Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Alendronato sandoz 4CPR 70MG

Compresse in blister

€ 15.37

Farmaco generico

Classe A

Principio attivoAcido alendronico sale sodico triidrato
GruppoFarmaci che agiscono su struttura ossea e mineralizzazione
ATCM05BA04 - Acido alendronico
RicettaRr - ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSNConcedibile esente per patologia
ProduttoreSandoz spa
ConservazioneNon superiore a +25 gradi
Nota AIFANota 79
GlutineNon contiene glutine    
LattosioContiene lattosio    
Codice AICA037295021

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Trattamento dell’osteoporosi postmenopausale. Alendronato riduce il rischio di fratture vertebrali e dell’anca.

Posologia

Per uso orale. La dose consigliata è di 1 compressa da 70 mg alla settimana. Non è stata stabilità la durata ottimale del trattamento con bisfosfonati per l’osteoporosi. La necessità di un trattamento continuativo deve essere rivalutata in ogni singolo paziente periodicamente in funzione dei benefici e rischi potenziali, in particolare dopo 5 o più anni d’uso. Come ottenere un soddisfacente assorbimento di alendronato ALENDRONATO Sandoz 70 mg compresse deve essere assunto a stomaco vuoto, al mattino, immediatamente dopo essersi alzati, solo con acqua naturale, almeno 30 minuti prima del primo alimento, bevanda o medicinale della giornata. Altre bevande (inclusa l’acqua minerale), il cibo e alcuni farmaci potrebbero ridurre l’assorbimento di alendronato (vedere paragrafo 4.5). Per facilitare il rilascio a livello gastrico e quindi ridurre il rischio di irritazione/effetti collaterali locali e a carico dell’esofago (vedere paragrafo 4.4) • ALENDRONATO Sandoz 70 mg compresse deve essere assunto solo al mattino dopo essersi alzati dal letto, con un bicchiere pieno di acqua (non meno di 200 ml). • ALENDRONATO Sandoz compresse deve essere ingerito intero. Le compresse non devono essere spezzate, masticate, succhiate o fatte sciogliere in bocca, a causa del rischio di ulcerazione orofaringea. • I pazienti non devono sdraiarsi prima di aver consumato il primo pasto del giorno, il che dovrà avvenire almeno 30 minuti dopo l’assunzione della compressa. • I pazienti non devono sdraiarsi nei 30 minuti successivi all’assunzione di ALENDRONATO Sandoz 70 mg compresse. • ALENDRONATO Sandoz 70 mg compresse non deve essere assunto al momento di coricarsi o prima di alzarsi al mattino. In caso di dieta inadeguata, i pazienti devono ricevere un supplemento di calcio e vitamina D (vedere paragrafo 4.4). Uso nei pazienti anziani Negli studi clinici non si è osservata alcuna differenza correlata all’età in relazione ai profili di efficacia o sicurezza di alendronato. Quindi nei pazienti anziani non è necessario nessun aggiustamento della dose. Uso nei pazienti con funzionalità renale compromessa Non è necessario alcun aggiustamento della dose in pazienti con velocità di filtrazione glomerulare (VFG) superiore a 35 ml/min. Alendronato non è raccomandato nei pazienti con funzionalità renale compromessa se la VFG è inferiore a 35 ml/min, in quanto non vi è alcuna esperienza al riguardo. Uso nei pazienti con funzionalità epatica compromessa Non è necessario alcun aggiustamento della dose. Pazienti pediatrici Il sodio alendronato non è raccomandato nei bambini di età inferiore ai 18 anni a causa dei dati insufficienti sulla sicurezza e l’efficacia in condizioni associate con l’osteoporosi pediatrica (vedere anche il paragrafo 5.1). ALENDRONATO Sandoz 70 mg compresse non è stato studiato nel trattamento dell’osteoporosi indotta da glucocorticoidi.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti Anomalie esofagee e altri fattori che ritardano lo svuotamento esofageo, come stenosi o acalasia. Incapacità di stare in piedi o seduti eretti per almeno 30 minuti. Ipocalcemia. Vedere anche il paragrafo 4.4.

