Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Gopten 14CPS 2MG

Capsule rigide in blister

€ 6.83

Farmaco generico

Classe A

Principio attivoTrandolapril
GruppoAce inibitori non associati
ATCC09AA10 - Trandolapril
RicettaRr - ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSNConcedibile esente
ProduttoreMylan italia srl
ConservazioneNon superiore a +25 gradi
GlutineNon contiene glutine    
LattosioContiene lattosio    
Codice AICA028267019

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Ipertensione arteriosa. Prevenzione secondaria dopo infarto miocardico, in pazienti con disfunzione ventricolare sinistra con o senza segni di insufficienza cardiaca.

Posologia

Per uso orale Posologia Adulti Nell’ipertensione arteriosa: la posologia è di 1 capsula da 2 mg in una singola somministrazione giornaliera. Questa dose può essere raddoppiata, se necessario, dopo 2 o 4 settimane dall’inizio del trattamento. Nel soggetto anziano con funzione renale nella norma, non è necessario alcun adattamento posologico. In caso sia stato precedentemente instaurato un trattamento diuretico è necessario osservare alcune precauzioni (vedere paragrafi 4.3, 4.4, 4.5 e 5.1) ed iniziare la terapia con GOPTEN, 1 capsula da 0,5 mg al giorno. Nei pazienti con insufficienza renale con clearance della creatinina compresa tra 30 ml/min. e 10 ml/min., il trattamento inizierà con la dose giornaliera da 0,5 mg che potrà essere aumentata ad 1 mg, se necessario. Nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min., così come negli emodializzati, la posologia è di 1 capsula da 0,5 mg in un’unica somministrazione giornaliera. In questi soggetti si raccomanda un controllo periodico della potassiemia e della creatininemia. Prevenzione secondaria dopo infarto miocardico: il trattamento potrà essere iniziato da 3 a 7 giorni dopo l’infarto miocardico. La dose iniziale dovrà essere valutata sulla base della pressione arteriosa. Il trattamento sarà iniziato alla dose da 0,5 mg. Questa dose potrà essere aumentata il giorno seguente a 1 mg (sempre in monosomministrazione) e mantenuta per due giorni e poi progressivamente aumentata fino ad un massimo di 4 mg, sempre in un’unica somministrazione. Questo aumento posologico potrà essere temporaneamente sospeso in base alla tollerabilità emodinamica, come per esempio in caso di ipotensione arteriosa. In caso di ipotensione è necessario rivedere le terapie ipotensive associate (ad esempio i vasodilatatori, nitrati compresi, i diuretici, ecc.) e ridurne possibilmente i dosaggi (vedere paragrafi 4.3, 4.4, 4.5 e 5.1). Dato che l’assorbimento di GOPTEN non è influenzato dal cibo, le capsule possono essere somministrate prima, durante o dopo i pasti.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, ad un qualsiasi altro ACE inibitore o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Precedenti di ipersensibilità incluso edema angioneurotico (edema di Quincke) correlati ad un precedente trattamento con un inibitore dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE–inibitore). Angioedema ereditario/idiopatico. Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). L’uso concomitante di GOPTEN con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale (velocità di filtrazione glomerulare GFR < 60 ml/min/1.73 m²) (vedere paragrafi 4.5 e 5.1).

