Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Imukin SC 6F 2X1000000UI

Soluzione iniettabile in fiala

€ 761.09

Farmaco solo uso ospedaliero

Classe H

Principio attivoInterferone gamma 1b
GruppoImmunostimolanti
ATCL03AB03 - Interferone gamma
RicettaOsp - uso ospedaliero
SSNNon concedibile
ProduttoreHorizon pharma ireland ltd
ConservazioneDa +2 a +8 gradi
GlutineNon contiene glutine    
LattosioNon contiene lattosio   
Codice AICA028138016

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Imukin è indicato per la riduzione della frequenza di infezioni gravi nei pazienti affetti da malattia granulomatosa cronica (CGD) (vedere anche paragrafo 4.4). Imukin è indicato per la riduzione della frequenza di infezioni gravi nei pazienti affetti da osteopetrosi grave, maligna (vedere anche paragrafi 4.4 e 5.1).

Posologia

Imukin è per uso sottocutaneo. La dose consigliata di Imukin nel trattamento di pazienti affetti da CGD o osteopetrosi grave, maligna è 50 mcg/m² nei pazienti la cui superficie corporea è superiore a 0,5 m² e di 1,5 mcg/kg/dose in pazienti con superficie corporea uguale o inferiore a 0,5 m². Il volume effettivo prelevato deve essere controllato prima dell’iniezione. Le iniezioni devono essere effettuate sottocute, preferibilmente la sera, tre volte alla settimana (per es. Lunedì, Mercoledì e Venerdì). Le aree ottimali per l’iniezione sono i deltoidi destro e sinistro e la parte anteriore della coscia. Imukin può essere somministrato da un medico, un infermiere, un membro della famiglia o dal paziente stesso adeguatamente istruito sulle modalità di iniezione per via sottocutanea. Benché la dose ottimale di Imukin non sia stata ancora stabilita, sono sconsigliate dosi superiori a quelle sopraindicate. La sicurezza e l’efficacia di dosi di Imukin superiori o inferiori alla dose raccomandata di 50 mcg/m² non sono state stabilite. In caso di gravi reazioni, il dosaggio deve essere modificato (riduzione del 50%) oppure la terapia deve essere sospesa fino alla scomparsa delle reazioni avverse. L’esperienza sull’uso di Imukin nei bambini è limitata (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo (interferone gamma–1b) o ipersensibilità nota ad interferoni strutturalmente simili o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Avvertenze e precauzioni

