Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Allopurinolo san 30CPR 300MG

Compresse divisibili in blister

€ 2.05

Farmaco generico

Classe A

Principio attivoAllopurinolo
GruppoAntigottosi
ATCM04AA01 - Allopurinolo
RicettaRr - ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSNConcedibile esente
ProduttoreSandoz spa
ConservazioneNessuna particolare condizione di conservazione
GlutineNon contiene glutine    
LattosioNon contiene lattosio   
Codice AICA039060292

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Allopurinolo Sandoz 100 mg Adulti • Per tutte le forme di iperuricemia non controllabili con la dieta, con valori di acido urico sierico compresi nell’intervallo di 535 mcmol/l (9 mg/100 ml) e oltre e nelle complicazioni cliniche degli stati di iperuricemia, in particolare gotta manifesta, nefropatia uratica, per la dissoluzione e la prevenzione dei calcoli di acido urico, nonché per la prevenzione della formazione di calcoli di ossalato di calcio in concomitanza con iperuricemia. Adulti, bambini e adolescenti di peso corporeo ≥15 kg • iperuricemia secondaria di diversa origine. Bambini e adolescenti di peso corporeo ≥15 kg • nefropatia da acido urico durante il trattamento della leucemia • disturbi ereditari di deficit enzimatico, sindrome di Lesch–Nyhan (parziale o totale deficit di ipoxantina–guanina–fosforibosil–trasferasi) e deficit di adenina–fosforibosil–transferasi. Allopurinolo Sandoz 300 mg Adulti • Per tutte le forme di iperuricemia non controllabili con la dieta, con valori di acido urico sierico compresi nell’intervallo di 535 mcmol/l (9 mg/100 ml) e oltre e nelle complicazioni cliniche degli stati di iperuricemia, in particolare gotta manifesta, nefropatia uratica, per la dissoluzione e la prevenzione dei calcoli di acido urico, nonché per la prevenzione della formazione di calcoli di ossalato di calcio in concomitanza con iperuricemia. Adulti, bambini e adolescenti di peso corporeo ≥45 kg • iperuricemia secondaria di diversa origine. Bambini e adolescenti di peso corporeo ≥45 kg • nefropatia da acido urico durante il trattamento della leucemia • disturbi ereditari di deficit enzimatico, sindrome di Lesch–Nyhan (parziale o totale deficit di ipoxantina–guanina–fosforibosil–trasferasi) e deficit di adenina–fosforibosil–transferasi.

Posologia

Allopurinolo Sandoz 100 mg compresse Posologia negli adulti Allopurinolo deve essere introdotto a basse dosi, per esempio 100 mg/die, allo scopo di ridurre il rischio di reazioni avverse e la dose deve essere aumentata soltanto se la risposta degli urati sierici non è soddisfacente. È altresì necessario prestare particolare attenzione se la funzione renale è scarsa (vedere "Posologia nell’insufficienza renale"). Si suggeriscono i seguenti schemi posologici: da 100 mg a 200 mg al giorno in condizioni lievi, da 300 mg a 600 mg al giorno in condizioni moderatamente gravi, da 700 mg a 900 mg al giorno in condizioni gravi. Le dosi superiori a 300 mg devono essere somministrati in dosi suddivise non superiori a 300 mg alla volta. Se si rende necessaria una somministrazione basata sul rapporto mg/kg di peso corporeo, si deve usare una dose di 2–10 mg/kg di peso corporeo/die. Popolazione pediatrica di peso corporeo ≥15 kg La dose quotidiana è 10 mg di allopurinolo per chilogrammo di peso corporeo (per un massimo di 400 mg al giorno), suddiviso in 3 dosi. Persone anziane Poiché non sono disponibili dati specifici relativi all’uso di allopurinolo nei pazienti anziani, questo gruppo di pazienti deve essere trattato con la dose minima giustificabile dal punto di vista terapeutico. Deve inoltre essere presa in considerazione la possibilità di funzione renale compromessa, in particolare nei pazienti più anziani. Posologia nella funzione renale compromessa Poiché l’allopurinolo e i suoi metaboliti vengono escreti per via renale, nei casi di funzione renale ridotta può verificarsi sovradosaggio se la dose non viene opportunamente aggiustata. Pertanto, al fine di ridurre al minimo questo rischio, è indicato un aggiustamento della dose raccomandata. In caso di grave compromissione della funzione renale deve essere somministrata una dose massima di 100 mg di allopurinolo al giorno, oppure devono essere somministrate singole dosi di 100 mg a intervalli di oltre un giorno. Le rispettive dosi devono essere aumentate solo se gli effetti sono inadeguati. Il livello di ossipurinolo nel siero non deve superare il valore di 15,2 mcg/ml. La seguente tabella costituisce una linea guida per determinare le dosi nel caso di insufficienza renale:

