Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Irinotecan mg 1FL 5ML 20MG/ML

Soluzione per infusione conc in flacone

€ 115.09

Farmaco generico

Classe H

Principio attivoIrinotecan
GruppoAltri antineoplastici
ATCL01XX19 - Irinotecan
RicettaOsp - uso ospedaliero
SSNNon concedibile
ProduttoreMylan spa
ConservazioneNon superiore a +25 gradi
Tabella stupefacentiTAB.5 F.U. XII
GlutineNon contiene glutine    
LattosioNon contiene lattosio   
Codice AICA038804050

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

IRINOTECAN MYLAN GENERICS è indicato per il trattamento di pazienti con carcinoma avanzato del colon-retto: in associazione con 5-fluorouracile e acido folinico in pazienti senza precedente chemioterapia per malattia in fase avanzata; come monoterapia in pazienti nei quali un trattamento convenzionale contenente 5-fluorouracile non ha avuto successo. IRINOTECAN MYLAN GENERICS in associazione con il cetuximab è indicato per il trattamento di pazienti con carcinoma metastatico del colon-retto esprimente il recettore per il fattore di crescita epidermico (EGFR) dopo fallimento di una terapia citotossica contenente irinotecan. IRINOTECAN MYLAN GENERICS in associazione con 5-fluorouracile, acido folinico e bevacizumab è indicato come trattamento di prima scelta dei pazienti con carcinoma metastatico del colon-retto.

Posologia

Da utilizzare solo in pazienti adulti. IRINOTECAN MYLAN GENERICS soluzione per infusione deve essere infusa in una vena centrale o periferica. Dose raccomandata In monoterapia (per pazienti precedentemente trattati): La dose raccomandata di IRINOTECAN MYLAN GENERICS è 350 mg/m² somministrata per infusione endovenosa della durata di 30 – 90 minuti ogni 3 settimane (vedere paragrafi 6.6 e 4.4) In terapia di associazione (per pazienti non trattati in precedenza): La sicurezza e l’efficacia di IRINOTECAN MYLAN GENERICS in associazione con il 5– fluorouracile (5FU) e l’acido folinico (FA) sono state valutate con il seguente schema posologico (vedere il paragrafo 5.1): • IRINOTECAN MYLAN GENERICS più 5FU/FA, schema posologico ogni 2 settimane. La dose raccomandata di IRINOTECAN MYLAN GENERICS è 180 mg/m² somministrati una volta ogni 2 settimane come infusione endovenosa della durata di 30–90 minuti, seguita da infusione di acido folinico e 5–fluorouracile. Per la posologia e il metodo di somministrazione in associazione con il cetuximab, fare riferimento alle informazioni sul prodotto relative a questo medicinale. Normalmente viene utilizzata la stessa dose di irinotecan somministrata negli ultimi cicli del precedente trattamento a base diIrinotecan. L’irinotecannon deve essere somministrato prima che sia trascorsa un’ora dalla fine dell’infusione di cetuximab. Per la posologia e il metodo di somministrazione del bevacizumab, fare riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto del bevacizumab. Per la posologia e il metodo di somministrazione in associazione con la capecitabina, fare riferimento al paragrafo 5.1 e ai paragrafi pertinenti del riassunto delle caratteristiche del prodotto della capecitabina. Aggiustamenti del dosaggio: IRINOTECAN MYLAN GENERICS deve essere somministrato dopo remissione di tutti gli effetti indesiderati nei gradi 0 o 1 della scala NCI–CTC (National Cancer Institute Common Toxicity Criteria) e quando la diarrea associata al trattamento è completamente risolta. All’inizio di un ciclo successivo di infusioni, la dose di IRINOTECAN MYLAN GENERICS, e del 5FU quando applicabile, devono essere ridotte in base al grado degli effetti indesiderati più gravi osservati nella infusione precedente. Il trattamento deve essere ritardato di 1 o 2 settimane per permettere la ripresa dagli effetti indesiderati associati al trattamento. In presenza dei seguenti effetti indesiderati bisogna effettuarre una riduzione del 15–20% della dose di IRINOTECAN MYLAN GENERICS e/o 5FU, quando applicabile: • tossicità ematologica (neutropenia di grado 4, neutropenia febbrile di neutropenia di grado 3–4 e febbre di grado 2–4), trombocitopenia e leucopenia (grado 4). • tossicità non ematologica (grado 3–4). Devono comunque essere seguite le raccomandazioni relative alle modifiche della dose di cetuximab somministrato in associazione con l’irinotecan, secondo le informazioni sul prodotto di questo medicinale. Fare riferimento al Riassunto delle caratteristiche del prodotto del bevacizumab per effettuare modifiche della dose di bevacizumab, quando somministrato in associazione con IRINOTECAN MYLAN GENERICS/5FU/FA. In combinazione con capecitabina, per i pazienti di età uguale o superiore a 65 anni si raccomanda una riduzione della dose iniziale di capecitabina a 800 mg/m² due volte al giorno come riportato nel riassunto delle caratteristiche del prodotto della capecitabina. Fare inoltre riferimento alle raccomandazioni riportate nel riassunto delle caratteristiche del prodotto della capecitabina per le modifiche del dosaggio in regime di combinazione. Durata del trattamento: Il trattamento con IRINOTECAN MYLAN GENERICS deve essere continuato finché non si osservi una oggettiva progressione della malattia o finché non compaiono sintomi di tossicità inaccettabili. Popolazioni speciali Pazienti con funzione epatica compromessa: In monoterapia: la dose iniziale di IRINOTECAN MYLAN GENERICS deve essere determinata in base ai livelli ematici di bilirubina (fino a 3 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità (LSN)) nei pazienti con Capacità funzionale ≤2 In questi pazienti con iperbilirubinemia e tempo di protrombina superiore al 50%, la clearance dell’IRINOTECAN MYLAN GENERICS è diminuita (vedere paragrafo 5.2) e quindi il rischio di ematotossicità è aumentato. Pertanto, in questi pazienti deve essere condotto un monitoraggio settimanale dell’emocromo. • Nei pazienti con valori di bilirubina fino ad 1,5 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità (LSN) il dosaggio raccomandato di IRINOTECAN MYLAN GENERICS è 350 mg/m². • Nei pazienti con valori di bilirubina da 1,5 a 3 volte il LSN, la dose raccomandata di IRINOTECAN MYLAN GENERICS è 200 mg/m². • I pazienti con valori di bilirubina superiori a 3 volte il LSN non devono essere trattati con IRINOTECAN MYLAN GENERICS (vedere paragrafi 4.3 e 4.4. Non sono disponibili dati per pazienti con compromissione epatica trattati con IRINOTECAN MYLAN GENERICS in associazione. Pazienti con funzione renale compromessa: poiché non sono stati condotti studi in questa popolazione l’uso di IRINOTECAN MYLAN GENERICS non è raccomandato in pazienti con funzione renale compromessa (vedere ai paragrafi 4.4 e 5.2). Anziani: non sono stati condotti studi specifici di farmacocinetica negli anziani. Tuttavia, a causa della maggiore frequenza di diminuzione delle funzioni biologiche, in questi pazienti la scelta della dose deve essere effettuata con cautela. Questi pazienti richiedono un maggiore controllo (vedere paragrafo 4.4).

