Prontuario Farmaceutico

Il miglior prontuario farmaceutico

Azatioprina asp 50CPR RIV 50MG

Compresse rivestite in blister opaco

€ 14.73

Farmaco etico

Classe A

Principio attivoAzatioprina
GruppoImmunosoppressori
ATCL04AX01 - Azatioprina
RicettaRnr - non ripetibile (ex s/f)
SSNConcedibile esente
ProduttoreAspen pharma trading limited
ConservazioneNon superiore a +25 gradi
Tabella stupefacentiTAB.5 F.U. XII
GlutineNon contiene glutine    
LattosioContiene lattosio    
Codice AICA020957039

Indicazioni - Posologia - Controindicazioni - Avvertenze e precauzioni - Interazioni - Gravidanza e allattamento - Effetti indesiderati - Conservazione

Indicazioni

AZATIOPRINA ASPEN è utilizzata come agente immunosoppressivo ed antimetabolita sia da sola che, più comunemente, in associazione ad altri farmaci (solitamente cortisonici) e tecniche che influenzano la risposta immunitaria. L’effetto terapeutico può essere evidente solo dopo settimane o mesi e può comportare una riduzione della posologia degli steroidi, così riducendo la tossicità associata agli alti dosaggi e all’uso prolungato dei cortisonici. AZATIOPRINA ASPEN, in associazione con i cortisonici e/o con altri farmaci e tecniche immunosoppressive, è indicata nel trattamento dei pazienti che hanno ricevuto trapianti d’organo. AZATIOPRINA ASPEN, sia da sola che più comunemente in associazione con i cortisonici e/o altre tecniche, è stata utilizzata con beneficio clinico, comprendente anche la riduzione della posologia o l’interruzione dei cortisonici, in pazienti affetti dalle seguenti patologie: artrite reumatoide severa, lupus eritematoso sistemico, dermatomiosite, polimiosite, epatite cronica attiva autoimmune, pemfigo volgare, poliarterite nodosa, anemia emolitica autoimmune, porpora trombocitopenica cronica idiopatica refrattaria. AZATIOPRINA ASPEN è indicata nel trattamento delle forme moderate–gravi delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino (malattia di Crohn e colite ulcerosa) nei pazienti nei quali sia richiesta la terapia corticosteroidea per tempi prolungati (pazienti con dipendenza da steroidi), nei pazienti che non tollerano la terapia corticosteroidea, o nei pazienti refrattari agli steroidi o ad altre terapie standard di primo impiego.