L’uso di Imukin non esclude la necessità di una copertura antimicrobica aggiuntiva che potrebbe essere necessaria per la gestione della CGD. Nello studio clinico principale di efficacia la maggior parte dei pazienti era in trattamento antimicrobico profilattico (vedere paragrafo 5.1). Pazienti con cardiopatie preesistenti possono manifestare un peggioramento acuto, a spontanea risoluzione, delle loro condizioni cardiache a dosaggi di 250 mcg/m²/die o superiori, come osservato nei primi studi clinici, sebbene non sia stato dimostrato un effetto cardiotossico diretto. Si deve prestare attenzione quando si trattano pazienti con disturbi convulsivi noti e/o compromessa funzionalità del sistema nervoso centrale. Pazienti con grave insufficienza epatica o renale devono essere trattati con cautela, poiché esiste in tali pazienti la possibilità di accumulo di interferone gamma–1b. Durante la terapia con Imukin è stato osservato un aumento delle AST e/o delle ALT (fino a 25 volte). L’incidenza sembrava essere maggiore in pazienti di meno di un anno di età, 6 bambini su 10 hanno sviluppato elevati livelli enzimatici, rispetto a bambini più grandi. In un caso ciò si è verificato fin dal settimo giorno dopo l’inizio della terapia. Il trattamento con Imukin è stato interrotto in tutti e 6 i pazienti e ripreso in 4 ad un dosaggio ridotto. I valori di transaminasi epatica sono tornati ai livelli iniziali in tutti i pazienti e non sono risaliti alla ripresa della somministrazione ad eccezione che in un paziente. Nei pazienti affetti da insufficienza epatica deve essere osservata particolare cautela. Durante la terapia con Imukin sono state osservate neutropenia e trombocitopenia reversibili che possono essere gravi e correlate alla dose. Si deve prestare particolare attenzione quando si somministra Imukin a pazienti con mielosoppressione. La somministrazione contemporanea di interferone gamma–1b con altre preparazioni di proteine sieriche eterologhe o preparati immunologici (per es. vaccini) deve essere evitata per il rischio di inattesa risposta immunitaria amplificata (vedere paragrafo 4.5). Oltre agli esami normalmente richiesti per il monitoraggio di pazienti con CGD o osteopetrosi grave, maligna, prima dell’inizio della terapia con Imukin e a scadenze appropriate durante il periodo di trattamento devono essere effettuati i seguenti esami: esami ematologici, inclusa la conta ematica completa, conta differenziale e piastrinica; esami ematochimici, inclusi test di funzionalità renale ed epatica; analisi delle urine. L’interferone gamma–1–b è una proteina esogena che durante il trattamento può portare all’induzione di anticorpi. Fino ad oggi la somministrazione di Imukin in pazienti affetti da CGD o osteopetrosi grave, maligna alle dosi consigliate non sembra essere associata al rischio significativo di induzione di anticorpi neutralizzanti verso l’interferone gamma–1b. Il tappo del flaconcino di vetro con Imukin è costituito di gomma naturale (un derivato del lattice) che può causare reazioni allergiche. Sulla base delle informazioni disponibili, non si può escludere che la presenza di livelli più alti di interferone gamma–1b possa ridurre la fertilità sia maschile che femminile (vedere paragrafo 4.6).

Interazioni

Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti. Imukin non riduce l’efficacia degli antibiotici o dei glucocorticoidi nei pazienti affetti da CGD o osteopetrosi grave, maligna. Le interazioni farmacologiche rilevate con Imukin sono simili a quelle osservate con altri interferoni in studi sugli animali. In teoria è possibile che medicinali epatotossici e/o nefrotossici possano avere effetti sulla clearance di Imukin. Inoltre non sono noti gli effetti di medicinali antiinfiammatori, FANS, teofillina, immunosoppressori e citostatici sugli effetti cellulari acuti di Imukin ed i suoi effetti terapeutici nei pazienti affetti da CGD o osteopetrosi grave, maligna quando questi medicinali siano somministrati cronicamente in concomitanza. La somministrazione concomitante di preparazioni a base di proteine sieriche eterologhe o di preparazioni immunologiche (ad es. vaccini) può aumentare l’immunogenicità di Imukin (vedere paragrafo 4.4). Imukin può potenzialmente prolungare l’emivita di medicinali somministrati in concomitanza che vengono metabolizzati dal sistema citocromo P–450. L’uso concomitante di medicinali aventi effetti neurotossici (compresi gli effetti sul sistema nervoso centrale), ematotossici, mielo–soppressivi o cardiotossici può aumentare la tossicità degli interferoni in questi sistemi.

