Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Gammagard EV 1FL 50MG/ML 192ML

Soluzione per infus polv solv in flacone

€ -

Farmaco solo uso ospedaliero

Classe H

Principio attivoImmunoglobulina umana normale
GruppoImmunoglobuline
ATCJ06BA02 - Immunoglobuline umane normali per somministr. intravascolare
RicettaOsp - uso ospedaliero
SSNNon concedibile
ProduttoreBaxalta innovations gmbh
ConservazioneNon superiore a +25 gradi
GlutineNon contiene glutine    
LattosioNon contiene lattosio   
Codice AICA033240045

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Terapia sostitutiva in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in caso di: •  Sindromi da immunodeficienza primaria con produzione anticorpale compromessa (vedere paragrafo 4.4). •  Ipogammaglobulinemia e infezioni batteriche ricorrenti in pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica, che non hanno risposto all’antibioticoterapia profilattica. •  Ipogammaglobulinemia e infezioni batteriche ricorrenti in pazienti affetti da mieloma multiplo in fase di plateau che non hanno risposto alla vaccinazione antipneumococco. •  Ipogammaglobulinemia in pazienti a seguito di trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche (Haematopoietic Stem Cell Transplantation - HSTC). •  AIDS congenito, con infezioni batteriche ricorrenti. Immunomodulazione in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in caso di: •  Trombocitopenia immune primaria (ITP) in pazienti ad alto rischio di emorragia o prima di un intervento chirurgico per correggere la conta delle piastrine. •  Sindrome di Guillain Barré. •  Malattia di Kawasaki.

Posologia

La terapia sostitutiva deve essere iniziata e monitorata sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento della immunodeficienza. Posologia La dose e lo schema posologico dipendono dall’indicazione terapeutica. In terapia sostitutiva, la dose deve essere adattata alle esigenze specifiche di ciascun paziente, che sono dettate dalla farmacocinetica e dalla risposta clinica. Gli schemi posologici di seguito descritti sono forniti come linea guida. Terapia sostitutiva in caso di sindromi da immunodeficienza primaria: Lo schema posologico deve raggiungere una concentrazione minima di IgG (misurata prima della successiva infusione) di almeno 5–6 g/l. Sono necessari da tre a sei mesi dall’inizio della terapia per raggiungere l’equilibrio. La dose iniziale consigliata è di 0,4–0,8 g/kg di peso corporeo da somministrare una sola volta, seguita da almeno 0,2 g/kg PC ogni tre–quattro settimane. La dose necessaria a raggiungere una concentrazione minima di 5–6 g/l è dell’ordine di 0,2–0,8 g/kg PC/mese. L’intervallo tra le dosi, dopo aver raggiunto lo stato stazionario, varia da 3 a 4 settimane. E’ necessario misurare le concentrazioni minime insieme all’incidenza di infezioni. Per ridurre la frequenza di infezioni, può essere necessario aumentare la dose e raggiungere concentrazioni minime più elevate. Ipogammaglobulinemia e infezioni batteriche ricorrenti in pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica, che non hanno risposto all’antibioticoterapia profilattica; ipogammaglobulinemia e infezioni batteriche ricorrenti in pazienti affetti da mieloma multiplo in fase di plateau che non hanno risposto alla vaccinazione antipneumococco, AIDS congenito con infezioni batteriche ricorrenti. La dose consigliata è di 0,2–0,4 g/kg ogni tre–quattro settimane. Ipogammaglobulinemia in pazienti a seguito di trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche La dose consigliata è di 0,2–0,4 g/kg ogni tre–quattro settimane. Le concentrazioni minime devono essere mantenute al di sopra di 5 g/l. Per il trattamento delle infezioni e per la profilassi della malattia da trapianto verso l’ospite, la dose deve essere adattata al singolo paziente. Trombocitopenia immune primaria Esistono due tipi di regimi di trattamento alternativi: • 0,8–1 g/kg somministrato il giorno 1; questa dose può essere ripetuta una volta entro 3 giorni; • 0,4 g/kg ogni giorno per due–cinque giorni. Il trattamento può essere ripetuto in caso di recidiva. Sindrome di Guillain Barré 0,4 g/kg/die per 5 giorni. Sindrome di Kawasaki Somministrare 1,6–2,0 g/kg in dosi frazionate nel corso di due–cinque giorni oppure 2,0 g/kg in dose singola. È necessario trattare contemporaneamente i pazienti con acido acetilsalicilico. I dosaggi raccomandati sono riepilogati nella seguente tabella:

