Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Glitisol INIET AER 1F 500MG+2F

Soluzione iniet/inal/topica in flacone

€ 4.8

Farmaco etico

Classe C

Principio attivoTiamfenicolo glicinato cloridrato
GruppoAmfenicoli
ATCJ01BA02 - Tiamfenicolo
RicettaRr - ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSNNon concedibile
ProduttoreZambon italia srl
ConservazioneNessuna particolare condizione di conservazione
GlutineNon contiene glutine    
LattosioNon contiene lattosio   
Codice AICA017010051

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Tifo, paratifi, brucellosi, pertosse, infezioni dell’apparato respiratorio (bronchiti, bronchiectasie, ascessi polmonari, ecc.) otoiatriche (rinosinusiti, faringiti, laringiti), genitourinarie e, in genere, infezioni da germi tiamfenicolo–sensibili.

Posologia

Al momento dell’uso si introducono 5 o 10 ml (1 o 2 fiale) del solvente nel flaconcino: si ottengono così soluzioni rispettivamente al 10 o 5% (contenenti cioè mg 100 o 50 di tiamfenicolo per ogni ml). Impiego per via generale Per iniezioni intramuscolari si usa la soluzione al 10%; per le iniezioni endovenose è consigliabile usare la soluzione al 5%. Le dosi medie consigliate sono di g 1–1,5 (2–3 flaconcini) al giorno nell’adulto e di 25–50 mg/kg al giorno nel bambino. Tali dosi vanno somministrate frazionatamente in 3–4 volte nella giornata (ogni 6–8 ore) allo scopo di mantenere in circolo sufficienti concentrazioni antibatteriche del chemioterapico. Impieghi topici Per aerosol si usano in media, nell’adulto, 2 ml per volta della soluzione al 10%, 1–2 volte al giorno; nel bambino 1–2 ml per volta della soluzione al 5% o al 10%, 1–2 volte al giorno, a giudizio del medico. Per bronco–instillazioni o per introduzioni endocavitarie si usa in genere ½–1 flaconcino diluito al 5 o al 10%. Per la validità e le condizioni di conservazione della soluzione ricostituita vedere i paragrafi "6.3 Validità" e "6.4 Speciali condizioni per la conservazione".

Controindicazioni

Ipersensibilità al tiamfenicolo glicinato cloridrato o ad uno qualsiasi degli eccipenti elencati al paragrafo 6.1. Depressione midollare preesistente. Anuria. Pazienti con carenza di glucosio–6–fosfato deidrogenasi.

Avvertenze e precauzioni

Pazienti adulti e popolazione pediatrica Come regola generale, la durata della somministrazione di GLITISOL deve essere limitata al minimo periodo richiesto per il trattamento dell’infezione del paziente. Il trattamento non deve superare i 10 giorni. La somministrazione sistemica di GLITISOL, può provocare alterazioni ematologiche (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati), che sinora si sono dimostrate sempre reversibili e dose–dipendenti. Tali effetti sono più gravi e prolungati in caso di sovradosaggio e di trattamento prolungato, specialmente in caso di insufficienza renale o depressione midollare pre–esistente. E’ pertanto consigliabile usare l’antibiotico nelle infezioni da germi sicuramente sensibili, evitandone l’impiego nella chemioprofilassi o nella terapia di infezioni banali.Prestare particolare attenzione nei pazienti sottoposti a concomitante trattamento con farmaci che determinano mielosoppressione. Il trattamento con GLITISOL non deve superare i 10 giorni di terapia; ove ciò sia necessario, controllare periodicamente la crasi ematica, interrompendo la terapia se opportuno. Siccome il tiamfenicolo è eliminato dal rene in forma non coniugata, esso raggiunge elevate concentrazioni attive urinarie anche se la funzione renale è ridotta. Tuttavia, in presenza di insufficienza renale si ha un prolungamento della permanenza di antibiotico attivo nel sangue; pertanto le somministrazioni devono essere più distanziate: nell’adulto con insufficienza renale di media gravità (clearance della creatinina tra 20–50 ml/min) e nel rene senile si consiglia 500 mg due volte al giorno; in caso di insufficienza più grave (clearance della creatinina tra 5–20 ml/min) si consiglia 500 mg al giorno in dose unica. Se l’azotemia è stabilmente oltre i 100 mg, si consiglia 500 mg ogni due giorni. Il fatto che il tiamfenicolo non viene glucurono–coniugato ne permette l’impiego anche in caso di insufficienza o immaturità funzionale epatica. Tuttavia nei prematuri e nei neonati fino a 2 settimane, data l’incompleta funzione renale, è consigliabile cautela nel dosaggio (in media 25 mg per kg). Il trattamento con GLITISOL come con altri antibiotici può dar luogo a super infezioni da agenti batterici insensibili ad esso e da miceti. Informazioni importanti su alcuni eccipienti Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per flaconcino, cioè praticamente ’senza sodio’.