Posologia

Posologia Adulti e bambini Nei trapianti, a seconda del regime di immunosoppressione adottato, si usa generalmente una dose di carico fino a 5 mg/kg/die per via orale. La dose di mantenimento varia da 1 a 4 mg/kg/die per via orale, aggiustata secondo le esigenze cliniche e la tolleranza ematologica. La terapia con AZATIOPRINA ASPEN deve essere continuata indefinitamente, sia pure a basso dosaggio, per evitare il rischio di rigetto del trapianto. Nelle altre indicazioni in generale la dose iniziale è compresa tra 1 e 3 mg/kg/die e deve essere ridotta a seconda delle esigenze cliniche (che possono non essere evidenti per settimane o mesi) e della tolleranza ematologica. Quando la risposta terapeutica è evidente, occorre considerare la possibilità di ridurre la dose di mantenimento al livello di posologia più basso compatibile con il mantenimento della risposta terapeutica. Se non si osserva alcun miglioramento nello stato di salute del paziente nei primi tre mesi, occorre considerare la possibilità di interrompere la terapia con AZATIOPRINA ASPEN. Tuttavia, nei pazienti con malattia infiammatoria cronica dell’intestino, deve essere presa in considerazione una durata di trattamento non inferiore ai 4 mesi in quanto una risposta al trattamento può non essere clinicamente evidente prima di tale periodo. La dose di mantenimento richiesta può variare fra 1 e 3 mg/kg/die, dipendendo dalla patologia in trattamento e dalla risposta individuale del paziente, compresa la tolleranza ematologica. Bambini in sovrappeso I bambini che sono considerati in sovrappeso possono richiedere dosi al livello più alto del range posologico e pertanto si raccomanda un attento monitoraggio della risposta al trattamento (vedere paragrafo 5.2 Proprietà farmacocinetiche: Popolazioni speciali di pazienti; Bambini in sovrappeso). Pazienti anziani L’esperienza di somministrazione di AZATIOPRINA ASPEN nei pazienti anziani è limitata. Sebbene i dati disponibili non evidenzino che l’incidenza degli effetti indesiderati nei pazienti anziani sia più alta di quella negli altri pazienti trattati con AZATIOPRINA ASPEN, si consiglia di monitorare la funzionalità renale ed epatica e di considerare la riduzione della dose in presenza di insufficienza (vedere paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione – Insufficienza renale e Insufficienza epatica). Insufficienza renale Nei pazienti con insufficienza renale e/o epatica si deve prendere in considerazione la riduzione del dosaggio (vedere paragrafi 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego e 5.2 Proprietà farmacocinetiche: Popolazioni speciali di pazienti; Insufficienza renale). Insufficienza epatica Nei pazienti con insufficienza renale e/o epatica si deve prendere in considerazione la riduzione del dosaggio (vedere paragrafi 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego e 5.2 Proprietà farmacocinetiche: Popolazioni speciali di pazienti; Insufficienza epatica). Interazioni farmaceutiche Quando in concomitanza ad azatioprina sono somministrati inibitori della xantina ossidasi, come l’allopurinolo, è essenziale che venga somministrato solo il 25% della dose usuale di azatioprina, in quanto l’allopurinolo riduce la velocità del catabolismo di azatioprina (vedere paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione). Pazienti con deficit di TPMT Pazienti con attività ereditaria scarsa o assente di tiopurina S–metiltransferasi (TPMT) presentano un rischio maggiore di grave tossicità da azatioprina a seguito di dosi convenzionali di azatioprina e generalmente richiedono una sostanziale riduzione della dose. Non è stata definita la dose iniziale ottimale per pazienti omozigoti per la carenza (vedere paragrafi 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego: Monitoraggio e 5.2 Proprietà farmacocinetiche). La maggior parte dei pazienti eterozigoti per la carenza di TPMT può tollerare le dosi raccomandate di azatioprina, ma alcuni possono richiedere una riduzione del dosaggio. Sono disponibili test genotipici e fenotipici per TPMT (vedere paragrafi 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego: Monitoraggio e 5.2 Proprietà farmacocinetiche). Modo di somministrazione AZATIOPRINA ASPEN deve essere somministrata almeno 1 ora prima o 3 ore dopo l’assunzione di cibo o di latte (vedere paragrafo 5.2 Proprietà farmacocinetiche – Assorbimento). In particolari condizioni cliniche si deve consultare la letteratura medica specialistica come riferimento

Controindicazioni

Ipersensibilità all’azatioprina, alla 6–mercaptopurina (metabolita dell’azatioprina) o ad ognuno degli eccipienti.