Indicazione Dose Frequenza dell’infusione
Terapia sostitutiva in sindromi da immunodeficienza primaria – dose iniziale: 0,4–0,8 g/kg – quindi: 0,2–0,8 g/kg ogni 3–4 settimane per ottenere una concentrazione minima di IgG di almeno 5–6 g/l
Terapia sostitutiva in sindromi da immunodeficienza secondaria 0,2–0,4 g/kg ogni 3–4 settimane per ottenere una concentrazione minima di IgG di almeno 5–6 g/l
AIDS congenito 0,2–0,4 g/kg ogni 3–4 settimane
Ipogammaglobulinemia (< 4 g/l) in pazienti a seguito di trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche 0,2–0,4 g/kg ogni 3 - 4 settimane per ottenere una concentrazione minima di IgG superiore a 5 g/l
– trattamento delle infezioni e profilassi della malattia da trapianto verso l’ospite ogni settimana dal giorno –7 per un periodo fino a 3 mesi dopo il trapianto
– persistente mancanza di produzione di anticorpi ogni mese fino al ripristino dei normali livelli anticorpali
Immunomodulazione:    
Trombocitopenia immune primaria (Porpora trombocitopenica idiopatica) 0,8–1 g/kg Oppure al giorno 1, con possibilità di ripetizione una volta entro 3 giorni
0,4 g/kg/die per 2–5 giorni
Sindrome di Guillain–Barré 0,4 g/kg/die per 5 giorni
Sindrome di Kawasaki 1,6–2 g/kg in dosi frazionate nel corso di 2–5 giorni in associazione con acido acetilsalicilico
oppure 2 g/kg in una sola dose in associazione con acido acetilsalicilico
Popolazione pediatrica La posologia dei bambini e degli adolescenti (0–18 anni) non è diversa da quella degli adulti, perché la posologia per ogni indicazione è fornita per peso corporeo e viene regolata in base agli esiti clinici delle condizioni suddette. Modo di somministrazione Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6. Per uso endovenoso Si raccomanda di somministrare, se possibile, la soluzione di Gammagard al 10% nelle vene dell’avambraccio. Questo può ridurre la probabilità che il paziente provi disagio nel sito di infusione. Prima dell’infusione la soluzione deve essere portata a temperatura corporea o a tempe–ratura ambiente. La quantità di prodotto da somministrare è espressa in ml per kg di peso corporeo/h. GAMMAGARD 5% (50 mg/ml) deve essere somministrato per via endovenosa ad una velocità iniziale di 0,5 ml/kg/h. Se ben tollerata (vedere sezione 4.4), la velocità di somministrazione può essere aumentata gradualmente fino ad un massimo di 4 ml/kg/h. In generale si raccomanda che i pazienti che cominciano il trattamento con Gammagard o provenienti da un altro prodotto a base di IVIg inizialmente vengano infusi alla velocità di infusione più bassa per poi aumentarla fino alla velocità massima, se hanno tollerato varie infusioni a velocità intermedie. I pazienti che tollerano bene GAMMAGARD in soluzione al 5% alla velocità di 4 ml/kg/h possono essere infusi con la soluzione ricostituita al 10% iniziando con la velocità di 0,5 ml/kg/h. In assenza di effetti avversi, la velocità può essere aumentata gradualmente fino ad un massimo di 8 ml/kg/h.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivoo ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedere il paragrafo 4.4). Ipersensibilità a immunoglobuline umane, in particolare in pazienti con anticorpi anti IgA. Gammagard è controndicato in pazienti con risposte anafilattiche o di ipersensibilità grave note.

