Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Imnovid 21CPS 3MG

Capsule rigide in blister

€ 14663.99

Farmaco etico

Classe H

Principio attivoPomalidomide
GruppoImmunosoppressori
ATCL04AX06 - Pomalidomide
RicettaRnrl - non ripetibile limitativa
SSNNon concedibile
ProduttoreCelgene europe bv
ConservazioneNessuna particolare condizione di conservazione
Tabella stupefacentiTAB.5 F.U. XII
GlutineNon contiene glutine    
LattosioNon contiene lattosio   
Codice AICA042927032

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Imnovid, in associazione con desametasone, è indicato nel trattamento di pazienti adulti con mieloma multiplo recidivato e refrattario, sottoposti ad almeno due precedenti terapie, comprendenti sia lenalidomide che bortezomib, e con dimostrata progressione della malattia durante l’ultima terapia.

Posologia

La terapia deve essere iniziata e monitorata sotto la supervisione di medici esperti nel trattamento del mieloma multiplo. Posologia La dose iniziale raccomandata di Imnovid è di 4 mg una volta al giorno assunti per via orale nei giorni da 1 a 21 di cicli ripetuti di 28 giorni. La dose raccomandata di desametasone è di 40 mg per via orale una volta al giorno nei giorni 1, 8, 15 e 22 di ogni ciclo di trattamento di 28 giorni. Il dosaggio può essere proseguito o modificato in base ai risultati clinici e di laboratorio. Il trattamento deve essere interrotto alla progressione della malattia. Modifica della dose o sospensione del trattamento con pomalidomide Le istruzioni per la sospensione e la riduzione della dose di pomalidomide correlate a reazioni avverse di natura ematologica sono riportate nella tabella seguente: • Istruzioni per la modifica della dose di pomalidomide

Tossicità Modifica della dose
Neutropenia • ANC* < 0,5 x 109/l o neutropenia febbrile (febbre ≥38,5° C e ANC < 1 x 109/l). Interrompere il trattamento con pomalidomide, controllare i valori del CBC** settimanalmente.
• ANC ritorna a ≥1 x 109/l Riprendere il trattamento con pomalidomide a 3 mg/die.
• Per ogni calo successivo < 0,5 x 109/l Interrompere il trattamento con pomalidomide.
• ANC ritorna a ≥1 x 109/l Riprendere il trattamento con pomalidomide a 1 mg in meno rispetto alla dose precedente.
Trombocitopenia • Conta piastrinica < 25 x 109/l Interrompere il trattamento con pomalidomide, controllare i valori del CBC** settimanalmente.
• Conta piastrinica ritorna a ≥ 50 x 109/l Riprendere il trattamento con pomalidomide a 3 mg/die
• Per ogni calo successivo < 25 x 109/l Interrompere il trattamento con pomalidomide.
• Conta piastrinica ritorna a ≥ 50 x 109/l Riprendere il trattamento con pomalidomide a 1 mg in meno rispetto alla dose precedente.
* ANC (Absolute Neutrophil Counts) – Conta assoluta dei neutrofili; **CBC – Quadro emocromocitometrico completo; Per iniziare un nuovo ciclo di pomalidomide, la conta dei neutrofili deve essere ≥ 1 x 109/l e la conta piastrinica deve essere ≥ 50 x 109/l. In caso di neutropenia, il medico deve valutare la possibilità di utilizzare fattori di crescita. Per altre reazioni avverse di grado 3 o 4 che si ritengano correlate a pomalidomide, sospendere il trattamento e riprenderlo a 1 mg in meno rispetto alla dose precedente quando la reazione avversa raggiunge un grado ≤ 2 a discrezione del medico. Se si verificano reazioni avverse dopo la riduzione della dose a 1 mg, il medicinale deve essere interrotto. • Istruzioni per la modifica della dose di desametasone
Tossicità Modifica della dose
Dispepsia di grado= 1–2 Mantenere la dose e trattare con antagonisti dell’istamina (H2) o equivalenti. Ridurre la dose di un livello se i sintomi persistono.
Dispepsia di grado≥ 3 Interrompere la somministrazione fino a quando i sintomi non sono sotto controllo. Aggiungere un H2–antagonista o equivalente e ridurre la dose di un livello quando la somministrazione viene ripresa.
Edema di grado≥ 3 Utilizzare diuretici al bisogno e ridurre la dose di un livello.
Confusione o alterazione dell’umore di grado≥ 2 Interrompere la somministrazione fino alla risoluzione dei sintomi. Quando la somministrazione viene ripresa, ridurre la dose di un livello.
Debolezza muscolare di grado ≥2 Interrompere la somministrazione fino alla riduzione della debolezza muscolare di grado≤ 1. Riprendere con la dose ridotta di un livello.
Iperglicemia di grado≥ 3 Ridurre la dose di un livello. Trattare con insulina o agenti ipoglicemizzanti orali quando necessario.
Pancreatite acuta Interrompere il regime di trattamento con desametasone per il paziente
Altri eventi avversi di grado ≥ 3 correlati al desametasone Interrompere la somministrazione di desametasone fino alla riduzione dell’evento avverso a grado≤ 2. Riprendere con la dose ridotta di un livello.
Livelli di riduzione della dose di desametasone: Livelli di riduzione della dose (≤ 75 anni di età): dose iniziale 40 mg; livello di dose –1: 20 mg; livello di dose –2: 10 mg nei Giorni 1, 8, 15 e 22 di ogni ciclo di trattamento di 28 giorni. Livelli di riduzione della dose (> 75 anni di età): dose iniziale 20 mg; livello di dose –1: 12 mg; livello di dose –2: 8 mg nei Giorni 1, 8, 15 e 22 di ogni ciclo di trattamento di 28 giorni. Se il recupero dagli eventi di tossicità si prolunga oltre 14 giorni, la dose di desametasone sarà ridotta di un livello. Popolazioni speciali Popolazione pediatrica Non esiste alcuna indicazione per un uso specifico di Imnovid nei bambini di età compresa tra 0 e 17 anni nell’indicazione del mieloma multiplo. Pazienti anziani Non è necessario alcun aggiustamento della dose per pomalidomide. Per i pazienti di età > 75 anni, la dose iniziale di desametasone è 20 mg una volta al giorno nei giorni 1, 8, 15 e 22 di ogni ciclo di trattamento di 28 giorni. Insufficienza renale Non sono stati condotti studi con pomalidomide in soggetti con insufficienza renale. I pazienti con insufficienza renale moderata o grave (clearance della creatinina <45 ml/min) sono stati esclusi dagli studi clinici. I pazienti con insufficienza renale devono essere attentamente monitorati per rilevare la comparsa di reazioni avverse. Insufficienza epatica Non sono stati condotti studi con pomalidomide in soggetti con insufficienza epatica. I pazienti con bilirubina sierica totale > 2,0 mg/dl sono stati esclusi dagli studi clinici. I pazienti con insufficienza epatica devono essere attentamente monitorati per rilevare la comparsa di reazioni avverse. Modo di somministrazione Uso orale. Imnovid deve essere assunto ogni giorno alla stessa ora. Le capsule non devono essere aperte, spezzate o masticate (vedere paragrafo 6.6). Questo medicinale deve essere deglutito intero, preferibilmente con acqua, con o senza assunzione di cibo. Se il paziente dimentica di assumere una dose di Imnovid un giorno, deve assumere la dose normale prescritta come previsto il giorno seguente. I pazienti non devono aggiustare la dose per compensare una dose dimenticata nei giorni precedenti.