Avvertenze e precauzioni

L’immunizzazione che utilizza vaccini vivi ha la potenzialità di causare infezioni negli ospiti immunocompromessi. Pertanto non è raccomandata l’immunizzazione con vaccini vivi (vedere paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione). Non si consiglia la somministrazione concomitante di ribavirina ed azatioprina. La ribavirina può ridurre l’efficacia ed aumentare la tossicità di azatioprina (vedere paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione). Monitoraggio L’uso di azatioprina presenta rischi potenziali. Deve essere prescritta solo se il paziente può essere adeguatamente controllato per gli effetti tossici durante tutta la durata della terapia. Particolare attenzione deve essere prestata nel monitorare la risposta ematologica e nel ridurre il dosaggio di mantenimento al minimo richiesto per la risposta clinica. Durante le prime otto settimane di terapia con AZATIOPRINA ASPEN si devono eseguire esami emocromocitometrici, inclusa la conta delle piastrine, almeno settimanalmente o più frequentemente quando vengono utilizzate alte dosi o in presenza di gravi alterazioni della funzionalità renale e/o epatica. La frequenza degli esami emocromocitometrici può essere ridotta nel prosieguo della terapia, ma si suggerisce di effettuarli mensilmente o almeno ad intervalli di non più di 3 mesi. Ai primi segni di riduzione anomala della conta ematica, il trattamento deve essere interrotto immediatamente, in quanto i leucociti e le piastrine possono continuare a ridursi dopo l’interruzione del trattamento. I pazienti a cui viene somministrata AZATIOPRINA ASPEN devono essere istruiti a riferire al proprio medico curante qualsiasi evidenza di infezioni, facilità all’evenienza di emorragie od ematomi inattesi od altre manifestazioni che possano essere legate a depressione midollare. La soppressione midollare è reversibile se azatioprina viene sospesa abbastanza precocemente. Azatioprina è epatotossica e si devono monitorare routinariamente i test di funzionalità epatica. Un monitoraggio più frequente può essere consigliabile in quei pazienti con malattie epatiche preesistenti o che ricevono terapie potenzialmente epatotossiche. Il paziente deve essere istruito ad interrompere azatioprina immediatamente se compare ittero. Esistono individui con deficienza ereditaria dell’enzima tiopurina metiltransferasi (TPMT) che possono essere sensibili in modo non usuale all’effetto mielosoppressivo della azatioprina e portati a sviluppare una rapida depressione midollare a seguito del trattamento iniziale con AZATIOPRINA ASPEN. Questo problema può essere esacerbato dalla somministrazione contemporanea con farmaci che inibiscono il TPMT, quali l’olsalazina, la mesalazina o la sulfasalazina. In individui che ricevevano 6–mercaptopurina (il metabolita attivo di azatioprina) in combinazione con altri citotossici, è stata anche riportata una possibile associazione tra una riduzione dell’attività del TPMT e leucemie e mielodisplasie secondarie (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati). Alcuni laboratori effettuano test per la deficienza di TPMT, sebbene tali test non abbiano dimostrato di identificare tutti i pazienti a rischio di tossicità grave. Pertanto l’attento monitoraggio della conta ematica è sempre necessario. Può essere necessario ridurre il dosaggio di azatioprina quando questo farmaco è associato ad altri farmaci per i quali la tossicità primaria o secondaria sia la mielosoppressione (vedere paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione – Agenti citostatici/mielosoppressivi). Insufficienza renale e/o epatica Si consiglia cautela durante la somministrazione di azatioprina in pazienti con insufficienza renale e/o epatica. In questi pazienti si deve prendere in considerazione la riduzione del dosaggio e si deve monitorare attentamente la risposta ematologica (vedere paragrafi 4.2 Posologia e modo di somministrazione e 5.2 Proprietà farmacocinetiche: Popolazioni speciali di pazienti). Sindrome di Lesh–Nyhan Esperienze limitate suggeriscono che AZATIOPRINA ASPEN non dia benefici ai pazienti con deficienza di ipoxantina guanina fosforibosil transferasi (sindrome di Lesh–Nyhan). Pertanto, considerate le anomalie del metabolismo in tali pazienti, non è prudente raccomandare la somministrazione di AZATIOPRINA ASPEN in questi pazienti. Mutagenesi Sono state osservate anomalie cromosomiche in pazienti maschi e femmine trattati con AZATIOPRINA ASPEN. È difficile stabilire il ruolo di AZATIOPRINA ASPEN nello sviluppo di tali anomalie. Sono state osservate anomalie cromosomiche, che scompaiono col tempo, nei linfociti della prole di pazienti trattati con AZATIOPRINA ASPEN. Tranne che in casi estremamente rari, nessuna evidente anomalia fisica è stata osservata nella prole di pazienti trattati con AZATIOPRINA ASPEN. Azatioprina e luce ultravioletta a onde lunghe hanno mostrato un effetto clastogeno sinergico nei pazienti trattati con azatioprina per alcuni disturbi. Effetti sulla fertilità Il miglioramento della insufficienza renale cronica dovuto al trapianto renale, che