Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Amyvid EV 1FL 15ML 1900MBQ/ML

Preparazione iniettabile in scatola

€ 1898.00

Farmaco solo uso ospedaliero

Classe CN

Principio attivoFlorbetapir-18f
GruppoSistema nervoso centrale
ATCV09AX05 - Florbetapir-18f
RicettaOsp - uso ospedaliero
SSNNon concedibile
ProduttoreEli lilly italia spa
ConservazioneNessuna particolare condizione di conservazione
GlutineNon contiene glutine    
LattosioNon contiene lattosio   
Codice AICA042650046

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Medicinale solo per uso diagnostico. Amyvid è un radiofarmaco indicato per rilevare con la tomografia ad emissione di positroni (PET) le immagini della densità delle placche neuritiche di β–amiloide nel cervello di pazienti adulti con decadimento cognitivo che vengono valutati per la malattia di Alzheimer (AD) e altre cause di decadimento cognitivo. Amyvid deve essere usato congiuntamente alla valutazione clinica. Una scansione negativa indica la presenza di poche placche o l’assenza di placche, il che non è coerente con una diagnosi di AD. Per i limiti nell’interpretazione di una scansione positiva vedere i paragrafi 4.4 e 5.1.

Posologia

Una scansione PET con florbetapir deve essere richiesta da medici con esperienza nella gestione clinica delle patologie neurodegenerative. Le immagini ottenute con Amyvid devono essere interpretate solo da valutatori che hanno effettuato un training su come interpretare le immagini della PET con florbetapir (18F). Nei casi in cui con la scansione PET è difficile localizzare la sostanza grigia e il margine della sostanza bianca/grigia, si raccomanda un esame recente con tomografia computerizzata (TC) o con risonanza magnetica (RM), co–registrato con l’esame PET, per ottenere un’immagine combinata PET–TC o PET–RM (vedere il paragrafo 4.4 Interpretazione delle immagini). Posologia L’attività raccomandata per un adulto che pesa 70 kg è 370 MBq di florbetapir (18F). Il volume dell’iniezione non deve essere inferiore a 1 ml e non superare 10 ml. Popolazioni speciali Persone anziane Non è raccomandato un aggiustamento della dose in base all’età. Insufficienza renale ed epatica E’ necessaria una valutazione attenta dell’attività da somministrare perché in questi pazienti è possibile che l’esposizione alle radiazioni risulti maggiore. Vedere il paragrafo 4.4. Non sono stati eseguiti studi estesi per determinare il range o l’aggiustamento della dose con questo medicinale nelle popolazioni normali e speciali. Le farmacocinetiche di florbetapir (18F) in pazienti con insufficienza renale o epatica non sono state caratterizzate. Popolazione pediatrica Non c’è un uso rilevante di Amyvid nella popolazione pediatrica. Modo di somministrazione Per uso endovenoso. Per uso multidose. L’attività di florbetapir (18F) deve essere misurata con un calibratore di dose immediatamente prima dell’iniezione. La dose è somministrata per iniezione endovenosa in bolo, seguita da un lavaggio con una soluzione iniettabile di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%) per assicurare la somministrazione completa della dose. L’iniezione di Amyvid attraverso un catetere endovenoso corto (approssimativamente di 4 cm o meno) minimizza il potenziale assorbimento del principio attivo da parte del catetere. L’iniezione di florbetapir (18F) deve essere endovenosa per evitare l’irradiazione dovuta a travaso locale, così come la rilevazione di immagini artefatte. Acquisizione delle immagini Un’immagine PET di 10 minuti deve essere acquisita circa 30–50 minuti dopo l’iniezione endovenosa di Amyvid. I pazienti devono stare supini con la testa posizionata in modo tale da centrare il cervello, incluso il cervelletto, nel campo visivo dello scanner della PET. Per ridurre il movimento della testa possono essere impiegati un nastro o altri poggiatesta flessibili. La ricostruzione deve includere la correzione per l’attenuazione per avere pixel transassiali delle dimensioni comprese tra 2,0 e 3,0 mm.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Avvertenze e precauzioni

