Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Alipza 28CPR RIV 1MG

Compresse rivestite in blister

€ 21.90

Farmaco etico

Classe C

Principio attivoPitavastatina calcica
GruppoSostanze modificatrici dei lipidi, non associate
ATCC10AA08 - Pitavastatina
RicettaRr - ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSNNon concedibile
ProduttoreKowa pharmaceutical europe ltd
ConservazioneNon superiore a +20 gradi e al riparo dalla luce
GlutineNon contiene glutine    
LattosioContiene lattosio    
Codice AICA040322099

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Alipza è indicato per la riduzione dei livelli elevati di colesterolo totale (TC) e colesterolo LDL (LDL–C), in pazienti adulti con ipercolesterolemia primaria, compresa ipercolesterolemia familiare eterozigote, e dislipidemia combinata (mista), quando la risposta alla dieta e ad altre misure non farmacologiche è inadeguata.

Posologia

Solo per uso orale; le compresse devono essere ingerite intere. Alipza può essere assunto in qualunque momento della giornata, con o senza cibo. È preferibile che il paziente assuma la compressa ogni giorno alla stessa ora. La terapia con statine è in genere più efficace alla sera, per via del ritmo circadiano del metabolismo lipidico. Prima del trattamento, i pazienti devono seguire una dieta ipocolesterolemizzante. È importante che i pazienti continuino a seguire un controllo dietetico durante il trattamento.

Adulti: La dose iniziale è abitualmente di 1 mg una volta al giorno. L’aggiustamento della dose deve essere effettuato a intervalli di 4 settimane o più. Le dosi devono essere personalizzate secondo i livelli di LDL–C, l’obiettivo terapeutico e la risposta del paziente. La maggior parte dei pazienti richiede una dose di 2 mg (vedere paragrafo 5.1). La dose massima giornaliera è 4 mg.
Anziani: Non è necessario un aggiustamento del dosaggio (vedere paragrafi 5.1 e 5.2).
Popolazione pediatrica: Pitavastatina non deve essere usata nei bambini al di sotto di 18 anni, perché la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite. Al momento non ci sono dati disponibili.
Pazienti con insufficienza renale: Non è necessario un aggiustamento del dosaggio nei pazienti con insufficienza renale lieve; tuttavia, pitavastatina deve essere utilizzata con cautela. I dati relativi alla dose di 4 mg sono limitati in tutti i gradi di insufficienza renale. Pertanto, la dose di 4 mg deve essere usata SOLO con un attento monitoraggio dopo la graduale titolazione della dose. Nei pazienti con insufficienza renale grave la dose di 4 mg non è raccomandata (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).
Pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata: La dose di 4 mg non è raccomandata nei pazienti con insufficienza epatica lieve–moderata. Una dose giornaliera massima di 2 mg può essere somministrata tenendo i pazienti sotto stretta osservazione (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Controindicazioni

Alipza è controindicato: • nei pazienti con ipersensibilità nota alla pitavastatina, ad uno qualsiasi degli eccipienti o ad altre statine • nei pazienti con insufficienza epatica grave, patologia epatica attiva o aumenti persistenti e inspiegati delle transaminasi sieriche (oltre 3 volte il limite superiore della norma [ULN]) • nei pazienti con miopatia • nei pazienti sottoposti a terapia concomitante con ciclosporina • durante la gravidanza, l’allattamento e nelle donne potenzialmente fertili che non adottano misure contraccettive efficaci.

