Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Azitromicina almus 3CPR 500MG

Compresse rivestite in blister opaco

€ 6.32

Farmaco generico

Classe A

Principio attivoAzitromicina diidrato
GruppoMacrolidi, lincosamidi e streptogramine
ATCJ01FA10 - Azitromicina
RicettaRr - ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSNConcedibile esente
ProduttoreAlmus srl
ConservazioneNessuna particolare condizione di conservazione
GlutineNon contiene glutine    
LattosioContiene lattosio    
Codice AICA039257011

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Trattamento delle infezioni causate da germi sensibili all’azitromicina. – infezioni delle alte vie respiratorie (incluse otiti medie, sinusiti, tonsilliti e faringiti); – infezioni delle basse vie respiratorie (incluse bronchiti e polmoniti); – infezioni odontostomatologiche; – infezioni della cute e dei tessuti molli; – uretriti non gonococciche (da Chlamydia trachomatis); – ulcera molle (da Haemophilus ducreyi).

Posologia

Adulti Per il trattamento delle infezioni delle alte e basse vie respiratorie, della cute e dei tessuti molli e delle infezioni odontostomatologiche: 500 mg al giorno in un’unica somministrazione, per tre giorni consecutivi. Per il trattamento delle malattie sessualmente trasmesse, causate da ceppi sensibili di Chlamydia trachomatis o di Haemophilus ducreyi: 1000 mg, assunti una sola volta, in un’unica somministrazione orale. Anziani La medesima posologia è applicata al paziente anziano. Poiché i pazienti anziani possono essere soggetti con condizioni proaritmiche in corso, è raccomandata particolare cautela a causa del rischio di sviluppare aritmia cardiaca o torsione di punta (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego). Bambini Per i bambini dal peso pari o superiore a 45 kg può essere usato lo stesso dosaggio dell’adulto (500 mg/die per tre giorni consecutivi). La dose totale massima consigliata per qualsiasi terapia pediatrica è di 1500 mg. Il farmaco deve essere sempre somministrato in dose singola giornaliera. AZITROMICINA ALMUS compresse può essere assunto indifferentemente a stomaco vuoto o dopo i pasti. L’assunzione di cibo prima della somministrazione del prodotto può attenuare gli eventuali effetti indesiderati di tipo gastrointestinale causati dall’azitromicina. Le compresse devono essere deglutite intere. Alterata funzionalità renale Non è richiesto un aggiustamento posologico nei pazienti con alterazione della funzionalità renale da lieve a moderata (GFR 10 – 80 ml/min.) mentre bisogna avere cautela in quelli con grave compromissione (GFR < 10 ml/min.) (vedere paragrafi 4.4 e 5.2). Alterata funzionalità epatica Nei pazienti con alterazione della funzionalità epatica da lieve a moderata può essere usato lo stesso dosaggio dei pazienti con funzionalità epatica normale (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1. L’uso del prodotto è controindicato nei pazienti con ipersensibilità all’eritromicina o ad uno qualsiasi degli antibiotici macrolidi o ketolidi.