Controindicazioni

• Malattia infiammatoria intestinale cronica e/o ostruzione dell’intestino (vedere paragrafo 4.4). • Ipersensibilità al principio attivo o uno qualsiasi degli eccipineti elencati al paragrafo 6.1 • Allattamento (vedere paragrafi 4.6 e 4.4) • Valori di bilirubina >3 volte il limite superiore dell’intervallo di normalità (vedere paragrafo 4.4). • Grave insufficienza midollare. • Capacità Funzionale >2 secondo l’OMS • Uso concomitante dell’Erba di San Giovanni (vedere paragrafo 4.5). • Vaccino contro la febbre gialla (vedere paragrafo 4.5). Per ulteriori controindicazioni del cetuximab,del bevacizumab o della capecitabina, fare riferimento alle informazioni sul prodotto di questi medicinali.

Avvertenze e precauzioni

L’uso di IRINOTECAN MYLAN GENERICS deve essere riservato a reparti specializzati nella somministrazione di chemioterapia citotossica e deve essere somministrato solo sotto la supervisione di un medico qualificato nell’uso di chemioterapia antitumorale. Data la natura e l’incidenza di effetti indesiderati, IRINOTECAN MYLAN GENERICS dovrà essere prescritto nei casi seguenti solo dopo la valutazione dei benefici attesi in relazione agli eventuali rischi terapeutici: • in pazienti che presentano fattori di rischio, particolarmente quelli con una Capacità Funzionale, secondo l’OMS, =2. • in quei rari casi per i quali è prevedibile una scarsa aderenza del paziente alle istruzioni per la gestione degli effetti indesiderati (necessità di trattamento antidiarroico immediato e prolungato associato all’assunzione di grandi quantità di liquidi alla comparsa della diarrea ritardata). Si raccomanda per tali pazienti una stretto controllo ospedaliero. Quando IRINOTECAN MYLAN GENERICS è usato in monoterapia, di norma è somministrato secondo lo schema terapeutico di 1 dose ogni 3 settimane. Tuttavia lo schema di somministrazione settimanale (vedere paragrafo 5) può essere considerato come alternativa per pazienti che abbiano bisogno di un controllo più frequente o che siano particolarmente a rischio di neutropenia grave. Diarrea ritardata I pazienti devono essere consapevoli del rischio di diarrea ritardata che può insorgere più di 24 ore dopo la somministrazione di IRINOTECAN MYLAN GENERICS e in qualsiasi momento precedente il ciclo successivo. In monoterapia, il tempo mediano di comparsa delle prime feci liquide è stato il 5° giorno dopo l’infusione di IRINOTECAN MYLAN GENERICS. I pazienti devono informare immediatamente il proprio medico in caso di insorgenza della diarrea e iniziare tempestivamente la terapia appropriata. I pazienti a rischio maggiore di diarrea sono quelli precedentemente trattati con radioterapia addominale/pelvica, quelli con iperleucocitosi basale, quelli con Capacità Funzionale >2 e le donne. Se non viene trattata in modo appropriato, la diarrea può essere potenzialmente fatale, specialmente nei casi in cui il paziente sia contemporaneamente neutropenico. Appena si presenta la prima evacuazione di feci liquide, il paziente deve iniziare a bere grandi quantità di bevande contenenti elettroliti e deve essere immediatamente iniziata una appropriata terapia antidiarroica. Il trattamento antidiarroico verrà prescritto dal reparto nel quale è stato somministrato IRINOTECAN MYLAN GENERICS. Dopo la dimissione dall’ospedale, i pazienti devono avere i farmaci prescritti, in modo che possano trattare la diarrea non appena questa compare. Inoltre, devono informare il proprio medico o il reparto che ha somministrato IRINOTECAN MYLAN GENERICS se e quando la diarrea compare. Il trattamento antidiarroico attualmente raccomandato è costituito da loperamide ad alte dosi (4 mg per la prima somministrazione e poi 2 mg ogni 2 ore). Questa terapia deve continuare per 12 ore dopo l’ultima evacuazione di feci liquide e non deve essere modificata. In nessun caso la loperamide deve essere somministrata a queste dosi per più di 48 ore consecutive, a causa del rischio di ileo paralitico, né per meno di 12 ore. Quando la diarrea è associata a neutropenia grave (conta dei neutrofili <500 cellule/mm³) occorre aggiungere al trattamento antidiarroico una profilassi con antibiotici ad ampio spettro. Oltre al trattamento antibiotico si raccomanda l’ospedalizzazione per la gestione della diarrea nei seguenti casi: – diarrea associata a febbre; – grave diarrea (che richiede reidratazione per via endovenosa) – diarrea persistente dopo 48 ore dall’inizio della terapia con alte dosi di loperamide. La loperamide non deve essere somministrata come profilassi, anche nei pazienti che nei cicli precedenti hanno presentato diarrea ritardata. Nei pazienti che hanno avuto diarrea grave si raccomanda una riduzione della dose nei cicli successivi (vedere paragrafo 4.2). Ematologia Durante il trattamento con IRINOTECAN MYLAN GENERICS è raccomandato un controllo settimanale completo dell’emocromo. I pazienti devono essere a conoscenza del rischio di neutropenia e del significato della febbre. La neutropenia febbrile (temperatura >38° C e conta dei neutrofili <1000 cellule/mm³) deve essere trattata urgentemente in ospedale con antibiotici a largo spettro per via endovenosa. Nei pazienti che hanno