Avvertenze e precauzioni

Alendronato può provocare irritazione locale alla mucosa gastrointestinale superiore. Poiché sussiste un rischio di peggioramento della malattia di base, prestare cautela se alendronato viene somministrato a pazienti con problemi del tratto gastrointestinale superiore in fase attiva, quali disfagia, malattia dell’esofago (compresa esofagite di Barrett nota), gastrite, duodenite o ulcere, o in caso di recenti gravi malattie gastrointestinali (occorse durante l’ultimo anno) quali ulcera gastrica, emorragia gastrointestinale attiva o intervento chirurgico a carico del tratto gastrointestinale superiore a eccezione della piloroplastica (vedere paragrafo 4.3). In pazienti con accertato esofago di Barrett, i medici devono valutare i benefici e i rischi potenziali di alendronato nei singoli pazienti. Gli effetti indesiderati a carico dell’esofago (in alcuni casi gravi e che hanno reso necessario il ricovero del paziente) quali esofagite, ulcere esofagee o erosioni esofagee, raramente seguite da stenosi esofagea o perforazione, sono stati riportati in pazienti sottoposti a trattamento con alendronato. Il medico deve quindi prestare attenzione a eventuali segni o sintomi di possibili reazioni esofagee. Avvertire i pazienti che devono interrompere il trattamento con alendronato e rivolgersi al medico qualora sviluppassero sintomi di irritazione esofagea quali disfagia, dolore alla deglutizione, dolore retrosternale, pirosi gastrica recente o suo peggioramento. Si ritiene che il rischio di gravi effetti collaterali esofagei sia maggiore nei pazienti che non assumono alendronato in modo corretto e/o ne continuano l’assunzione dopo aver sviluppato sintomi indicativi di irritazione esofagea. È molto importante per il paziente ricevere e comprendere informazioni complete sulla somministrazione del farmaco (vedere paragrafo 4.2). I pazienti devono essere informati che il rischio di sviluppare problemi a carico dell’esofago può aumentare se essi non seguono queste istruzioni. Sebbene non sia stato osservato un maggior rischio in studi clinici estesi, ci sono state rare segnalazioni (post–marketing) di ulcera gastrica e duodenale, alcune delle quali gravi e con complicanze. I pazienti devono essere informati che qualora dovessero dimenticare l’assunzione di una dose di ALENDRONATO Sandoz, dovranno assumere una compressa il mattino successivo dopo che se ne sono ricordati. Non dovranno assumere due compresse nello stesso giorno, ma dovranno tornare ad assumere una compressa una volta alla settimana, come originariamente previsto, nel giorno da loro scelto. Alendronato è sconsigliato nei pazienti con funzionalità renale compromessa qualora il valore di VFG fosse inferiore a 35 ml/min (vedere paragrafo 4.2) Si devono prendere in considerazione cause di osteoporosi diverse dalla carenza di estrogeni e dall’età. L’ipocalcemia deve essere corretta prima di iniziare il trattamento con alendronato (vedere paragrafo 4.3). Altri disturbi del metabolismo minerale (quali carenza di vitamina D e ipoparatiroidismo) devono essere trattati in modo efficace prima di iniziare il trattamento con alendronato. Nei pazienti che presentano queste condizioni, è necessario monitorare i valori di calcio nel siero e i sintomi di ipocalcemia nel corso del trattamento con alendronato. In conseguenza degli effetti positivi di alendronato sull’aumento della mineralizzazione ossea, possono verificarsi riduzioni di calcio e di fosfato nel siero specialmente nei pazienti che assumo glucocorticoidi, nei quali l’assorbimento di calcio può essere ridotto. Esse sono solitamente lievi e asintomatiche. Tuttavia, in rari casi è stata segnalata ipocalcemia sintomatica occasionalmente grave e che spesso si è verificata in pazienti con condizioni predisponenti (per esempio ipoparatiroidismo, carenza di vitamina D e malassorbimento del calcio). È quindi particolarmente importante assicurarsi che i pazienti che assumono glucocorticoidi ricevano quantitativi adeguati di calcio e vitamina D. Fratture atipiche del femore Sono state riportate fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore, principalmente in pazienti in terapia da lungo tempo con bisfosfonati per l’osteoporosi. Queste fratture trasversali o oblique corte, possono