Avvertenze e precauzioni

Ipersensibilità Come con l’eritromicina e altri macrolidi sono state raramente riportate reazioni allergiche gravi, incluse angioedema e anafilassi (raramente fatale). Alcune di queste reazioni con azitromicina hanno comportato recidive e richiedono un periodo prolungato di osservazione e trattamento. In caso di reazione allergica, il farmaco deve essere sospeso e deve essere istituita una terapia appropriata. I medici devono essere consapevoli che si potrebbe verificare la ricomparsa dei sintomi allergici una volta interrotta la terapia sintomatica. Epatotossicità Poiché il fegato è la principale via di eliminazione dell’azitromicina, il suo impiego nei pazienti con patologie epatiche significative deve essere intrapreso con cautela. Con azitromicina sono stati segnalati casi di epatite fulminante, potenzialmente causa di insufficienza epatica tale da costituire rischio per la vita (vedere paragrafo 4.8). Alcuni pazienti potrebbero aver avuto una pre–esistente patologia epatica o potrebbero aver assunto altri medicinali epatotossici. In caso di segni e sintomi di compromissione della funzionalità epatica, quali astenia a comparsa rapida associata ad ittero, urine scure, tendenza al sanguinamento o encefalopatia epatica, si devono eseguire immediatamente analisi/esami diagnostici per la funzionalità epatica. Azitromicina deve essere interrotta se si è manifestata disfunzione epatica. Derivati dell’ergotamina In pazienti in trattamento con derivati dell’ergot la co–somministrazione di antibiotici macrolidi ha accelerato la comparsa di crisi di ergotismo. Attualmente non vi sono dati a disposizione riguardo una possibile interazione tra ergot e azitromicina. Tuttavia, a causa della possibilità teorica di ergotismo, azitromicina ed ergot–derivati non devono essere somministrate contemporaneamente. Diarrea associata a Clostridium difficile Così come con ogni altra preparazione antibiotica, è raccomandata un’attenta osservazione per l’eventuale insorgenza di superinfezioni con microrganismi non sensibili inclusi i funghi. Sono stati segnalati casi di diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD), con l’uso di quasi tutti gli antibiotici, tra cui l’azitromicina, la cui gravità può variare da diarrea lieve a colite fatale. Il trattamento con gli antibiotici altera la normale flora del colon e porta a una crescita eccessiva di C. difficile. Il C. difficile produce le tossine A e B che contribuiscono allo sviluppo della CDAD. I ceppi di C. difficile che producono ipertossine causano un aumento dei tassi di morbidità e mortalità, poiché queste infezioni sono in genere refrattarie alla terapia antibatterica e possono richiedere una colectomia. La possibilità di sviluppare CDAD deve essere considerata in tutti i pazienti che presentano diarrea a seguito di trattamento antibiotico. È inoltre necessaria un’attenta anamnesi poiché i casi di CDAD sono stati segnalati anche oltre due mesi dopo la somministrazione di antibiotici. In caso di infezioni sessualmente trasmesse è necessario escludere una concomitante infezione da Treponema pallidum. Nei pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (GFR < 10 ml/min.), è stato osservato un aumento del 33% dell’esposizione sistemica all’azitromicina (vedere paragrafo 5.2 Proprietà farmacocinetiche). Prolungamento dell’intervallo QT Nel trattamento con altri macrolidi, inclusa azitromicina, è stato riscontrato un prolungamento della ripolarizzazione cardiaca e dell’intervallo QT, con il rischio di sviluppare aritmia cardiaca e torsioni di punta (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati).Pertanto, considerato che le seguenti condizioni possono aumentare il rischio di aritmie ventricolari (inclusa la torsione di punta) che possono portare ad arresto cardiaco, azitromicina deve essere usata con cautela nei soggetti con condizioni proaritmiche (specialmente nelle donne e nei pazienti anziani), come i pazienti: • con prolungamento congenito o documentato dell’intervallo QT; • in trattamento con altri principi attivi che prolungano l’intervallo QT, quali antiaritmici delle classi IA (quinidina, procainamide) e III (dofetilide, amiodarone e sotalolo), cisapride e terfenadina; antipsicotici come pimozide; antidepressivi come citalopram; fluorochinoloni come moxifloxacina e levofloxacina; • con alterazioni degli elettroliti, specialmente nei casi di ipopotassiemia e ipomagnesiemia; • con bradicardia clinicamente rilevante, aritmia cardiaca o insufficienza cardiaca grave. Sono stati riportati casi di aggravamento dei sintomi da miastenia gravis e comparsa iniziale di sindrome miastenica nei pazienti in terapia con azitromicina (vedere paragrafo 4.8). La sicurezza e l’efficacia di azitromicina per la prevenzione o il trattamento delle infezioni da Mycobacterium avium complex nei bambini non sono state stabilite. Informazioni importanti su alcuni eccipienti. AZITROMICINA ALMUS contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio–galattosio, non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