presentato eventi ematologici gravi, si raccomanda una riduzione della dose per le somministrazioni successive (vedere paragrafo 4.2). Nei pazienti con diarrea grave c’è un aumento del rischio di infezioni e di tossicità ematologica. Nei pazienti con diarrea grave deve essere effettuato un controllo completo dell’emocromo. Compromissione epatica Gli esami della funzione epatica devono essere effettuati in condizioni basali e prima di ogni ciclo di trattamento. Un monitoraggio settimanale dell’emocromo deve essere condotto in pazienti con valori di bilirubina compresi tra 1,5 e 3 volte il LSN causati da una diminuzione della clearance dell’irinotecan (vedere paragrafo 5.2) e conseguente incremento del rischio di ematotossicità in questa popolazione. L’irinotecan non deve essere somministrato nei pazienti con valori di bilirubina >3 volte il LSN (vedere paragrafo 4.3). Nausea e vomito Prima di ogni trattamento con IRINOTECAN MYLAN GENERICS è raccomandato un trattamento profilattico con un antiemetico. Nausea e vomito sono stati segnalati frequentemente. I pazienti con vomito associato a diarrea ritardata devono essere ricoverati in ospedale il più presto possibile per il trattamento. Sindrome colinergica acuta Se compare una sindrome colinergica acuta (definita come diarrea precoce associata a diversi altri sintomi quali sudorazione, crampi addominali, lacrimazione, miosi e salivazione), deve essere somministrata atropina solfato (0,25 mg per via sottocutanea) a meno che non siano presenti controindicazioni cliniche (vedere paragrafo 4.8). Si deve prestare attenzione nei pazienti con asma. Nei pazienti che abbiano presentato una sindrome colinergica acuta e grave si raccomanda l’uso profilattico di atropina solfato con le somministrazioni successive di IRINOTECAN MYLAN GENERICS. Disturbi respiratori La malattia polmonare interstiziale che si manifesta sotto forma di infiltrati polmonari non è comune durante il trattamento con IRINOTECAN MYLAN GENERICS. La malattia polmonare interstiziale può essere fatale. I fattori di rischio probabilmente associati con lo sviluppo della malattia polmonare interstiziale includono l’uso di farmaci pneumotossici, radioterapia e fattori di stimolanti la crescita di colonie. I pazienti con fattori di rischio devono essere strettamente monitorati per i sintomi respiratori prima e durante la terapia con IRINOTECAN MYLAN GENERICS. Stravaso L’ irinotecan non è un noto vescicante, ciò nonostante, è necessario prestare attenzione per evitare lo stravaso e il sito di infusione deve essere monitorato per eventuali segni di infiammazione. In caso di stravaso, si raccomanda di lavare il sito e applicare ghiaccio. Anziani A causa della maggiore frequenza di diminuzione delle funzioni biologiche nei pazienti anziani, in particolare della funzione epatica, in questa popolazione la scelta della dose di IRINOTECAN MYLAN GENERICS deve essere effettuata con cautela (vedere paragrafo 4.2). Malattia infiammatoria intestinale cronica e/o ostruzione intestinale I pazienti non devono essere trattati con IRINOTECAN MYLAN GENERICS finché la loro ostruzione intestinale non sia risolta (vedere paragrafo 4.3). Pazienti con occlusione intestinale I pazienti non devono essere trattati con IRINOTECAN MYLAN GENERICS fino a risoluzione dell’occlusione intestinale (vedere paragrafo 4.3). Pazienti con funzione renale compromessa Non sono stati condotti studi in questa popolazione (vedere paragrafi 4.2 e 5.2). Patologie cardiache Eventi ischemici miocardicisono stati osservati in seguito a terapia con irinotecan prevalentemente in pazienti con cardiopatia preesistente, altri noti fattori di rischio per la cardiomiopatia o precedente chemioterapia citotossica (vedere paragrafo 4.8).Di conseguenza, i pazienti con noti fattori di rischio devono essere attentamente monitorati, e devono essere prese misure per cercare di ridurre al minimo tutti i fattori di rischio modificabili (per esempio fumo, ipertensione e iperlipidemia). Effetti immunosoppressori/maggiore suscettibilità ad infezioni/vaccinazione La somministrazione di vaccini vivi o vivi attenuati in pazienti immunocompromessi dagli agenti chemioterapici, tra cui l’irinotecan, può causare infezioni gravi o mortali. La vaccinazione con un vaccino vivo deve essere evitata nei pazienti trattati con irinotecan. Possono essere somministrati vaccini uccisi o inattivati; tuttavia la risposta a questi vaccini può essere ridotta. Altri Il medicinale non è adatto nei pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio, perché contiene sorbitolo. Sono stati osservati rari casi di insufficienza renale, ipotensione o insufficienza circolatoria in pazienti che hanno presentato episodi di disidratazione associata a diarrea e/o vomito o sepsi. Deve essere utilizzato un metodo anticoncezionale sia durante la terapia sia per almeno 3 mesi dopo il termine della terapia. La somministrazione concomitante di irinotecancon un potente inibitore (peres. ketoconazolo) o un induttore (per es. rifampicina, carbamazepina, fenobarbital, fenitoina, Erba di San Giovanni) del CYP3A4 può alterare il metabolismo dell’irinotecan e deve essere evitata (vedere paragrafo 4.5).