Clearance della creatinina Dosaggio giornaliero
>20 ml/min dose standard
Da 10 a 20 ml/min da 100 a 200 mg
<10 ml/min 100 mg oppure 100 mg ogni 2 o 3 giorni
In caso di emodialisi possono essere somministrati da 300 a 400 mg di allopurinolo subito dopo ogni seduta di trattamento (per esempio 2 o 3 volte alla settimana). Posologia nella funzione epatica compromessa Nei pazienti con compromissione epatica è necessario ridurre le dosi. Durante le fasi iniziali della terapia si raccomanda di effettuare periodicamente esami della funzione epatica. Trattamento di condizioni di elevato ricambio dell’urato, ad esempio neoplasia, sindrome di Lesch–Nyhan Prima di iniziare la terapia citotossica, è consigliabile utilizzare l’allopurinolo per correggere l’iperuricemia e/o iperuricosuria esistenti. È importante garantire un’adeguata idratazione per mantenere la diuresi ottimale e tentare l’alcalinizzazione dell’urina per aumentare la solubilità dell’urato/acido urico urinario. La dose di allopurinolo dovrebbe essere la più bassa tra gli schemi posologici consigliati. Se la funzionalità renale è stata compromessa da nefropatia da urato o da altra patologia, si devono seguire le raccomandazioni fornite per la posologia nei pazienti con funzione renale compromessa. Queste precauzioni possono ridurre il rischio di deposito di xantina e/o ossipurinolo e la conseguente complicazione della situazione clinica. Vedere anche paragrafo 4.5. Consigli per il monitoraggio : Il dosaggio deve essere regolato attraverso il monitoraggio, ad intervalli appropriati, delle concentrazioni sieriche di urato e dei livelli di urato/acido urico urinario. Allopurinolo Sandoz 300 mg compresse Posologia negli adulti L’allopurinolo deve essere introdotto a basse dosi, per esempio 100 mg/die, allo scopo di ridurre il rischio di effetti indesiderati e la dose deve essere aumentata soltanto se la risposta degli urati sierici non è soddisfacente. È altresì necessario prestare particolare attenzione nel caso di scarsa funzionalità renale (vedere "Dosaggio nei pazienti con insufficienza epatica o renale"). Si suggeriscono i seguenti schemi posologici: da 100 mg a 200 mg al giorno in condizioni lievi, da 300 mg a 600 mg al giorno in condizioni moderatamente gravi, da 700 mg a 900 mg al giorno in condizioni gravi. Le dosi superiori a 300 mg devono essere somministrati in dosi suddivise non superiori a 300 mg alla volta. Se si rende necessaria una somministrazione basata sui mg/kg di peso corporeo, devono essere utilizzati 2–10 mg/kg di peso corporeo/die. Popolazione pediatrica di peso corporeo ≥45 kg La dose quotidiana è 10 mg di allopurinolo per chilogrammo di peso corporeo (per un massimo di 400 mg al giorno), suddiviso in 3 somministrazioni. Anziani Poiché non sono disponibili dati specifici relativi all’uso di allopurinolo nei pazienti anziani, questo gruppo di pazienti deve essere trattato con la dose minima giustificabile dal punto di vista terapeutico. Deve inoltre essere presa in considerazione la possibilità di funzione renale compromessa, in particolare nei pazienti più anziani. Posologia nei pazienti con funzione renale o epatica compromessa A causa dell’elevato contenuto di principio attivo, Allopurinolo Sandoz 300 mg non è indicato nei pazienti con funzione renale o epatica compromessa. In caso di emodialisi da 300 a 400 mg di allopurinolo possono essere somministrati subito dopo ogni seduta di trattamento (per esempio 2 o 3 volte alla settimana). Trattamento di condizioni di elevato ricambio dell’urato, ad esempio neoplasia, sindrome di Lesch–Nyhan Prima di iniziare la terapia citotossica, è consigliabile utilizzare l’allopurinolo per correggere l’iperuricemia e/o iperuricosuria esistenti. È importante garantire un’adeguata idratazione per mantenere la diuresi ottimale e tentare l’alcalinizzazione dell’urina per aumentare la solubilità dell’urato/acido urico urinario. La dose di allopurinolo dovrebbe essere la più bassa tra gli schemi posologici consigliati. Se la funzionalità renale è stata compromessa da nefropatia da urato o da altra patologia, si devono seguire le raccomandazioni fornite per la posologia nei pazienti con funzione renale compromessa. Queste precauzioni possono ridurre il rischio di deposito di xantina e/o ossipurinolo e la conseguente complicazione della situazione clinica. Vedere anche paragrafo 4.5. Consigli per il monitoraggio : Il dosaggio deve essere regolato attraverso il monitoraggio, ad intervalli appropriati, delle concentrazioni sieriche di urato e dei livelli di urato/acido urico urinario. Allopurinolo Sandoz 100 mg e 300 mg Modalità e durata del trattamento Le compresse devono essere assunte senza masticarle, con molto liquido e dopo un pasto. Se viene superato la dose di 300 mg di allopurinolo al giorno, oppure se si manifestano sintomi di intolleranza gastrointestinale, la dose deve essere suddivisa e somministrata in diverse dosi nel corso della giornata. La durata del trattamento dipende dalla malattia di base. Al fine di prevenire la formazione di calcoli di ossalato di calcio e di acido urico e nei casi di iperuricemia e gotta primaria, nella maggior parte dei casi si renderà necessaria una terapia a lungo termine. In caso di iperuricemia secondaria si raccomanda un trattamento transitorio in conformità con la durata dell’aumento dei valori di acido urico.