ha comportato la somministrazione di AZATIOPRINA ASPEN, è stato accompagnato dall’incremento della fertilità nei pazienti trapiantati sia maschi che femmine. Cancerogenesi (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati) I pazienti in terapia immunosoppressiva presentano un rischio maggiore di sviluppare linfomi non–Hodgkin e altri tumori maligni, in particolare tumori cutanei (melanoma e non–melanoma), sarcoma (Kaposi e non–Kaposi) e cancro del collo dell’utero in situ. Il rischio sembra essere correlato alla intensità ed alla durata della immunosoppressione, piuttosto che all’uso di uno specifico agente. È stato riportato che la riduzione o l’interruzione della immunosoppressione può essere associata alla parziale o completa regressione dei linfomi non–Hodgkin e sarcoma di Kaposi. Nella popolazione con malattie infiammatorie croniche dell’intestino sono stati segnalati casi di linfoma epatosplenico a cellule T quando azatioprina è stata utilizzata da sola o assieme ad agenti anti–TNF o altri immunosoppressori. Sebbene la maggior parte dei casi segnalati riguardi la popolazione con malattie infiammatorie croniche dell’intestino, sono stati segnalati anche casi al di fuori di questo tipo di popolazione. I pazienti in trattamento con più agenti immunosoppressivi possono essere a rischio di una sovra–immunosoppressione, pertanto tale terapia deve essere mantenuta al più basso livello efficace. Poiché in tali pazienti è usuale l’incremento del rischio di tumori cutanei, si deve limitare l’esposizione alla luce solare e alla luce ultravioletta, e i pazienti devono indossare un abbigliamento protettivo e utilizzare creme solari ad elevato fattore di protezione. L’immunosoppressione può essere associata ad un rischio maggiore di alcuni tumori maligni nell’uomo, come linfomi, tumori della pelle in pazienti che sono stati sottoposti a trapianti, pazienti con malattia infiammatoria intestinale e artrite reumatoide. Il rischio di linfoma in pazienti con malattia infiammatoria intestinale sembra essere minore rispetto al rischio per i pazienti sottoposti a trapianto. I medici che utilizzano questo farmaco devono conoscere questo rischio, così come il potenziale mutageno in uomini e donne ed eventuali tossicità ematologiche. I medici devono informare i pazienti del rischio di malignità con azatioprina (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati) Infezione da Virus della Varicella Zoster (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati) L’infezione da virus della varicella zoster (VZV; varicella e herpes zoster) può divenire grave durante la somministrazione di immunosoppressivi. Deve essere posta attenzione in particolare con riferimento a quanto segue: prima di iniziare la somministrazione di immunosoppressivi, il medico deve verificare se il paziente ha una anamnesi positiva per infezione da VZV. Un test sierologico può essere utile per determinare precedenti esposizioni. I pazienti che non hanno precedenti di esposizione devono evitare il contatto con individui che hanno la varicella o l’herpes zoster. Se il paziente è esposto al VZV, deve essere posta particolare attenzione per evitare che i pazienti sviluppino varicella o herpes zoster, e può essere presa in considerazione una immunizzazione passiva con immunoglobuline della varicella–zoster (VZIG). Se il paziente è infettato con VZV, devono essere prese appropriate misure, che possono includere terapia antivirale e terapie di supporto. Il medicinale contiene lattosio quindi non è adatto per pazienti con deficit di lattasi, galattosemia o sindrome da malassorbimento di glucosio/galattosio. Leucoencefalopatia multifocale progressiva (LMP) Leucoencefalopatia multifocale progressiva (LMP), una infezione opportunistica causata dal virus JC, è stata segnalata in pazienti che ricevevano azatioprina assieme ad altri agenti immunosoppressivi. La terapia immunosoppressiva deve essere interrotta ai primi segni o sintomi suggestivi di LMP e una appropriata valutazione deve essere intrapresa per definire una diagnosi (vedere paragrafo 4.8 Effetti indesiderati). Epatite B (vedere 4.8 paragrafo Effetti indesiderati) I portatori di epatite B (definiti come pazienti positivi per gli antigeni di superficie dell’epatite B [HBsAg] per più di sei mesi), o pazienti con documentata precedente infezione da virus dell’epative B (HBV), che ricevono farmaci immunosoppressivi sono a rischio di riattivazione della replicazione dell’HBV, con aumenti asintomatici dei livelli sierici di HBV DNA e ALT. Possono essere prese in considerazione le linee guida locali, che includano terapia profilattica con agenti orali anti–HBV. Nota per maneggiare il medicinale: L’azatioprina è mutagena e potenzialmente cancerogena. Quando si maneggia questa sostanza occorre prendere precauzioni appropriate. Ciò è particolarmente importante per le operatrici sanitarie gravide (vedere paragrafo 6.6). Qualora il film di rivestimento della compressa debba essere rotto, occorre evitare che la polvere della compressa o l’area di frattura venga a contatto con la pelle (vedere paragrafi 4.2 e 6.6).

