Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Zinco solfato idi 30CPR 200MG

Compresse in blister

€ 13.0

Farmaco generico

Classe C

Principio attivoZinco solfato
GruppoAltri integratori minerali
ATCA12CB01 - Zinco solfato
RicettaRr - ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSNNon concedibile
ProduttoreIdi farmaceutici srl
ConservazioneNessuna particolare condizione di conservazione
GlutineNon contiene glutine    
LattosioContiene lattosio    
Codice AICA034684011

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Terapia e profilassi della carenza durante la gravidanza e l'allattamento. Acrodermatite enteropatica. Coadiuvante nella terapia delle ferite ed ustioni Coadiuvante nella terapia dell'acne volgare

Posologia

Nella profilassi della carenza durante la gravidanza e l'allattamento: 1-2 compresse/die; Nell'acrodermatite enteropatica: 10mg/Kg/die; Nella terapia delle ferite ed ustioni: 2-3 compresse/die Nell'acne volgare sono indicate 2-4 compresse/die. Per garantire un assorbimento significativo di zinco, il prodotto deve essere somministrato a digiuno, almeno un'ora prima dei pasti, con liquidi.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo ad uno qualsiasi degli eccipienti, o a sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico.

Avvertenze e precauzioni

Anche se dosaggi terapeutici di zinco solfato sono stati somministrati per periodi superiori ad un anno, senza che siano emersi effetti avversi di alcun genere, la somministrazione protratta di composti dello zinco può portare a deficienza di rame (ipocupriemia). Al fine di evitare potenziali fenomeni di accumulo e di tossicità dovuta alla ipocupremia zinc-indotta, la somministrazione protratta di zinco solfato dovrebbe essere effettuata controllando periodicamente la zinchemia. Nell'acrodermatite enteropatica invece, poiché il deficit di zinco nell'organismo è mediato da un difetto su base genetica dell'assorbimento intestinale dell'oligoelemento, è improbabile che si possano verificare fenomeni tossici o di accumulo. Non sono risultate necessarie riduzioni del dosaggio, né nei pazienti di età geriatrica né in quelli affetti da insufficienza degli organi emuntori.

Interazioni

L'assorbimento di zinco dopo somministrazione di zinco solfato viene inibito dalla contemporanea assunzione di cibo. Pertanto il farmaco deve essere assunto a digiuno, con liquidi, almeno un'ora prima dei pasti. La somministrazione di sostanze in grado di antagonizzare la secrezione acida gastrica ha mostrato di influenzare l'assorbimento dello ione zinco. In 16 volontari sani, la somministrazione di cimetidina o di ranitidina per via orale, alla dose rispettivamente di 1g/die e di 300 mg/die per 3 giorni prima dell'assunzione di 220mg di zinco solfato per os ha indotto il seguente decremento della biodisponibilità dell'oligoelemento:

Gruppi AUC (micromoli/dl x min) p
Controlli 5.148 ± 1.598
Cimetidina 1 g/die 2.912 ± 1.074 < 0,005
Ranitidina 300mg/die 1.781 ± 1.671 < 0,01
La contemporanea somministrazione di ione ferro può antagonizzare l'assorbimento intestinale dello zinco. In soggetti che assumono supplementazioni farmacologiche sia di zinco che di ferro, sarà pertanto opportuno distanziare nella giornata le somministrazioni dei due principi. Lo zinco solfato può formare complessi con le tetracicline. Per evitare interferenze con l'assorbimento dei prodotti è importante somministrare i due farmaci a distanza di almeno un'ora.

Effetti indesiderati

Sono stati segnalati, disturbi gastrointestinali (nausea, dispepsia, dolori addominali, vomito, diarrea, irritazione gastrica, gastrite) di entità lieve - moderata. L'impiego di zinco solfato, alla dose di 300 - 1200 mg/die in pazienti affetti da morbo di Wilson, fino a tre anni di terapia, non ha indotto effetti indesiderati. Neanche in pazienti affetti da acrodermatite enteropatica, l'assunzione a lungo termine di 4,4 - 8,8 mg/kg/die di zinco solfato ha dato luogo a sintomi di tossicità.

Gravidanza e allattamento

I dati di tossicologia animale sulla riproduzione hanno evidenziato che lo ione, fino a 4 mg/Kg/die (equivalenti al doppio della dose massima impiegata sull'uomo), risulta sprovvisto di effetti tossici sul feto. In donne gravide, affette da morbo di Wilson, lo zinco solfato è stato impiegato per tutta la durata della gestazione, alla dose di 600 - 800 mg/die. Una donna affetta da acrodermatite enteropatica ha condotto a termine due gravidanze, assumendo 300 mg/die di zinco solfato fin dal primo trimestre e per la maggior parte del periodo gravidico, incrementando l'assunzione a 450 mg/die nell'ultimo mese di gestazione. Poiché lo zinco viene escreto nel latte materno, durante l'allattamento l'assunzione di zinco solfato dovrebbe essere riservata ai casi di accertata carenza di Zn2+ nella madre. In tal caso, valutando settimanalmente che i livelli plasmatici di zinco durante il periodo di somministrazione del farmaco non superino il valore di 20 mcM/L, l'allattamento potrà essere proseguito.

Conservazione

Non sono previste speciali precauzioni per la conservazione.

About

Creato da Giuseppe Pipero.