Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Gelofusine 10FL 500ML 4%

Soluzione per infusione in flacone

€ 128.57

Farmaco solo uso ospedaliero

Classe C

Principio attivoSuccinilgelatina/sodio cloruro
GruppoSangue e prodotti correlati
ATCB05AA06 - Derivati della gelatina
RicettaOsp - uso ospedaliero
SSNNon concedibile
ProduttoreB.braun milano spa
ConservazioneNon superiore a +25 gradi
GlutineNon contiene glutine    
LattosioNon contiene lattosio   
Codice AICA036615019

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Sostituto colloidale del volume del plasma: • profilassi e trattamento di shock ed ipovolemia imminenti o parzialmente manifesti o assoluti; • procedure che coinvolgono la circolazione extracorporea (macchina cuore–polmone).

Posologia

Posologia Il dosaggio e la velocità di infusione sono regolate rispettivamente dall’entità di perdita di sangue e dalle necessità individuali per il recupero e il mantenimento di una situazione emodinamica stabile, la dose di somministrazione iniziale è in media da 500 a 1000 ml, in caso di gravi perdite di sangue, devono essere utilizzate dosi più elevate. Adulti Negli adulti, viene somministrata una dose di 500 ml ad una velocità appropriata in base allo stato emodinamico del paziente. In caso di una perdita di sangue maggiore del 20% solitamente viene somministrato sangue o componenti del sangue in aggiunta a Gelofusine. Popolazione Pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Gelofusine nei bambini non sono state completamente stabilite. Pertanto non può essere consigliata nessuna posologia. Gelofusine deve essere somministrato solo in quei pazienti in cui i benefici attesi superino chiaramente i potenziali rischi. In questi casi devono essere considerate le condizioni cliniche prevalenti del paziente e la terapia deve essere monitorata con particolare attenzione (vedere paragrafo 4.4). Dose Massima La dose massima giornaliera è determinata dal grado di emodiluizione. Si deve prestare attenzione nell’evitare una diminuzione dell’ematocrito al di sotto dei valori critici (vedere il paragrafo 4.4). Se necessario bisogna provvedere a trasfusioni addizionali di sangue o globuli rossi concentrati. Si deve prestare attenzione anche alla diluizione delle proteine nel plasma (per esempio albumina e fattori della coagulazione) che devono essere adeguatamente sostituite se necessario. Velocità di infusione La velocità di infusione può essere aumentata ponendo una fascia a pressione attorno alla sacca infusionale non in PVC o usando una pompa per infusione. Si consiglia di evitare la somministrazione rapida di fluidi per infusione da bottiglie di vetro o contenitori di plastica (polietilene), in quanto ciò può causare la formazioni di emboli. In generale l’infusione di 500 ml dura almeno 1 ora. Nei casi gravi e acuti è possibile somministrare 500 ml di prodotto in 5–10 minuti, fino a quando non vengano più rilevati segni di ipovolemia. Popolazioni speciali Gelofusine deve essere somministrato con cautela nei pazienti anziani e nei pazienti con insufficienza renale (vedere anche paragrafo 4.4). Metodo di somministrazione Uso endovenoso. Per le infusioni rapide, Gelofusine non deve essere portato ad una temperatura superiore a di 37° C, se possibile. Nel caso di infusione a pressione, che può essere necessaria in caso di emergenze vitali, tutta l’aria deve essere rimossa dal contenitore e dal set d’infusione prima che la soluzione sia somministrata.

Controindicazioni

• Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1. • Ipervolemia. • Iperidratazione. • Insufficienza cardiaca congestizia acuta.