Interazioni

Popolazione adulta e pediatrica Non sono stati effettuati studi di interazione. Nonostante il tiamfenicolo non sia metabolizzato a livello epatico, è riportato che inibisca gli enzimi microsomiali epatici e possa influenzare il metabolismo di altri farmaci. Per evitare effetti di antagonismo si sconsiglia l’associazione del tiamfenicolo con altri antibiotici battericidi.

Effetti indesiderati

Elenco tabulare degli effetti indesiderati La tabella seguente riporta le principali reazioni avverse in pazienti trattati con GLITISOL secondo classificazione organo–sistemica. La loro frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili:

Classificazione organo–sistemica Effetti indesiderati
Disturbi del sistema immunitario Reazione anafilattica, reazioni di tipo Herxheimer (in corso di trattamento della febbre tifoide)
Patologie del sistema emolinfopoietico Anemia, trombocitopenia, leucopenia
Patologie del sistema nervoso Neurite ottica, neuropatia periferica (dopo somministrazione prolungata)
Patologie gastrointestinali Nausea, vomito, diarrea
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea, Alopecia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Piressia
Descrizione di alcuni effetti indesiderati I principali effetti indesiderati riscontrati in seguito a somministrazione sistemica del tiamfenicolo includono depressione midollare che si manifesta con anemia, trombocitopenia e leucopenia. Si tratta di manifestazioni correlate alla dose e reversibili con la sospensione del trattamento. Alopecia è stata riportata in pazienti con insufficienza renale, con possibile esito in calvizie. Questo evento è reversibile con la sospensione del trattamento. Popolazione pediatrica Dagli studi clinici e dalla sorveglianza post–marketing, non si evince una rilevante differenza clinica per natura, frequenza, serietà e reversibilità delle reazioni avverse tra il profilo di sicurezza nella popolazione adulta e pediatrica, o in altre fasce d’età di interesse. Tuttavia, in seguito a somministrazione sistemica, nei neonati e nei prematuri può verificarsi una sindrome che, iniziata con distensione addominale e cianosi pallida, può evolvere anche con gravi disfunzioni cardiocircolatorie ed exitus. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Gravidanza e allattamento

Come tutti gli antibiotici e chemioterapici, nelle donne in stato di gravidanza e nella primissima infanzia il prodotto va somministrato solo nei casi di effettiva necessità e sotto diretto controllo medico. Gravidanza I dati relativi all’uso di Tiamfenicolo in donne in gravidanza sono in numero limitato. Durante la gravidanza e il travaglio si deve tenere in considerazione che l’antibiotico supera la barriera placentare e che la sintesi delle proteine mitocondriali nel fegato del feto è inibita dalle concentrazioni di farmaco normalmente raggiunte. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti per quanto riguarda la tossicità riproduttiva. In misura precauzionale è preferibile evitare l’uso di GLITISOL durante la gravidanza. Allattamento Il tiamfenicolo per uso sistemico è escreto nel latte materno in misura tale che sono probabili gli effetti sui neonati/infanti allattati. È sconsigliato l’uso del GLITISOL durante l’allattamento. Se necessario, interrompere l’allattamento durante il trattamento con GLITISOL. Fertilità Studi di tossicità cronica e studi sulla fertilità nei ratti hanno evidenziato una inibizione dose–dipendente della spermatogenesi a dosi superiori a quella terapeutica. La fertilità sembra essere completamente ristabilita dopo interruzione del trattamento.

Conservazione

Uso topico: conservare la soluzione ricostituita a una temperatura non superiore a 5° C.

About

Creato da Giuseppe Pipero.