Interazioni

Vaccini L’attività immunosoppressiva di azatioprina potrebbe dar luogo ad una risposta ai vaccini vivi atipica e potenzialmente negativa e pertanto la sommistrazione di vaccini vivi a pazienti che ricevono azatioprina non è raccomandata (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego). È probabile una riduzione della risposta ai vaccini uccisi e una tale risposta è stata osservata al vaccino dell’epatite B in pazienti trattati con l’associazione azatioprina e corticosteroidi. Un limitato studio clinico ha mostrato che dosi terapeutiche standard di azatioprina non influenzano in modo negativo la risposta al vaccino pneumococcico polivalente, come valutato sulla base alla concentrazione media anticorpale specifica anti–capsulare. Effetti di farmaci concomitanti su azatioprina Ribavirina La ribavirina inibisce l’enzima inosina monofosfato deidrogenasi (IMPDH), portando ad una più bassa produzione di nucleotidi attivi di 6–tioguanina. È stata segnalata mielosoppressione grave a seguito della somministrazione concomitante di azatioprina e ribavirina; pertanto la somministrazione concomitante non è consigliata (vedere paragrafi 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego e 5.2 Proprietà farmacocinetiche: Metabolismo). Agenti citostatici/mielosoppressivi (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego) La somministrazione concomitante di farmaci citostatici, o farmaci che possono avere effetto mielosoppressivo, come la penicillamina, deve essere, ove possibile, evitata. Esistono segnalazioni contrastanti di interazioni cliniche, che comportano anomalie ematologiche gravi, tra AZATIOPRINA ASPEN e co–trimossazolo. Sono stati riportati casi che suggeriscono che la comparsa di anomalie ematologiche può essere dovuta alla concomitante somministrazione di AZATIOPRINA ASPEN e ACE inibitori. Vi sono indicazioni che cimetidina e indometacina possono avere effetto mielosoppressivo, che può essere incrementato dalla somministrazione concomitante di AZATIOPRINA ASPEN. Allopurinolo/oxipurinolo/tiopurinolo L’attività della xantino–ossidasi è inibita dall’allopurinolo, dall’oxipurinolo e dal tiopurinolo con la conseguenza di una ridotta conversione dell’acido 6–tioinosinico biologicamente attivo in acido 6–tiourico biologicamente inattivo. Quando l’allopurinolo, l’oxipurinolo e/o il tiopurinolo sono somministrati in associazione con la 6–mercaptopurina o con l’azatioprina, la dose di questi ultimi deve essere ridotta al 25% della dose originale (vedere paragrafo 4.2 Posologia e modo di somministrazione: Interazioni farmaceutiche). Aminosalicilati Vi sono evidenze in vitro e in vivo che derivati aminosalicilici (per esempio olsalazina, mesalazina o sulfasalazina) inibiscono l’enzima TPMT. Pertanto può essere necessario considerare dosi più basse di azatioprina quando viene somministrata in concomitanza con derivati aminosalicilici (vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego). Metotrexato Il metotrexato (20 mg/m² per via orale) aumenta la AUC della 6–mercaptopurina di circa il 31% e il metotrexato (2 o 5 g/m² per via endovenosa) aumenta la AUC della 6–mercaptopurina di circa il 69 e 93% rispettivamente. Pertanto, quando azatioprina è somministrata in concomitanza ad alte dosi di metotrexato, la dose deve essere aggiustata per mantenere una idonea conta leucocitaria. Effetti di azatioprina su altri farmaci Anticoagulanti È stata riportata inibizione dell’effetto anticoagulante di warfarin e dell’acenocumarolo, quando somministrati in concomitanza con azatioprina; pertanto possono essere necessarie dosi più alte dell’anticoagulante. Si raccomanda che i test di coagulazione siano attentamente monitorati quando gli anticoagulanti sono somministrati in concomitanza ad azatioprina.

Effetti indesiderati

Non esiste una documentazione clinica recente che possa essere usata per determinare la frequenza degli effetti indesiderati. Gli effetti indesiderati possono variare nella loro incidenza a secondo dell’indicazione. Le reazioni avverse sono state classificate in accordo alla classificazione sistemica organica e secondo la convenzione sulla frequenza: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000).