Controindicazioni

Allopurinolo Sandoz 100 mg • ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 • bambini di peso corporeo <15 kg. Allopurinolo Sandoz 300 mg • ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. • grave disfunzione renale, con clearance della creatinina inferiore a 20 ml/min • bambini di peso corporeo <45 kg.

Avvertenze e precauzioni

Con l’uso di allopurinolo sono state riportate reazioni cutanee pericolose per la vita sindrome di Stevens–Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN). I pazienti devono essere informati riguardo i segni e i sintomi e monitorati attentamente per le reazioni cutanee. Il rischio più alto di insorgenza di SJS e TEN si ha nelle prime otto settimane di trattamento. Se si verificano i sintomi o i segni di SJS o TEN (per esempio rash cutaneo progressivo spesso con vesciche o lesioni della mucosa), il trattamento con Allopurinolo Sandoz deve essere sospeso. I migliori risultati nella gestione della SJS e della TEN si ottengono con una diagnosi precoce e l’immediata interruzione della terapia con qualsiasi farmaco sospetto. Una precoce sospensione è associata ad una migliore prognosi. Se il paziente ha sviluppato SJS o TEN con l’uso di Allopurinolo Sandoz, Allopurinolo Sandoz non deve essere più riutilizzato in questo paziente. Sindrome da ipersensibilità, sindrome di Stevens–Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN) Le reazioni da ipersensibilità all’allopurinolo possono manifestarsi in modi molto diversi, comprendendo l’esantema maculo–papulare, la sindrome da ipersensibilità (nota anche come DRESS), la sindrome di Stevens–Johnson e la necrolisi epidermica tossica (SJS/TEN). Queste reazioni sono diagnosi cliniche; la loro comparsa costituisce la base per la decisione clinica. Se tali reazioni si verificano in qualunque momento durante il trattamento, l’allopurinolo deve essere sospeso immediatamente. La ri–somministrazione (re–challenge) non deve essere intrapresa in pazienti con sindrome di ipersensibilità e SJS/TEN. I corticosteroidi possono essere utili per superare le reazioni cutanee da ipersensibilità. Allele HLA–B*5801 È stato dimostrato che l’allele HLA–B*5801 è associato al rischio di sviluppare la sindrome da ipersensibilità correlata all’allopurinolo e la SJS/TEN. La frequenza dell’allele HLA–B*5801 varia ampiamente tra le varie etnie: fino al 20% nella popolazione Han Cinese, circa il 12% nella popolazione Coreana e 1–2% negli individui di origine Giapponese o Europea. L’uso della genotipizzazione, come strumento di screening per la decisione di iniziare o meno un trattamento con allopurinolo, non è stato stabilito. Se il paziente è un portatore noto di HLA–B*5801, l’uso di allopurinolo può essere considerato se si ritiene che i benefici superino i rischi. È richiesta una vigilanza aggiuntiva per segnali di sindrome da ipersensibilità o SJS/TEN ed il paziente deve essere informato della necessità di interrompere immediatamente il trattamento al primo apparire di sintomi. Secondo recenti raccomandazioni espresse in letteratura, il trattamento