Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Isocef OS GRAT SOSP 36MG/ML

Granulato per sospens orale in flacone

€ 22.14

Farmaco etico

Classe A

Principio attivoCeftibuten
GruppoAltri antibatterici beta-lattamici
ATCJ01DD14 - Ceftibuteno
RicettaRr - ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSNConcedibile esente
ProduttoreRecordati spa
ConservazioneNon superiore a +25 gradi
GlutineNon contiene glutine    
LattosioNon contiene lattosio   
Codice AICA027850104

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

ISOCEF è indicato nel trattamento delle infezioni dovute a patogeni sensibili, in particolare: – Infezioni delle vie respiratorie superiori: faringiti, tonsilliti, sinusiti, otite media. – Infezioni delle basse vie respiratorie: bronchite, polmonite primaria acquisita in comunità, broncopolmonite. – Infezioni delle vie urinarie: pielite acuta e cronica, cistopielite, cistite, uretrite. Come farmaco di seconda scelta nella uretrite acuta gonococcica non complicata.

Posologia

Posologia Adulti Infezioni delle basse vie respiratorie Polmonite: 200 mg due volte/die; bronchite: 400 mg una volta/die. Infezioni delle alte vie respiratorie: 400 mg una volta/die. Infezioni delle vie urinarie: 400 mg una volta/die. Popolazione pediatrica Bambini oltre i 6 mesi di età Infezioni delle basse vie respiratorie non complicate: 9,0 mg/kg una volta/die. Infezioni delle vie alte aeree (per es otite media): 9,0 mg/kg una volta/die. Infezioni delle vie urinarie: 9,0 mg/kg una volta/die. La dose massima giornaliera nei bambini non deve superare i 400 mg/die. La sicurezza e l’efficacia nei bambini al di sotto dei 6 mesi di età non sono state ancora stabilite. Modo di somministrazione Isocef granulato per sospensione orale può essere assunto da una a due ore prima o dopo i pasti. Isocef capsule può essere assunto senza tener conto dell’orario dei pasti.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, a qualsiasi altra cefalosporina, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Isocef non deve essere somministrato in pazienti che hanno manifestato reazioni note serie o acute d’ipersensibilità (anafilassi) verso le penicilline o altri antibiotici betalattamici. L’esperienza nei bambini al di sotto dei sei mesi di età non è sufficiente a stabilire la sicurezza del ceftibuten in questa popolazione di pazienti. Gravidanza (vedere paragrafo 4.6)