Interazioni

Non si possono escludere interazioni tra l’irinotecan e i bloccanti neuromuscolari. Poiché IRINOTECAN MYLAN GENERICS ha attività anticolinesterasica, i farmaci con attività anticolinesterasica possono prolungare glieffetti del blocco neuromuscolare del suxametonio e antagonizzare il blocco neuromuscolare da farmaci non depolarizzanti. Numerosi studi hanno dimostrato che la somministrazione concomitante di farmaci anticonvulsivanti induttori del CYP 3A (per es. la carbamazepina, il fenobarbital o la fenitoina) causa una ridotta concentrazione di irinotecan, di SN–38 e di SN–38 glucuronide e a diminuzione degli effetti farmacodinamici. Gli effetti di questi farmaci anticonvulsivanti hanno determinato una diminuzione dell’AUC di SN–38 e SN–38G pari al 50% o più. Oltre all’induzione degli enzimi del citocromo P450 3A, una maggiore glucuronidazione e una maggiore escrezione biliare possono giocare un ruolo nel ridurre la concentrazione di irinotecan e dei suoi metaboliti. Uno studio ha dimostrato che la somministrazione contemporanea di ketoconazolo provoca una diminuzione dell’AUC e dell’ APC dell’ 87% ed un aumento nell’AUC di SN–38 del 109% rispetto all’irinotecan somministrato da solo. Deve essere prestata attenzionenei pazienti in trattamento concomitante con farmaci noti per inibire (per es. ketoconazolo) o indurre (per es. rifampicina, carbamazepina, fenobarbital o fenitoina) il metabolismo del farmaco attraverso il citocromo P450 3A4. La somministrazione concomitante dell’irinotecan con un inibitore/induttore di questa via metabolica può alterare il metabolismo dell’irinotecan e deve essere evitata (vedere paragrafo 4.4). In un piccolo studio di farmacocinetica (n=5), nel quale sono stati somministrati contemporaneamente 350 mg/m² di irinotecan e 900 mg di erba di San Giovanni (Hypericum perforatum), è stata osservata una diminuzione del 42% delle concentrazioni plasmatiche del metabolita attivo dell’Irinotecan, SN–38. L’Erba di San Giovanni riduce i livelli plasmatici di SN–38. Di conseguenza, l’Erba di San Giovanni non deve essere somministrata con irinotecan (vedere paragrafo 4.3). La somministrazione concomitante di 5–fluorouracile/acido folinico in regime di combinazione non modifica la farmacocinetica dell’irinotecan. Atazanavir solfato – La somministrazione concomitante di atazanavir solfato, inibitore del CYP3A4 e della UGT1A1, può potenzialmente aumentare l’esposizione sistemica al metabolita attivo di irinotecan, SN–38. I medici devono tenerlo in considerazione in caso di somministrazione concomitante di questi medicinali. Interazioni comuni a tutti gli agenti citotossici: L’uso di anticoagulanti nelle malattie tumorali è comune a causa dell’aumentato rischio di eventi trombotici. Nel caso in cui venga indicato l’impiego di antagonisti della vitamina K come anticoagulanti, si richiede un incremento della frequenza nel monitoraggio dell’INR (Rapporto Internazionale Normalizzato) dovuto al loro stretto indice terapeutico, all’elevata variabilità interindividuale della trombogenicità del sangue ed alla possibile interazione tra gli anticoagulanti orali e la chemioterapia contro il cancro. Uso concomitante controindicato Vaccino contro la febbre gialla: rischio di reazione generalizzata da vaccini con esito fatale Uso concomitante non raccomandato – Vaccini vivi attenuati (ad eccezione del vaccino contro la febbre gialla): rischio di malattia sistemica potenzialmente fatale (per es. infezioni). Questo rischio è maggiore nei soggetti che sono già immunodepressi a causa di una malattia preesistente. Se esiste, usare un vaccino inattivato (poliomelite). – Fenitoina: rischio di esacerbazione delle convulsioni causato dalla riduzione dell’assorbimento della fenitoina nell’apparato digerente dovuta ai medicinali citotossici o rischio di aumento della tossicità a causa dell’aumentato metabolismo epatico dovuto alla fenitoina. Uso concomitante da tenere in considerazione – Ciclosporina, Tacrolimus: eccessiva immunosoppressione con rischio di linfoproliferazione. Non ci sono prove che il profilo di sicurezza dell’irinotecan sia influenzato dal cetuximab o viceversa. In uno studio (AVF2107g), le concentrazioni di irinotecan sono risultate simili in pazienti che hanno ricevuto un bolo di IRINOTECAN/5FU/FA (125mg/mq di irinotecan, 500mg/mq di 5– fluorouracile, e 20mg/m² di leucovorin, somministrato a cicli ripetuti di 6 settimane, che comprendono un trattamento settimanale per 4 settimane, seguito da 2 settimane di pausa) da solo e in associazione con il bevacizumab. Le concentrazioni plasmatiche di SN–38, il metabolita attivo dell’irinotecan, sono state analizzate in un sottogruppo di pazienti (circa 30 per ogni gruppo di trattamento). Le concentrazioni plasmatiche di SN–38 erano in media del 33% più elevate nei pazienti che hanno ricevuto un bolo di IRINOTECAN/5FU/FA in associazione con il bevacizumab rispetto a quelli che hanno ricevuto un bolo di IRINOTECAN/5FU/FA da solo. A causa dell’elevata variabilità individuale e delle limitate dimensioni del campione, non è chiaro se l’aumento dei livelli di SN–38 osservato era dovuto al bevacizumab. Tra gli eventi avversi, è stato registrato un piccolo incremento di diarrea e leucopenia di grado 3/4 nel gruppo che ha ricevuto bevacizumab. Nei pazienti trattati con IRINOTECAN/5FU/FA in combinazione con bevacizumab è stato segnalato un numero maggiore di riduzioni della dose dell’irinotecan. Nei pazienti che sviluppano grave diarrea, leucopenia o neutropenia con l’associazione tra bevacizumab e irinotecan si devono applicare modifiche deldosaggio di irinotecan come specificato nel paragrafo 4.2.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati descritti in questo paragrafo si riferiscono all’irinotecan. Non ci sono prove che il profilo di sicurezza dell’irinotecan sia influenzato dal cetuximab o viceversa. In associazione con il cetuximab, gli ulteriori effetti indesiderati segnalati erano quelli previsti con il cetuximab (come eruzione acneiforme 88%). Per le nformazioni sulle reazioni avverse dell’irinotecan in combinazione con cetuximab, consultare anche i rispettivi riassunti delle caratteristiche dei prodotti. Per le informazioni sugli effetti indesiderati dell’associazione con il bevacizumab, fare riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto del bevacizumab. Le reazioni avverse segnalate nei pazienti trattati con capecitabina in combinazione con irinotecan in aggiunta a quelle osservate con capecitabina in monoterapia o appartenenti a un gruppo di frequenza più elevata rispetto alla capecitabina in monoterapia comprendono: Molto comuni, reazioni avverse di tutti i gradi: trombosi/embolia; Comuni, reazioni avverse di tutti i gradi: reazione di ipersensibilità, ischemia cardiaca/infarto; Comuni, reazioni avverse di grado 3 e di grado 4: neutropenia febbrile. Per informazioni complete sulle reazioni avverse di capecitabina fare riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto di capecitabina. Le reazioni avverse di grado 3 e di grado 4 segnalate in pazienti trattati con capecitabina in combinazione con irinotecan e bevacizumab in aggiunta a quelle osservate con capecitabina in monoterapia o appartenenti a un gruppo di frequenza più elevata rispetto alla capecitabina in monoterapia comprendono: Comuni, reazioni avverse di grado 3 e di grado 4: neutropenia, trombosi/embolia, ipertensione, e ischemia cardiaca/infarto. Per informazioni complete sulle reazioni avverse di capecitabina e bevacizumab, fare riferimento rispettivamente al riassunto delle caratteristiche del prodotto di capecitabina e bevacizumab. Le seguenti reazioni avverse considerate possibilmente o probabilmente associate alla somministrazione di IRINOTECAN MYLAN GENERICS sono state segnalate da 765 pazienti trattati con la dose raccomandata di 350 mg/m² in monoterapia e da 145 pazienti trattati con IRINOTECAN MYLAN GENERICS in terapia di combinazione