Avvertenze e precauzioni

Gopten non deve essere usato in pazienti affetti da stenosi od ostruzione aortica. Precauzioni di carattere generale: in alcuni pazienti già sottoposti a trattamento a base di diuretici, in particolare nel caso in cui questo trattamento sia stato istituito solo di recente, la diminuzione della pressione arteriosa all’inizio del trattamento a base di trandolapril può risultare eccessiva. Ipotensione Sintomatica: nei pazienti che presentano ipertensione non associata a complicanze, dopo l’assunzione della dose iniziale di trandolapril, raramente è stata osservata la comparsa di ipotensione sintomatica come anche dopo l’aumento della dose di trandolapril. E’ più probabile che l’ipotensione sintomatica si manifesti in pazienti che presentino una deplezione di volume e di sodio causata da una terapia prolungata con diuretici, da una dieta iposodica, da dialisi, dalla presenza di diarrea o vomito. Di conseguenza, in questi pazienti, la terapia a base di diuretici dovrebbe essere sospesa e la deplezione di volume e/o di sodio corretta prima di dare inizio alla terapia a base di trandolapril. Simili considerazioni possono essere applicate a pazienti con cardiopatia ischemica o con malattie cerebrovascolari nei quali una eccessiva caduta di pressione potrebbe provocare un infarto del miocardio o un accidente cerebrovascolare. Pazienti con ipertensione nefrovascolare: gli ACE–inibitori possono essere utilizzati fnchè un trattamento curativo dell’ipertensione nefrovascolare viene effettuato, o se tale procedura non viene portata avanti. Il rischio di una severa ipotensione arteriosa e insufficienza renale è aumentato in pazienti con precedente stenosi bilaterale o unilaterale dell’arteria renale in trattamento con un ACE–inibitore. I diuretici possono ulteriormente aumentarne il rischio. La perdita della funzione renale può verificarsi solo con piccole modifiche nella creatinina sierica, anche nei pazienti con stenosi unilaterale dell’arteria renale. Per questi pazienti il trattamento dovrebbe essere iniziato in ospedale sotto stretta sorveglianza medica con basse dosi e un attento adeguamento della dose. Il trattamento con diuretici dovrebbe essere sospeso, e la funzionalità renale e il potassio nel siero dovrebbero essere monitorati durante le prime settimane di trattamento. Ipotensione arteriosa e/o insufficienza renale funzionale: una stimolazione del sistema renina–angiotensina–aldosterone è stata osservata in corso di deplezione idrosodica importante (regime iposodico o trattamento diuretico prolungato), di stenosi dell’arteria renale, di insufficienza cardiaca congestizia e di cirrosi ascitica. Il blocco di tale sistema con l’impiego di un inibitore dell’enzima di conversione può provocare in tali casi una ipotensione considerevole, soprattutto dopo la prima somministrazione o nel corso delle prime 2 settimane di trattamento. Più raramente può manifestarsi insufficienza renale funzionale che impone una particolare sorveglianza del soggetto. Nel caso di precedenti trattamenti diuretici è consigliabile o interrompere il diuretico almeno 3 giorni prima dell’inizio del trattamento con GOPTEN o iniziare la terapia con 1 capsula da 0,5 mg al giorno di GOPTEN. Nel caso di ipertensione renovascolare si consiglia di iniziare il trattamento con la posologia giornaliera di 1 capsula da 0,5 mg. Nel caso fosse necessario proseguire il trattamento diuretico, nell’insufficienza cardiaca congestizia e nell’ipertensione renovascolare, si raccomanda di sorvegliare la creatinina plasmatica, in particolare all’inizio del trattamento. Edema angioneurotico (edema di Quincke): trandolapril può causare angioedema che include edema del viso, delle estremità, delle labbra, della lingua, della glottide e/o della laringe. In tal caso, GOPTEN deve essere sospeso ed il paziente deve essere tenuto sotto controllo finché l’edema non sia sparito. E’ stato dimostrato che gli ACE inibitori sono in grado di causare più frequentemente la comparsa di episodi di angioedema in pazienti neri piuttosto che nei pazienti non neri. Nei pazienti trattati con ACE–inibitori è stato riportato angioedema intestinale. Questo deve essere preso in considerazione nei pazienti in trattamento con trandolapril che presentano dolori addominali (con o senza nausea o vomito). Pazienti che manifestano l’edema angioneurotico devono immediatamente sospendere la terapia e devono essere monitorati fino alla risoluzione dell’ edema stesso. Quando l’edema è limitato al viso, la condizione si risolve generalmente spontaneamente senza trattamento. Quando l’edema coinvolge non solo il viso ma anche la glottide può dare luogo a complicazioni pericolose per la vita a causa del rischio di ostruzione delle vie aeree. Angioedema che coinvolge la lingua, la glottide o la laringe richiede la somministrazione sottocutanea immediata di 0,3–0,5 ml di una soluzione di adrenalina (1:1000) unitamente ad altre misure terapeutiche appropriate. Si deve prestare attenzione nei pazienti con una storia di edema angioneurotico idiopatico, e Gopten è controindicato se l’edema angioneurotico è una reazione avversa agli ACE inibitori (vedere paragrafo 4.3). Reazioni anafilattoidi e possibili reazioni correlate durante trattamento di desensibilizzazione: nei pazienti che ricevono una terapia con ACE–inibitori, in concomitanza con un trattamento di desensibilizzazione ai veleni animali (es. immunoterapia allergenica), si