Controindicazioni

– Gravidanza. – Donne potenzialmente fertili, a meno che non siano rispettate tutte le condizioni del programma di prevenzione della gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). – Pazienti di sesso maschile non in grado di seguire o attenersi a misure contraccettive efficaci (vedere paragrafo 4.4). – Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Avvertenze e precauzioni

Teratogenicità Pomalidomide non deve essere assunta durante la gravidanza poiché è atteso un effetto teratogeno. Pomalidomide è strutturalmente correlata alla talidomide, un noto teratogeno nell’uomo che causa gravi difetti congeniti potenzialmente letali. Pomalidomide si è dimostrata teratogena sia nei ratti che nei conigli quando è stata somministrata durante il periodo dell’organogenesi principale (vedere paragrafo 5.3). Le condizioni del Programma di Prevenzione della Gravidanza devono essere soddisfatte per tutte le pazienti, a meno che non vi siano prove certe che la paziente non è in grado di concepire. Criteri per stabilire che una donna non sia potenzialmente fertile Una paziente di sesso femminile o la partner di un paziente di sesso maschile è considerata non in grado di concepire se rispetta almeno uno dei seguenti criteri: • Età ≥ 50 anni e amenorrea naturale* per ≥ 1 anno • Insufficienza ovarica precoce confermata da un ginecologo• Pregressa salpingo–ovariectomia bilaterale o isterectomia • Genotipo XY, sindrome di Turner, agenesia uterina. * L’amenorrea conseguente una terapia antitumorale o durante l’allattamento non esclude la potenziale fertilità. Orientamento Pomalidomide è controindicata per le donne potenzialmente fertili a meno che non siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni: • La paziente è consapevole che un rischio teratogeno per il feto è atteso • La paziente è consapevole della necessità di adottare metodi contraccettivi efficaci, senza interruzione, 4 settimane prima di iniziare il trattamento, per l’intera durata del trattamento e fino a 4 settimane dopo la fine del trattamento • Anche in presenza di amenorrea, una paziente potenzialmente fertile deve seguire tutte le raccomandazioni per una contraccezione efficace • La paziente deve essere in grado di attenersi a misure contraccettive efficaci • La paziente è informata e consapevole delle conseguenze potenziali di una gravidanza e della necessità di rivolgersi immediatamente al medico se esista il rischio di una gravidanza • La paziente è consapevole della necessità di iniziare ad adottare misure contraccettive non appena le venga dispensata pomalidomide, a seguito di un test di gravidanza negativo • La paziente è consapevole della necessità e accetta di sottoporsi a test di gravidanza ogni 4 settimane, ad eccezione dei casi di confermata sterilizzazione tramite legatura delle tube • La paziente dichiara di essere consapevole dei rischi e delle precauzioni necessarie associate all’uso di pomalidomide In caso di donne potenzialmente fertili, il medico deve assicurarsi che: • La paziente soddisfi i requisiti del Programma di Prevenzione della Gravidanza, compresa la conferma che la paziente abbia un adeguato livello di comprensione • La paziente abbia accettato le condizioni menzionate in precedenza. Per quanto riguarda i pazienti di sesso maschile che assumono pomalidomide, studi farmacocinetici hanno dimostrato che pomalidomide è presente nel liquido seminale umano. Per precauzione, tutti i pazienti di sesso maschile che assumono pomalidomide devono soddisfare le seguenti condizioni: • Il paziente è consapevole del rischio teratogeno atteso in caso di attività sessuale con una donna in stato di gravidanza o potenzialmente fertile. • Il paziente è consapevole della necessità di utilizzare profilattici in caso di attività sessuale con una donna in stato di gravidanza o potenzialmente fertile che non adotta misure contraccettive efficaci, durante il trattamento e per 7 giorni dopo la sospensione della dose e/o l’interruzione del trattamento. I pazienti di sesso maschile vasectomizzati devono utilizzare profilattici in caso di attività sessuale con una donna in stato di gravidanza, in quanto il liquido seminale potrebbe contenere pomalidomide anche in assenza di spermatozoi. • Il paziente è consapevole della necessità, se la sua partner inizia una gravidanza mentre il paziente sta assumendo pomalidomide o 7 giorni dopo aver interrotto il trattamento con pomalidomide, di informare immediatamente il medico curante e della raccomandazione di indirizzare la partner presso un medico specialista o esperto in teratologia per valutazione e consulenza. Contraccezione Le donne potenzialmente fertili devono utilizzare un metodo contraccettivo efficace per 4 settimane prima della terapia, durante la terapia e fino a 4 settimane dopo la terapia con pomalidomide, ed anche in caso di interruzione della dose, a meno che la paziente non si impegni a osservare un’astinenza assoluta e continua, confermata mese per mese. Nel caso non sia stata già iniziata una terapia anticoncezionale efficace, la paziente deve essere indirizzata a un medico specialista, al fine di instaurare un metodo contraccettivo efficace. Di seguito, esempi di metodi contraccettivi considerati adeguati: • Impianto • Sistema intrauterino a rilascio di levonorgestrel • Medrossiprogesterone acetato depot • Sterilizzazione tubarica • Rapporto sessuale solo con partner di sesso maschile vasectomizzato; la vasectomia deve essere confermata da due analisi negative del liquido seminale • Pillole a base di solo progestinico per inibire l’ovulazione (ad es. desogestrel) A causa dell’aumentato rischio di tromboembolia venosa in pazienti con mieloma multiplo che assumono pomalidomide e desametasone, è sconsigliato l’uso di contraccettivi orali di tipo combinato (vedere anche paragrafo 4.5). Se la paziente sta attualmente assumendo un contraccettivo orale di tipo combinato, deve sostituire il metodo anticoncezionale con uno di quelli sopra indicati. Il rischio di tromboembolia venosa permane per 4–6 settimane dopo la sospensione del contraccettivo orale di tipo combinato. L’efficacia di steroidi contraccettivi può ridursi durante il trattamento concomitante con desametasone (vedere paragrafo 4.5). Gli impianti e i sistemi intrauterini a rilascio di levonorgestrel sono associati ad un aumentato rischio di infezione dal momento dell’inserimento, nonché a sanguinamento vaginale irregolare. Deve essere considerata la possibilità di una profilassi a base di antibiotici, in particolare nelle pazienti affette da neutropenia. L’inserimento di dispositivi intrauterini a rilascio di rame è sconsigliato a causa del potenziale rischio di infezione dal momento dell’inserimento e a causa della perdita di sangue mestruale, che può avere effetti negativi sulle pazienti affette da neutropenia severa o trombocitopenia severa. Test di gravidanza In accordo con la pratica locale, in pazienti potenzialmente fertili, si devono eseguire, sotto controllo medico, test di gravidanza, con una sensibilità minima di 25 mUI/ml, secondo le modalità descritte di seguito. Questo obbligo è valido anche per pazienti potenzialmente fertili che praticano astinenza assoluta e continua. Idealmente, il test di gravidanza, la prescrizione e la dispensazione del medicinale devono avvenire nello stesso giorno. Pomalidomide deve essere dispensata alle pazienti potenzialmente fertili entro 7 giorni dalla data di prescrizione. Prima di iniziare il trattamento Stabilito che la paziente abbia adottato un metodo contraccettivo efficace per almeno 4 settimane, deve essere eseguito un test di gravidanza sotto controllo medico durante il consulto in cui viene prescritta pomalidomide, oppure nei 3 giorni precedenti la visita dal medico. Il test deve garantire che la paziente non sia in stato di gravidanza prima di iniziare il trattamento con pomalidomide. Follow–up e termine del trattamento Un test di gravidanza sotto controllo medico deve essere ripetuto ogni 4 settimane, comprese le 4 settimane successive alla fine del trattamento, ad eccezione dei casi di confermata sterilizzazione tramite legatura delle tube. Questi test di gravidanza devono essere eseguiti lo stesso giorno della prescrizione medica oppure nei 3 giorni precedenti la visita del medico. Pazienti di sesso maschile Durante il trattamento, pomalidomide è presente nel liquido seminale umano. Per precauzione e prendendo in considerazione le popolazioni speciali di pazienti con un tempo di eliminazione potenzialmente prolungato, quali ad esempio pazienti con alterazioni della funzionalità renale, tutti i pazienti di sesso maschile che assumono pomalidomide, inclusi quelli vasectomizzati, devono utilizzare profilattici per l’intera durata del trattamento, durante la sospensione della dose e fino a 7 giorni dopo l’interruzione della terapia, qualora la propria partner sia in stato di gravidanza o potenzialmente fertile e non utilizzi alcun metodo anticoncezionale. I pazienti di sesso maschile non devono donare liquido seminale o spermatozoi durante il trattamento (anche durante le sospensioni del trattamento) e per 7 giorni dopo l’interruzione di pomalidomide. Ulteriori precauzioni di impiego I pazienti devono essere istruiti a non dare mai questo medicinale ad altre persone e a restituire al farmacista le capsule non utilizzate alla fine del trattamento. I pazienti non devono donare sangue, liquido seminale o spermatozoi durante il trattamento con pomalidomide (anche durante l’interruzione della dose) e per 7 giorni dopo l’interruzione del trattamento. Materiale educativo, limitazioni di prescrizione e dispensazione Per aiutare i pazienti ad evitare l’esposizione del feto a pomalidomide, il titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio fornirà materiale educativo al personale medico, al fine di rafforzare le avvertenze sull’attesa teratogenicità di pomalidomide, di dare consigli sulla contraccezione prima che venga iniziata la terapia e di fornire indicazioni sulla necessità del test di gravidanza. Il medico deve informare il paziente in merito al rischio teratogeno atteso e alle rigorose misure di prevenzione della gravidanza, come specificato nel Programma di Prevenzione della Gravidanza, e fornire ai pazienti l’apposito opuscolo educazionale, la scheda per i pazienti e/o strumento equivalente, in conformità al sistema di schede per i pazienti attuato a livello nazionale. Un sistema nazionale di controllo della distribuzione è stato attuato in collaborazione con ciascuna Autorità Nazionale Competente. Tale sistema prevede l’utilizzo di una scheda paziente e/o strumento equivalente per il controllo della prescrizione e/o dispensazione e per la raccolta dei dati dettagliati relativi alle indicazioni, in modo da controllare l’utilizzo off–label del medicinale all’interno del territorio nazionale. Idealmente, il test di gravidanza, il rilascio della prescrizione e la dispensazione del medicinale dovrebbero avvenire nello stesso giorno. Pomalidomide deve essere dispensata alle pazienti potenzialmente fertili entro 7 giorni dalla data di prescrizione e dopo l’esito negativo del test di gravidanza eseguito sotto controllo medico. Per le donne potenzialmente fertili la durata massima della prescrizione è di 4 settimane, per tutti gli altri pazienti la durata massima della prescrizione è di 12 settimane. Eventi ematologici La neutropenia è stata la reazione avversa ematologica di grado 3 o 4 più frequentemente segnalata nei pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario, seguita da anemia e trombocitopenia. I pazienti devono essere