Avvertenze e precauzioni

Questo medicinale contiene 20 mg di glucosio per ml (400 mg/g di IgG) come eccipiente. Un paziente di 70 Kg infuso con una dose di Gammamgard di 1g/Kg riceve 28 g di glucosio (112 calorie), Questo deve essere tenuto in considerazione in caso di pazienti con diabete latente (nei quali può presentarsi una glicosuria transitoria), nei diabetici, o nei pazienti in dieta ipoglucidica. Per l’insufficienza renale grave vedere quanto riportato di seguito. Alcune reazioni avverse immediate come cefalea e vampate, dolore addominale, rinite, nausea, broncospasmo, brividi, mialgie, febbre possono essere correlate alla velocità d’infusione. La velocità d’infusione raccomandata nel paragrafo 4.2 va seguita scrupolosamente. I pazienti devono essere strettamente monitorati e attentamente osservati per qualsiasi sintomo durante il tempo dell’infusione. Alcune reazioni avverse possono verificarsi più frequentemente: • in caso di elevata velocità di infusione • in pazienti che ricevono immunoglobulina umana normale per la prima volta oppure, in casi rari, quando il prodotto a base di immunoglobulina umana normale viene cambiato o quando è trascorso un lungo periodo di tempo dalla precedente infusione. Spesso è possibile evitare potenziali complicazioni verificando: § che i pazienti non siano sensibili alla immunoglobulina umana normale somministrando dapprima il prodotto lentamente ad una velocità iniziale di 0,5 ml/kg/h § che i pazienti siano attentamente monitorati per evidenziare la comparsa di eventuali sintomi per l’intera durata dell’infusione. In particolare, i pazienti mai trattati con immunoglobulina umana normale, i pazienti provenienti da un altro prodotto IVIg o per i quali è trascorso un lungo periodo dalla precedente infusione, devono essere monitorati durante la prima infusione e nella prima ora successiva, per rilevare potenziali reazioni avverse. Tutti gli altri pazienti devono essere osservati per almeno 20 minuti dopo la somministrazione. In caso di reazioni avverse, è necessario ridurre la velocità di somministrazione o interrompere l’infusione. Il rallentamento della velocità di infusione o la sospensione dell’infusione generalmente determinano la scomparsa rapida dei sintomi. L’infusione può essere poi ripresa ad una velocità di infusione tale da non provocare la ricomparsa dei sintomi. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e grado della reazione avversa. In caso di shock, deve essere iniziato il trattamento medico standard per lo shock. In tutti i pazienti la somministrazione di IVIg richiede: • adeguata idratazione prima dell’inizio dell’infusione di IVIg • monitoraggio della diuresi • monitoraggio dei livelli sierici di creatinina • evitare l’uso concomitante di diuretici dell’ansa. Ipersensibilità Vere reazioni d’ipersensibilità sono rare. Si possono verificare nei rari casi di deficit di IgA con anticorpi anti–IgA. GAMMAGARD non è indicato in pazienti con deficit selettivo di IgA dove il deficit di IgA è l’unica componente della immunodeficienza. Raramente, l’immunoglobulina umana normale può causare un brusco abbassamento della pressione sanguigna con reazione anafilattica, anche in pazienti che hanno tollerato precedenti trattamenti con immunoglobulina umana normale. I pazienti con anticorpi anti–IgA o con deficit di IgA che rappresenta una componente della immunodeficienza primaria, per la quale è indicato il trattamento con IVIg, possono essere soggetti ad un aumentato rischio di reazioni anafilattiche. E’ stata riportata anafilassi, con l’uso di Gammagard, sebbene questo farmaco contenga bassi livelli di IgA. I pazienti che hanno avuto reazioni di ipersensibilità gravi devono ricevere immunoglobuline per via endovenosa solo con estrema cautela e in un luogo dove sia disponibile un’assistenza di supporto per il trattamento di reazioni a rischio di vita. Tromboembolismo Esistono evidenze cliniche di un’associazione tra la somministrazione di IVIg ed eventi trombotici e tromboembolici, quali infarto del miocardio, accidente cerebrovascolare (incluso ictus), embolia polmonare e trombosi venose profonde, che si presume siano correlati ad un aumento relativo della viscosità ematica in seguito all’elevato apportodi immunoglobulina in pazienti a rischio. Si deve prestare particolare attenzione nel prescrivere ed infondere IVIg in pazienti obesi o con pre–esistente fattore di rischio per eventi tromboembolici (ad es. età avanzata, ipertensione, diabete mellito e una storia di malattia vascolare o di episodi trombotici, pazienti con trombofilia acquisita o congenita, pazienti immobilizzati per periodi prolungati, pazienti gravemente ipovolemici o pazienti con disturbi che provocano l’incremento della viscosità ematica). Garantire un’adeguata idratazione ai pazienti prima della somministrazione. Monitorare segni e sintomi di trombosi e valutare la viscosità del sangue nei pazienti a rischio di iperviscosità. In pazienti a rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico, GAMMAGARD deve essere somministrato alla velocità d’infusione e alla dose minima praticabile. Insufficienza renale acuta Sono stati riportati casi gravi d’insufficienza renale (ad es. insufficienza renale acuta, necrosi tubulare acuta, nefropatia tubulare prossimale, nefrosi osmotica) in pazienti che seguono un trattamento