possono sviluppare reazioni anafilattoidi in alcuni casi ad esito fatale. Reazioni anafilattoidi e possibili reazioni correlate durante aferesi delle lipoproteine a bassa densità (LDL): nei pazienti che ricevono una terapia con ACE–inibitori, in concomitanza con aferesi delle LDL, si possono sviluppare reazioni anafilattoidi ad esito fatale. Neutropenia: molto raramente sono stati segnalati casi di neutropenia senza che fosse stabilita una relazione di causa ed effetto. Come per tutti gli inibitori dell’enzima di conversione si consigliano periodici controlli ematologici, in particolare nei pazienti affetti da collagenopatia con o senza compromissione della funzione renale. Danno renale: la posologia dovrà essere ridotta nei soggetti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min; la funzionalità renale di questi pazienti deve essere attentamente monitorata (vedere paragrafo 4.2 "Posologia e modo di somministrazione"). In pazienti affetti da insufficienza renale, insufficienza cardiaca congestizia o stenosi arteriosa renale unilaterale o bilaterale, aventi un unico rene così come dopo trapianto del rene, si corre il rischio di un peggioramento della funzione renale. Alcuni pazienti ipertesi senza alcun segno apparente di patologie renali pre–esistenti possono sviluppare aumenti dell’azotemia plasmatica e della creatininemia sierica quando il trandolapril è assunto contemporaneamente ad un diuretico. Si può verificare proteinuria particolarmente in pazienti con compromissione della funzionalità renale esistente o a dosi di ACE inibitori relativamente alte. Inoltre nei pazienti con insufficienza renale deve essere considerato il rischio di iperkaliemia e deve essere controllato regolarmente lo stato elettrolitico del paziente. Duplice blocco del sistema renina–angiotensina–aldosterone (RAAS) Esiste l’evidenza che l’uso concomitante di ACE–inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l’uso combinato di ACE–inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato (vedere paragrafi 4.5 e 5.1). Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna. Gli ACE inibitori e gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica. Insufficienza epatica: poichè il trandolapril è un profarmaco metabolizzato nel suo derivato attivo nel fegato, deve essere posta particolare attenzione e effettuato un accurato monitoraggio in quei pazienti con compromissione epatica.Le concentrazioni plasmatiche di farmaco aumentano e, pertanto, si consiglia di iniziare il trattamento con 1 capsula da 0,5 mg al giorno e di adattarlo in funzione della risposta terapeutica.Soggetti anziani: gli studi di farmacocinetica sul GOPTEN nei soggetti ipertesi con età superiore a 65 anni, con funzione renale nella norma, indicano che non è necessario nessun adattamento posologico. In quelli con funzione renale alterata vedere il paragrafo 4.2 "Posologia e modo di somministrazione". Chirurgia/Anestesia: in pazienti sottoposti a un intervento chirurgico o in caso di anestesia con agenti che possono causare ipotensione, gli inibitori dell’enzima di conversione possono provocare una ipotensione che può essere corretta mediante espansione della volemia. Il trandolapril può inibire la formazione dell’angiotensina II secondaria al rilascio compensativo di renina. Uso in pediatria: si raccomanda di non impiegare GOPTEN nei soggetti in età pediatrica poichè la sicurezza e l’efficacia del trandolapril nei bambini non è stata studiata. Agranulocitosi e depressione del midollo spinale: in pazienti in terapia con ACE inibitori, sono stati osservati casi di agranulocitosi e depressione del midollo spinale. Il rischio di neutropenia sembra essere dose– e tipo–correlato e dipende dallo stato clinico del paziente. Queste reazioni sono più frequenti in pazienti con danno renale, specialmente quelli affetti da collagenopatie vascolari. Tuttavia, in pazienti affetti da collagenopatie vascolari (ad esempio lupus erythematosus e sclerodermia), deve essere effettuato un attento monitoraggio della conta dei globuli bianchi e dei livelli proteici nell’urina, specialmente se associate a funzionalità renale ridotta e a terapia concomitante in particolare con corticosteroidi e antimetaboliti. La neutropenia è reversibile dopo l’interruzione del trattamento con ACE inibitori. Iperkaliemia: nei pazienti ipertesi, sono stati osservati aumenti di potassio nel siero, in particolar modo in quelli con insufficienza renale e/o insufficienza cardiaca. Vedere anche paragrafo 4.5. Fattori di rischio per lo sviluppo dell’iperkaliemia includono insufficienza renale, diuretici risparmiatori di potassio, l’uso concomitante di agenti per il trattamento dell’ipokaliemia, diabete mellito e/o disfunzione ventricolare sinistra dopo infarto miocardico. Tosse: durante il trattamento con ACE–inibitori può presentarsi una tosse secca non produttiva che scompare dopo l’interruzione del trattamento. Malattie ereditarie Informazioni importanti su alcuni eccipienti: GOPTEN 0,5 mg capsule rigide e GOPTEN 2 mg capsule rigide contengono lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi o da malassorbimento di glucosio/galattosio non devono assumere questo medicinale. Gravidanza: la terapia con ACE inibitori non deve essere iniziata durante la gravidanza. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafi 4.3 e 4.6). Allattamento: l’uso di trandolapril durante l’allattamento al seno non è raccomandato (vedere paragrafo 4.6).