controllati per rilevare la comparsa di reazioni avverse di natura ematologica, in particolare neutropenia. I pazienti devono essere avvertiti di riferire immediatamente la comparsa di episodi febbrili. I medici devono tenere sotto osservazione i pazienti per rilevare segni di sanguinamento, tra cui epistassi, soprattutto in caso di uso concomitante di medicinali noti per aumentare il rischio di sanguinamento. Il quadro emocromocitometrico deve essere monitorato al basale, settimanalmente per le prime 8 settimane e, successivamente, una volta al mese. Può essere necessaria una modifica della dose (vedere paragrafo 4.2). I pazienti potrebbero necessitare di una terapia di supporto con emoderivati e/o fattori di crescita. Eventi tromboembolici I pazienti trattati con pomalidomide in combinazione con desametasone hanno sviluppato eventi tromboembolici venosi (principalmente trombosi venosa profonda ed embolia polmonare) e trombotici arteriosi. I pazienti con fattori di rischio noti per tromboembolia, compresa una precedente trombosi, devono essere monitorati attentamente. Si deve intervenire per tentare di minimizzare tutti i fattori di rischio modificabili (ad es. fumo, ipertensione e iperlipidemia). I pazienti e i medici devono essere consapevoli della necessità di prestare attenzione ai segni e ai sintomi di tromboembolia. I pazienti devono rivolgersi al medico nel caso di comparsa di sintomi quali respiro corto, dolore al torace, gonfiore agli arti inferiori o superiori. Si raccomanda una terapia anticoagulante, (ad es. acido acetilsalicilico, warfarin, eparina o clopidogrel) (salvo controindicazioni), soprattutto nei pazienti con ulteriori fattori di rischio trombotico. La decisione di adottare misure profilattiche deve essere presa dopo un’attenta valutazione dei fattori di rischio relativi ad ogni singolo paziente. Negli studi clinici, i pazienti sono stati sottoposti a terapia profilattica con acido acetilsalicilico o a terapia antitrombotica alternativa. L’uso di agenti eritropoietici comporta un rischio di eventi trombotici, incluso tromboembolia. Pertanto, gli agenti eritropoietici, così come altri agenti che possono aumentare il rischio di eventi tromboembolici, devono essere utilizzati con cautela. Neuropatia periferica I pazienti con neuropatia periferica in corso di grado ≥ 2 sono stati esclusi dagli studi clinici con pomalidomide. Occorre usare adeguata cautela nel considerare il trattamento di tali pazienti con pomalidomide. Disfunzione cardiaca significativa I pazienti con disfunzione cardiaca significativa (insufficienza cardiaca congestizia [Classe III o IV della NY Heart Association], infarto del miocardio nei 12 mesi precedenti l’inizio dello studio, angina pectoris instabile o non efficacemente controllata) sono stati esclusi dagli studi clinici con pomalidomide. Sono stati segnalati eventi di insufficienza cardiaca, inclusa insufficienza cardiaca congestizia ed edema polmonare (vedere paragrafo 4.8), soprattutto in pazienti con cardiopatia preesistente o fattori di rischio cardiaco. Occorre usare adeguata cautela nel considerare il trattamento di tali pazienti con pomalidomide, incluso il monitoraggio periodico per rilevare eventuali segni o sintomi di insufficienza cardiaca. Sindrome da lisi tumorale Può manifestarsi sindrome da lisi tumorale. I pazienti a maggior rischio di sindrome da lisi tumorale sono quelli con massa tumorale elevata prima del trattamento. Si raccomanda di monitorare attentamente tali pazienti e di adottare le precauzioni appropriate. Secondi tumori primari Sono stati osservati secondi tumori primari in pazienti trattati con pomalidomide. I medici devono valutare attentamente i pazienti prima e durante il trattamento, utilizzando lo screening oncologico standard, e istituire il trattamento secondo le indicazioni. Reazione allergica Sono stati riportati casi di angioedema e reazioni dermatologiche gravi (vedere paragrafo 4.8). I pazienti che hanno avuto precedenti reazioni allergiche gravi associate a talidomide o a lenalidomide sono stati esclusi dagli studi clinici. Tali pazienti potrebbero avere un rischio più elevato di reazioni di ipersensibilità e non devono essere trattati con pomalidomide. Deve essere considerata la sospensione o l’interruzione di pomalidomide in caso rash cutaneo di grado 2 o 3. Il trattamento con pomalidomide deve essere interrotto definitivamente in caso di angioedema, rash di grado 4, rash esfoliativo o bolloso. Capogiri e confusione Sono stati osservati capogiri e stato confusionale con pomalidomide. I pazienti devono evitare situazioni in cui capogiri o confusione possono rappresentare un problema e non devono assumere altri medicinali che possano causare capogiri o confusione senza prima informare il medico. Malattia polmonare interstiziale (Interstitial Lung Disease, ILD) ILD ed eventi correlati, includendo casi di polmonite, sono stati osservati con pomalidomide. Deve essere eseguita un’attenta valutazione dei pazienti con insorgenza acuta o improvviso peggioramento di sintomi polmonari preesistenti, al fine di escludere l’ILD. Pomalidomide deve essere interrotta nella fase di valutazione di questi sintomi e, in caso di conferma di ILD, deve essere istituito un trattamento appropriato. Il trattamento con pomalidomide deve essere ripreso solo dopo un’attenta valutazione dei benefici e dei rischi. Patologie epatiche Nei pazienti trattati con pomalidomide sono stati osservati livelli marcatamente elevati di alanina aminotransferasi e bilirubina (vedere paragrafo 4.8). Vi sono stati inoltre casi di epatite che hanno comportato l’interruzione di pomalidomide. Si raccomanda un monitoraggio regolare della funzionalità epatica per i primi 6 mesi di trattamento con pomalidomide e successivamente in base alle indicazioni cliniche.