Antiacidi Nel corso di uno studio di farmacocinetica sugli effetti derivanti dalla somministrazione contemporanea di antiacidi e azitromicina, non è stato rilevato nessun effetto sulla biodisponibilità assoluta dell’azitromicina, sebbene sia stata osservata una riduzione di circa il 25% delle massime concentrazioni sieriche. Pertanto, i pazienti in terapia con azitromicina e antiacidi non devono assumere i due farmaci contemporaneamente. Cetirizina Nei volontari sani, la somministrazione contemporanea di un regime di 5 giorni di azitromicina e cetirizina 20 mg allo stato stazionario non ha evidenziato interazioni farmacocinetiche né alterazioni significative dell’intervallo QT. Didanosina (dideossinosina) È stato osservato che la somministrazione contemporanea di un regime di 5 giorni di azitromicina 1200 mg/die e didanosina 400 mg/die in 6 pazienti HIV positivi non ha avuto alcun effetto sulla farmacocinetica allo stato stazionario della didanosina rispetto al placebo. Digossina (substrati della P–pg) È stato riportato che la somministrazione concomitante di antibiotici macrolidi, inclusa azitromicina, con substrati della P–glicoproteina come la digossina, porta ad un aumento dei livelli sierici del substrato della P–glicoproteina. Pertanto se l’azitromicina e un substrato della P–glicoproteina come la digossina sono somministrati contemporaneamente, si dovrà tenere conto del possibile aumento dei livelli sierici del substrato della P–glicoproteina. Zidovudina La somministrazione di dosi singole da 1000 mg e di dosi multiple da 1200 mg o 600 mg di azitromicina non ha sostanzialmente modificato la farmacocinetica plasmatica o l’escrezione urinaria della zidovudina o del suo metabolita glucuronide. Tuttavia, la somministrazione di azitromicina ha determinato un aumento delle concentrazioni della zidovudina fosforilata, un suo metabolita clinicamente attivo, nelle cellule mononucleate del sangue periferico. L’importanza clinica di questo dato non è chiara, ma può comunque costituire un beneficio per il paziente. L’azitromicina non interagisce in maniera significativa con il sistema epatico del citoctromo P450. Non si ritiene che sia coinvolta nelle interazioni farmacocinetiche come riscontrato con l’eritromicina e altri macrolidi. Con l’azitromicina, infatti, non si verifica induzione o inattivazione del citocromo P450 epatico tramite il complesso dei suoi metaboliti. Ergot A causa della possibile insorgenza di crisi di ergotismo, l’uso concomitante di azitromicina e derivati dell’ergotamina è sconsigliato (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego). Sono stati condotti studi di farmacocinetica tra l’azitromicina e i seguenti farmaci, per i quali è nota una significativa attività metabolica mediata dal citocromo P450. Atorvastatina La somministrazione concomitante di atorvastatina (10 mg/die) e azitromicina (500 mg/die) non ha causato alterazioni della concentrazione plasmatica di atorvastatina (misurata con il saggio di inibizione dell’attività HMG CoA reduttasica). Tuttavia, sono stati riportati casi post–marketing di rabdomiolisi in pazienti che assumevano azitromicina e statine. Carbamazepina Nel corso di uno studio farmacocinetico d’interazione condotto su volontari sani, non è stato osservato alcun effetto significativo sui livelli plasmatici della carbamazepina o del suo metabolita attivo in pazienti che assumevano contemporaneamente azitromicina. Cimetidina Nel corso di uno studio di farmacocinetica condotto per valutare gli effetti di una singola dose di cimetidina somministrata 2 ore prima dell’azitromicina, non sono state evidenziate alterazioni nella farmacocinetica dell’azitromicina. Anticoagulanti cumarinici orali In studi di interazione farmacocinetica, azitromicina non ha mostrato di alterare l’effetto anticoagulante di warfarin somministrato in dose singola da 15 mg in volontari sani. Nel periodo post–marketing, sono stati riportati casi di anticoagulazione potenziata conseguente alla somministrazione di azitromicina e anticoagulanti cumarinici orali. Sebbene una relazione causale non sia stata stabilita, è necessario considerare la frequenza di monitoraggio del tempo di protrombina quando azitromicina è usata in pazienti che assumono anticoagulanti cumarinici orali. Ciclosporina In uno studio di farmacocinetica condotto su volontari sani ai quali sono state somministrate una dose orale di 500 mg/die di azitromicina per 3 giorni e successivamente una dose orale unica di 10 mg/kg di ciclosporina, sono stati riscontrati innalzamenti significativi dei valori Cmax e AUC0–5 della ciclosporina. Pertanto, l’eventuale somministrazione contemporanea dei due