Avvertenze e precauzioni

Effetti muscolari Come avviene per altri inibitori della HMG–CoA reduttasi (statine), è possibile lo sviluppo di mialgia, miopatia e, raramente, rabdomiolisi. I pazienti devono essere informati della necessità di segnalare qualsiasi sintomo muscolare. I livelli di creatinchinasi (CK) devono essere misurati nei pazienti che riportano dolore muscolare, dolorabilità o debolezza muscolare, in particolare se accompagnati da malessere o febbre. La creatinchinasi non deve essere misurata dopo un esercizio fisico intenso o in presenza di qualsiasi altra possibile causa di aumento della CK, che può confondere l’interpretazione del risultato. Se si osserva un aumento delle concentrazioni di CK (> 5 volte l’ULN), deve essere eseguito un test di conferma entro 5–7 giorni. Vi sono state segnalazioni molto rare di miopatia necrotizzante immuno–mediata (Immune–Mediated Necrotizing Myopathy, IMNM) durante o dopo il trattamento con alcune statine. L’IMNM è caratterizzata clinicamente da debolezza muscolare prossimale persistente e da un’elevata creatinchinasi sierica, che permangono nonostante l’interruzione del trattamento con statine. Prima del trattamento Come per altre statine, Alipza deve essere prescritto con cautela nei pazienti con fattori predisponenti alla rabdomiolisi. Il livello di creatinchinasi deve essere misurato, al fine di stabilire un punto di riferimento basale, nelle seguenti situazioni: • insufficienza renale, • ipotiroidismo, • anamnesi personale o familiare positiva per disturbi muscolari ereditari, • precedenti di tossicità muscolare in seguito all’assunzione di un fibrato o di un’altra statina, • anamnesi positiva per epatopatie o abuso di alcol, • pazienti anziani (oltre 70 anni) con altri fattori di rischio predisponenti alla rabdomiolisi. In tali situazioni, si raccomanda di eseguire un monitoraggio clinico e di considerare il rischio del trattamento in rapporto al possibile beneficio. Il trattamento con Alipza non deve essere iniziato in presenza di valori di CK > 5 volte l’ULN. Durante il trattamento I pazienti devono essere incoraggiati a segnalare immediatamente dolori muscolari, debolezza o crampi. I livelli di creatinchinasi devono essere misurati e il trattamento deve essere interrotto se i livelli di CK sono elevati (> 5 volte l’ULN). Si deve considerare l’interruzione del trattamento in caso di sintomi muscolari gravi, anche se i livelli di CK sono ≤ 5 volte l’ULN. Se i sintomi si risolvono e i livelli di CK ritornano nella norma, può essere considerato il ripristino del trattamento con Alipza alla dose di 1 mg e con un attento monitoraggio. Effetti epatici Come per altre statine, Alipza deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con anamnesi positiva per epatopatie o che assumono regolarmente quantità elevate di alcol. I test di funzionalità epatica devono essere eseguiti prima di iniziare il trattamento con Alipza e periodicamente durante il trattamento. Il trattamento con Alipza deve essere sospeso nei pazienti che presentano un aumento persistente delle transaminasi sieriche (ALT e AST) superiore a 3 volte l’ULN. Effetti renali Alipza deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con insufficienza renale moderata o grave. Gli incrementi della dose devono essere effettuati solo tenendo il paziente sotto attenta osservazione. Nei pazienti con insufficienza renale grave la dose di 4 mg non è raccomandata (vedere paragrafo 4.2). Diabete mellito Alcune evidenze suggeriscono che le statine, come effetto di classe, aumentano la glicemia ed in alcuni pazienti, ad alto rischio di sviluppare diabete, possono indurre un livello di iperglicemia tale per cui è appropriato il ricorso a terapia antidiabetica. Questo rischio, tuttavia, è superato dalla riduzione del rischio vascolare con l’uso di statine e pertanto non deve essere motivo di interruzione del trattamento con le statine. I pazienti a rischio di iperglicemia (glicemia a digiuno 5.6–6.9 mmol/L, BMI>30kg/m², livelli elevati di trigliceridi, ipertensione) devono essere monitorati sia a livello clinico che a livello biochimico in accordo con le linee–guida nazionali. Pneumopatia interstiziale Casi eccezionali di pneumopatia interstiziale sono stati segnalati con alcune statine, soprattutto con la terapia a lungo termine (vedere paragrafo 4.8). Le manifestazioni possono comprendere dispnea, tosse non produttiva e deterioramento dello stato di salute generale (affaticamento, calo ponderale e febbre). Se si sospetta lo sviluppo di pneumopatia interstiziale in un paziente, la terapia con statine deve essere interrotta. Altri effetti Si raccomanda una temporanea sospensione di Alipza per la durata del trattamento con eritromicina, altri antibiotici macrolidi o acido fusidico (vedere paragrafo 4.5). Alipza deve essere utilizzato con cautela nei pazienti che assumono farmaci noti per causare miopatia (ad es. fibrati o niacina, vedere paragrafo 4.5). Le compresse contengono lattosio. I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio–galattosio non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