Interazioni

Effetto di Imnovid su altri medicinali Non si prevede che pomalidomide causi interazioni farmacocinetiche farmaco–farmaco di rilievo clinico, dovute a inibizione o induzione degli isoenzimi del P450 o a inibizione dei trasportatori, in caso di somministrazione concomitante con substrati di tali enzimi o trasportatori. Il potenziale di tali interazioni farmaco–farmaco, incluso il potenziale impatto di pomalidomide sulla farmacocinetica dei contraccettivi orali combinati, non è stato valutato dal punto di vista clinico (vedere paragrafo 4.4 Teratogenicità). Effetto di altri medicinali su Imnovid Pomalidomide è metabolizzata in parte dal CYP1A2 e dal CYP3A4/5. È inoltre un substrato per la glicoproteina–P. La somministrazione concomitante di pomalidomide e ketoconazolo, un forte inibitore del CYP3A4/5 e della P–gp, o carbamazepina, un forte induttore del CYP3A4/5, non ha avuto un effetto clinicamente rilevante sull’esposizione a pomalidomide. La somministrazione concomitante di fluvoxamina, un forte inibitore del CYP1A2, e pomalidomide in presenza di ketoconazolo ha aumentato l’esposizione a pomalidomide del 104%, con un intervallo di confidenza al 90% [da 88% a 122%], rispetto a pomalidomide più ketoconazolo. In caso di somministrazione concomitante di pomalidomide con forti inibitori del CYP1A2 (ad es. ciprofloxacina, enoxacina e fluvoxamina), i pazienti devono essere attentamente monitorati per rilevare la comparsa di reazioni avverse. Desametasone La somministrazione concomitante di dosi ripetute fino a 4 mg di pomalidomide con 20–40 mg di desametasone (un debole–moderato induttore di diversi enzimi del CYP, incluso CYP3A) a pazienti con mieloma multiplo non ha avuto alcun effetto sulla farmacocinetica di pomalidomide, rispetto alla somministrazione di pomalidomide da sola. L’effetto del desametasone su warfarin non è noto. Si consiglia un attento monitoraggio della concentrazione di warfarin durante il trattamento.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Le reazioni avverse più comunemente segnalate negli studi clinici sono state le patologie del sistema emolinfopoietico, comprendendo anemia (45,7%), neutropenia (45,3%) e trombocitopenia (27%); tra le patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione, quali affaticamento (28,3%), piressia (21%) ed edema periferico (13%); e tra le infezioni ed infestazioni, quali polmonite (10,7%). Sono state osservate reazioni avverse di neuropatia periferica nel 12,3% dei pazienti e sono stati riportati eventi trombotici o embolici venosi (VTE) nel 3,3% dei pazienti. Le reazioni avverse di grado 3 o 4 più comunemente segnalate rientravano tra le patologie del sistema emolinfopoietico, comprendendo neutropenia (41,7%), anemia (27%) e trombocitopenia (20,7%); tra le infezioni ed infestazioni, quale la polmonite (9%); e tra le patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione, quali affaticamento (4,7%), piressia (3%) ed edema periferico (1,3%). La reazione avversa grave più comunemente segnalata è stata polmonite (9,3%). Altre reazioni avverse gravi osservate comprendevano neutropenia febbrile (4,0%), neutropenia (2,0%), trombocitopenia (1,7%) e reazioni avverse di VTE (1,7%). Le reazioni avverse tendevano a comparire con più frequenza entro i primi 2 cicli di trattamento con pomalidomide. Elenco riassuntivo delle reazioni avverse In uno studio randomizzato (CC–4047–MM–003), 302 pazienti con mieloma multiplo recidivato e refrattario sono stati esposti a 4 mg di pomalidomide, somministrata una volta al giorno per 21 giorni di ogni ciclo di 28 giorni, in associazione a una bassa dose settimanale di desametasone. Le reazioni avverse osservate in pazienti trattati con pomalidomide più desametasone sono elencate di seguito in base alla classificazione per sistemi e organi e per frequenza per tutte le reazioni avverse e per le reazioni avverse di grado 3 o 4. La frequenza delle reazioni avverse è quella riferita nel braccio pomalidomide più desametasone dello studio CC–4047–MM–003 (n = 302) e dai dati post–marketing. All’interno di ciascuna classificazione per sistemi e organi e di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità. In conformità all’orientamento attuale, le frequenze sono definite come segue: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10) e non comune (≥ 1/1.000, < 1/100).