con IVIg, in particolare con prodotti contenenti saccarosio (GAMMAGARD, non contiene saccarosio). Nella maggior parte dei casi, sono stati identificati dei fattori di rischio, quali preesistente insufficienza renale, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, uso contemporaneo di farmaci nefrotossici, età superiore ai 65 anni, sepsi o paraproteinemia. In caso di disfunzione renale, si deve considerare l’interruzione della terapia con IVIg. Sebbene questi episodi di disfunzione renale e insufficienza renale acuta siano stati associati all’uso di molti dei prodotti IVIg autorizzati contenenti vari eccipienti, quali saccarosio, glucosio e maltosio, quelli che contengono saccarosio come stabilizzante rappresentano un’altissima percentuale del numero complessivo. Nei pazienti a rischio, è opportuno prendere in considerazione l’uso di prodotti IVIg che non contengono saccarosio. GAMMAGARD, non contiene saccarosio o maltosioIn pazienti a rischio di insufficienza renale acuta, GAMMAGARD deve essere somministrato alla velocità d’infusione e alla dose minima praticabile. Traumatismo polmonare acuto correlato a trasfusione (TRALI) Ci sono state delle segnalazioni di edema polmonare non–cardiogeno (TRALI) in pazienti a cui erano state somministrate IVIg. Sindrome da meningite asettica (AMS) È stata segnalata l’insorgenza di sindrome da meningite asettica (AMS) in associazione al trattamento con IVIg (incluso GAMMAGARD). L’interruzione del trattamento con IVIG può portare alla remissione dell’AMS entro alcuni giorni senza sequele. La sindrome in genere inizia dopo un periodo che varia da diverse ore a 2 giorni dal trattamento con IVIG. • Gli studi sul liquido cerebrospinale spesso sono positivi per pleiocitosi fino a diverse migliaia di cellule per mm³, soprattutto granulociti, e livelli di proteine elevati, fino a diverse centinaia di mg/dl. • L’AMS può verificarsi più frequentemente in combinazione con alte dosi di trattamento con IVIg (2 g/kg). Anemia emolitica GAMMAGARD contiene anticorpi contro gli antigeni del gruppo sanguigno che possono agire come emolisine e indurre in vivo l’adesione delle immunoglobuline ai globuli rossi,causando una reazione antiglobulinica diretta positiva (test di Coombs) e, raramente, l’emolisi. L’anemia emolitica può svilupparsi in seguito alla terapia con GAMMAGARD, a causa di un aumentato sequestro dei globuli rossi (GR); è stata riportata emolisi acuta, compatibile con l’emolisi intravascolare. Coloro che ricevono IVIg devono essere sottoposti a monitoraggio dei segni clinici e dei sintomi di emolisi (vedere il paragrafo 4.8) Iperproteinemia In pazienti che ricevono un trattamento con IVIg possono verificarsi iperproteinemia e incremento della viscosità del siero Contenuto di sodio La quantità di sodio nella dose massima giornaliera si aggiunge materialmente alla quantità giornaliera raccomandata di sodio alimentare per i soggetti che seguono una dieta a basso contenuto di sodio. In questi pazienti, la quantità di sodio derivante dal medicinale deve essere misurata e tenuta in considerazione nel determinare l’apporto di sodio alimentare. Una soluzione di Gammagard al 5% contiene approssimativamente 3,34 mg/ml di sodio. Interferenza con test sierologici Dopo l’infusione di immunoglobuline, il transitorio incremento dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può causare risultati falsamente positivi nei test sierologici (per esempio Epatite A, Epatite B, morbillo e varicella). La trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari, ad esempio A, B, D, può interferire con alcuni test sierologici per anticorpi eritrocitari, per esempio con il test antiglobulinico diretto (direct antiglobulin test DAT, test di Coombs diretto). La somministrazione di Gammagard può condurre a risultati falsi positivi nei test per la diagnosi di infezioni fungine che dipendono dal rilevamento di beta–D–glucano; questo può persistere nel corso delle settimane successive all’infusione del prodotto. Agenti trasmissibili Le procedure standard finalizzate a prevenire la comparsa di infezioni conseguenti all’uso di medicinali preparati da sangue o plasma umano includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei lotti di plasma per individuare l’eventuale presenza di marker d’infezione e l’inclusione di passaggi produttivi efficaci per l’inattivazione/rimozione di virus. Ciononostante, quando sono somministrati medicinali preparati da sangue o plasma umano, la possibilità di trasmettere un agente infettivo non può essere completamente esclusa. Ciò riguarda anche virus sconosciuti o emergenti ed altri agenti patogeni. Le misure che sono state prese sono considerate efficaci per virus capsulati come il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV) e il virus dell’epatite C (HCV) e per i virus non capsulati come il virus dell’epatite A (HAV) e il parvovirus B19. Esiste una rassicurante esperienza clinica in merito alla mancata trasmissione di epatite A o parvovirus B19 con immunoglobuline e si ritiene che il notevole contenuto di anticorpi dia un importante contributo alla sicurezza virale. È fortemente consigliato che, ogniqualvolta sia somministrato GAMMAGARD ad un paziente, il nome e il numero di lotto del prodotto vengano registrati per mantenere un legame tra il paziente e il lotto del prodotto.