Pitavastatina è trasportata attivamente negli epatociti umani da diversi trasportatori epatici (incluso il polipeptide trasportatore degli anioni organici, OATP), che possono essere coinvolti in alcune delle seguenti interazioni. Ciclosporina: la co–somministrazione di una singola dose di ciclosporina con Alipza allo steady–state ha prodotto un aumento di 4,6 volte dell’AUC di pitavastatina. Non è noto l’effetto della ciclosporina allo steady–state su Alipza allo steady–state. Alipza è controindicato nei pazienti trattati con ciclosporina (vedere paragrafo 4.3). Eritromicina: la co–somministrazione con Alipza ha prodotto un aumento di 2,8 volte dell’AUC di pitavastatina. Si raccomanda una temporanea sospensione di Alipza per la durata del trattamento con eritromicina o altri antibiotici macrolidi. Gemfibrozil e altri fibrati: l’uso di fibrati da soli è occasionalmente associato a miopatia. La co–somministrazione di fibrati e statine è stata associata ad aumento della miopatia e a rabdomiolisi. Alipza deve essere somministrato con cautela in concomitanza con fibrati (vedere paragrafo 4.4). In studi di farmacocinetica, la co–somministrazione di Alipza e gemfibrozil ha prodotto un aumento di 1,4 volte dell’AUC di pitavastatina, mentre con il fenofibrato l’AUC di pitavastatina è aumentata di 1,2 volte. Niacina: non sono stati effettuati studi di interazione con Alipza e niacina. L’uso di niacina da sola è stato associato a miopatia e rabdomiolisi, quando è stata utilizzata in monoterapia. Pertanto, Alipza deve essere somministrato con cautela in concomitanza con niacina. Acido fusidico: sono stati segnalati gravi problemi muscolari, quali rabdomiolisi, attribuiti alle interazioni tra acido fusidico e statine. Si raccomanda una temporanea sospensione di Alipza per la durata del trattamento con acido fusidico (vedere paragrafo 4.4). Rifampicina: la co–somministrazione con Alipza nello stesso momento ha prodotto un aumento di 1,3 volte dell’AUC di pitavastatina, a causa della ridotta captazione epatica. Inibitori delle proteasi: la co–somministrazione con Alipza nello stesso momento può risultare in variazioni minori dell’AUC di pitavastatina. Ezetimibe e il suo metabolita glucuronide inibiscono l’assorbimento del colesterolo alimentare e biliare. La co–somministrazione con Alipza non ha avuto effetti sulle concentrazioni plasmatiche di ezetimibe o del metabolita glucuronide, ed ezetimibe non ha avuto effetti sulle concentrazioni plasmatiche di pitavastatina. Inibitori del CYP3A4: gli studi di interazione con itraconazolo e succo di pompelmo, noti inibitori del CYP3A4, non hanno evidenziato un effetto clinicamente significativo sulle concentrazioni plasmatiche di pitavastatina. Digossina, un noto substrato della P–gp, non ha interagito con Alipza. Durante la co–somministrazione non vi è stata un’alterazione significativa delle concentrazioni di pitavastatina o di digossina. Warfarin: la farmacocinetica e la farmacodinamica di warfarin allo steady–state (INR e PT), in volontari sani, non sono state modificate dalla co–somministrazione di Alipza, a una dose di 4 mg al giorno. Tuttavia, come per altre statine, nei pazienti trattati con warfarin devono essere tenuti sotto osservazione il tempo di protrombina o l’INR, quando pitavastatina viene aggiunta alla terapia.

Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza In studi clinici controllati, alle dosi raccomandate, meno del 4% dei pazienti trattati con Alipza hanno interrotto lo studio a causa di eventi avversi. La reazione avversa correlata a pitavastatina segnalata più comunemente in studi clinici controllati è stata la mialgia. Riassunto delle reazioni avverse Le reazioni avverse e la relativa frequenza osservate in studi clinici controllati e in studi di estensione condotti a livello mondiale, alle dosi raccomandate, sono elencate di seguito in base alla classificazione per sistemi e organi. La frequenza è definita come: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000) e non nota. Patologie del sistema emolinfopoietico Non comune: anemia Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non comune: anoressia Disturbi psichiatrici Non comune: insonnia Patologie del sistema nervoso Comune: cefalea Non comune: capogiri, disgeusia, sonnolenza Patologie dell’occhio Raro: riduzione dell’acuità visiva Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune: tinnito Patologie gastrointestinali Comune: costipazione, diarrea, dispepsia, nausea Non comune: dolore addominale, secchezza delle fauci, vomito Raro: glossodinia, pancreatite acuta Patologie epatobiliari Non comune: aumento delle transaminasi (aspartato aminotransferasi, alanina aminotransferasi) Raro: ittero colestatico Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: prurito, rash Raro: orticaria, eritema Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune: mialgia, artralgia Non comune: spasmi muscolari Frequenza non nota: miopatia necrotizzante immuno–mediata (vedere paragrafo 4.4) Patologie renali e urinarie Non comune: pollachiuria Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non comune: astenia, malessere, affaticamento, edema periferico Un aumento della creatinchinasi ematica > 3 volte il limite superiore della norma (ULN) si è verificato in 49 pazienti su 2800 (1,8%) trattati con Alipza in studi clinici controllati. Livelli ≥10 volte l’ULN, con sintomi muscolari concomitanti, sono stati rari e osservati solo in un paziente su 2406 trattati con Alipza alla dose di 4 mg (0,04%) nel programma di studi clinici. Esperienza post–marketing Uno studio prospettico di sorveglianza post–marketing, della durata di due anni, è stato condotto in circa 20.000 pazienti in Giappone. La stragrande maggioranza dei 20.000 pazienti partecipanti allo studio era stata trattata con 1 o 2 mg di pitavastatina, non con 4 mg. Il 10,4% dei pazienti ha riportato eventi avversi per i quali non è stato possibile escludere una relazione causale con pitavastatina e il 7,4% dei pazienti ha interrotto la terapia a causa di eventi avversi. Il tasso di mialgia è stato dell’1,08%. La maggior parte degli eventi avversi era di intensità lieve. Il tasso di eventi avversi è risultato superiore, nell’arco dei 2 anni, nei pazienti con anamnesi positiva per allergia ai farmaci (20,4%) o malattia epatica o renale (13,5%). Le reazioni avverse e la relativa frequenza osservate nello studio prospettico di sorveglianza post–marketing, ma non negli studi clinici controllati mondiali, alle dosi raccomandate, sono elencate di seguito. Patologie epatobiliari Raro: anomalia della funzione epatica, disturbi epatici Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Raro: miopatia, rabdomiolisi Nello studio di sorveglianza post–marketing vi sono state due segnalazioni di rabdomiolisi che hanno richiesto il ricovero ospedaliero (0,01% dei pazienti). Inoltre, vi sono state segnalazioni post–marketing spontanee di effetti a livello muscoloscheletrico, tra cui mialgia e miopatia, nei pazienti trattati con Alipza a tutte le dosi raccomandate. Sono state ricevute inoltre segnalazioni di rabdomiolisi, con o senza insufficienza renale acuta, inclusa rabdomiolisi con esito fatale. Sono state ricevute segnalazioni spontanee dei seguenti eventi (la frequenza è basata su quella osservata negli studi post–marketing): Patologie del sistema nervoso: Non comune: ipoestesia Patologie gastrointestinali: Raro: disturbi addominali Effetti di classe delle statine I seguenti eventi avversi sono stati segnalati con alcune statine: • disturbi del sonno, inclusi incubi • perdita di memoria • disfunzione sessuale • depressione • casi eccezionali di pneumopatia interstiziale, in particolare con la terapia a lungo termine (vedere paragrafo 4.4) • diabete mellito: la frequenza dipende dalla presenza o assenza di fattori di rischio (glicemia a digiuno ³ 5.6 mmol/L, BMI>30kg/m², livelli elevati di trigliceridi, storia di ipertensione).

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Alipza è controindicato durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento con Alipza. Poiché il colesterolo e altri prodotti della biosintesi del colesterolo sono essenziali per lo sviluppo del feto, il potenziale rischio dell’inibizione della HMG–CoA reduttasi supera il beneficio del trattamento durante la gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva, ma assenza di potenziale teratogeno (vedere paragrafo 5.3). Se la paziente intende iniziare una gravidanza, il trattamento deve essere interrotto almeno un mese prima del concepimento. Se la paziente rimane gravida durante l’assunzione di Alipza, il trattamento deve essere interrotto immediatamente. Allattamento Alipza è controindicato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3). Pitavastatina è escreta nel latte delle femmine di ratto. Non è noto se sia escreta nel latte umano.

Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C. Tenere il blister nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

About

Creato da Giuseppe Pipero.