Avvertenze e precauzioni

Compromissione renale In pazienti con insufficienza renale marcata o in pazienti soggetti a dialisi il dosaggio di Isocef può richiedere un aggiustamento. Isocef è prontamente dializzabile. I pazienti in dialisi devono essere attentamente monitorati, prevedendo la somministrazione di Isocef immediatamente dopo la dialisi. La farmacocinetica e la posologia del ceftibuten non vengono influenzate da una modesta alterazione della funzionalità renale (clearance della creatinina compresa tra 50–79 ml/min). Nei pazienti con clearance della creatinina compresa tra 30–49 ml/min la dose giornaliera dovrebbe essere dimezzata. Con valori di clearance della creatinina inferiori è richiesto un ulteriore aggiustamento della dose. Nei pazienti con insufficienza renale in trattamento dialitico può rendersi necessario un aggiustamento della dose. Nei pazienti in trattamento dialitico 2/3 volte alla settimana, si consiglia di somministrare una dose singola di Isocef da 400 mg al termine di ogni trattamento dialitico. Gastrointestinale Isocef deve essere prescritto con cautela in individui con storia di affezioni gastrointestinali complicate, in particolare colite cronica. Clostridium difficile Durante la terapia con Isocef e altri antibiotici ad ampio spettro, si può manifestare un’alterazione della flora intestinale con insorgenza di diarrea associata all’antibiotico inclusa la colite pseudomembranosa dovuta alle tossine del Clostridium difficile. I pazienti possono presentare diarrea da moderata a grave o mortale, con o senza disidratazione, sia durante che dopo il trattamento con l’antibiotico associato. È importante tener presente questa diagnosi per ogni paziente che presenti diarrea persistente nel corso dell’assunzione o fino a due mesi dopo la somministrazione di Isocef o di un altro antibiotico a largo spettro. Forme lievi di colite pseudomembranosa rispondono in genere favorevolmente alla semplice interruzione del medicinale. In forme moderate o gravi il trattamento deve includere la sigmoidoscopia, opportune ricerche batteriologiche e la somministrazione di liquidi, elettroliti e proteine. Nei casi in cui la colite non migliori dopo la sospensione del medicinale e nei casi gravi, la somministrazione di vancomicina per via orale costituisce il trattamento di scelta della colite pseudomembranosa da Clostridium difficile indotta da antibiotici. Devono essere escluse altre cause di colite. Ipersensibilità Gli antibiotici cefalosporinici devono essere somministrati con estrema cautela a pazienti con allergia conosciuta o sospetta alle penicilline. Circa il 5% dei pazienti con allergia documentata alle penicilline evidenzia reattività crociata agli antibiotici cefalosporinici. Sono state osservate gravi reazioni di ipersensibilità acuta (anafilassi) anche in individui che ricevono penicilline o cefalosporine, e si può osservare un’iper–reattività crociata con anafilassi. Se si osserva una reazione allergica con Isocef si consiglia di interromperne l’uso e somministrare una terapia appropriata. L’anafilassi grave richiede un appropriato trattamento di emergenza come indicato clinicamente (adrenalina, infusione di liquidi per via endovenosa, somministrazione di ossigeno, antistaminici, corticosteroidi, altre amine pressorie). Si deve prestare inoltre estrema cautela quando si somministra Isocef a pazienti con reazioni allergiche di qualsiasi tipo (ad esempio raffreddore da fieno o asma bronchiale), poiché questi pazienti sono sottoposti ad un maggiore rischio di reazioni d’ipersensibilità gravi. Se durante l’uso di Isocef si manifestano convulsioni o shock allergico, è necessario sospendere immediatamente la somministrazione di Isocef ed iniziare tempestivamente l’appropriato trattamento medico. Ematologia Le cefalosporine, ceftibuten incluso, in rari casi possono diminuire l’attività della protrombina portando ad un prolungamento del tempo di tromboplastina, specialmente in pazienti precedentemente stabilizzati con terapia anticoagulante orale. Il tempo di tromboplastina oppure l’INR (International Normalized Ratio) deve essere monitorato. Se indicato, la vitamina K deve essere somministrata in questi pazienti. Informazioni importanti su alcuni eccipienti Isocef granulato contiene saccarosio.I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio–galattosio, o da insufficienza di saccarasi–isomaltasi, non devono assumere questo medicinale Isocef granulato per sospensione orale contiene sodio benzoato. Nei neonati può aumentare il rischio di ittero. All’apertura del flacone o delle bustine si può riscontrare un odore sulfureo che non altera la qualità del prodotto. Dopo ricostituzione, l’odore sulfureo scompare.

Interazioni

Sono stati condotti studi di interazione tra Isocef ed ognuna delle seguenti sostanze: antiacidi ad elevato contenuto di alluminio–magnesio idrossido, ranitidina e teofillina in dose singola somministrata per via endovenosa. Non si sono verificate interazioni significative. Non sono noti gli effetti di Isocefsui livelli plasmatici e sulla farmacocinetica della teofillina somministrata oralmente. Le cefalosporine, ceftibuten incluso, in rari casi possono diminuire l’attività della protrombina portando ad un tempo di protrombina prolungato, specialmente in pazienti precedentemente stabilizzati con terapia anticoagulante orale. Il tempo di protrombina deve essere monitorato nei pazienti a rischio, somministrando se necessario Vitamina K. Ad oggi non sono state riportate significative interazioni con altri farmaci. Non sono state osservate con Isocefinterazioni chimiche o con test di laboratorio. È stato riportato con l’uso di altre cefalosporine un falso positivo nel test di Coombs diretto. Tuttavia, i risultati dei test in cui venivano utilizzati eritrociti di volontari sani al fine di valutare la capacità di Isocefnel provocare reazioni "in vitro" nel test di Coombs diretto, non hanno evidenziato reazioni positive anche fino a concentrazioni di 40 mcg/ml. L’assunzione concomitante di cibo non interferisce con l’efficacia di Isocef capsule, mentre può ritardare e diminuire l’assorbimento di Isocef sospensione.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Negli studi clinici, che sono stati condotti su circa 3000 pazienti, gli effetti avversi più frequentemente riportati sono stati nausea (3%), diarrea (3%) (vedere paragrafo 4.4) e cefalea (2%). All’interno della classificazione organo–sistemica, gli eventi avversi sono elencati utilizzando le seguenti categorie di frequenza: comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Tabella delle reazioni avverse All’interno di ciascun gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati vengono presentati in ordine di gravità decrescente.