Interazioni

Vaccini con virus vivi attenuati La somministrazione di immunoglobulina può compromettere, per un periodo minimo di 6 settimane ed un periodo massimo di 3 mesi, l’efficacia di vaccini con virus vivi attenuati, quali morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo la somministrazione del prodotto deve trascorrere un periodo di 3 mesi prima di sottoporsi a vaccinazione con virus vivi attenuati. In caso del morbillo, tale compromissione può persistere fino ad 1 anno. Pertanto è necessario controllare il titolo anticorpale dei pazienti sottoposti a vaccinazione contro il morbillo. Popolazione pediatrica Non esistono studi sull’interazione di Gammagard con altri farmaci nella popolazione pediatrica.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Con le immunoglobuline umane per uso endovenoso, occasionalmente possono verificarsi reazioni avverse quali brividi, cefalea, vertigini, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, ipotensione e dolore lombare di intensità moderata. Raramente le immunoglobuline umane normali possono causare una improvvisa caduta della pressione sanguigna e, in casi isolati, shock anafilattico, anche quando il paziente non ha mostrato ipersensibilità ad una precedente somministrazione. Con la somministrazione di immunoglobuline umane normali sono stati osservati casi di meningite asettica reversibile e rari casi di reazioni cutanee transitorie. Sono state osservate reazioni emolitiche reversibili, specialmente in pazienti con gruppo sanguigno A, B e AB. Raramente può svilupparsi una anemia emolitica che richieda una trasfusione dopo un trattamento con alte dosi di IVIg (vedere anche il paragrafo 4.4) Sono stati osservati aumento della creatininemia e/o insufficienza renale acuta. Molto raramente: sono state osservate reazioni di natura trombotica e tromboembolica, come infarto del miocardio, ictus, embolia polmonare, trombosi venose profonde (vedi anche il paragrafo 4.4). Le reazioni avverse sono state raccolte da uno studio clinico pilota di Gammagard e uno studio di fase IV che hanno valutato la sicurezza di Gammagard in acuto e a medio termine. Le ADR riportate nei due studi, vengono elencate e classificate nella tabella seguente, secondo la classificazione per sistemi e organi MedDRA (SOC e livello termine preferito). La frequenza è stata determinata usando i seguenti criteri: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10000, <1/1000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Frequenza delle reazioni avverse al farmaco (ADR) negli studi clinici con GAMMAGARD