Interazioni

Terapia con Diuretici La combinazione con diuretici o altri farmaci antiipertensivi può potenziare la risposta antipertensiva a trandolapril. Farmaci adrenergici–bloccanti devono essere combinati con trandolapril solo sotto attento controllo. L’associazione di GOPTEN con diuretici risparmiatori di potassio (lo spironolattone, l’amiloride, il triamterene) o integratori di potassio può aumentare il rischio di iperkaliemia soprattutto nei soggetti con insufficienza renale, diabete mellito, e/o disfunzione ventricolare sinistra a seguito di un infarto miocardico. Se tali associazioni dovessero rendersi necessarie è indispensabile sorvegliare frequentemente la potassiemia. Nello studio TRAndolapril Cardiac Evaluation (TRACE), uno studio randomizzato controllato con placebo a gruppi paralleli, in pazienti sopravvissuti a infarto del miocardio acuto con una residua disfunzione sistolica ventricolare sinistra, e’ stata osservata iperkaliemia come evento avverso nel 5% (0,2% related) e nel 3% (non related) dei soggetti nei gruppi trattati con trandolapril e placebo rispettivamente. Ottanta soggetti (80%) in questo studio hanno ricevuto diuretici. Vedere paragrafo 4.4. Il trandolapril può attenuare la perdita di potassio causata dai diuretici tiazidici. Nei soggetti in trattamento con un diuretico, soprattutto quando è recente l’istituzione di tale trattamento, può esserci il rischio di ipotensione eccessiva, che può essere evitato sospendendo il diuretico qualche giorno prima dell’inizio del trattamento con GOPTEN. Se la contemporanea somministrazione di diuretico è indispensabile, occorre sorvegliare il paziente almeno nelle prime 2 ore dopo l’assunzione di GOPTEN (vedere paragrafi 4.4 e 4.2). Agenti antidiabetici Nei soggetti diabetici si raccomanda un controllo della glicemia. Infatti, come con tutti gli ACE inibitori, l’uso concomitante di farmaci antidiabetici (insulina o agenti ipoglicemici orali) può potenziare l’effetto ipoglicemizzante con grave rischio di ipoglicemia. Antagonisti del recettore dell’angiotensina II, Aliskiren I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina–angiotensina–aldosterone (RAAS) attraverso l’uso combinato di ACE–inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren, è associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta) rispetto all’uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS (vedere paragrafi 4.3, 4.4 e 5.1). Litio Il trandolapril può ridurre l’eliminazione del Litio. &EGRAVE;’ necessario monitorare i livelli sierici di litio. Altre interazioni In pazienti trattati con ACE–inibitori, si sono verificate delle reazioni anafilattoidi alle membrane di poliacrilonitrile ad alto–flusso usate in emodialisi. Come per gli altri antipertensivi appartenenti a questa classe, questa combinazione deve essere evitata quando si prescrivono ACE–inibitori a pazienti sottoposti a dialisi renale. Co–somministrazione con FANS: L’uso concomitante di ACE inibitori e FANS può portare ad un aumentato rischio di peggioramento della funzione renale che comprende possibile insufficienza renale acuta ed aumento dei livelli del potassio sierico specialmente in pazienti con preesistente compromessa funzione renale. La combinazione deve essere somministrata con cautela specialmente negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale all’inizio della terapia concomitante. Come con tutti gli antiipertensivi, gli ACE inibitori somministrati simultaneamente con farmaci anti–infiammatori non steroidei (per es. Inibitori selettivi della Cox 2, acido acetil salicilico a partire da 325 mg/die e FANS non selettivi), si può verificare un’attenuazione dell’effetto anti–ipertensivo. Pertanto deve essere intensificato il monitoraggio della pressione sanguigna quando si assuma qualsiasi antinfiammatorio non steroideo oppure quando se ne interrompa l’assunzione nel caso di un paziente in trattamento con trandolapril. I FANS, incluso l’acido acetilsalicilico, a meno che quest’ultimo venga usato a più basse dosi come anti–aggregante piastrinico, devono essere evitati con ACE–inibitori in pazienti con insufficienza cardiaca. L’effetto ipotensivo di certi anestetici inalatori può essere aumentato dagli ACE–inibitori. Allopurinolo, agenti citostatici o immunosoppressori, corticosteroidi sistemici oppure procainamide possono aumentare il rischio di leucopenia, se usati in concomitanza con gli ACE–inibitori. Gli antiacidi possono causare una riduzione della biodisponibilità degli ACE–inibitori. L’alcol aumenta il rischio di ipotensione. L’effetto antiipertensivo degli ACE–inibitori può essere ridotto dai simpaticomimetici, per cui i pazienti devono essere attentamente monitorati. Come per tutti i trattamenti con antipertensivi, l’associazione con un neurolettico o con un antidepressivo imipraminico aumenta il rischio di ipotensione ortostatica. Nessuna interazione farmacocinetica è stata evidenziata associando GOPTEN alla digossina, furosemide e nifedipina a lento rilascio. Non è stata evidenziata alcuna modifica delle proprietà anticoagulanti della warfarina. Non sono state osservate interazioni cliniche in pazienti post–infartuati con disfunzione ventricolare sinistra dopo somministrazione di GOPTEN in associazione a trombolitici, aspirina, b–bloccanti, calcio–antagonisti, nitrati, anticoagulanti, diuretici o digossina. I farmaci b–bloccanti devono essere associati a trandolapril solo tenendo i pazienti sotto stretto controllo. Non sono state riscontrate interazioni cliniche tra trandolapril e cimetidina. Auroterapia: sono state raramente segnalate reazioni nitritoidi (i cui sintomi includono arrossamento del volto, nausea, vomito ed ipotensione) in pazienti trattati con sali d’oro per via iniettabile (es. aurotiomalato di sodio) in concomitanza con ACE inibitori. Nessuna interazione si manifesta con la contemporanea assunzione di cibo.

