Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Efedrina cloridr 5F 1ML 10MG

Soluzione iniettabile in fiala

€ 13.26

Farmaco generico

Classe C

Principio attivoEfedrina cloridrato
GruppoStimolanti cardiaci, esclusi i glicosidi cardiaci
ATCC01CA26 - Efedrina
RicettaRr - ripetibile 10 volte in 6 mesi
SSNNon concedibile
ProduttoreSalf spa
ConservazioneVedere paragrafo 6.4
GlutineNon contiene glutine    
LattosioNon contiene lattosio   
Codice AICA030665018

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

Trattamento acuto del broncospasmo. Trattamento e prevenzione dell’ipotensione indotta da anestesia spinale, epidurale o intratecale.

Posologia

Trattamento del broncospasmo Adulti e adolescenti: da 12,5 a 25 mg somministrati per via intramuscolare, sottocutanea o endovenosa. Bambini (fino a 12 anni di età): 750 mcg per kg di peso corporeo o 25 mg per m² di superficie corporea, somministrati per via sottocutanea o endovenosa, a seconda della risposta del paziente. Trattamento dell’ipotensione indotta da anestesia spinale, epidurale o intratecale Adulti e adolescenti: da 25 a 50 mg per via sottocutanea o intramuscolare oppure per via endovenosa qualora sia richiesta una rapida risposta pressoria. Bambini (fino a 12 anni di età): 0,2 – 0,3 mg per kg di peso corporeo, da ripetere ogni 4–6 ore a seconda della risposta del paziente.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, alle amine simpaticomimetiche o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Glaucoma ad angolo chiuso. Psicosi. Generalmente controindicato in gravidanza e allattamento (vedere par. 4.6).

Avvertenze e precauzioni

Usare estrema cautela nel somministrare il farmaco nelle seguenti situazioni: – angina pectoris – malattie cardiache croniche – ipertrofia prostatica – età avanzata – gravidanza con pressione arteriosa materna superiore a 130/80. La somministrazione di efedrina cloridrato in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia o cardiopatia ischemia può determinare dolore anginoso in quanto il farmaco aumenta il consumo di ossigeno. I farmaci simpaticomimetici, incluso Efedrina Cloridrato S.A.L.F., possono determinare effetti indesiderati a livello cardiovascolare. I dati post–marketing ed i dati di letteratura hanno evidenziato rari casi di ischemia miocardica associata all’uso di farmaci beta–agonisti. I pazienti affetti da gravi patologie cardiache (per esempio malattie ischemiche del miocardio, aritmie o grave scompenso cardiaco) che ricevono Efedrina Cloridrato S.A.L.F. dovrebbero informare il medico in caso di dolore al petto o altri sintomi di peggioramento della patologia cardiaca. Particolare attenzione dove essere posta alla valutazione dei sintomi come dispnea o dolore toracico in quanto tali sintomi potrebbero avere sia origine respiratoria che cardiaca. Il medicinale deve essere somministrato con cautela in caso di diabete, ipertensione o altri disordini cardiovascolari, tireotossicosi. Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping: può determinare effetti dopanti e causare anche per dosi terapeutiche positività ai test anti–doping. Informazioni importanti su alcuni eccipienti: Nessuna.

Interazioni

Efedrina Cloridrato non dovrebbe essere utilizzato in associazione con altri medicinali simpaticomimetici. La somministrazione di agenti alfa bloccanti ne riduce la risposta vasopressoria. La somministrazione di agenti beta bloccanti (come il propranololo) può determinare il blocco degli effetti a livello cardiaco e bronchiale. Porre particolare attenzione all’associazione di Efedrina Cloridrato con i seguenti medicinali: – idrocarburi alogenati, come il ciclopropano e alotano: può insorgere aritmia cardiaca in quanto tali farmaci aumentano la sensibilità del miocardio egli effetti dell’efedrina; – guanetidina: diminuzione dell’effetto ipotensivo della guanetidina; – farmaci I–MAO (es. furazolidone, isocarbossazide, iproniazide, pargilina fenelezina, selegelina): possono determinare crisi ipertensive. La somministrazione di efedrina determina un maggior rilascio di noradrenalina dai depositi neuronali che, unita alla riduzione del metabolismo delle monoaminoossidasi (MAO) indotta dai farmaci suddetti, si traduce in una maggiore stimolazione recettoriale; – procarbazina: può determinare crisi ipertensive; – sodio bicarbonato: può determinare ipertensione e tachicardia poiché riduce l’eliminazione renale di efedrina; – aminofillina, teofillina, etilendiamina: aumento del rischio e della severità degli effetti collaterali (nausea, vomito, insonnia); – glicosidi caridioattivi: sensibilizzazione del miocardio agli effetti dell’efedrina.

Effetti indesiderati

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati dell’efedrina, organizzati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati. Patologie cardiache : Ipertensione, palpitazioni, tachicardia, aritmie ventricolari, dolore precordiale, ischemia miocardica (vedere par. 4.4). Patologie gastrointestinali : Disturbi gastrici, anoressia, nausea e vomito. Patologie del sistema nervoso : Ansietà, paura, agitazione, eccitamento, irrequietezza, debolezza, irritabilità, insonnia, tremori, paranoia, allucinazioni. Patologie renali ed urinarie Ritenzione urinaria. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Difficoltà respiratorie, secchezza della mucosa nasale e faringea. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo :Sudorazione profusa.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza Gli studi sono insufficienti per evidenziare gli effetti sulla gravidanza e sullo sviluppo fetale. Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. L’efedrina attraversa la placenta e può determinare iperattività, irritabilità e tachicardia fetale. Gli effetti sullo sviluppo non sono noti. L’efedrina non deve essere utilizzata in gravidanza, se non in caso di assoluta necessità e dovrebbe essere riservata ai casi che non rispondono alla rapida infusione di fluidi. Allattamento Non è noto se il medicinale venga escreto nel latte materno né se influisca sulla quantità o sulla composizione del latte materno. Pertanto, è necessario utilizzare efedrina in donne che stanno allattando solo in caso di assoluta necessità.

Conservazione

Conservare nella confezione originale per riparare il medicinale dalla luce. Non sono richieste particolari condizioni di conservazione in relazione alla temperatura. Non congelare. La soluzione deve essere limpida, incolore e priva di particelle visibili. Le fiale sono per uso singolo: la soluzione eventualmente non utilizzata deve essere eliminata.

About

Creato da Giuseppe Pipero.