE–inibitore sia considerata essenziale, le pazienti che pianificano una gravidanza devono passare a trattamenti antiipertensivi alternativi, i cui profili di sicurezza per l’uso in gravidanza siano stabiliti. Quando la gravidanza viene confermata il trattamento con gli ACE–inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se necessario, deve essere iniziata una terapia alternativa. È noto che nella donna l’esposizione ad ACE–inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperpotassiemia) (vedere paragrafo 5.3). Nel caso in cui si sia verificata un’esposizione all’ACE–Inibitore a partire dal 2° trimestre di gravidanza è consigliabile un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto ACE–Inibitori devono essere attentamente monitorati per ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Allattamento Non essendoci informazioni disponibili relativamente all’uso di zofenopril durante l’allattamento, non si raccomanda l’uso di zofenopril ed è preferibile l’impiego di trattamenti alternativi con profili di sicurezza meglio stabiliti, soprattutto se si stanno allattando neonati o bambini nati pretermine.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

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Creato da Giuseppe Pipero.