Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Glipressina EV 5F 1MG 8,5ML

Soluzione iniettabile in fiala

€ 171.29

Farmaco solo uso ospedaliero

Classe H

Principio attivoTerlipressina
GruppoOrmoni del lobo posteriore dell'ipofisi
ATCH01BA04 - Terlipressina
RicettaOsp - uso ospedaliero
SSNNon concedibile
ProduttoreFerring spa
ConservazioneDa +2 a +8 gradi
GlutineNon contiene glutine    
LattosioNon contiene lattosio   
Codice AICA026346039

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Emorragie da varici esofagee. Prevenzione delle emorragie da sclerotizzazione intravaricosa esofagea. Trattamento della sindrome epatorenale in pazienti con cirrosi epatica, in associazione alla somministrazione di albumina umana.

Posologia

Emorragie da varici esofagee 2 mg di terlipressina acetato (2 fiale) come bolo lento endovena ogni 4–6 ore fino al controllo dell’emorragia. Dopo l’arresto dell’emorragia, il trattamento dovrebbe essere continuato fino ad un massimo di 24 ore, eventualmente riducendo il dosaggio. Glipressina può essere impiegata anche in associazione a sonde esofagee quali la sonda di Sengstaken–Blakemore e di Linton–Nachlas. Prevenzione delle emorragie da sclerotizzazione intravaricosa esofagea 2 mg di terlipressina acetato (2 fiale) come bolo lento endovena, 30–60 minuti prima dell’intervento sclerosante. Trattamento della sindrome epatorenale in pazienti con cirrosi epatica, in associazione alla somministrazione di albumina umana dose iniziale 2–3 mg di terlipressina acetato (2–3 fiale)/24 ore in infusione continua endovenosa (si raccomanda di diluire la dose giornaliera di terlipressina in 50 ml di soluzione fisiologica 0.9% e di somministrarla successivamente con pompa infusionale alla velocità di 2.1 ml/h) o in boli endovenosi di 0.5 mg di terlipressina acetato (metà fiala) ogni 4–6 ore. La risposta terapeutica deve essere valutata ogni 48 ore dall’avvio della terapia. Se la creatinina sierica aumenta o si riduce meno del 25% rispetto al valore basale pre– trattamento, la dose di terlipressina può essere aumentata gradualmente di 2–3 mg di terlipressina acetato (2–3 fiale)/24 ore sino ad un dosaggio massimo di 12 mg di terlipessina acetato (12 fiale)/24 ore. Il trattamento con terlipressina deve essere mantenuto almeno per 24 ore dopo il recupero della funzione renale. Non ci sono dati precisi sulle modalità di interruzione della terapia ma si consiglia una riduzione graduale della dose giornaliera di terlipressina, specie in caso di alti dosaggi. Nei pazienti che rispondono parzialmente o non rispondono al trattamento, la durata massima del trattamento è di 14 giorni. Studi favorevoli a supporto dell’uso della terlipressina per il trattamento della sindrome epatorenale prevedono in associazione anche la somministrazione di albumina umana alla dose di 1 g/Kg di peso corporeo il primo giorno e successivamente alla dose di 20–40 g/die. In seguito all’utilizzo parziale della fiala (metà fiala) il cui prelievo deve avvenire in condizioni asettiche e controllate, i tempi e le modalità di conservazione della soluzione residua rientrano nella responsabilità dell’utilizzatore e comunque non devono superare le 4–6 ore tra 2° C – 8 °C (in frigorifero).

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. Glipressina è controindicata in gravidanza (vedere paragrafo 4.6).