verificarsi in qualsiasi parte del femore a partire da appena sotto il piccolo trocantere fino a sopra la linea sovracondiloidea. Queste fratture si verificano spontaneamente o dopo un trauma minimo e alcuni pazienti manifestano dolore alla coscia o all’inguine, spesso associato con reperti di diagnostica per immagini a evidenze radiografiche di fratture da stress, settimane o mesi prima del verificarsi di una frattura femorale completa. Le fratture sono spesso bilaterali; pertanto nei pazienti trattati con bisfosfonati che hanno subito una frattura della diafisi femorale deve essere esaminato il femore controlaterale. E’ stata riportata anche una limitata guarigione di queste fratture. Nei pazienti con sospetta frattura atipica femorale si deve prendere in considerazione l’interruzione della terapia con bisfosfonati in attesa di una valutazione del paziente basata sul rapporto beneficio rischio individuale. Durante il trattamento con bisfosfonati i pazienti devono essere informati di segnalare qualsiasi dolore alla coscia, all’anca o all’inguine e qualsiasi paziente che manifesti tali sintomi deve essere valutato per la presenza di un’incompleta frattura del femore. Osteonecrosi della mandibola/mascella L’osteonecrosi della mandibola e/o della mascella, generalmente associata a estrazione dentale e/o a infezione locale (compresa l’osteomielite), è stata riportata in pazienti affetti da cancro in trattamento con regimi comprendenti bifosfonati somministrati principalmente per via endovenosa. Molti di questi pazienti erano trattati anche con chemioterapia e corticosteroidi. L’osteonecrosi della mandibola e/o della mascella è stata anche riportata in pazienti con osteoporosi in trattamento con bifosfonati orali. I seguenti fattori di rischio devono essere considerati quando si valuta il rischio individuale di sviluppare osteonecrosi della mandibola/mascella: • potenza dei bisfosfonati (maggiore per l’acido zoledronico), via di somministrazione (vedere sopra) e dose cumulativa • cancro, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi, fumo • anamnesi di problemi dentali (scarsa igiene orale, malattia periodontale), procedure odontoiatriche invasive e protesi erroneamente applicate. Prima di iniziare il trattamento con bifosfonati orali in pazienti con cattivo stato dentale deve essere presa in considerazione la necessità di un esame odontoiatrico con le appropriate procedure dentistiche preventive. Durante il trattamento questi pazienti devono, se possibile, evitare procedure dentarie invasive. Nei pazienti che sviluppano osteonecrosi della mandibola e/o della mascella durante la terapia con i bifosfonati, la chirurgia dentaria può esacerbare la condizione. Per i pazienti che necessitano di procedure dentali, non ci sono dati disponibili che suggeriscono se l’interruzione del trattamento con bifosfonati riduca il rischio di osteonecrosi della mandibola e/o della mascella. Il giudizio clinico del medico deve guidare il programma di gestione di ciascun paziente, sulla base della valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio. Durante il trattamento con bifosfonati, tutti i pazienti devono essere sollecitati a mantenere una buona igiene orale, ricevere check–up dentali di routine, e segnalare eventuali sintomi orali, quali la mobilità dentale, dolore o gonfiore. Dolori ossei, articolari e/o muscolari sono stati riscontrati in pazienti che assumono bifosfonati. Nell’esperienza post–marketing, raramente questi sintomi sono stati riscontrati e/o si sono rivelati incapacitanti (vedere paragrafo 4.8). Il periodo di insorgenza dei sintomi varia da un giorno a diversi mesi dall’inizio del trattamento. La maggior parte dei pazienti ha avuto sollievo dei sintomi dopo aver cessato il trattamento. Un sottoinsieme di pazienti ha avuto recidive di sintomi dopo la risomministrazione dello stesso prodotto medicinale o di un altro bifosfonato. Nell’esperienza post–marketing, sono stati segnalati rari casi di reazioni cutanee gravi inclusa sindrome di Stevens–Johnson e necrolisi tossica epidermica. ALENDRONATO Sandoz 70 mg compresse contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp–lattasi o da malassorbimento di glucosio–galattosio non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