Effetti indesiderati

La seguente tabella mostra le reazioni avverse riportate durante studi clinici con il trandolapril sull’ipertensione (n=2,520) e sul post–infarto del miocardio (n=876) e dall’esperienza post marketing. Le reazioni considerate come possibilmente correlate a trandolapril sono raggruppate per classe organo–sistemica e frequenza usando la seguente convenzione: comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), rara (≥1/10000, <1/1000), molto rara (<1/10000) e non nota (reazioni avverse dall’esperienza post–marketing che non possono essere defnite sulla base dei dati disponibili). Le reazioni avverse sono riportate in ordine di gravità decrescente, all’interno di ciascun gruppo di frequenza, quando la gravità può essere valutata.

Classificazione per sistemi ed organi Frequenza
Comune Non comune Rara Molto Rara Non nota
Infezioni e infestazioni   Infezioni del tratto respiratorio superiore Infezioni del tratto urinario Bronchite Faringite    
Patologie del sistema emolinfopoietico     Leucopenia Anemia Patologia piastrinica Patologia dei globuli bianchi   Agranulocitosi Pancitopenia Diminuzione della conta piastrinica Diminuzione dell’emoglobina Diminuzione dell’ematocrito
Disturbi del sistema immunitario     Ipersensibilità    
Patologie endocrine         Iperkaliemia
Disturbi del metabolismo e della nutrizione     Iperglicemia Iponatriemia Ipercolesterolemia Iperlipidemia Iperuricemia Gotta Anoressia Aumento dell’appetito Anormale funzionalità enzimatica    
Disturbi psichiatrici   Insonnia Diminuzione della libido Allucinazione Depressione Disturbi del sonno Ansia Agitazione Apatia    
Patologie del sistema nervoso Mal di testa Capogiro Sonnolenza Accidente cerebrovascolare Sincope Mioclono Parestesia Emicrania Emicrania senza aura Disgeusia   Attacco ischemico transitorio Emorragia cerebrale Disturbi dell’equilibrio
Patologie dell’occhio     Blefarite Edema congiuntivale Indebolimento della vista Disturbo dell’occhio    
Patologie dell’orecchio e del labirinto   Vertigini Tinnito    
Patologie cardiache   Palpitazioni Infarto del miocardio Ischemia del miocardio Angina pectoris Scompenso cardiaco Tachicardia ventricolare Tachicardia Bradicardia   Blocco atrioventricolare Arresto cardiaco Aritmia Anomalie del tracciato elettrocardiografico
Patologie vascolari Ipotensione* Vampata di calore Ipertensione Angiopatia Ipotensione ortostatica Disordine vascolare periferico Vene varicose    
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Tosse Infiammazione del tratto respiratorio superiore Congestione del tratto respiratorio superiore Dispnea Epistassi Faringite Dolore orofaringeo Tosse produttiva Disturbi respiratori   Broncospasmo
Patologie gastrointestinali   Nausea Diarrea Dolore gastrointestinale Costipazione Disturbi gastrointestinali Ematemesi Gastrite Dolore addominale Vomito Dispepsia Secchezza della bocca Flatulenza   Ileus Pancreatite
Patologie epatobiliari     Epatite Iperbilirubinemia Colestasi Ittero Alterazione dei test di funzionalità epatica Aumento delle transaminasi
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Prurito Rash Angioedema Psoriasi Iperidrosi Eczema Acne Pelle secca Disturbi della pelle Dermatite Alopecia Orticaria Sindrome di Stevens–Johnson Necrolisi epidermale tossica