farmaci richiede cautela. Qualora la co–somministrazione dei due farmaci fosse strettamente necessaria, si dovranno attentamente monitorare i livelli della ciclosporina e il dosaggio di quest’ultima dovrà essere modificato di conseguenza. Efavirenz La somministrazione concomitante di una dose singola giornaliera di azitromicina (600 mg) e di efavirenz (400 mg) per 7 giorni non ha prodotto interazioni farmacocinetiche clinicamente significative. Fluconazolo La somministrazione concomitante di una dose singola di azitromicina (1200 mg) non ha alterato la farmacocinetica di una dose singola di fluconazolo (800 mg). Il tempo di esposizione totale e l’emivita dell’azitromicina non sono state influenzate dalla somministrazione contemporanea di fluconazolo, mentre è stata osservata una diminuzione della Cmax (18%) clinicamente irrilevante. Indinavir La somministrazione concomitante di una dose singola di azitromicina (1200 mg) non ha evidenziato un effetto statisticamente significativo sulla farmacocinetica dell’indinavir somministrato tre volte al giorno per 5 giorni in dosi da 800 mg. Metilprednisolone Uno studio di farmacocinetica condotto su volontari sani, ha evidenziato che l’azitromicina non influisce in modo significativo sulla farmacocinetica del metilprednisolone. Midazolam Nei volontari sani, la somministrazione concomitante di azitromicina 500 mg/die per 3 giorni non ha comportato cambiamenti clinicamente significativi della farmacocinetica e farmacodinamica di una dose singola di midazolam 15 mg. Nelfinavir La somministrazione concomitante di azitromicina (1200 mg) e nelfinavir allo steady state (750 mg tre volte al giorno) ha prodotto un aumento delle concentrazioni dell’azitromicina. Non sono state osservate reazioni avverse clinicamente significative e non è necessaria alcuna modifica del dosaggio. Rifabutina La somministrazione concomitante di azitromicina e rifabutina non modifica le concentrazioni sieriche dei due farmaci. Casi di neutropenia sono stati osservati in alcuni pazienti che assumevano i due farmaci contemporaneamente; sebbene sia noto che la rifabutina determini neutropenia, non è stato possibile stabilire una relazione di causalità tra i suddetti episodi di neutropenia e l’associazione rifabutina–azitromicina (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati). Sildenafil Nei volontari sani di sesso maschile non sono stati riscontrati effetti di azitromicina (500 mg/die per 3 giorni) sulle AUC e Cmax del sildenafil o del suo principale metabolita in circolo. Teofillina La somministrazione contemporanea di azitromicina e teofillina a volontari sani non ha evidenziato un’interazione clinicamente significativa tra i due farmaci. Terfenadina Gli studi di farmacocinetica non hanno evidenziato interazioni tra azitromicina e terfenadina. Sono stati segnalati alcuni rari casi in cui la possibilità di una tale interazione non poteva essere del tutto esclusa; non c’è tuttavia alcuna prova scientifica che l’interazione si sia verificata. Triazolam In 14 volontari sani, la somministrazione concomitante di azitromicina 500 mg il 1° giorno e 250 mg il 2° giorno e di triazolam 0,125 mg al 2° giorno non ha avuto effetti significativi sulle variabili farmacocinetiche del triazolam rispetto al triazolam e al placebo. Trimetoprim/Sulfametoxazolo Dopo somministrazione concomitante per 7 giorni di trimetoprim/sulfametoxazolo (160 mg/800 mg) e di azitromicina (1200 mg), al 7° giorno non è stato riscontrato alcun effetto significativo sulle concentrazioni di picco, sul tempo di esposizione o sull’escrezione urinaria sia del trimetoprim che del sulfametoxazolo. Le concentrazioni sieriche di azitromicina sono simili a quelle riscontrate in altri studi. Anticoagulanti orali di tipo cumarinico Nel corso di uno studio di farmacocinetica condotto su volontari sani è stato osservato che l’azitromicina non modifica l’effetto anticoagulante di una singola dose di warfarin da 15 mg. Nella fase post–marketing sono stati segnalati casi di potenziamento dell’azione anticoagulante a seguito della somministrazione concomitante di azitromicina e anticoagulanti orali di tipo cumarinico. Benché non sia stata stabilita una relazione causale, si consiglia di rivalutare la frequenza con cui monitorare il tempo di protrombina quando si somministra l’azitromicina a pazienti che ricevono anticoagulanti di tipo cumarinico. Per quanto riguarda l’uso concomitante di azitromicina e di altri farmaci che agiscono sulla coagulazione, poiché non sono stati condotti studi specifici di interazione, si consiglia un attento monitoraggio di quei pazienti che assumono i suddetti farmaci in associazione.