Effetti indesiderati

a) Descrizione generale Gli studi preclinici e clinici effettuati con Imukin somministrato in dosi multiple hanno evidenziato che la tossicità dipende dalla dose e dallo schema di somministrazione. Gli eventi avversi più comuni sono sintomi di tipo influenzale caratterizzati da febbre, cefalea, brividi, mialgia o senso di affaticamento. b) Tabella delle reazioni avverse Le reazioni avverse sono state classificate per frequenza utilizzando la seguente convenzione: Molto comune (≥ 1/10); comune (≥1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono elencati in ordine decrescente di gravità. Patologie del sistema emolinfopoietico Non nota: neutropenia§,trombocitopenia§ Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non nota: Iponatremia*, ipoglicemia*, ipertrigliceridemia* Disturbi psichiatrici Comune: depressione Non nota: stato di confusione*, disorientamento*, allucinazioni*Patologie del sistema nervoso Non nota: convulsioni*, andatura parkinsoniana*, tremore a riposo del Parkinson*, disturbo di deambulazione* Patologie cardiache Non nota: insufficienza cardiaca*, infarto miocardico*, tachiaritmia*, blocco atrioventricolare* Patologie vascolari Non nota: attacco ischemico transitorio*, trombosi venosa profonda*, embolia polmonare*, ipotensione*, sincope* Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non nota: malattia polmonare interstiziale*, broncospasmo*, tachipnea* Patologie gastrointestinali Molto comune: nausea, vomito, diarrea Comune: dolore addominale Non nota: pancreatite (anche con esito fatale)*, emorragia gastrointestinale* Patologie epatobiliari Molto comune: aumento degli enzimi epatici+ Non nota: insufficienza epatica* Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune: rash Non nota: (esacerbazione di) dermatomiosite* Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune: mialgia, artralgia, dolore al dorso Non nota: lupus eritematoso sistemico* Patologie renali e urinarie Non nota: Insufficienza renale* (reversibile), proteinuria§ Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune: febbre, cefalea, brividi, senso di affaticamento, dolore al sito di iniezione Non nota: fastidio toracico* Esami diagnostici Non nota: positività agli autoanticorpi* § Non può essere stimata dai dati disponibili + Frequenza superiore nel gruppo trattato con placebo che nel gruppo trattato con verum * Effetti indesiderati osservati nel corso di studi clinici condotti per indicazioni differenti da quelle registrate, CGD e osteopetrosi. In questi studi clinici l’interferone gamma–1b è stato solitamente somministrato a dosaggi superiori rispetto a quelli raccomandati per le indicazioni registrate (vedere anche paragrafo 4.9). Poiché questi eventi non sono stati osservati in studi clinici effettuati in pazienti con CGD o osteopetrosi, ma sono stati riportati in studi effettuati in pazienti con indicazioni e stato di salute molto diversi, non è possibile fornire una frequenza significativa. c) Informazioni sulle reazioni avverse di carattere individuale gravi e/o frequenti La gravità dei sintomi di tipo influenzale può diminuire col proseguimento del trattamento. Alcuni di questi sintomi possono essere ridotti con la somministrazione serale del medicinale. L’acetaminofene (paracetamolo) può essere utilizzato per controllare questa sintomatologia. Vomito, nausea, artralgia e sensibilizzazione al sito di iniezione sono stati riscontrati in alcuni pazienti. In alcuni pazienti a seguito dell’iniezione, sono stati riportati rash cutanei transitori, come ad esempio dermatiti, rash maculopapulare, eruzioni cutanee pustolose e vescicolari ed eritema al sito di iniezione, ma raramente hanno richiesto la sospensione della terapia. L’inclusione della produzione di autoanticorpi e del lupus eritematoso sistemico è il risultato di casi riportati in letteratura. Anche la reazione avversa “confusione mentale” è riportata in letteratura. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite i sistemi nazionali di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Non vi sono dati adeguati relativi all’uso di interferone gamma–1b in donne in gravidanza. Livelli più alti di interferone gamma endogeno sono stati riscontrati in donne che hanno avuto aborti spontanei ripetuti nel primo trimestre rispetto a donne che hanno portato a termine la gravidanza. Non c’è alcuna evidenza di rilevanza clinica per Imukin. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. Imukin non deve essere utilizzato durante la gravidanza se non considerato vitale. Allattamento Non è noto se interferone gamma–1b sia escreto nel latte materno. A causa della mancanza di dati sugli effetti neonatali, l’allattamento non è raccomandato. Fertilità Sulla base delle informazioni disponibili, non si può escludere che la presenza di livelli più alti di interferone gamma–1b possa alterare la fertilità in entrambi i sessi. Gli studi condotti negli animali hanno evidenziato un impatto sulla fertilità maschile a dosi che non sono considerate adeguate per l’uso nell’uomo (vedere paragrafo 5.3). Anche nei pazienti più giovani non è noto l’effetto a lungo termine sulla fertilità.

Conservazione

Conservare in frigorifero (2°C – 8°C). Non congelare.

About

Creato da Giuseppe Pipero.