Se assunti contemporaneamente, è probabile che cibo e bevande (acqua minerale inclusa), integratori di calcio, antiacidi e alcuni medicinali per uso orale influiscano sull’assorbimento di alendronato. I pazienti devono quindi aspettare almeno 30 minuti dopo l’assunzione di alendronato prima di prendere altri medicinali per uso orale (vedere paragrafo 4.2 e 5.2). Non è prevista alcuna altra interazione clinicamente significativa con alendronato. Nel corso di studi clinici, alcuni pazienti hanno assunto estrogeni (per via vaginale, transdermica o orale) in concomitanza ad alendronato. Non è stato possibile correlare gli eventi indesiderati al trattamento in associazione. Poiché l’uso di FANS è associato a irritazione gastrointestinale, si deve prestare cautela durante l’uso concomitante con alendronato. Non sono stati eseguiti studi specifici di interazione, ma alendronato è stato somministrato in studi clinici insieme ad altri farmaci comunemente prescritti, senza evidenziare interazioni clinicamente sfavorevoli.

Effetti indesiderati

In uno studio della durata di un anno condotto in donne in età postmenopausale affette da osteoporosi, il profilo globale di sicurezza per alendronato 70 mg compresse somministrato una volta alla settimana (n=519) è stato simile a quello di alendronato 10 mg somministrato una volta al giorno (n=370). In due studi della durata di tre anni aventi disegno quasi identico, condotti in donne in età postmenopausale (alendronato 10 mg: n=196; placebo: n= 397) il profilo globale di sicurezza è stato simile per l’alendronato 10 mg somministrato una volta al giorno e placebo. Reazioni avverse riportate dagli sperimentatori come possibili, probabili o certamente correlati al farmaco sono riportate di seguito se comparse nel 1% dei pazienti dei gruppi di trattamento nello studio della durata di un anno oppure nel 1% dei pazienti trattati con alendronato 10 mg al giorno e con un’incidenza maggiore rispetto ai pazienti trattati con placebo negli studi della durata di tre anni.

  Studio di un anno Studi di tre anni
  Alendronato 70mg/settimana (n=519) % Alendronato 10 mg/giorno (n=370) % Alendronato 10 mg/giorno (n=196) % Placebo (n=397) %
Gastrointestinale        
Dolore addominale 3,7 3,0 6,6 4,8
Dispepsia 2,7 2,2 3,6 3,5
Rigurgito acido 1,9 2,4 2,0 4,3
Nausea 1,9 2,4 3,6 4,0
Distensione addominale 1,0 1,4 1,0 0,8
Stipsi 0,8 1,6 3,1 1,8
Diarrea 0,6 0,5 3,1 1,8
Disfagia 0,4 0,5 1,0 0,0
Flatulenza 0,4 1,6 2,6 0,5
Gastrite 0,2 1,1 0,5 1,3
Ulcera gastrica 0,0 1,1 0,0 0,0
Ulcera esofagea 0,0 0,0 1,5 0,0
Muscoloscheletrico        
Dolore muscoloscheletrico (ossa, muscoli o articolazioni) 2,9 3,2 4,1 2,5
Crampi muscolari 0,2 1,1 0,0 1,0
Neurologico        
Mal di testa 0,4 0,3 2,6 1,5
I seguenti effetti indesiderati sono stati riportati anche in studi clinici e/o post–marketing: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000 inclusi casi isolati) Disturbi del sistema immunitario : Raro: reazioni di ipersensibilità incluse orticaria e angioedema. Disturbi del metabolismo e della nutrizione : Raro: ipocalcemia sintomatica spesso in associazione a condizioni predisponenti§ Patologie del sistema nervoso : Comuni: cefalea, capogiri†. Non comune: disgeusia† Patologie dell’occhio : Non comune: infiammazione dell’occhio (uveite, sclerite, episclerite) Patologie dell’orecchio e del labirinto : Comune: vertigini†. Patologie gastrointestinali : Comune: dolore addominale, dispepsia, costipazione, diarrea, flatulenza, ulcera esofagea*, disfagia*, rigonfiamento addominale, reflusso acido Non comune: nausea, vomito, gastrite, esofagite*, erosioni all’esofago*, melena†. Raro: stenosi esofagea*, ulcerazione orofaringea*, perforazione/ulcera/sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore (PUBs) §. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo :Comune: alopecia†, prurito† Non comune: eruzione cutanea, eritema Raro: eruzione cutanea con fotosensibilità, gravi reazioni cutanee comprese la sindrome di Stevens–Johnson e la necrolisi epidermica tossica‡. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo : Molto comune: dolore muscoloscheletrico (ossa, muscoli o articolazioni), a volte grave†§. Comune: tumefazione articolare† Raro: Osteonecrosi della mandibola/mascella‡§, fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore (reazione avversa di classe dei bifosfonati)||. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione : Comune: astenia†, edema periferico†. Non comune: Sintomi transitori come in una reazione di fase acuta (mialgia, malessere e raramente febbre) tipicamente correlati all’inizio del trattamento†. § Vedere paragrafo 4.4 † La frequenza negli studi clinici è risultata simile nel gruppo farmaci e placebo * Vedere paragrafi 4.2 e 4.4 ‡ Questa reazione avversa è stata identificata tramite sorveglianza post–marketing. La frequenza rara è stata stimata sulla base di rilevanti studi clinici ||Identificata nell’esperienza postmarketing

Gravidanza e allattamento

Alendronato non deve essere usato in gravidanza. I dati relativi all’uso di alendronato in gravidanza sono insufficienti. Studi sugli animali non indicano effetti direttamente nocivi in relazione a gravidanza, sviluppo embrio/fetale e postnatale. Alendronato somministrato a ratte gravide ha provocato distocia correlata a ipocalcemia (vedere paragrafo 5.3). Non si sa se alendronato venga secreto nel latte materno umano. Pertanto, alendronato non deve essere utilizzato in donne che allattano.

Conservazione

Non conservare al di sopra di 25°C. Conservare nella confezione originale per proteggere dall’umidità.

About

Creato da Giuseppe Pipero.