Effetti indesiderati

Nella tabella sottostante sono elencate le reazioni avverse identificate durante la conduzione degli studi clinici e nel corso della sorveglianza post–marketing, suddivise in base alla classificazione sistemico–organica e alla frequenza. La frequenza viene definita utilizzando i seguenti parametri: molto comune (≥1/10); comune (≥ 1/100 e <1/10); non comune (≥1/1.000 e <1/100); raro (≥ 1/10.000 e <1/1.000); molto raro (< 1/10.000); e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Nell’ambito di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono elencati in ordine di gravità decrescente. Reazioni avverse con correlazione possibile o probabile all’azitromicina sulla base dei risultati degli studi clinici e della sorveglianza postmarketing.

  Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100 a <1/10) Non comune (≥1/1,000 a <1/100) Raro (≥1/10,000 a <1/1,000) Non nota
Infezioni e infestazioni     Candidiasi, infezione vaginale, polmonite, infezione fungina, infezione batterica, faringite, gastroenterite, patologia respiratoria, rinite, candidiasi orale   Colite pseudomembranosa (vedere paragrafo 4.4)
Patologie del sistema emolinfopoietico     Leucopenia, neutropenia, eosinofilia   Trombocitopenia, anemia emolitica
Disturbi del sistema immunitario     Angioedema, ipersensibilità   Reazione anafilattica (vedere paragrafo 4.4)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione     Anoressia    
Disturbi psichiatrici     Nervosismo, insonnia Agitazione Aggressività, ansia, vaneggiamento, allucinazione
Disturbi del sistema nervoso   Cefalea Capogiri, sonnolenza, disgeusia, paraestesia   Sincope, convulsioni, ipoestesia, iperattività psicomotoria, , anosmia, ageusia, parosmia, miastenia gravis (vedere paragrafo 4.4)
Patologie dell’occhio     Compromissione della vista    
Patologie dell’orecchio e del labirinto   Sordità Disturbo dell’orecchio, vertigine   Compromissione dell’udito incluso tinnito
Patologie cardiache     Palpitazioni   Torsioni di punta (vedere paragrafo 4.4), aritmia (vedere paragrafo 4.4) compresa tachicardia ventricolare, QT prolungato all’eletrrocardiogramma (vedere paragrafo 4.4)
Patologie vascolari     Vampate di calore   Ipotensione
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche     Dispnea, epistassi    
Patologie gastrointestinali Diarrea Vomito, dolore addominale, nausea Costipazione, flatulenza, dispepsia, gastrite disfagia, disistensione dell’addome, bocca secca, eruttazione ulcerazioni della bocca, ipersecrezione salivare, stipsi   Pancreatite, scolorimento della lingua
Patologie epatobiliari     Epatite Alterazioni della funzionalità epatica, ittero colestatico Insufficienza epatica (che raramente ha determinato il decesso) (vedere paragrafo 4.4), epatite fulminante, necrosi epatica
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo     Eruzione cutanea, prurito orticaria, dermatite, cute secca, iperidrosi Reazione di fotosensibilità Sindrome di Stevens–Johnson, necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme
Patologie del sistema muscoloschel etrico e del tessuto connettivo     Osteoartrite, mialgia, dolore dorsale, dolore al collo   Artralgia
Patologie renali e urinarie     Disuria, dolore renale   Insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella     Metrorragia, patologie del testicolo    