con medicinali non è necessario se i livelli di acido urico sono inferiori a 535 mcmol/l (equivalenti a 9 mg/100 ml), purché vengano seguite le raccomandazioni dietetiche e non vi sia alcun danno renale. Gli alimenti a elevato contenuto di purine (per esempio le frattaglie, come animelle, rene, cervello, fegato, cuore e lingua, come pure l’estratto di carne) e di alcol (in particolare la birra, in quanto questo comporta l’assunzione di guanosina, un ribonucleoside che eleva marcatamente il livello di acido urico) devono essere evitati. Se si verificano reazioni di ipersensibilità (per esempio esantema) Allopurinolo Sandoz deve essere interrotto immediatamente. Il medico curante deve esercitare un monitoraggio particolarmente attento nel caso di funzionalità renale o epatica compromessa o di disturbi di ematopoiesi pre–esistenti. Nei pazienti con funzionalità renale o epatica compromessa devono essere prese in considerazione le raccomandazioni posologiche pertinenti (vedere paragrafo 4.2). Allopurinolo deve essere somministrato con cautela soprattutto nei pazienti trattati per esempio con ACE–inibitori o diuretici a causa di ipertensione o di insufficienza cardiaca, poiché i pazienti di questo gruppo possono soffrire di insufficienza renale. Nel trattamento della gotta renale e dei calcoli di acido urico, il volume di urina prodotta deve essere pari ad almeno 2 litri al giorno. Al fine di evitare concentrazioni elevate di acido urico nel siero o nelle urine (come può verificarsi nella radioterapia o nella chemioterapia delle neoplasie, nonché nella sindrome di Lesch–Nyhan), oltre alla somministrazione di allopurinolo devono essere assunte abbondanti quantità di liquidi, per garantire una diuresi sufficiente. Inoltre l’alcalinizzazione delle urine, usata per migliorare la dissoluzione di urato/acido urico, può contribuire ad aumentare l’escrezione di queste sostanze. Se la nefropatia da urati o una qualsiasi altra alterazione patologica ha già causato una compromissione della funzionalità renale, la dose deve essere aggiustata sulla base dei parametri della funzione renale (vedere paragrafo 4.2). Il trattamento con allopurinolo non deve essere iniziato fino alla completa remissione di un attacco acuto di gotta, per evitare l’insorgenza di ulteriori attacchi. Nelle fasi iniziali del trattamento con allopurinolo, come con gli agenti uricosurici, potrebbe insorgere un attacco acuto di artrite gottosa: pertanto è consigliabile somministrare la profilassi con un agente antinfiammatorio adeguato o con colchicina per almeno un mese. Per informazioni dettagliate relative alle dosi appropriate, alle precauzioni e alle avvertenze, consultare la letteratura. Se si sviluppano attacchi acuti nei pazienti che ricevono allopurinolo, il trattamento deve continuare alla stessa dose, mentre l’attacco acuto va trattato con un appropriato agente antiinfiammatorio. Un’adeguata terapia con allopurinolo può determinare la dissoluzione dei calcoli di acido urico di grandi dimensioni nella pelvi renale, con la remota possibilità di occlusione nell’uretere.