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo   Dolore alla schiena Spasmi muscolari Dolore alle estremità Artralgia Dolore alle ossa Osteoartrite   Mialgia
Patologie renali ed urinarie     Insufficienza renale Azotemia Poliuria Pollakiuria   Aumento della creatinina sierica Aumento dell’urea sierica
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella   Disfunzione erettile      
Patologie congenite, familiari e genetiche     Malformazione arteriosa congenita Ittiosi    
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia Malessere Dolore al petto Edema periferico Sensazione di malessere Edema Affaticamento   Piressia
Esami diagnostici       Aumento del Potassio ematico Aumento della Gammaglutamiltransferasi Aumento della Lipasi Aumento delle Immunoglobuline Aumento della fosfatasi alcalina sierica Aumento della lattato deidrogenasi sierica Anomalie dei test di laboratorio
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura     Lesione    
* Dallo studio clinico TRACE (n=876) l’ipotensione ha una frequenza comune nei pazienti con una disfunzione ventricolare sinistra in seguito a infarto del miocardio. Tuttavia ha una frequenza non comune negli stessi pazienti da studi clinici sull’ipertensione (n = 2,520). Le seguenti reazioni avverse sono state riportate con una frequenza non nota per gli ACE–inibitori come classe.
Classificazione per sistemi ed organi Tipo
Patologie del sistema emolinfopoietico Anemia emolitica Eosinofilia e/o aumento degli ANA (anticorpi antinucleo)
Patologie del sistema nervoso Stato confusionale
Patologie dell’occhio Visione offuscata
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Sinusite Rinite Glossite
Patologie gastrointestinali Angioedema intestinale
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eritema multiforme Dermatite psoriasiforme
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo "www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili".

Gravidanza e allattamento

Gravidanza: L’uso di ACE inibitori non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L’uso degli ACE inibitori è controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). L’evidenza epidemiologica sul rischio di teratogenicità a seguito dell’esposizione ad ACE inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non ha dato risultati conclusivi; tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio. Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con ACE inibitori deve essere immediatamente interrotto e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa. È noto che nella donna l’esposizione ad ACE inibitori durante il secondo ed il terzo trimestre induce tossicità fetale (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere paragrafo 5.3). Se dovesse verificarsi un’esposizione ad un ACE inibitore dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio. I neonati le cui madri abbiano assunto ACE inibitori devono essere attentamente seguiti per quanto riguarda l’ipotensione (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Allattamento: Poichè non sono disponibili dati riguardanti l’uso di Gopten durante l’allattamento al seno, Gopten non è raccomandato e sono da preferire trattamenti alternativi con comprovato profilo di sicurezza per l’uso durante l’allattamento al seno, specialmente in casi di allattamento di neonati o prematuri.

Conservazione

Conservare a temperatura non superiore a 25°C

About

Creato da Giuseppe Pipero.