Giustificazione di un rapporto beneficio/rischio individuale Per ogni paziente l’esposizione a radiazioni deve essere giustificata sulla base dei possibili benefici. L’attività somministrata deve, in ogni caso, essere la più bassa possibile per ottenere le informazioni diagnostiche richieste. Insufficienza renale e insufficienza epatica Per questi pazienti è necessaria un’attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio poiché è possibile che l’esposizione alle radiazioni risulti aumentata. Florbetapir (18F) è escreto principalmente attraverso il sistema epatobiliare e per i pazienti con insufficienza epatica esiste la possibilità di un’aumentata esposizione alle radiazioni. Vedere anche il paragrafo 4.2. Popolazione pediatrica Per informazioni sull’uso nella popolazione pediatrica, vedere i paragrafi 4.2 o 5.1. Interpretazione delle immagini con Amyvid Le immagini con Amyvid devono essere interpretate solo da valutatori che hanno effettuato il training su come interpretare le immagini della PET con florbetapir (18F). Una scansione negativa indica una densità scarsa o assente di placche neuritiche corticali di β–amiloide. Una scansione positiva indica una densità da moderata a frequente. Sono stati osservati errori di interpretazione dell’immagine nella valutazione della densità delle placche neuritiche cerebrali di β–amiloide, inclusi dei falsi negativi. La valutazione delle immagini deve essere eseguita principalmente nell’orientamento transassiale e, quando necessario, anche sui piani sagittale e coronale. Si raccomanda che la valutazione delle immagini includa tutte le sezioni transassiali del cervello usando una scala in bianco e nero con l’intensità massima della scala impostata alla massima intensità di pixel su tutto il cervello. L’interpretazione dell’immagine come negativa o positiva viene effettuata confrontando visivamente l’attività della sostanza grigia corticale con l’attività della sostanza bianca corticale adiacente. Scansioni negative hanno più attività nella sostanza bianca che nella sostanza grigia, creando un evidente contrasto grigia–bianca. Scansioni positive avranno: a) Due o più aree del cervello (ciascuna più larga di una singola circonvoluzione corticale) in cui il contrasto grigia–bianca è ridotto o assente. Questo è il modo in cui appare più comunemente una scansione positiva. b) Una o più aree in cui l’attività della sostanza grigia è intensa e supera in modo evidente l’attività della sostanza bianca adiacente. Limitazioni di utilizzo Una scansione positiva non è sufficiente da sola a stabilire una diagnosi di AD o di un altro disturbo cognitivo poiché nei pazienti anziani asintomatici e in alcune demenze neurodegenerative (AD, demenza da corpi di Lewy, demenza da malattia di Parkinson) possono essere presenti depositi di placche neuritiche nella sostanza grigia. Per le limitazioni di utilizzo nei pazienti con deterioramento cognitivo lieve (MCI), vedere il paragrafo 5.1. L’efficacia di Amyvid nel prevedere lo sviluppo di AD o monitorare la risposta alla terapia non è stata stabilita (vedere il paragrafo 5.1). Alcune scansioni possono essere di difficile interpretazione a causa del rumore di fondo dell’immagine, della marcata atrofia con assottigliamento corticale o dell’immagine sfocata che possono portare ad errori di interpretazione. Nei casi in cui è difficile individuare con le scansioni PET la sede della sostanza grigia e il margine della sostanza bianca/grigia, ed è disponibile un’immagine recente di TC o di RM registrata contemporaneamente all’esame PET, chi effettua l’interpretazione deve esaminare l’immagine combinata della PET–TC o della PET–RM per chiarire la correlazione tra il reperto della PET e l’anatomia della sostanza grigia. In alcuni casi è stata identificata un’aumentata captazione in strutture extracerebrali quali le ghiandole salivali, la cute, i muscoli e le ossa (vedere il paragrafo 5.2). L’esame delle immagini sagittali e le immagini della TC o della RM registrate contemporaneamente possono aiutare a distinguere l’osso occipitale dalla sostanza grigia occipitale. Dopo l’esame Nelle prime 24 ore successive all’iniezione, il contatto ravvicinato con bambini e donne in gravidanza deve essere limitato. Avvertenze specifiche Il contenuto di sodio è superiore a 1 mmol (fino a 37 mg per dose). Questo deve essere tenuto in considerazione nei pazienti con una dieta a basso contenuto di sodio. Questo medicinale contiene 10 vol % di etanolo (alcol), cioè fino a 790 mg per dose, equivalenti a 20 ml di birra o 8 ml di vino per dose. Questa quantità può essere dannosa per chi soffre di alcolismo e ciò deve essere tenuto in considerazione nelle donne in gravidanza e che stanno allattando e nei gruppi ad alto rischio come i pazienti con malattia epatica o epilessia.