Infezioni ed infestazioni¹ Molto comune infezioni virali, fungine e batteriche in pazienti trapiantati che ricevono azatioprina in associazione con altri immunosoppressivi
Non comune infezioni virali, fungine e batteriche in altre popolazioni di pazienti
Molto raro leucoencefalopatia multifocale progressiva (LMP) associati al virus JC a seguito dell’uso di azatioprina in associazione ad altri immunosoppressivi (vedere paragrafo 4.4)
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)² Raro³ neoplasie inclusi linfomi non–Hodgkin, cancro della pelle (melanoma e non–melanoma), sarcoma (Kaposi e non–Kaposi) e cancro del collo dell’utero in situ, leucemia mieloide acuta e mielodisplasia (vedere paragrafo 4.4)
Molto raro linfoma epatosplenico a cellule T (vedere paragrafo 4.4)
Patologie del sistema emolinfopoietico Molto comune depressione della funzione del midollo osseo; leucopenia
Comune trombocitopenia
Non comune anemia
Raro4 agranulocitosi, pancitopenia, anemia aplastica, anemia megaloblastica, ipoplasia della serie eritroide
Disturbi del sistema immunitario Non comune: reazioni di ipersensibilità
Molto raro: sindrome di Stevens–Johnson e necrolisi epidermica tossica
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Molto raro: polmoniti reversibili
Patologie gastrointestinali Comune: nausea6
Non comune: pancreatiti
Molto raro: colite, diverticolite e perforazione dell’intestino descritte in pazienti sottoposti a trapianti, diarrea grave nella popolazione con malattie infiammatorie dell’intestino7
Patologie epatobiliari8 Non comune colestasi e riduzione della funzionalità epatica
Raro danno epatico pericoloso per la vita
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo9 Raro alopecia
¹ I pazienti in trattamento con azatioprina, da sola o in associazione con altri farmaci immunosoppressivi, in particolare corticosteroidi, hanno mostrato una aumentata suscettibilità ad infezioni virali, fungine e batteriche, incluse infezioni gravi o atipiche e riattivazioni dei virus varicella zoster, epatite B e altri agenti infettivi. ² L’immunosoppressione cronica con azatioprina può essere associata ad un rischio maggiore di alcuni tumori maligni nell’uomo, come linfomi, tumori della pelle in pazienti che sono stati sottoposti a trapianti, pazienti con malattia infiammatoria intestinale e artrite reumatoide. Il rischio di linfoma in pazienti con malattia infiammatoria intestinale sembra essere minore rispetto al rischio per i pazienti sottoposti a trapianto. ³ Il rischio di sviluppare linfomi non–Hodgkin e altri tumori maligni, in particolare tumori cutanei (melanoma e non melanoma) sarcomi (Kaposi e non–Kaposi) e cancro del collo dell’utero in situ, è aumentato nei pazienti in trattamento con farmaci immunosoppressivi, particolarmente nei pazienti trapiantati che ricevono un trattamento aggressivo, e tale terapia dovrebbe essere mantenuta ai più bassi livelli efficaci. L’aumentato rischio di sviluppare linfomi non–Hodgkin nei pazienti con artrite reumatoide immunosoppressi in confronto con la popolazione generale sembra essere correlato almeno in parte alla malattia stessa. Vi sono state rare segnalazioni di leucemia mieloide acuta e mielodisplasia (alcune in associazione con anomalie cromosomiche). 4 L’azatioprina può essere associata a depressione midollare, generalmente reversibile, dose–correlata, più frequentemente in forma di leucopenia, ma anche a volte di anemia e trombocitopenia, e raramente di agranulocitosi, pancitopenia e anemia aplastica. Questo avviene particolarmente nei pazienti predisposti alla mielotossicità, quali i pazienti con deficienza di TPMT e con insufficienza renale e epatica, pazienti in trattamento con allopurinolo che non riducono la dose di azatioprina. La terapia con azatioprina è stata associata ad un aumento, reversibile e dose–correlato, del volume corpuscolare medio e della concentrazione emoglobinica dei globuli rossi. Sono state osservate alterazioni megaloblastiche a carico del midollo osseo, ma sono rare l’anemia megaloblastica grave o l’ipoplasia della serie eritroide. 