Interazioni

6–mercaptopurina e azatioprina L’azatioprina è metabolizzata in 6–mercaptopurina, che viene inattivata dall’azione della xantina ossidasi. Quando la 6–mercaptopurina o l’azatioprina vengono somministrate in concomitanza con l’allopurinolo, deve essere somministrato solo un quarto della dose normale di 6–mercaptopurina o di azatioprina, perché l’inibizione della xantina ossidasi prolunga la loro attività. Vidarabina (adenina arabinoside) Le prove suggeriscono che l’emivita plasmatica della vidarabina aumenta in presenza dell’allopurinolo. Quando i due prodotti vengono utilizzati in concomitanza è necessaria ulteriore attenzione per poter riconoscere gli effetti tossici aumentati. Non vi è alcuna prova inequivocabile che l’allopurinolo potenzi l’attività di altri farmaci citotossici. Salicilati e agenti uricosurici L’ossipurinolo, il metabolita dell’allopurinolo esso stesso terapeuticamente attivo, viene escreto dai reni in modo analogo agli urati. Pertanto i farmaci dotati di attività uricosurica, come il probenecid o dosi elevate di salicilati, possono accelerare l’escrezione dell’ossipurinolo; ciò potrebbe a sua volta ridurre l’attività terapeutica dell’allopurinolo, ma il significato clinico di questo fenomeno deve essere valutato caso per caso. Clorpropamide Se l’allopurinolo viene somministrato contemporaneamente alla clorpropamide in presenza di funzione renale scarsa, può aumentare il rischio di un prolungamento dell’attività ipoglicemizzante, perché l’allopurinolo e la clorpropamide possono competere per l’escrezione nel tubulo renale. Anticoagulanti cumarinici Vi sono state rare segnalazioni di un aumento dell’effetto del warfarin e di altri anticoagulanti cumarinici quando questi vengono co–somministrati con l’allopurinolo. Pertanto è necessario monitorare attentamente tutti i pazienti che assumono anticoagulanti. Fenitoina L’allopurinolo può inibire l’ossidazione epatica della fenitoina, ma il significato clinico di questo fenomeno non è stato dimostrato. Teofillina È stata segnalata inibizione del metabolismo della teofillina. Il meccanismo di interazione può trovare spiegazione nel fatto che nell’uomo la xantina ossidasi è coinvolta nella biotrasformazione di teofillina. Nei pazienti che iniziano la terapia con allopurinolo o che ne aumentano la dose devono essere monitorati i livelli di teofillina. Ampicillina/amoxicillina Nei pazienti che assumevano ampicillina o amoxicillina in concomitanza con allopurinolo è stato segnalato un aumento della frequenza di reazioni cutanee rispetto ai pazienti che non ricevevano entrambi i farmaci. La causa di questa associazione non è nota, tuttavia si raccomanda che per i pazienti in trattamento con allopurinolo venga adottata, quando disponibile, una terapia alternativa ad ampicillina o amoxicillina. Ciclofosfamide, doxorubicina, bleomicina, procarbazina, mecloroetamina Nei pazienti con malattie neoplastiche (a eccezione della leucemia) è stato segnalato, in presenza di allopurinolo, un aumento della soppressione midollare da ciclofosfamide e altri agenti citotossici. Tuttavia, in uno studio ben controllato condotto su pazienti trattati con ciclofosfamide, doxorubicina, bleomicina, procarbazina e/o mecloroetamina (mustina cloridrato), l’allopurinolo non è sembrato aumentare la reazione tossica di questi agenti citotossici. Ciclosporina Alcune segnalazioni suggeriscono che durante il trattamento concomitante con allopurinolo la concentrazione plasmatica della ciclosporina possa subire un aumento. Pertanto, in caso di somministrazione concomitante dei due farmaci, è necessario tenere presente la possibilità di un aumento della tossicità della ciclosporina. Didanosina In volontari sani e in pazienti HIV che ricevevano didanosina, il trattamento concomitante con allopurinolo (300 mg al giorno) ha provocato un aumento dei valori plasmatici di Cmax e di AUC della didanosina di circa il doppio, senza tuttavia incidere sull’emivita terminale. La co–somministrazione di questi due farmaci non è generalmente raccomandata. Se l’uso concomitante è inevitabile, può essere necessaria una riduzione della dose di didanosina, e i pazienti devono essere attentamente monitorati. Captopril Con la somministrazione concomitante di allopurinolo e captopril può aumentare il rischio di reazioni cutanee, in particolare nei casi di insufficienza renale cronica.