Reazioni avverse riportate durante gli studi clinici o attraverso la sorveglianza post–marketing in pazienti trattati con Isocef
Classificazione per sistemi e organi Reazioni avverse
Infezioni ed infestazioni
Non comune: Candidiasi (orale), infezione vaginale
Raro: Colite da Clostridium difficile
Non nota: Superinfezione
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non comune: Eosinofilia, positività al test di Coombs diretto*, diminuzione dell’emoglobina, prolungamento del tempo di protrombina, aumento dell’INR
Raro: Leucopenia, trombocitemia, anemia aplastica, anemia emolitica, disturbi emorragici, pancitopenia, neutropenia, agranulocitosi
Disturbi del sistema immunitario
Non nota: Malattia da siero. Reazioni d’ipersensibilità incluse reazione anafilattica, broncospasmo, eruzione cutanea, orticaria, reazione di fotosensibilità, prurito, angioedema, sindrome di Stevens–Johnson, eritema multiforme e necrolisi epidermica tossica
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Non comune: Anoressia
Disturbi psichiatrici
Molto raro: Nei bambini: agitazione, insonnia
Non nota: Disturbi psicotici
Patologie del sistema nervoso
Comune: Cefalea
Non comune: Diminuzione del senso del gusto (disgeusia)
Raro: Convulsioni
Molto raro: Parestesia, sonnolenza Nei bambini: ipercinesia
Non nota: Afasia
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Molto raro: Vertigine
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: Congestione nasale, dispnea
Patologie gastrointestinali
Comune: Nausea, diarrea
Non comune: Gastrite, vomito, dolore addominale, costipazione, secchezza delle fauci, dispepsia, flatulenza, incontinenza fecale
Non nota: Melena
Patologie epatobiliari
Non comune: Iperbilirubinemia*, aumento delle AST e delle ALT
Raro: Aumento della lattato deidrogenasi (LDH) del sangue
Non nota: Disturbi epatobiliari, ittero
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: Nei bambini: dermatite da pannolino
Patologie renali e urinarie
Non comune: Disuria Nei bambini: ematuria Compromissione renale*, nefropatia tossica*, glicosuria renale* e chetonuria*
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto raro: Affaticamento Nei bambini: irritabilità, raffreddamento
*osservate con altre cefalosporine e che possono manifestarsi con l’uso di Isocef. Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Non sono disponibili studi controllati ed adeguati sull’uso del medicinale in donne in gravidanza o durante le doglie o il parto. Poiché attualmente non c’è esperienza clinica nell’uso di ceftibuten durante la gravidanza il prodotto deve essere somministrato solo quando realmente necessario, sotto il diretto controllo del medico. Poiché gli studi sulla riproduzione effettuati negli animali non sempre sono predittivi per gli esseri umani, la somministrazione di Isocef durante la gravidanza e l’allattamento deve essere valutata in termini di rischio potenziale e beneficio sia per la madre che per il feto. Allattamento Ceftibuten è escreto nel latte materno, pertanto i lattanti possono manifestare modifiche nella flora intestinale con diarrea e colonizzazione di lieviti, tali da richiedere l’eventuale sospensione dell’allattamento. A causa dello sviluppo di una possibile sensibilizzazione, Isocef deve essere somministrato durante l’allattamento solo quando i benefici siano chiaramente maggiori dei rischi.

Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

About

Creato da Giuseppe Pipero.