Avvertenze e precauzioni

Avvertenze speciali Si raccomanda cautela quando si somministra Gelofusine a pazienti con storia di malattie allergiche, ad esempio l’asma. Come altri sostituti colloidali del plasma, Gelofusine può causare reazioni anafilattoidi/anafilattiche di varia gravità. Per rilevare l’insorgenza di una reazione allergica il più presto possibile, i primi 20–30 ml devono essere infusi lentamente e il paziente deve essere tenuto sotto stretta osservazione, specialmente all’inizio dell’infusione. Per i sintomi di reazioni anafilattoidi, vedere paragrafo 4.8. In caso di reazione allergica, l’infusione deve essere interrotta immediatamente e deve essere effettuato un trattamento adeguato. Gelofusine deve essere somministrato con cautela a pazienti: • a rischio per sovraccarico circolatorio per esempio pazienti con ipertensione, edema polmonare o insufficienza renale con oligo– o anuria; • con funzione renale gravemente compromessa (vedere paragrafo 5.2); • aventi edema con ritenzione idrica/salina; • con gravi disordini della coagulazione del sangue. • di età avanzata, (pazienti anziani) che sono più inclini a sviluppare problemi renali o che soffrono di altre carenze rispetto ai pazienti più giovani. Precauzioni per l’uso Sono necessari controlli delle concentrazioni sieriche degli elettroliti e dell’equilibrio idrico, in particolare in pazienti con ipernatriemia o con compromissione della funzione renale. Deve essere posta particolare attenzione alla manifestazione dei sintomi di ipocalcemia (per esempio segni di tetano, parestesia); devono essere intraprese misure correttive specifiche. Devono essere monitorati il sistema emodinamico, ematologico e della coagulazione. Durante la compensazione di perdite gravi di sangue tramite infusioni di elevate quantità di Gelofusine, devono essere monitorati l’ematocrito e gli elettroliti. L’ematocrito non deve diminuire al di sotto del 25%. Nei pazienti anziani o gravemente malati, non deve essere inferiore al 30%. Allo stesso modo in queste situazioni deve essere osservato l’effetto della diluizione sui fattori di coagulazione, specialmente in pazienti con disordini preesistenti di emostasi. Poiché il prodotto non sostituisce la perdita di proteine plasmatiche, è consigliabile controllare le concentrazioni delle proteine plasmatiche, vedere anche il paragrafo 4.2 "Dose massima". Popolazione pediatrica Non c’è sufficiente esperienza sull’uso di Gelofusine nei bambini. Pertanto, Gelofusine deve essere somministrato solo in quei pazienti in cui il beneficio atteso supera chiaramente i rischi potenziali (vedere anche paragrafo 4.2). Influenza sui test di laboratorio E’ possibile effettuare analisi del sangue (gruppo sanguigno o anticorpi irregolari) dopo le infusioni con Gelofusine. Tuttavia si raccomanda di prelevare dei campioni di sangue prima dell’infusione di Gelofusine in modo da evitare interpretazioni errate dei risultati. Gelofusine può avere un’influenza sui seguenti test chimico–clinici, portando a valori falsamente elevati: • velocità di eritrosedimentazione; • peso specifico delle urine; • analisi non specifiche delle proteine, per esempio il metodo del biureto.

Interazioni

Deve essere posta cautela in pazienti che assumono in concomitanza o ricevono prodotti medicinali che possono causare ritenzione di sodio.

Effetti indesiderati

Definizione dei termini di frequenza Molto comune: (≥ 1/10); Comune: (≥ 1/100 a < 1/10); Non comune: (≥ 1/1000 a < 1/100); Raro: (≥ 1/10.000 a < 1/1000); Molto raro: (< 1/10.000). Non noto: la frequenza non può essere determinata dai dati disponibili. Come per altri sostituti colloidali del plasma si possono verificare effetti collaterali durante e dopo l’uso di Gelofusine. Questi solitamente coinvolgono reazioni anafilattoidi/anafilattiche di diversa gravità. (Vedi punto 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego). Disturbi del sistema immunitario Raro: reazioni anafilattoidi (tutti i gradi) (Vedi punto 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego) Molto raro: reazioni anafilattoidi gravi (Vedi punto 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego) Disturbi cardiaci Molto raro: tachicardia. Disturbi vascolari Molto raro: ipotensione. Disturbi respiratori, toracici e mediastinici Molto raro: difficoltà respiratorie. Disturbi cutanei e del tessuto suttocutaneo Raro: reazioni allergiche della cute. Disturbi generali e condizioni relative al sito di somministrazione Non comune: lieve aumento temporaneo della temperatura corporea.Molto raro: febbre, brividi Informazioni su effetti indesiderati particolari Reazioni anafilattoidi lievi includono: eritema generalizzato, orticaria, edema periorbitale, o angioedema. Reazioni anafilattoidi moderate includono: dispnea, stridore respiratorio, rantoli, nausea, vomito, vertigini (presincope), sudorazione, costrizione al torace o alla gola, o dolore addominale.Reazioni anafilattoidi gravi includono: cianosi o saturazione dell’ossigeno ≤ 92% ad ogni stadio, ipotensione (pressione sanguigna sistolica < 90 mmHg negli adulti), confusione, collasso, perdita di conoscenza, o incontinenza. Nel caso di reazione anafilattoide l’infusione deve essere interrotta immediatamente e deve essere avviata la consueta terapia acuta. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Non esistono informazioni sufficienti sull’uso di Gelofusine durante la gravidanza. I dati riguardanti la tossicità riproduttiva sono incompleti (vedere paragrafo 5.3). Dato che non è possibile escludere la possibilità di reazioni anfilattoidi, con conseguente sofferenza fetale e neonatale causate da ipotensione materna, l’uso di Gelofusine deve essere evitato durante la gravidanza a meno che le condizioni cliniche della donna non richiedano il trattamento con questo prodotto medicinale. Allattamento Non ci sono informazioni riguardo l’escrezione di succinilgelatina nel latte materno, ma a causa del suo peso molecolare elevato non ci si aspetta che il latte possa contenerne quantità rilevanti. Sodio e cloro sono normali costituenti del corpo umano e degli alimenti. Non ci si aspetta un aumento rilevante nel contenuto di questi elettroliti nel latte materno dopo l’uso di Gelofusine. L’allattamento può essere mantenuto dopo il trattamento con Gelofusine. Fertilità Non ci sono dati sull’effetto di Gelofusine sulla fertilità sulla animale o umana. Tuttavia, a causa della natura dei suoi costituenti si ritiene improbabile che Gelofusine influenzi la fertilità.

Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25° C. Non congelare.

About

Creato da Giuseppe Pipero.