con 5FU/FA con schema posologico ogni 2 settimane alla dose raccomandata di 180 mg/m². Patologie gastrointestinali Diarrea ritardata La diarrea (che compare dopo più di 24 ore dalla somministrazione) rappresenta una tossicità dose– limitante di IRINOTECAN MYLAN GENERICS. In monoterapia: Diarrea grave è stata osservata nel 20% dei pazienti che avevano seguito le raccomandazioni per il trattamento della diarrea. È stata osservata diarrea grave nel 14% dei cicli di trattamento valutabili. Il tempo mediano di comparsa della prime feci liquide è stato il quinto giorno dopo l’infusione di IRINOTECAN MYLAN GENERICS. In terapia di associazione È stata osservata diarrea grave nel 13,1% dei pazienti che avevano seguito le raccomandazioni per il trattamento della diarrea. È stata osservata diarrea grave nel 3,9% dei cicli di trattamento valutabili. Sono stati segnalati casi di colite pseudomembranosa, uno dei quali è stato documentato batteriologicamente (Clostridium difficile). Nausea e vomito In monoterapia: La nausea e il vomito erano gravi nel 10% circa dei pazienti trattati con antiemetici. In terapia di combinazione: È stata osservata una minore incidenza di nausea e vomito gravi (rispettivamente nel 2,1% e 2,8% dei pazienti). Disidratazione Sono stati segnalati episodi di disidratazione comunemente associati a diarrea e/o vomito. Sono stati osservati rari casi di insufficienza renale, ipotensione o insufficienza cardiocircolatoria in pazienti che hanno avuto episodi di disidratazione associata a diarrea e/o vomito. Altre patologie gastrointestinali Stipsi dovuta a IRINOTECAN MYLAN GENERICS e/o a loperamide è stata così osservata: • in monoterapia: in meno del 10% dei pazienti • in terapia di combinazione: nel 3,4% dei pazienti. Sono stati senalati rari casi di ostruzione intestinale, ileo o emorragia gastrointestinale e rari casi di colite, incluse tiflite, colite ischemica ed ulcerosa. Sono stati segnalati rari casi di perforazione intestinale. Altri effetti lievi comprendono anoressia, dolore addominale e mucosite. Alla terapia con irinotecan sono stati associati casi rari di pancreatite sintomatica o asintomatica. Patologie del sistema emofopoietico La neutropenia è un effetto tossico dose–limitante. La neutropenia era reversibile e non cumulativa; il giorno mediano per raggiungere i valori minimi è stato di 8 giorni sia per l’uso in monoterapia sia per l’uso in terapia di combinazione. In monoterapia: È STATA OSSERVATA NEUTROPENIA NEL 78,7% DEI PAZIENTI ED È RISULTATA GRAVE (CONTA DEI NEUTROFILI < 500 CELLULE/MM3) NEL 22,6% DEI PAZIENTI. NEL 18% DEI CICLI VALUTABILI, SI È AVUTA UNA CONTA DEI NEUTROFILI INFERIORE A 1000 CELLULE/MM3 COMPRESO UN 7,6% CON CONTA DEI NEUTROFILI < 500 CELLULE/MM3. LA RIPRESA TOTALE È GENERALMENTE RAGGIUNTA ENTRO IL VENTIDUESIMO GIORNO. Nel 6,2% dei pazienti e nel 1,7% dei cicli è stata segnalata febbre con neutropenia grave. Si sono verificati episodi infettivi in circa il 10,3% dei pazienti (2,5% dei cicli) e sono risultati associati a neutropenia grave nel 5,3% circa dei pazienti (1,1% dei cicli), con esito fatale in due casi. È stata segnalata anemia in circa il 58,7% dei pazienti (8% con emoglobina <80 g/l e 0,9% con emoglobina <65g/l). È stata osservata trombocitopenia (<100.000 cellule/MM3) nel 7,4% dei pazienti e nell’1,8% dei cicli, con lo 0,9 % con conta delle piastrine < 50.000 cellule/MM3 corrispondente allo 0,2 % dei cicli. Quasi tutti i pazienti hanno mostrato ripresa entro il ventiduesimo giorno. In terapia di associazione: In terapia di combinazione: È stata osservata neutropenia nell’82,5% dei pazienti ed è risultata grave (conta dei neutrofili < 500 cellule/MM3) nel 9,8% dei pazienti. Nel 67,3% dei cicli valutabili, si è avuta una conta dei neutrofili inferiore a 1000 cellule/MM3 compreso un 2,7% con conta dei neutrofili < 500 cellule/MM3. La ripresa totale è stata ottenuta generalmente entro 7–8 giorni. Febbre con neutropenia grave è stata segnalata