Classificazione per sistemi e organi/ Termine preferito Tutte le reazioni avverse/Frequenza Reazioni avverse di grado 3–4/Frequenza
Infezioni ed infestazioni Molto comune Polmonite Comune Sepsi neutropenica Polmonite Broncopolmonite Infezione delle vie respiratorie Infezione delle vie respiratorie superiori
Comune Sepsi neutropenica Broncopolmonite Bronchite Infezione delle vie respiratorie Infezione delle vie respiratorie superiori Nasofaringite Non comune Bronchite
Patologie del sistema emolinfopoietico Molto comune Neutropenia Trombocitopenia Leucopenia Anemia Molto comune Neutropenia Trombocitopenia Anemia
Comune Neutropenia febbrile Pancitopenia* Comune Neutropenia febbrile Leucopenia Pancitopenia*
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune Appetito ridotto Comune Iperkaliemia Iponatriemia Iperuricemia*
Comune Iperkaliemia Iponatriemia Iperuricemia* Non comune Appetito ridotto Sindrome da lisi tumorale*
Non comune Sindrome da lisi tumorale*  
Disturbi psichiatrici Comune Stato confusionale Comune Stato confusionale
Patologie del sistema nervoso Comune Riduzione del livello di coscienza Neuropatia sensitiva periferica Capogiro Tremore Comune Riduzione del livello di coscienza
Non comune Neuropatia sensitiva periferica Capogiro Tremore
Patologie dell’orecchio e del labirinto Comune Vertigine Comune Vertigine
Patologie vascolari Comune Trombosi venosa profonda Non comune Trombosi venosa profonda
Patologie cardiache Comune Insufficienza cardiaca* Fibrillazione atriale* Comune Insufficienza cardiaca* Fibrillazione atriale*
Disturbi del sistema immunitario Comune Angioedema* Orticaria* Non comune Angioedema* Orticaria*
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Molto comune Dispnea Tosse Comune Dispnea
Comune Embolia polmonare Epistassi* Malattia polmonare interstiziale* Non comune Embolia polmonare Tosse Epistassi* Malattia polmonare interstiziale*
Patologie gastrointestinali Molto comune Diarrea Nausea Costipazione Comune Diarrea Vomito Costipazione
Comune Vomito Non comune Nausea
Patologie epatobiliari Non comune Iperbilirubinemia Epatite* Non comune Iperbilirubinemia
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune Eruzione cutanea Prurito Comune Eruzione cutanea
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Molto comune Dolore osseo Spasmi muscolari Comune Dolore osseo
Non comune Spasmi muscolari
Patologie renali e urinarie Comune Insufficienza nella funzione renale Ritenzione di urina Comune Insufficienza nella funzione renale
Non comune Ritenzione di urina
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Comune Dolore pelvico Comune Dolore pelvico
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune Affaticamento Piressia Edema periferico Comune Affaticamento Piressia Edema periferico
Esami diagnostici Comune Conta dei neutrofili diminuita Conta dei leucociti diminuita Conta delle piastrine diminuita Alanina amminotransferasi aumentata Acido urico ematico aumentato* Comune Conta dei neutrofili diminuita Conta dei leucociti diminuita Conta delle piastrine diminuita Alanina amminotransferasi aumentata
Non comune Acido urico ematico aumentato*
* Identificato dai dati post–marketing, con frequenza basata sui dati degli studi clinici. Descrizione di reazioni avverse selezionate Teratogenicità Pomalidomide è strutturalmente correlata a talidomide, un principio attivo con noto effetto teratogeno nell’uomo, che causa gravi difetti congeniti potenzialmente letali. Pomalidomide si è dimostrata teratogena sia nei ratti che nei conigli quando è stata somministrata durante il periodo dell’organogenesi principale (vedere paragrafi 4.6 e 5.3). In caso di assunzione durante la gravidanza, nella specie umana è atteso un effetto teratogeno di pomalidomide (vedere paragrafo 4.4). Neutropenia e trombocitopenia Si è verificata neutropenia nel 45,3% dei pazienti trattati con pomalidomide più desametasone a basso dosaggio (Pom + LD–Dex) e nel 19,5% dei pazienti trattati con desametasone ad alto dosaggio (HD–Dex). La neutropenia è stata di grado 3 o 4 nel 41,7% dei pazienti trattati con Pom + LD–Dex, rispetto al 14,8% di quelli trattati con HD–Dex. Nei pazienti trattati con