Effetti indesiderati

Per questo medicinale non esiste una documentazione clinica aggiornata che possa essere utilizzata come supporto per determinare la frequenza degli effetti indesiderati. Gli effetti indesiderati possono variare nella loro incidenza a seconda della dose ricevuta e se il farmaco viene somministrato in combinazione con altri agenti terapeutici. Le categorie di frequenza assegnate alle reazioni avverse al farmaco riportate di seguito sono stime: per la maggior parte delle reazioni non sono disponibili dati idonei per calcolare l’incidenza. Le reazioni avverse al farmaco identificate attraverso il monitoraggio post–marketing, sono considerate rare o molto rare. Per la classificazione della frequenza è stata usata la seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da ≥1/1000 a <1/100); raro (da ≥1/10.000 a <1/1000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). Le reazioni avverse associate ad allopurinolo sono rare nella totalità della popolazione trattata e sono per la maggior parte di lieve entità. L’incidenza è maggiore in presenza di disturbi renali e/o epatici. Infezioni e infestazioni Molto raro: foruncolosi. Patologie del sistema emolinfopoietico Molto raro: agranulocitosi, anemia aplastica, trombocitopenia, conte ematiche alterate come leucopenia, leucocitosi, granulocitosi e eosinofilia. Sono stati riportati casi molto rari di trombocitopenia, agranulocitosi e anemia aplastica, particolarmente in soggetti con insufficienza renale e/o epatica; rafforzando la necessità di una particolare attenzione per questo gruppo di pazienti. Disturbi del sistema immunitario Un disturbo da ipersensibilità ritardata multi – organo (nota come sindrome da ipersensibilità o DRESS) con febbre, rash, vasculite, linfoadenopatia, pseudo–linfoma, artralgia, leucopenia, eosinofilia, epato–splenomegalia, test di funzionalità epatica alterati e sindrome da scomparsa dei dotti biliari intraepatici (distruzione e scomparsa dei dotti biliari intraepatici), si manifesta in varie combinazioni. Altri organi possono anche essere coinvolti (es. fegato, polmoni, reni, pancreas, miocardio e colon). Se tali reazioni si verificano, in qualunque momento durante il trattamento, il trattamento con allupirinolo deve essere sospeso immediatamente e in modo permanente. Quando si sono verificate reazioni da ipersensibilità generalizzate, le alterazioni renali e/o epatiche erano generalmente presenti, in particolare quando l’esito è stato fatale. Non comune: reazioni da ipersensibilità Molto raro: linfoadenopatia angioimmunoblastica I corticosteroidi possono essere utili per trattare le reazioni cutanee di ipersensibilità. Quando si sono verificate reazioni di ipersensibilità generalizzata, si sono di solito verificate alterazioni renali e/o epatiche, in particolare in caso di esito fatale. È stata descritta molto raramente, a seguito di biopsia per linfoadenopatia generalizzata, linfoadenopatia angioimmunoblastica. Questa sembra essere reversibile dopo sospensione di allopurinolo. Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto raro: diabete mellito, iperlipidemia. Disturbi psichiatrici Molto raro: depressione. Patologie del sistema nervoso Molto raro: coma, paralisi, atassia, neuropatia, parestesie, sonnolenza, cefalea, alterazioni del gusto, neurite periferica, capogiri. Patologie dell’occhio Molto raro: cataratta, disturbi visivi, alterazioni maculari. Patologie dell’orecchio e del labirinto Molto raro: vertigini. Patologie cardiache Molto raro: bradicardia, angina. Patologie vascolari Molto raro: ipertensione. Patologie gastrointestinali Non comune: nausea, vomito, diarrea. Molto raro: ematemesi ricorrente, steatorrea, stomatite, alterazioni dell’alvo. Nei primi studi clinici, sono stati segnalati casi di nausea e vomito. Dati più recenti suggeriscono che tali reazioni non costituiscono un problema significativo e possono essere evitate assumendo allopurinolo dopo i pasti. Patologie epatobiliari Non comune: aumento asintomatico dei valori dei test di funzionalità epatica. Raro: epatite (compresa necrosi epatica ed epatite granulomatosa). È stata riportata disfunzione epatica senza prove evidenti di una maggiore ipersensibilità generalizzata. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune: rash. Molto raro: sono state riportate gravi reazioni cutanee avverse (SCARs): Sindrome di Stevens–Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (TEN) (vedere paragrafo 4.4), alopecia, scolorimento dei capelli, angioedema, eruzione fissa da farmaco, edema di Quincke. Le reazioni cutanee sono le reazioni più comuni e possono manifestarsi in qualsiasi momento durante il trattamento. Possono essere pruriginose, maculopapulari, a volte squamose, a volte purpuriche e raramente esfoliative, come Sindrome di Stevens–Johnson e necrolisi epidermica tossica (SJS/TEN). L’allopurinolo deve essere sospeso immediatamente quando si presentano tali reazioni. Dopo la guarigione da reazioni lievi, se si desidera, l’allopurinolo può essere re–introdotto a basso dosaggio (per esempio 50 mg/die) ed aumentato gradualmente. Se si ripresenta il rash l’allopurinolo deve essere definitivamente sospeso in quanto possono presentarsi reazioni di ipersensibilità più gravi (vedere Disturbi del sistema immunitario). L’allele HLA–B * 5801 è stato identificato come un fattore di rischio genetico per la SJS/TEN correlata all’allopurinolo, in studi di farmacogenetica retrospettivi, caso–controllo, in pazienti Han cinesi, di origine giapponese ed europea. Fino al 20–30% di alcune popolazioni Han cinesi, africane e indiane sono portatori dell’allele HLA–B * 5801 mentre solo il 1–2% dei pazienti Nord–europei, degli Stati Uniti e giapponesi sono stimati essere portatori di HLA–B * 5801. Tuttavia, non è stato stabilito l’uso della genotipizzazione come strumento di screening per la decisione di iniziare un trattamento con allopurinolo. La diagnosi clinica di SJS/TEN resta la base per il processo decisionale. Se tali reazioni si verificano in qualsiasi momento durante il trattamento, il trattamento con allopurinolo deve essere interrotto immediatamente e permanentemente. È stato osservato che l’angioedema si verifica con e senza segni e sintomi di una maggiore reazione di ipersensibilità generalizzata all’allopurinolo. Patologie renali e urinarie Molto raro: ematuria, uremia. Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Molto raro: ginecomastia, infertilità maschile, disfunzione erettile. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto raro: malessere generale, astenia, edema, febbre. È stato osservato che la febbre si verifica con e senza segni e sintomi di una reazione di maggiore ipersensibilità generalizzata all’allopurinolo (vedere Disturbi del sistema immunitario). Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Molto raro: dolori muscolari. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Non sono disponibili dati sufficienti sull’uso dell’allopurinolo durante la gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Poiché interferisce con il metabolismo delle purine e il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto, l’allopurinolo non deve essere usato durante la gravidanza, a meno che non sia assolutamente necessario. Allattamento al seno I dati indicano che allopurinolo e ossipurinolo sono escreti nel latte materno umano. Concentrazioni di 1.4 mg/litro di allopurinolo e di 53.7 mg/litro di ossipurinolo sono state rilevate nel latte di una donna che assumeva 300 mg al giorno di allopurinolo. Tuttavia non ci sono dati relativi agli effetti di allopurinolo o dei suoi metaboliti sul bambino allattato al seno. A causa dell’esperienza molto limitata, l’allopurinolo non deve essere usato durante il periodo di allattamento.

Conservazione

La conservazione di questo medicinale non richiede alcuna precauzione particolare.

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Creato da Giuseppe Pipero.