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione   Dolore in sede di iniezione,* infiammazione in sede di iniezione* Edema, astenia, malessere, affaticamento, edema della faccia, dolore toracico, piressia, dolore, edema periferico    
Esami diagnostici   Diminuzione della conta linfocitaria, aumento della conta degli eosinofili, diminuzione del bicarbonato ematico, aumento dei Basofili, aumento dei Monociti, aumento dei Neutrofili Aumento dell’aspartato aminotransferasi, aumento della alanina aminotransferasi, aumento della birilubina ematica, aumento dell’urea ematica, aumento della creatinina ematica, alterazioni del potassio ematico, aumento della fosfatasi alcalina ematica, aumento del cloruro, aumento del glucosio aumento delle piastrine, riduzione dell’ematocrito, aumento del bicarbonato, , sodio anormale.    
Traumatismo e avvelenamento     Complicazione post–procedurale    
* soltanto per la polvere per soluzione per infusione Reazioni avverse con correlazione possibile o probabile alla profilassi per Mycobacterium Avium Complex e al trattamento basato sui risultati degli studi clinici e della sorveglianza post–marketing. Queste reazioni avverse differiscono da quelle riportate con le formulazioni a rilascio immediato o a rilascio prolungato, sia per tipo che per frequenza.
  Molto comune (≥1/10) Comune (≥1/100 a <1/10) Non comune (≥1/1,000 a <1/100)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione   Anoressia  
Disturbi del sistema nervoso   Cefalea, capogiri, paraestesia, disgeusia Ipoestesia
Patologie dell’occhio   Compromissione della vista  
Patologie dell’orecchio e del labirinto   Sordità Compromissione dell’udito, tinnito
Patologie cardiache     Palpitazioni
Patologie gastrointestinali Diarrea, dolore addominale, nausea, flatulenza, fastidio addominale, feci molli    
Patologie epatobiliari     Epatite
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo   Eruzione cutanea, prurito Sindrome di Stevens–Johnson, reazione di fotosensibilità
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo   Artralgia  
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione   Affaticamento Astenia, malessere
Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Gravidanza e allattamento

Non sono disponibili dati adeguati sull’uso di azitromicina nelle donne in gravidanza. Negli studi di tossicità riproduttiva condotti su animali, azitromicina ha dimostrato di passare la placenta, ma non è stato osservato alcun effetto teratogeno.. La sicurezza di azitromicina durante la gravidanza non è stata confermata. Pertanto, azitromicina deve essere utilizzata in gravidanza solo se i benefici superano i rischi. È stato riportato che l’azitromicina è secreta nel latte materno ma non sono disponibili studi clinici adeguati e ben controllati su donne durante l’allattamento che caratterizzano la farmacocinetica della secrezione nel latte materno di azitromicina. Fertilità In studi di fertilità condotti nel ratto, è stata osservata una ridotta frequenza delle gravidanze dopo somministrazione di azitromicina. La rilevanza di tali studi nell’uomo è sconosciuta.

Conservazione

Nessuna particolare condizione di conservazione.

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Creato da Giuseppe Pipero.