Interazioni

Non sono stati effettuati studi di interazione in vivo. Studi di legame in vitro non hanno mostrato interferenze del legame di florbetapir (18F) alle placche di β–amiloide in presenza degli altri medicinali comunemente assunti dai pazienti con AD.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza Le reazioni avverse sono state raccolte negli studi clinici che hanno coinvolto 555 soggetti con 665 somministrazioni di Amyvid soluzione iniettabile. Non sono state riportate reazioni avverse gravi correlate alla somministrazione di Amyvid. Elenco delle reazioni avverse La frequenza è definita come molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Nella realtà le reazioni avverse potrebbero verificarsi con una frequenza anche inferiore a quella riportata di seguito, ma la dimensione del database da cui sono stati ottenuti i dati non ha permesso di assegnare le categorie di frequenza inferiore alla categoria "non comune" (≥1/1.000, <1/100). Patologie del sistema nervoso Comuni: cefalea Non comuni: disgeusia Patologie vascolari Non comuni: vampate di calore Patologie gastrointestinali Non comuni: nausea Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comuni: prurito, orticaria Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non comuni: rash a livello del sito di infusione, reazione in corrispondenza del sito di iniezione (tra cui emorragia, irritazione e dolore). L’esposizione alle radiazioni ionizzanti è correlata all’induzione di cancro e al potenziale sviluppo di difetti ereditari. Poiché, quando viene somministrata l’attività raccomandata di 370 MBq di florbetapir (18F), la dose efficace è 7 mSv, queste reazioni avverse sono attese con una bassa probabilità. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

Gravidanza e allattamento

Donne potenzialmente fertili Quando è prevista la somministrazione di radiofarmaci ad una donna potenzialmente fertile, è importante determinare se è o non è in stato di gravidanza. Ove non sia provato il contrario, qualsiasi donna che abbia saltato un ciclo mestruale deve essere considerata in stato di gravidanza. In caso di dubbi riguardo ad una possibile gravidanza (se la donna ha saltato un ciclo mestruale, se il ciclo mestruale è molto irregolare, etc.), devono essere proposte alla paziente tecniche alternative che non utilizzino radiazioni ionizzanti (qualora ve ne siano). Gravidanza Le metodiche che utilizzano radionuclidi impiegate su donne in stato di gravidanza generano radiazioni che coinvolgono il feto. Pertanto, durante la gravidanza devono essere eseguiti soltanto gli esami ritenuti essenziali, quando il probabile beneficio supera di gran lunga il rischio per la madre e per il feto. Non sono stati condotti studi nelle donne in stato di gravidanza. Non sono stati eseguiti studi negli animali per valutare gli effetti di florbetapir (18F) sulla riproduzione (vedere il paragrafo 5.3). Allattamento Non è noto se florbetapir (18F) sia escreto nel latte umano durante l’allattamento. Prima della somministrazione di radiofarmaci a una madre che sta allattando al seno si deve valutare la possibilità di ritardare la somministrazione del radionuclide fino a quando la madre abbia terminato l’allattamento al seno e considerare se sia stato scelto il radiofarmaco più appropriato tenendo presente l’eliminazione di attività nel latte materno. Se la somministrazione è ritenuta necessaria, l’allattamento deve essere interrotto per 24 ore e il latte prodotto deve essere eliminato. Nelle prime 24 ore successive all’iniezione, il contatto ravvicinato con bambini deve essere limitato. Fertilità Non sono stati effettuati studi sulla fertilità.

Conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione. Per le precauzioni di conservazione dopo la prima apertura, vedere il paragrafo 6.3. La conservazione dei radiofarmaci deve avvenire in conformità con le normative nazionali in materia di prodotti radioattivi.

About

Creato da Giuseppe Pipero.