Reazioni avverse del Farmaco (ADRs) con Gammagard da studi clinici
Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Termine MedDRA preferito Frequenza delle reazioni avverse *
Infezioni ed infestazioni Influenza Non comune
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Riduzione dell’appetito Non comune
Disturbi psichiatrici Ansietà, Agitazione Non comune
Patologie del sistema nervoso Cefalea Comune
Letargia Non comune
Patologie dell’occhio Visione offuscata Non comune
Patologie cardiache Palpitazioni Non comune
Patologie vascolari Vampate Comune
Fluttuazione della pressione sanguigna Non comune
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Dispnea, Epistassi Non comune
Patologie gastrointestinali Vomito, Nausea Comune
Diarrea, Stomatite, Dolore addome superiore, Disturbi di stomaco Non comune
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Orticaria, Prurito, Sudorazione algida, Iperidrosi Non comune
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Dolore in sede lombare, Crampi muscolari, Dolore alle estremità Non comune
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Affaticamento, Brividi, Piressia Comune
Dolore toracico, Malessere generalizzato, Dolore generalizzato, Oppressione toracica, Disturbi del sensorio, Sensazione di freddo o di calore, Malattia simil–influenzale, Eritema in sede di infusione, Stravaso al sito di infusione, Dolore in sede di infusione Non comune
Esami diagnostici Aumento della pressione sanguigna Non comune
*Basato sulla percentuale per numero di infusioni. Esperienza Post–Marketing In aggiunta alle reazioni avverse riportate durante gli studi clinici, sono state segnalate le seguenti reazioni avverse durante l’esperienza successiva all’immissione in commercio: Infezioni ed infestazioni: Meningite asettica Patologie del sistema emolinfopoietico: Emolisi, Anemia, Trombocitopenia, Linfadenopatia Disturbi del sistema immunitario: Shock Anafilatico, Reazione anafilattica o anafilattoide, Ipersensibilità Disturbi psichiatrici: Irrequietezza Patologie del sistema nervoso: Ictus Cerebrovascolare, Attacco ischemico transitorio, Convulsioni, Emicrania, Vertigini, Parestesia, Disestesia, Sincope, Tremori Patologie dell’occhio: Trombosi venosa retinica, Deficit visivo, Dolore oculare, Fotofobia Patologie cardiache: Infarto del miocardio, Cianosi, Tachicardia, Bradicardia Patologie vascolari: Trombosi arteriosa, Trombosi della vena cava, Trombosi venosa profonda, Tromboflebite, Ipotensione, Ipertensione, Pallore Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: Embolia polmonare, Edema polmonare, Ipossia, Broncospasmo, Respiro sibilante, Iperventilazione, Laringospasmo, Tosse Patologie gastrointestinali: Dolore addominale, Dispepsia Patologie epatobiliari: Epatite (non–infettiva) Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Angioedema, Dermatite, Eritema, Eruzione cutanea Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: Artralgia, Mialgia Patologie renali e urinarie: Insufficienza renale Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Reazione al sito di infusione, Astenia, Edema Esami diagnostici: Test di Coombs diretto positivo Popolazione pediatrica Non ci si attende che la frequenza, il tipo e la gravità delle reazioni avverse nei bambini siano diverse rispetto a quelle della popolazione adulta. In merito alla sicurezza riguardo gli agenti trasmissibili, vedere il paragrafo 4.4. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco Sito web: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili

Gravidanza e allattamento

Gravidanza La sicurezza di GAMMAGARD per l’uso in gravidanza non è stata stabilita in studi clinici controllati, pertanto deve essere somministrato con cautela alle donne in gravidanza e alle madri che allattano al seno. Il medico deve valutare i potenziali rischi e prescrivere Gammagard solo se chiaramente necessario. I prodotti a base di IVIg somministrati durante la gravidanza hanno mostrato di attraversare la placenta, maggiormente durante il terzo trimestre. L’esperienza clinica con immunoglobuline suggerisce che non sono da attendersi effetti dannosi sul decorso della gravidanza, sul feto e sul neonato. Allattamento Le immunoglobuline sono escrete nel latte e possono contribuire a proteggere il neonato da agenti patogeni che utilizzano le mucose come via di ingresso. Fertilità L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono previsti effetti dannosi sulla fertilità.

Conservazione

Conservare a temperatura inferiore ai 25°C, nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce. Non congelare perché potrebbe rompersi il flacone del solvente. Per le condizioni di conservazione della soluzione ricostituita vedere il paragrafo 6.3. Scartare la soluzione eventualmente non utilizzata.

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Creato da Giuseppe Pipero.