nel 3,4% dei pazienti e nello 0,9% dei cicli. Episodi infettivi si sono verificati in circa il 2 % dei pazienti (0,5 % dei cicli) e sono risultati associati a grave neutropenia nel 2,1 % circa dei pazienti (0,5 % dei cicli), con esito fatale in un caso. È stata segnalata anemia nel 97,2% dei pazienti (2,1% con emoglobina < 8 g/l). È stata osservata trombocitopenia (< 100.000 cellule/MM3) nel 32,6% dei pazienti e nel 21,8% dei cicli. Non è stata osservata trombocitopenia grave (< 50.000 cellule/MM3). È stato segnalato nell’esperienza post–marketing un caso di trombocitopenia periferica con anticorpi antipiastrine. Infezioni e infestazioni Sono stati osservati casi non frequenti di insufficienza renale, ipotensione o insufficienza cardio– circolatoria in pazienti che hanno avuto sepsi. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Sindrome colinergica acuta È stata segnalata una grave sindrome colinergica acuta transitoria nel 9% dei pazienti trattati in monoterapia e nell’1,4% dei pazienti trattati con terapia di associazione. I sintomi principali segnalati erano diarrea precoce e vari altri sintomi come dolore addominale, congiuntivite, rinite, ipotensione, vasodilatazione, sudorazione, brividi, malessere, capogiri, disturbi visivi, miosi, lacrimazione e aumento della salivazione, che comparivano durante o entro le prime 24 ore dopo l’infusione di IRINOTECAN MYLAN GENERICS. Questi sintomi sono scomparsi dopo somministrazione di atropina (vedere paragrafo 4.4). L’astenia è stata grave in meno del 10% dei pazienti trattati in monoterapia e nel 6,2% dei pazienti trattati con terapia di associazione. La relazione causale con IRINOTECAN MYLAN GENERICS non è stata chiaramente stabilita. Si è verificata febbre senza infezione e senza concomitanza di neutropenia grave nel 12% dei pazienti trattati in monoterapia e nel 6,2% dei pazienti trattati con terapia di associazione. Sono state segnalate lievi reazioni nella sede di infusione anche se non comunemente. Patologie cardiache Durante o dopo l’infusione sono stati segnalati casi rari di ipertensione. Patologie respiratorie La malattia polmonare interstiziale che si manifesta sotto forma di infiltrati polmonari non è comune durante il trattamento con irinotecan. Sono stati segnalati effetti precoci come dispnea (vedere paragrafo 4.4). Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Alopecia molto comune e reversibile. Lievi reazioni cutanee sono state segnalate anche se non comunemente. Disturbi del sistema immunitario Sono state segnalate lievi reazioni allergiche e rari casi di reazioni anafilattiche/anafilattoidi. Patologie del sistema muscoloscheletrico Sono stati segnalati effetti precoci come contrazione muscolare o crampi e parestesie. Esami diagnostici In monoterapia sono stati osservati aumenti transitori da lievi a moderati dei valori sierici delle transaminasi, della fosfatasi alcalina o della bilirubina rispettivamente nel 9,2%, 8,1% e 1,8% dei pazienti, in assenza di metastasi epatiche in progressione. Sono stati osservati aumenti transitori da lievi a moderati dei valori sierici della creatinina nel 7,3% dei pazienti. Durante il trattamento in associazione sono stati osservati aumenti transitori dei livelli sierici (grado 1 e 2) di SGPT, SGOT, fosfatasi alcalina o bilirubina rispettivamente nel 15%, 11%, 11% e 10% dei pazienti, in assenza di metastasi epatiche in progressione. Un livello transitorio di grado 3 è stato osservato rispettivamente nello 0%, 0%, 0% e 1% dei pazienti. Il grado 4 non è stato osservato. Sono stati segnalati rari casi di aumenti delle amilasi e/o delle lipasi. Sono stati segnalati rari casi di ipokaliemia e iponatriemia in gran parte in relazione a diarrea e vomito Patologie del sistema nervoso Sono stati segnalati nel post–marketing rari casi di disturbi transitori del linguaggioassociati alla somministrazione in infusione di IRINOTECAN MYLAN GENERICS. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili .

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Non vi sono dati sull’uso di IRINOTECAN MYLAN GENERICS in donne gravide. E’ stato dimostrato che IRINOTECAN MYLAN GENERICS è embriotossico, e teratogeno negli animali. Sulla base dei risultati degli studi sugli animali e del meccanismo di azione di irinotecan, IRINOTECAN MYLAN GENERICS non deve essere usato durante la gravidanza a meno che non sia strettamente necessario. Donne in età fertile Le donne in età fertile e gli uomini devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento e fino a tre mesi dopo il trattamento. Fertilità Non esistono dati sull’uomo sull’effetto dell’irinotecan sulla fertilità. Negli animali sono stati segnalati effetti indesiderati dell’ irinotecan sulla fertilità della prole (vedere paragrafo 5.3). Allattamento Il 14C–irinotecan è stato ritrovato nel latte di ratti che allattano. Non è noto se IRINOTECAN MYLAN GENERICS venga escreto nel latte materno. Di conseguenza, a causa delle possibili reazioni avverse nel lattante, l’allattamento al seno deve essere sospeso per tutta la durata del trattamento con IRINOTECAN MYLAN GENERICS (vedere paragrafo 4.3).

Conservazione

Conservare ad una temperatura non superiore a 25° C, conservare nella confezione originale. Non congelare. Per le condizioni di conservazione del prodotto medicinale diluito, vedere paragrafo 6.3.

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Creato da Giuseppe Pipero.