Pom + LD–Dex, non di frequente (2,0% dei pazienti) la neutropenia è risultata grave, non ha comportato l’interruzione del trattamento ed è stata associata a sospensione del trattamento nel 21,0% dei pazienti e a riduzione della dose nel 7,7% dei pazienti. È stata riportata neutropenia febbrile (NF) nel 6,7% dei pazienti trattati con Pom + LD–Dex e in nessun paziente trattato con HD–Dex. Tutti i casi sono stati segnalati come grado 3 o 4. NF è stata osservata come grave nel 4,0% dei pazienti. NF è stata associata a sospensione della dose nel 3,7% dei pazienti, a riduzione della dose nell’1,3% dei pazienti e a nessuna interruzione del trattamento. Si è verificata trombocitopenia nel 27,0% dei pazienti trattati con Pom + LD–Dex e nel 26,8% dei pazienti trattati con HD–Dex. La trombocitopenia è stata di grado 3 o 4 nel 20,7% dei pazienti trattati con Pom + LD–Dex e nel 24,2% dei pazienti trattati con HD–Dex. Nei pazienti trattati con Pom + LD–Dex, la trombocitopenia è stata grave nell’1,7% dei pazienti, ha comportato la riduzione della dose nel 6,3% dei pazienti, la sospensione della dose nell’8% dei pazienti e l’interruzione del trattamento nello 0,7% dei pazienti (vedere paragrafi 4.2 e 4.4). Infezione La tossicità di natura non ematologica più comune è stata l’infezione: si è verificata nel 55,0% dei pazienti trattati con Pom + LD–Dex e nel 48,3% dei pazienti trattati con HD–Dex. Circa metà di tali infezioni era di grado 3 o 4: il 24,0% nei pazienti trattati con Pom + LD–Dex e il 22,8% dei pazienti trattati con HD–Dex. Nei pazienti trattati con Pom + LD–Dex, la polmonite e le infezioni delle vie respiratorie superiori sono state le infezioni più comunemente segnalate (rispettivamente nel 10,7% e 9,3% dei pazienti); il 24,3% delle infezioni segnalate sono state infezioni gravi e fatali (grado 5), verificatesi nel 2,7% dei pazienti trattati. Nei pazienti trattati con Pom + LD–Dex, le infezioni hanno comportato la sospensione della dose nel 2,0% dei pazienti, l’interruzione del trattamento nel 14,3% dei pazienti e la riduzione della dose nell’1,3% dei pazienti. Eventi tromboembolici Eventi trombotici o embolici venosi (VTE) si sono verificati nel 3,3% dei pazienti trattati con Pom + LD–Dex e nel 2,0% dei pazienti trattati con HD–Dex. Reazioni di grado 3 o 4 si sono verificate nell’1,3% dei pazienti trattati con Pom + LD–Dex e in nessun paziente trattato con HD–Dex. Nei pazienti trattati con Pom + LD–Dex, VTE è stata segnalata come grave nell’1,7% dei pazienti, non sono state segnalate reazioni fatali negli studi clinici e la VTE non è stata associata a interruzione della dose. La profilassi con acido acetilsalicilico (e altri anticoagulanti in soggetti ad alto rischio) era obbligatoria per tutti i pazienti negli studi clinici. È raccomandata la terapia anticoagulante (salvo controindicazioni) (vedere paragrafo 4.4). Neuropatia periferica I pazienti con neuropatia periferica in corso di grado ≥2 sono stati esclusi dagli studi clinici. Neuropatia periferica, per lo più di grado 1 o 2, si è verificata nel 12,3% dei pazienti trattati con Pom + LD–Dex e nel 10,7% dei pazienti trattati con HD–Dex. Reazioni di grado 3 o 4 si sono verificate nell’1,0% dei pazienti trattati con Pom + LD–Dex e nell’1,3% dei pazienti trattati con HD–Dex. Nei pazienti trattati con Pom + LD–Dex, nessuna reazione di neuropatia periferica è stata segnalata come grave negli studi clinici e la neuropatia periferica ha comportato l’interruzione della dose nello 0,3% dei pazienti (vedere paragrafo 4.4). Il tempo mediano all’insorgenza di neuropatia è stato di 2,1 settimane, su un intervallo compreso tra 0,1 e 48,3 settimane. Il tempo mediano all’insorgenza è risultato anticipato nei pazienti trattati con HD–Dex, rispetto ai pazienti trattati con Pom + LD–Dex (1,3 settimane vs. 2,1 settimane). Il tempo mediano alla risoluzione è stato di 22,4 settimane nei pazienti trattati con Pom + LD–Dex e di 13,6 settimane nei pazienti trattati con HD–Dex. Il limite inferiore dell’IC al 95% è stato di 5,3 settimane nei pazienti trattati con Pom + LD–Dex e di 2,0 settimane nei pazienti trattati con HD–Dex. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