5 Sono state descritte occasionalmente, a seguito di somministrazione di AZATIOPRINA ASPEN, alcune differenti sindromi cliniche, che appaiono essere reazioni idiosincratiche di ipersensibilità. Le manifestazioni cliniche comprendono malessere generale, vertigini, nausea, vomito, diarrea, febbre, brividi, esantema, eruzione cutanea, vasculite, mialgie, artralgie, ipotensione, alterazioni della funzionalità renale, alterazioni della funzionalità epatica e colestasi (vedere Patologie epatobiliari), disritmia cardiaca. In molti casi la ripresa del trattamento con azatioprina ha confermato l’associazione con il farmaco. La sospensione immediata del trattamento con azatioprina e l’istituzione di un appropriato supporto circolatorio hanno portato alla risoluzione nella maggioranza dei casi. Altre gravi patologie concomitanti hanno contribuito a casi di decesso molto rari. A seguito di reazioni di ipersensibilità ad azatioprina, si deve attentamente considerare, sulla base della valutazione del singolo individuo, la necessità di continuare la somministrazione di azatioprina. 6Una bassa percentuale di pazienti riferisce nausea dopo l’inizio della terapia con azatioprina. Questa sembra diminuire se le compresse sono assunte dopo i pasti. 7 Complicanze gravi, quali colite, diverticolite e perforazione intestinale, sono state descritte in pazienti trapiantati in trattamento immunosoppressivo. Tuttavia l’eziologia non è chiaramente stabilita e potrebbero essere implicati gli alti dosaggi dei cortisonici. In pazienti trattati con AZATIOPRINA ASPEN per malattie infiammatorie croniche dell’intestino è comparsa diarrea grave, recidivante alla ripresa del trattamento. Si deve tener conto, nel trattare questi pazienti, della possibilità che la risacerbazione dei sintomi possa essere farmaco–correlata. Pancreatite è stata osservata in una bassa percentuale di pazienti in terapia con AZATIOPRINA ASPEN, in particolare in quelli sottoposti a trapianto renale o nei soggetti affetti da malattie infiammatorie intestinali. È difficile correlare l’evenienza della pancreatite con la somministrazione di un solo farmaco, sebbene la ripresa del trattamento con AZATIOPRINA ASPEN abbia confermato l’osservazione. 8 Sono state osservate occasionalmente in associazione al trattamento con azatioprina colestasi e riduzione della funzionalità epatica, generalmente reversibili con la sospensione della terapia. Tali sintomi possono essere associati ai sintomi di reazione di ipersensibilità (vedere 4.8 Effetti indesiderati – Disturbi del sistema immunitario). Principalmente in pazienti sottoposti a trapianto sono stati descritti casi rari, ma pericolosi per la vita, di danno epatico associato a somministrazione cronica di azatioprina. I referti istologici comprendono dilatazione sinusoidale, peliosi epatica, malattia veno–occlusiva e iperplasia nodulare rigenerativa. In alcuni casi la sospensione della azatioprina ha comportato un miglioramento, temporaneo o permanente, del dato istologico e dei sintomi. 9Alopecia è stata descritta in un certo numero di pazienti in trattamento con azatioprina in associazione ad altri agenti immunosoppressivi. In molti casi tale condizione si risolve spontaneamente anche se si continua la terapia. La relazione tra alopecia e trattamento con azatioprina è incerta. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza È stato osservato il verificarsi della trasmissione sostanziale transplacentare e transamniotica di azatioprina e dei suoi metaboliti dalla madre al feto. L’azatioprina non deve essere somministrata a pazienti che sono in gravidanza o che probabilmente lo siano a breve senza una attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. L’evidenza della teratogenesi di azatioprina nell’uomo è dubbia. Come nel caso di tutti gli altri trattamenti chemioterapici citotossici, adeguate precauzioni contraccettive devono essere impiegate quando ad uno dei partner venga somministrata azatioprina. In seguito all’esposizione della madre ad azatioprina, soprattutto in combinazione con corticosteroidi, sono stati riportati casi di nascite premature e di neonati sottopeso alla nascita. Si sono verificati casi di aborto spontaneo successivamente ad esposizione materna o paterna ad azatioprina. Sono state riportate leucopenia e/o trombocitopenia in una percentuale di neonati, alle cui madri era stata somministrata azatioprina nel corso della gravidanza. Durante la gravidanza si consiglia particolare cura al monitoraggio ematologico. Allattamento Nel colostro e nel latte di donne in trattamento con azatioprina è stata identificata 6–mercaptopurina. Si raccomanda alle donne che ricevono azatioprina di non allattare al seno.Fertilità Vedere paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego – Effetti sulla fertilità.

Conservazione

Non conservare a temperatura superiore ai 25° C. Conservare nella confezione originale.

About

Creato da Giuseppe Pipero.