Avvertenze e precauzioni

È consigliabile usare con cautela il medicinale in pazienti ipertesi, con aterosclerosi avanzata, con disturbi cardio–circolatori, insufficienza coronarica, precedente infarto del miocardio o alterazioni del ritmo cardiaco. È opportuno il monitoraggio continuo della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e degli elettroliti plasmatici. Glipressina non deve essere utilizzata in pazienti con shock settico con bassa gittata cardiaca. Per evitare necrosi locale in corrispondenza della sede dell’iniezione, l’iniezione deve essere fatta per via endovenosa. L’esperienza d’uso di Glipressina in pazienti con sindrome epatorenale di tipo 2 è limitata. Pertanto Glipressina deve essere utilizzata con cautela in questi pazienti, attenendosi strettamente ai protocolli previsti dalle linee guida specifiche per questa patologia. Popolazione pediatrica e Anziani Particolare cautela deve essere usata nel trattamento nei bambini e nei pazienti anziani, dato che l’esperienza in questi gruppi è limitata. Non ci sono dati disponibili relativi alla dose raccomandata in queste categorie di pazienti. Questo medicinale contiene 1,33 mmol di sodio per fiala. Da tenere in considerazione in persone con ridotta funzionalità renale o che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

Interazioni

L’effetto ipotensivo dei farmaci beta–bloccanti non–selettivi sulla vena porta è aumentato dall’uso contemporaneo di Glipressina. Il trattamento concomitante con medicinali con noto effetto bradicardizzante (es. propofol, sufentanil) può abbassare la frequenza cardiaca e la gittata cardiaca. Questi effetti sono dovuti all’inibizione riflessa dell’attività cardiaca attraverso il nervo vago a causa della pressione arteriosa elevata.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più comunemente riportati negli studi clinici (frequenza 1–10%) sono pallore, aumento della pressione arteriosa, dolore addominale, nausea, diarrea e mal di testa. L’effetto antidiuretico della Glipressina può causare iponatriemia a meno che il bilancio idrico venga mantenuto sotto controllo. La seguente tabella si basa sulla frequenza delle reazioni avverse al farmaco riportate negli studi clinici in pazienti trattati con Glipressina, combinate con l’esperienza post– marketing.

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Comune (≥1/100,<1/10) Non comune (≥ 1/1.000, <1/100) Raro (≥ 1/10.000, <1/1000)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione   Iponatriemia (in caso di mancato monitoraggio dello stato di idratazione)  
Patologie del sistema nervoso Mal di testa    
Patologie cardiache Bradicardia Fibrillazione atriale, extrasistoli ventricolari, tachicardia, dolore toracico, infarto del miocardio, ritenzione di liquidi con edema polmonare, torsione di punta, scompenso cardiaco  
Patologie vascolari Vasocostrizione periferica, ischemia periferica, pallore, ipertensione arteriosa Ischemia intestinale, cianosi periferica, vampate  
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche   Distress respiratorio, Insufficienza respiratoria dispnea
Patologie gastrointestinali Crampi addominali transitori, diarrea transitoria Nausea transitoria, vomito transitorio  
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Necrosi cutanea  
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione   Necrosi nel sito di iniezione  
Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali   Contrazioni uterine, riduzione del flusso ematico dell’utero  
Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Il trattamento con Glipressina durante la gravidanza è controindicato (vedere paragrafi 4.3 e 5.3). È stato dimostrato che Glipressina provoca contrazioni uterine e aumento della pressione intrauterina all’inizio della gravidanza e può causare la riduzione del flusso ematico uterino. Glipressina può avere effetti nocivi sulla gravidanza e sul feto. Aborto spontaneo e malformazioni si sono verificati nei conigli dopo trattamento con Glipressina. Allattamento Non è noto se terlipressina viene escreta nel latte materno. L’escrezione di terlipressina nel latte non è stata studiata negli animali. Non è possibile escludere rischi per il bambino in allattamento. La decisione di proseguire/interrompere l’allattamento o di continuare/sospendere la terapia con terlipressina deve essere presa tenendo conto dei benefici dell’allattamento per il bambino e dei benefici della terlipressina per la donna.

Conservazione

Conservare in frigorifero (2° C – 8° C) nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

About

Creato da Giuseppe Pipero.