Gravidanza e allattamento

Donne potenzialmente fertili / Contraccezione negli uomini e nelle donne Le donne potenzialmente fertili devono adottare un metodo contraccettivo efficace. In caso di gravidanza durante il trattamento con pomalidomide, la terapia deve essere sospesa e la paziente deve recarsi da un medico specialista con esperienza in teratologia che possa valutare la situazione ed esprimere un parere. In caso di gravidanza della partner di un paziente di sesso maschile che assume pomalidomide la partner deve essere informata di recarsi da un medico specialista o con esperienza in teratologia che possa valutare la situazione ed esprimere un parere. Pomalidomide è presente nel liquido seminale. Per precauzione, tutti i pazienti di sesso maschile che assumono pomalidomide devono utilizzare profilattici per l’intera durata del trattamento, durante la sospensione della dose e per 7 giorni dopo l’interruzione della terapia, qualora la propria partner sia in stato di gravidanza o potenzialmente fertile e non utilizzi alcun metodo anticoncezionale (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Gravidanza È atteso un effetto teratogeno di pomalidomide nell’uomo. Pomalidomide è controindicata durante la gravidanza e nelle donne potenzialmente fertili a meno che non siano soddisfatte tutte le condizioni per la prevenzione della gravidanza, vedere paragrafo 4.3 e paragrafo 4.4. Allattamento Non è noto se pomalidomide sia secreta nel latte materno umano. Pomalidomide è stata rilevata nel latte di ratto dopo somministrazione alla madre. Dato il potenziale di pomalidomide di causare reazioni avverse nei lattanti, si deve decidere se sospendere l’allattamento o l’assunzione del medicinale, tenendo conto dell’importanza del medicinale per la madre. Fertilità È stato riscontrato che pomalidomide ha un impatto negativo sulla fertilità ed è teratogena negli animali. Pomalidomide ha attraversato la placenta ed è stata rilevata nel sangue fetale, dopo somministrazione a femmine di coniglio gravide. Vedere paragrafo 5.3.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

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Creato da Giuseppe Pipero.